• Trapani
    Caso Visodent, primi risultati: da Sella i primi riscontri sulla sospensione dei finanziamenti
    Ora si attende il rimborso delle rate già pagate per prestazioni mai ricevute/completate e la risposta dell'altra finanziaria
    Laura Spanò2 Agosto 2025 - Cronaca
  • Visodent 2 Cronaca

    Trapani – Sembra esserci uno spiraglio concreto nel caso Visodent, la vicenda che ha coinvolto migliaia di pazienti abbandonati improvvisamente dalla clinica odontoiatrica con sedi operative in Sicilia, e anche Trapani. Ne da notizia l’Associazione Consumerismo No Profit, attiva con lo Sportello +Tutela a Trapani a cui si sono rivolti molti pazienti dopo la chiusura delle sedi Visodent, senza alcun preavviso.

    Pazienti che si sono trovati con interventi mai avviati o lasciati a metà, senza possibilità di contatto con medici o amministratori, ma con l’obbligo di proseguire nel pagamento delle rate. In molti casi i pazienti avevano contratto finanziamenti, anche di importi superiori a 5.000 euro, spinti da proposte terapeutiche presentate come “personalizzate e urgenti” ma poi mai realizzate.

    Con la chiusura degli studi Visodent, il danno è stato duplice: da un lato la perdita economica, dall’altro il vuoto terapeutico, con cure dentali lasciate a metà e gravi ripercussioni sul piano sanitario e psicologico. Dopo le segnalazioni partite dallo Sportello +Tutela di Trapani, una delle due finanziarie coinvolte – Banca Sella – ha comunicato la sospensione delle rate dei finanziamenti accesi dai pazienti per coprire le cure odontoiatriche mai completate o mai avviate.

    «È un ottimo risultato raggiunto – dice Giovanni Riccobono, responsabile sportello Trapani – ma ancora la vicenda non è finita. Restiamo in attesa di un riscontro dell’altra finanziaria coinvolta Compass, e sul rimborso delle rate già pagate per prestazioni mai ricevute o completate». L’associazione è pronta a ricorrere all’arbitro bancario finanziario (ABF) qualora fosse necessario per chiedere formalmente la sospensione dei pagamenti e la risoluzione dei contratti per inadempimento.





  • Trapani
    Truffa cliniche Visodent: l’odissea di una paziente di Trapani
    Due anni da incubo, tra impianti fatti male, cinque mila euro andati in fumo e un sorriso che non è mai tornato
    Laura Spanò10 Giugno 2025 - Cronaca
  • Visodent 2 Cronaca

    Trapani – Chi non lo ha provato, non può capire cosa significa un sorriso spento o negato a causa della mancanza dei denti. Ma soprattutto il dolore patito per poter ritornare ad avere quel sorriso e la delusione di non esservi riuscita a causa della leggerezza di dottori poco affidabili o addirittura truffaldini.

    E’ quanto accaduto ad una serie di pazienti siciliani e trapanesi che si erano affidati alle cure delle cliniche Visodent. Cliniche sponsorizzate con un’ottima campagna di marketing e un’offerta: visite gratuite per un controllo. In pratica il sistema per trattenere i clienti oltre il primo appuntamento era proporre subito un finanziamento accessibile. Alla fine, tutto è avvenuto in queste settimane, queste cliniche che promettevano di ridare a tutti un sorriso si sono rivelate per quello che in realtà erano: una truffa. Sono tutti scomparsi, medici, infermieri, avvocati, amministratori, lasciando centinaia di pazienti disperati. I loro racconti  sono da horror.

    Il caso della signora Francesca Lamia di Trapani

    Per la signora si tratta di due anni di calvario, alcuni impianti falliti, un sorriso negato e cinque mila euro di finanziamento andati in fumo. L’odissea della signora Francesca Lamia di Trapani inizia nell’agosto 2023 quando decide di rivolgersi alla clinica Visodent di Trapani. Quella  che doveva essere una semplice visita di controllo per un “provvisorio” staccato, si trasforma in un vero incubo, costellato di interventi falliti, diagnosi contrastanti e una frustrante ricerca di risposte.

    La prima visita

    La prima visita che la signora Lamia effettua rivela una “parodontite e una gengivite avanzate”, che le rende i denti “mobili”. La soluzione proposta è drastica: rifare l’intera arcata superiore. Un canino occulto, scoperto tramite radiografia, complica il quadro. Inizialmente, le viene detto che il canino prima dell’inserimento di sei impianti, dovrà essere rimosso. L’inserimento viene eseguito da un medico diverso da quello della prima visita. Qui nasce la prima, clamorosa contraddizione: il nuovo medico decide di non rimuovere il canino occulto, sostenendo che servirà da sostegno per gli impianti. Una decisione che si rivelerà fatale.

    Pochi mesi e l’impianto salta

    Dopo qualche mese, un impianto salta. L’assistente, incredula, esclama: “Dobbiamo ricominciare tutto da capo!”. Iniziano una serie di rinvii, di scuse e la “scomparsa” del dottore che aveva eseguito l’intervento. Vengono addotte diverse giustificazioni, la signora Lamia in ogni caso non lo rivedrà più. I mesi intanto diventano quasi due anni e la situazione non si risolve. La paziente, esasperata, chiede un confronto con un responsabile. Riesce a parlare con il dottor Allitto di Messina, il quale, senza mai visitare la signora Lamia e guardando solo la radiografia, sentenzia: “Dobbiamo rifare tutto”. Alla domanda sul motivo del fallimento dell’impianto, la risposta è solamente “rigetto”. La signora allora Cchiede delucidazioni sul destino degli altri impianti e sui costi, avendo già pagato 5 mila euro. La risposta è: “Vediamo, non lo so”.

    Passano altri mesi

    La paziente torna dopo altri mesi e trova un terzo medico a questo punto minacciando una denuncia, la paziente ottiene la verità: “Purtroppo questi impianti sono stati messi male”. La situazione è disastrosa: su sei impianti, solo cinque sono rimasti, e di questi, due devono essere rimossi perché “non hanno aderito bene all’osso”. Il canino occulto, non può essere rimosso, in contraddizione con la diagnosi iniziale. La prospettiva finale è agghiacciante: tenere in bocca solo tre impianti e rimettere una protesi mobile. La paziente, furiosa, minaccia la denuncia e il rimborso totale dei soldi.

    Novembre 2024

    A novembre 2024 dopo aver minacciato azioni legali e il rimborso dei soldi versati, la paziente viene messa in contatto con l’amministrazione e l’avvocato della clinica. “Sono cose che capitano” le viene detto. Alla fine, viene promesso il rimborso completo. La paziente, ormai decisa a chiudere ogni rapporto con la clinica, fornisce il numero del suo avvocato. Un membro del personale, in privato, le suggerisce di non arrendersi e le conferma l’incompetenza di chi le ha eseguito il lavoro, rivelando che molti si “improvvisano implantologi” senza avere le competenze necessarie.

    Da quel momento, la paziente si è rivolta al suo avvocato, dando il via a una battaglia legale per ottenere giustizia e recuperare quanto perso, non solo in termini economici, ma anche di salute e serenità.





  • Palermo
    Chiusura centri Visodent, Codici Sicilia sollecita intervento urgente di Schifani
    Intanto Codacons chiede alla procura di Catania il sequestro delle cliniche in Sicilia
    Redazione8 Giugno 2025 - Cronaca
  • Visodent 2 Cronaca

    Palermo – L’associazione Codici Sicilia ha formalmente inviato una richiesta al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per chiedere un intervento urgente a tutela dei pazienti coinvolti nella chiusura improvvisa dei centri odontoiatrici Visodent in Sicilia.

    Nella lettera firmata dall’Avvocato  Manfredi Zammataro, segretario regionale dell’associazione, si evidenzia la situazione di grave abbandono sanitario in cui versano centinaia di cittadini siciliani che, da un giorno all’altro, si sono ritrovati con cure odontoiatriche iniziate e mai concluse, apparecchi installati, cartelle cliniche non accessibili e finanziamenti ancora da onorare per prestazioni mai erogate.

    L’azione di Codacons

    Tutto questo mentre il Codacons, ieri in Procura a Catania, ha chiesto il sequestro urgente di tutte le sedi delle cliniche odontoiatriche Visodent presenti in Sicilia, dopo la chiusura improvvisa dei centri che ha lasciato centinaia di pazienti senza cure, senza cartelle cliniche e con finanziamenti ancora da pagare.

    Due sedi a Catania e Palermo, una a Trapani, Modica e Messina: le strutture hanno chiuso i battenti senza alcun preavviso, i telefoni risultano inattivi e l’accesso è impossibile. Le denunce sono state presentate da numerosi cittadini che si sono rivolti al Codacons «dopo essere stati abbandonati senza spiegazioni e senza alcun supporto medico o amministrativo». «Abbiamo chiesto il sequestro delle sedi Visodent – spiega l’avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’ufficio legale Codacons Sicilia – perché all’interno potrebbero trovarsi documenti fondamentali per le indagini: cartelle cliniche, contratti di finanziamento, registri del personale, materiale sanitario e contabile. Ma le cartelle cliniche non sono solo prove da acquisire: sono strumenti essenziali per la salute dei pazienti, che oggi non sanno nemmeno quale trattamento abbiano ricevuto o in che stato si trovino i loro denti. Senza queste informazioni, proseguire o correggere le cure con altri medici diventa estremamente difficile e rischioso».

    Intanto l’Associazione Codici Sicilia

    “Abbiamo chiesto che la Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato alla Salute, attivi immediatamente le Aziende Sanitarie Provinciali (Asp) e i servizi odontoiatrici pubblici per garantire la presa in carico dei pazienti colpiti e il completamento delle cure interrotte”, spiegano Zammataro e l’Avvocato Vincenzo Maltese dirigente regionale dell’associazione. “Non possiamo permettere che cittadini già danneggiati economicamente vedano ora anche la propria salute compromessa, per l’assenza di risposte e responsabilità da parte del sistema”.
    Codici Sicilia sottolinea che si tratta di una vera emergenza sanitaria e sociale, che necessita di un’azione coordinata da parte delle istituzioni regionali. L’associazione ha inoltre offerto la propria disponibilità a collaborare con le Autorità per fornire l’elenco dei pazienti coinvolti e supportare l’attuazione di soluzioni operative. Gli Avvocati di Codici Sicilia, nel frattempo, proseguono con l’attività di raccolta delle segnalazioni da parte dei pazienti danneggiati, con l’obiettivo di accompagnare ogni cittadino nel percorso di tutela legale e sanitaria.
    Stiamo provvedendo – conclude l’avvocato Vincenzo Maltese – a redigere le denunce per i cittadini trapanesi già nostri associati, per dare impulso ad una attività di indagine che parta dalla Procura di Trapani, dopo quella di Catania. Chi ha sbagliato dovrà risponderne nella competente sede giudiziaria”.




  • Catania
    Procura Catania apre inchiesta su chiusura cliniche dentistiche “Visodent”
    Si ipotizza il reato di truffa
    Redazione29 Maggio 2025 - Cronaca
  • 1748453355208 visodent Cronaca

    Catania – Quello di Trapani sembrava un caso isolato, cioè la chiusura senza un perchè della Visodent, di corso PierSanti Mattarella, ma in realtà il caso delle cliniche dentistiche Visodent, riguarda altri centri della Sicilia e per questo la Procura di Catania dopo le tante denunce, vuole vederci chiaro ed ha aperto una inchiesta: ipotizzano il reato di truffa.

    Il caso di Trapani

    A sollevare il caso a Trapani nei giorni scorsi era stato un nostro lettore. In buona sostanza segnalava “la grave inadempienza medica, deontologica, morale e contrattuale della Visodent di Trapani (C.so P.Mattarella) che ha inopinatamente chiuso i battenti da un giorno all’altro, senza avvisare e senza valide spiegazioni (solo uno striminzito bigliettino sulla vetrina), abbandonando i pazienti a metà di (costose e anticipate) cure dentarie. Non si riesce a contattare un fantomatico Direttore Sanitario nè un responsabile, sia telefonicamente che per e-mail. Mi risulta personalmente che sono parecchi i pazienti con interventi lasciati a metà, come il sottoscritto, che mantiene un impianto “provvisorio” da un mese e mezzo, senza possibilità di inserimento di impianto definitivo, proprio per latitanza dell’Azienda medesima. Gli interventi sanitari lasciati a metà, inoltre, sono stati abbondantemente pagati in anticipo, per “politica aziendale”.

    Fin qui la lettera giunta alla nostra redazione. Ma il problema riguarda tutta la Sicilia, insomma senza contattare i pazienti le cliniche hanno chiuso i battenti, lasciando decine di pazienti senza cure e soprattutto con i debiti da onorare con le banche a cui avevano chiesto dei prestiti per finanziare gli interventi.

    Negli esposti le persone che hanno fatto ricorso a una delle varie cliniche dentistiche in Sicilia hanno segnalato di avere pagato per impianti e interventi dentali che non sono mai stati eseguiti. In molti hanno trovato le cliniche chiuse nonostante avessero già pagato per l’intervento del dentista della Visodent. Il fascicolo è stato aperto dal procuratore aggiunto Fabio Scavone.

    Manfredi Zammataro, segretario regionale di Codici Sicilia

    «Siamo stati letteralmente sommersi dalle segnalazioni provenienti da ogni parte dell’isola – afferma l’avvocato Manfredi Zammataro, segretario regionale di Codici Sicilia -, decine di cittadini ci stanno contattando dopo essersi ritrovati all’improvviso senza cure, senza documentazione clinica, senza alcuna comunicazione ufficiale da parte della struttura e, cosa ancor più grave, con finanziamenti ancora attivi per prestazioni mai completate o nemmeno iniziate».

    Il Codacons ieri ha depositato un esposto alla Procura Palermo e ha avviato una class action per ottenere la sospensione dei pagamenti e il recupero delle somme già versate. L’associazione chiede inoltre il blocco immediato di tutti i finanziamenti attivati dai pazienti al centro Visodent di Palermo, «al fine di evitare ulteriori danni economici».

     





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