• Italia
    Il calendario 2026 della polizia, scatti di storie ma anche di vite dietro la divisa
    Scatti e ritratti - firmati da Settimio Benedusi e Guido Stazzoni, fondatori del collettivo Ricordi Stampati
    Redazione11 Novembre 2025 - Attualità
  • calendario Attualità

    Roma – Arriva il calendario della polizia 2026. Un racconto di vera umanità quello fermato negli scatti di Settimio Benedusi e Guido Stazzoni. Negli scatti è possibile vedere il punto d’incontro tra identità professionale e vita personale, tra squadra da una parte e singolo dall’altra. Elementi diversi che si completano e si sostengono a vicenda, come accade ogni giorno, nel lavoro quotidiano.

    La presentazione a Roma

    Il nuovo calendario 2026 è stato presentato lunedì pomeriggio, a Roma, nel complesso delle terme di Diocleziano, alla presenza del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e del capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani.

    Alcune delle storie dietro gli scatti

    C’è la storia di Concetta ispettore all’aeroporto di Malpensa e mamma di Gabriele che con passione e dedizione ha trovato il giusto equilibrio per dare sempre il massimo sia a casa che a lavoro; quella di Mauro prossimo al pensionamento che sognava di fare il poliziotto fin da bambino e che oggi è felice ed orgoglioso di esserci riuscito; la storia di Julia atleta paralimpica tesserata fiamme oro gruppo sportivo della polizia di Stato che grazie alla scherma ha trovato la forza di continuare a sorridere e a credere nei sogni. Poi c’è la vita di Medy come lo chiamano gli amici: bengalese nato a Mantova per il quale la divisa rappresenta il riscatto, lo strumento per servire l’Italia, la possibilità di dedicarsi agli altri e di servire il prossimo.

    Una parte del ricavato andrà ai progetti dell’Unicef

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    Parte del ricavato delle vendite sarà destinato a sostenere il progetto di solidarietà Unicef «Zambia», in difesa del diritto all’acqua di tutti, in particolare dei bambini, e al Piano «Marco Valerio» che sostiene i figli dei dipendenti della polizia affetti da patologie gravi e croniche. Sarà possibile, a partire dal 17 novembre, acquistare il calendario 2026 sulla piattaforma Amazon.





  • Italia
    Otto anni fa ci lasciava il Mago Zurlì: il ricordo di Cino Tortorella
    L’Associazione “Amici di Mago Zurlì” invita a scrivere un pensiero per ricordare Cino
    Redazione24 Marzo 2025 - Spettacolo
  • cino tortorella3 Spettacolo

    Otto anni fa ci lasciava il Mago Zurlì: il ricordo di Cino Tortorella

    Bologna – Sono passati otto anni dalla scomparsa di Cino Tortorella, il volto storico dello Zecchino d’Oro, conosciuto da intere generazioni come il Mago Zurlì. Il 23 marzo 2017, all’età di 89 anni, si spegneva un uomo che ha fatto della musica e dell’infanzia la sua missione di vita. In occasione dell’anniversario, l’Associazione “Gli Amici di Mago Zurlì”, onlus impegnata nella tutela dei diritti dei bambini, lancia un invito a tutti: scrivere un pensiero via email per ricordare Cino.

    L’eredità del Mago Zurlì

    Tortorella non è stato solo un presentatore, ma un ambasciatore dell’infanzia, anche in veste ufficiale per l’Unicef, capace di selezionare e accompagnare migliaia di piccoli artisti sul palco dello Zecchino. La sua creatura più celebre è oggi Patrimonio immateriale dell’Umanità, riconoscimento che testimonia il valore universale della musica per l’infanzia.

    Lo Zecchino d’Oro, la tua meravigliosa creatura, è diventata Patrimonio dell’Umanità. Ce n’è tanto bisogno. Ci manchi tanto” – si legge nella toccante dedica pubblicata sulla pagina Facebook dell’Associazione.

    Come inviare un ricordo

    Chi desidera partecipare a questa iniziativa di memoria condivisa può inviare il proprio pensiero via mail agli indirizzi:
    presidente@amicidimagozurli.it
    segreteria@amicidimagozurli.it

    Tutti i messaggi verranno raccolti e pubblicati sul sito ufficiale dell’associazione: www.amicidimagozurli.it

    Le voci di chi l’ha conosciuto

    Numerosi i ricordi già pubblicati, tra cui quelli di Cristina D’Avena, che sottolinea:

    Cino è stato un grande punto di riferimento per me. Ha tenuto a battesimo il mio debutto artistico quando avevo solo 3 anni e mezzo”.

    Anche Cristina Chiabotto ha voluto condividere il suo pensiero:

    Porterò sempre con me lo sguardo meravigliato dei bambini di fronte al suo sorriso”.

    Il cardinale Matteo Zuppi lo ricorda come “un testimone importante per milioni di ragazzi cresciuti con lui” e ne esalta “la professionalità e simpatia come esempio da seguire”.

    Un messaggio per non dimenticare

    Lucio Catamo, presidente dell’associazione e medico che ha curato Tortorella negli ultimi anni, invita “tutti i bambini di ieri e di oggi” a lasciare un pensiero, affinché il Mago Zurlì continui a vivere nei ricordi di chi è cresciuto con le sue fiabe e le sue canzoni.







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