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    Tranchida e Turano non si separano
    Il presidente Mazzeo però batte i pugni e chiede rispetto
    Redazione28 Febbraio 2026 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone  – A Palazzo D’Alì venerdi mattina si sono seduti faccia a faccia il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessore regionale Mimmo Turano, per discutere di una maggioranza che scricchiola. Turano, leghista dentro al Governo regionale, a Trapani è il leader di riferimento del gruppo “Trapani Tua”, che, avverso al centrodestra, sostiene Tranchida già dal primo mandato elettorale, segnato dalle elezioni del 2018 e proseguito con la conferma del 2023.

    Qualcosa però si è rotto.

    Trapani Tua ha perso pezzi per strada, dapprima Annalisa Bianco portata trionfalmente alla presidenza dell’aula e poi travolta dalla condanna per corruzione nell’ambito dell’indagine Aspide sull’Asp; poi l’abbandono di Giusi Poma tradita nell’ aspirazione a succedere alla Bianco che intanto si era dimessa dalla presidenza dopo la sospensione prefettizia; infine l’uscita di Braschi che arrivato in Consiglio al posto della Bianco si era messo in fila per fare l’assessore, per conto del gruppo prendendo in Giunta il posto che era stato di Mazzeo, che all’assessorato nel 2025 preferì la presidenza del Consiglio.

    Ambedue le parti, Tranchida e Turano, interpellati, hanno scelto la via del silenzio, nessuna dichiarazione post incontro, lunedì torneranno a vedersi. Siamo all’ennesimo giro di boa. Non è la prima volta, dalla scorsa estate, che si palesa la crisi della maggioranza, con l’uscita dei centristi di fede turaniana, Mazzeo e Carpinteri, gli unici rimasti nel gruppo, dopo l’abbandono di Giusi Poma e giovedi di Toto Braschi, sempre annunciata ma mai praticata. Ancora ieri, chi pensava che fosse arrivato il momento della crisi, è rimasto smentito. Le uniche voci sono quelle venute fuori dal Consiglio comunale di giovedì sera. La sesta seduta consecutiva conclusa senza una sola delibera approvata.

    Improduttività totale.

    Dibattito concentrato sul distacco del consigliere comunale Toto Braschi dal gruppo “Trapani Tua”. Bisogna guardare a questo accadimento per leggere il nervosismo, politico, anche di Mazzeo nella direzione dei lavori. Braschi non lo ha detto ma è a Mazzeo che attribusice precise colpe, l’incapacità, “voluta”, del suo ex gruppo a riprendersi lo spazio in Giunta, ed ha calcato la mano: “il gruppo si è allontanato dalle sue idee e propositi, un gruppo che non vuole crescere”. Lui invece ha detto di non voler lasciare Tranchida.

    Il presidente del Consiglio Alberto Mazzeo giovedì non ha nascosto fastidio. da qualche tempo e’ severo con la maggioranza, è vero spesso silenziosa ma che quando tende ad alzare la testa si ritrova bacchettata dalla presidenza. Oltremodo disposto a concedere spazi alla minoranza che si distingue per toni sopra le righe, insinuazioni. E se la maggioranza ha i suoi mal di pancia, tradotto, l’incapacità di garantire i propri numeri in aula, c’è una minoranza che non appare coesa, che forse non a caso non ha mantenuto fede a quella che è rimasta solo una strombazzata mozione di sfiducia contro il primo cittadino.

    Peppe Guaiana (Amo Trapani) si fa notare con un ruolo autonomo da Miceli (Fdi) e Fileccia (Futuro) che vorrebbero fare i giacobini taglia teste. Ma per fortuna l’unica gligliottina custodita in città resta ben conservata è chiusa dentro al Museo Pepoli.

    L’ultima seduta

    Nell’ultima seduta poi si è assistito ad un violentissimo alterco, che è proseguito anche quando la seduta d’aula si è conclusa, tra il presidente Mazzeo e l’assessora alla Pubblica Istruzione Giulia Passalacqua. Sono volate parole grosse, accuse reciproche, segno che in maggioranza non si stanno passando momenti sereni. A finire nel tritacarne anche il segretario generale Panepinto, contro di lui un rimprovero, inglorioso, di Fileccia.
    A Palazzo Cavarretta oggi il gruppo misto è il più numeroso. Lì si ritrovano anche coloro i quali hanno diviso le proprie strade come Braschi e Giusi Poma da una parte, i centristi Mazzeo e Carpinteri dall’altra. Allo stesso gruppo appartengono Briale, Patti, Desideri ed Enzo Guaiana.

    Oggi si torna in aula per una seduta straordinaria, dedicata ai lavori per la mobilità intelligente al porto. Sarà ancora baraonda

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