Automobilismo
Giro di Sicilia, la leggenda torna a vivere
Palermo – È più di una corsa. È un viaggio nel tempo, tra paesaggi, storia e passione per i motori. Il Giro di Sicilia torna per la sua 35ª edizione, pronto a riportare sull’asfalto il fascino delle auto d’epoca e lo spirito visionario di Vincenzo Florio, che nel 1912 volle creare una competizione capace di raccontare l’anima della Sicilia.
La presentazione ufficiale si terrà lunedì 20 ottobre, alle 10:30, nella splendida Sala degli Specchi di Villa Niscemi, a Palermo, dove verranno svelati i dettagli dell’edizione 2026.
Il Giro di Sicilia è riconosciuto a livello internazionale come evento Asi-Fiva (Fédération Internationale des Véhicules Anciens) e fa parte del Circuito Tricolore Asi.
Un’iniziativa che unisce cultura, turismo e identità, patrocinata dal Ministero della Cultura, dal Ministero delle Infrastrutture, dall’Anci e da Città dei Motori.
Per qualche giorno, la Sicilia tornerà a essere un museo a cielo aperto, dove la bellezza delle auto storiche incontra quella dei borghi e dei panorami che l’hanno resa celebre nel mondo.
A presentare l’evento sarà il Veteran Car Club Panormus, con il presidente Antonino Auccello, il vicepresidente Mariano Cuccia e l’organizzatrice tecnica Giovanna Meli di Ctf Viaggi.
Accanto a loro, l’assessore comunale Alessandro Anello, che sottolineerà il valore turistico e sportivo di una manifestazione ormai simbolo della città.
Tra i sostenitori, il main sponsor Sicilbanca, rappresentato dal presidente Giuseppe Di Forti, dal vicepresidente della Fondazione Sicana Antonio Piraino e dal consulente Emilio Giammusso.
Non mancheranno momenti di grande umanità. A partire dalla partecipazione di Ninni Gambino, che prenderà parte al Giro al volante di una Fiat 600 adattata per persone diversamente abili.
Un gesto che trasforma la corsa in un simbolo di inclusione e coraggio, ricordando che la passione non conosce barriere.
Ad arricchire la conferenza, anche gli interventi dei due storici Vincenzo Prestigiacomo e Salvatore Requirez, custodi della memoria dei Florio e di quella straordinaria stagione in cui la Sicilia divenne laboratorio di modernità.
Tra colline, saline e città d’arte, la 35ª edizione del Giro di Sicilia farà tappa in luoghi che raccontano la vera essenza dell’isola.
Un percorso che unisce motori e paesaggio, storia e innovazione, orgoglio e appartenenza.
“Ogni anno – spiega Auccello – rivedere queste auto sulle strade siciliane significa far rivivere un sogno collettivo: quello di un’isola che non smette di emozionare”.
Turismo
ROMA, 29 settembre 2025 – I numeri parlano chiaro: il turismo non è soltanto vacanza, ma una forza che muove l’Italia. E dentro questo racconto la Sicilia ha un posto speciale. Il World Travel & Tourism Council (Wttc) prevede che nel 2025 il settore porterà all’economia nazionale 237,4 miliardi di euro, quasi dieci in più rispetto allo scorso anno.
Se l’Italia resta nella top 10 mondiale, gran parte del merito va anche alla Sicilia, che continua a conquistare viaggiatori da ogni continente. Le spiagge di San Vito Lo Capo, i templi di Agrigento, i vicoli di Ortigia e i panorami dell’Etna offrono un mosaico unico. Non stupisce che la spesa dei visitatori stranieri supererà i 60 miliardi di euro, con l’Isola tra le mete più scelte.
Il turismo genera 3,2 milioni di posti di lavoro in Italia, e in Sicilia questa ricchezza significa soprattutto opportunità per i giovani. Quasi un lavoratore su dieci ha meno di 25 anni: numeri che raccontano come l’accoglienza, la ristorazione e l’ospitalità possano diventare strumenti per trattenere energie e talenti che spesso cercano altrove il proprio destino.
Il 2025 vedrà investimenti per 12 miliardi di euro nel comparto. Strutture ricettive, collegamenti e servizi congressuali stanno crescendo anche nell’Isola, con l’obiettivo di offrire esperienze sempre più moderne senza perdere autenticità.
“Il turismo sta vivendo una trasformazione straordinaria”, ha ricordato il presidente del Wttc, Lefebvre d’Ovidio. Le sfide sono note: sostenibilità, innovazione, rispetto dei luoghi. Temi che in Sicilia si sentono forti, tra parchi naturali da proteggere, coste da tutelare e un patrimonio culturale che va tramandato.
La Sicilia sa emozionare con i suoi mercati popolari e i borghi di pietra, ma oggi guarda anche al futuro con eventi, festival e un turismo che non si limita all’estate. Un equilibrio delicato che può trasformare la sua bellezza in un motore stabile di sviluppo.
Turismo
L’isola incanta ancora: borghi, mare e memorie di casa tra le mete più scelte dagli italiani per l’estate 2025
Palermo – C’è chi la sogna tutto l’anno, chi la chiama “casa” anche se ne vive lontano, chi ci torna ogni agosto per respirare il profumo dei fichi d’india e sentire sotto i piedi la sabbia calda. La Sicilia non è solo una destinazione: è un richiamo, ed è per questo che anche quest’anno entra tra le cinque mete più amate dagli italiani. Secondo il focus dell’Osservatorio Turismo Confcommercio, in collaborazione con Swg, oltre 18 milioni di persone partiranno in agosto, e il 70% resterà in Italia. Tra le preferite, subito dopo Emilia Romagna, Toscana e Trentino, c’è lei: l’isola dei contrasti e della luce.
Per tanti, scegliere la Sicilia non è solo fare le valigie e partire. È ritrovare una parte di sé, o scoprirne una nuova. C’è chi cammina tra le viuzze di Erice e sente storie antiche tra le pietre. Chi tuffa i piedi nel mare di San Vito Lo Capo, e si ferma a guardare l’orizzonte. Chi risale i sentieri dell’Etna o si perde tra i mosaici di Piazza Armerina.
Sono luoghi che parlano. E che, a modo loro, curano.
Il 68% dei viaggiatori resterà in Italia, e tra questi, molti si muoveranno da una regione all’altra. Tanti sono i siciliani che vivono altrove e tornano “giù” per un mese che sa di feste di paese, granite a colazione e chiacchiere con i vicini. Altri, la Sicilia la scelgono per la prima volta, attratti dalla sua fama ma poi conquistati dal suo calore.
Le località più richieste? Cefalù, Taormina, Noto, Scopello, le Eolie, e sempre di più i borghi dell’entroterra, dove si trova il silenzio buono, quello che ti rimette al mondo.
Più della metà dei viaggiatori alloggerà in strutture ricettive: hotel, b&b, case vacanza. Ma resiste chi preferisce l’autenticità dell’agriturismo, o chi si sistema nella casa dei nonni, magari quella con i muri spessi e il gelsomino in cortile.
La spesa media è di 975 euro a persona, ma la Sicilia ha un vantaggio: regala molto anche a chi ha poco. Bastano un piatto di pasta con le sarde, una passeggiata al tramonto sul lungomare e una notte sotto le stelle.
«Il turismo è in crescita, e la Sicilia ha tutto per essere protagonista», dice Manfred Pinzger, vicepresidente di Confcommercio. «C’è fiducia, voglia di muoversi e riscoprire. Sta a noi sostenere questa energia con servizi, accoglienza e visione».
E intanto, da nord a sud, tanti scelgono l’isola per staccare, respirare e ricominciare.L’estate siciliana è fatta di paesaggi, incontri e ricordi. Una bellezza che non si fotografa, ma si porta dentro.
Politica
Palermo – “Schifani venga in aula a riferire sulle inchieste che riguardano il presidente dell’Ars Galvagno e l’assessore regionale al Turismo Amata o faremo le barricate”.
Lo dicono Pd e M5S dal sit-in organizzato davanti Palazzo D’Orleans, sede della presidenza della Regione, per dire “basta al sistema clientelare che da tempo caratterizza la gestione dei fondi regionali”.
“Dire che la gestione dei fondi per il turismo e per la cultura è poco trasparente è un eufemismo. I soldi della Regione Siciliana vengono usati in maniera assolutamente personale, padronale e clientelare. Noi vogliamo dire veramente basta, perché purtroppo questo governo Schifani ci sta umiliando di fronte all’Italia intera” dice Valentina Chinnici, deputato regionale del Pd che parla a nome del partito perché il segretario regionale, Antony Barbagallo, è a Roma per l’elezione delle autorità portuali siciliane.
“Non chiediamo le dimissioni di Galvagno e Amata, perché siamo garantisti e attendiamo prima di capire se ci sarà un rinvio a giudizio dei protagonisti di queste vicende, ma intanto stiamo aspettando certamente un atto di umiltà da parte di chi ci governa, infatti, quello dai giornali è assolutamente imbarazzante” aggiunge.
“Siamo qui per confrontarci con i colleghi del partito democratico e con gli altri colleghi dell’Assemblea Regionale siciliana perché siamo pronti a bloccare l’aula se il Presidente Schifani non viene all’Ars a rispondere alle nostre richieste” dice Nuccio Di Paola, coordinatore del M5S Sicilia.
Sono circa una cinquantina i deputati e consiglieri comunali che stanno manifestando con le bandiere di partito.
“Questo è un tema che poniamo ormai da mesi ma, perché quello del turismo ricordo che non è un problema che nasce con See Sicily, ma c’è anche Cannes su cui abbiamo fatto un’interrogazione parlamentare nel gennaio del 2023 e continuiamo a ritenere che il governatore non può esimersi da quello che sono le sue responsabilità” afferma Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars. (fonte Ansa)
Attualità
Castellammare del Golfo – La scena è sempre la stessa. Si ripete da anni. Cambiano le amministrazioni, cambiano i vertici degli uffici ambientali locali e regionali, si alternano i comandanti dei distaccamenti della Guardia Costiera, ma puntualmente ad ogni stagione estiva si palesano episodi di inquinamento della costa e dello splendido mare. Nemmeno la località cambia: siamo sul litorale di contrada Magazzinazzi, in un punto al confine tra i Comuni di Alcamo e Castellammare del Golfo.
Stamattina già i primi bagnanti arrivati in spiaggia hanno trovato una scia nera che dalla costa si allunga verso il mare. Qualcuno poi si è premurato di fotografarla dalla finestra di casa. E’ evidente che si tratta di uno scarico di qualcosa in mare, uno scarico non di poco conto a notare l’estensione in larghezza e in profondità. Eppure il tratto di costa è di quelli più importanti della zona, coincide con i lidi della cosiddetta Plaia. Un brutto colpo per il turismo e per l’accoglienza turistica. E’ certo che i liquami arrivano in mare attraverso la foce del fiume San Bartolomeo, e quindi è da presumere che gli eventuali scarichi illeciti siano da ricercare non direttamente sulla costa, ma a monte.
Adesso comincerà il balletto di competenze a chi tocca insomma fare qualcosa. Ma è evidente che sebbene la cosa si ripeta puntualmente (la si scopre d’estate perché la zona è maggiormente affollata, ma non è da escludere che stessa cosa accada nei mesi precedenti, solo che l’assenza di residenti fa passare sotto silenzio quanto eventualmente accade) il problema resta irrisolto non da mesi ma da anni.
Turismo
Turismo 2025 – C’è voglia di partire, di respirare bellezza, di riscoprire l’Italia vera. E l’estate 2025 sembra avere già una regina annunciata: la Sicilia, che conquista il secondo posto tra le mete più amate dai vacanzieri italiani. Secondo il report pubblicato da Demoskopika in collaborazione con il CNEL, saranno oltre 4,4 milioni i nostri connazionali pronti a sbarcare sull’isola nei mesi più caldi.
Più che una fuga, una selezione accurata. È questa la nuova faccia del turismo italiano: meno quantità, più qualità. Lo confermano i dati nazionali: +2,1% di presenze rispetto al 2024, per un totale stimato di 268 milioni di pernottamenti, ma soprattutto una crescita a doppia cifra nella spesa complessiva: +12,3%, pari a 71,8 miliardi di euro.
La tendenza è chiara: si cercano esperienze memorabili. E i numeri lo raccontano bene:
+18,3% per camere in strutture di fascia alta
+22,7% per esperienze enogastronomiche
+27,5% per servizi su misura come guide private e tour esclusivi
Restano, però, gli effetti dell’inflazione. Pernottamenti (+5,8%), ristorazione (+4,3%) e trasporti (+6,2%) presentano conti un po’ più salati — un dettaglio che molte famiglie dovranno considerare prima di fare le valigie.
Tra chi ha scelto di restare in Italia (oltre il 70% degli italiani), la Sicilia conquista il 14,7% delle preferenze, superata solo dalla Puglia (15,8%) e davanti a giganti come Toscana (13,2%) e Sardegna (11,8%).
Il motivo? Una combinazione che sembra scritta dal destino: mare da cartolina, clima perfetto e patrimoni culturali che non smettono di stupire, dal barocco di Noto alle saline di Trapani, passando per le meraviglie greche e normanne.
Se c’è un trend che domina l’estate 2025, è quello del ritorno ai borghi. Luoghi silenziosi, spesso lontani dal clamore, ma pieni di autenticità. L’aumento è netto: +22,5% rispetto all’anno scorso. E tra le mete siciliane più gettonate spicca Erice, la perla medievale sospesa tra cielo e mare, insieme a Castelmola, balcone romantico affacciato su Taormina.
Tre i motivi principali indicati dai turisti:
Erice, in particolare, segna un +25,7% in termini di presenze: un dato che fa riflettere, e sperare.
Il report di Demoskopika fotografa anche i desideri generazionali:
Certo, non manca chi guarda oltre confine. Spagna, Grecia e Croazia restano in cima, ma sorprende il boom di mete a lungo raggio: Giappone (+18,7%), Stati Uniti (+15,3%), Thailandia (+14,2%). Ma alla fine, il Belpaese tiene botta. E in fondo, cosa c’è di più magico di una cena a lume di tramonto davanti a Favignana o di un’alba su Monte Cofano?
La sfida, per questo angolo di Sicilia, è doppia: accogliere con efficienza e valorizzare ciò che lo rende unico. I numeri ci sono. Ora è il momento della visione, della cura, della qualità diffusa.
L’estate è già cominciata. La Sicilia è pronta. E Trapani è chiamata a brillare.
Fonte: Demoskopika – “Previsioni turismo estate 2025”, maggio 2025, in collaborazione con il CNEL.
Turismo
Dal 15 giugno al 15 settembre si potranno presentare le domande. La Regione punta su qualità, sostenibilità e valorizzazione dei territori meno centrali
GIARRE (CT) – Stavolta, nessuna corsa contro il tempo, nessun click day. Solo progetti validi, idee solide, visioni a lungo termine. È questa la linea che la Regione Siciliana ha tracciato con il nuovo bando da 135 milioni di euro presentato l’8 maggio al Parco botanico Radicepura di Giarre: un investimento importante, cofinanziato con i Fondi di Sviluppo e Coesione 2021–2027, che guarda al futuro del turismo siciliano con una promessa chiara: qualità prima della quantità.
Il bando, fortemente voluto dall’assessore al Turismo Elvira Amata, rappresenta un’occasione concreta per chi opera nel settore dell’accoglienza. Dà ossigeno a chi vuole ristrutturare, ampliare o avviare strutture ricettive, anche attraverso il recupero di immobili storici oggi dismessi. L’obiettivo? Costruire un turismo che sia più sostenibile, più digitale, più radicato nei territori.
Due le strade per accedere ai fondi:
Ma la vera svolta, per una volta, è procedurale: stop ai click day. Le domande saranno accolte dal 15 giugno al 15 settembre 2025, e valutate in base alla qualità dei progetti, non alla rapidità con cui si preme “invio”. Una scelta che potrebbe finalmente premiare chi ha visione e competenze, non solo chi ha la connessione più veloce.
C’è entusiasmo, ma anche cautela, tra gli operatori del settore. Per Mario Indovina, vicepresidente della sezione Turismo di Confindustria Catania, «è un’opportunità che aspettavamo da tempo. Con l’11% in più di turisti stranieri e un incremento del 22% nelle presenze invernali, la Sicilia dimostra che la destagionalizzazione non è più un’utopia». Serve però, secondo lui, che le misure si traducano in azioni rapide e concrete.
Più pragmatico Franz Di Bella, vicepresidente vicario della stessa Confindustria, che giudica la dotazione «significativa ma non ancora sufficiente» a soddisfare la domanda potenziale.
E c’è chi, come Salvo Tomarchio della Commissione Attività Produttive, sottolinea il valore sistemico dell’iniziativa: «Non è un contributo spot. È un investimento strategico che può avere ricadute reali e misurabili sull’economia dell’isola».
Nelle parole dell’assessore Elvira Amata si percepisce l’ambizione: «Nel 2024 abbiamo superato i 22 milioni di presenze, e i dati del 2025 confermano il trend in crescita. Ma il nostro obiettivo è anche riequilibrare: dare impulso alle isole minori, alle aree interne, alle zone meno coperte dall’offerta turistica tradizionale».
Una strategia che guarda oltre la stagionalità e punta sulla delocalizzazione intelligente: sostenere territori che hanno tanto da offrire, ma finora sono rimasti ai margini dei circuiti turistici principali.
Importo complessivo: 135 milioni di euro.
Contributi a fondo perduto:
De minimis: 50.000–300.000 €, fino all’80%.
In esenzione: fino a 3,5 milioni €, al 60/50/40% in base alla dimensione aziendale.
Scadenze: dal 15 giugno al 15 settembre 2025.
A chi si rivolge: imprenditori del turismo, gestori di strutture ricettive, investitori locali.
Se vuoi partecipare, è il momento di preparare un progetto serio, radicato, lungimirante. Perché questa volta, a fare la differenza, sarà la qualità. E in Sicilia, non manca di certo.
Attualità
Trapani – L’anticiclone africano non aspetta l’estate astronomica: la provincia di Trapani sarà tra le prime a essere travolta dal grande caldo in arrivo dal Sahara. A partire da mercoledì 28 maggio, masse d’aria roventi cominceranno a far salire i termometri ben oltre i 30 gradi, con punte previste fino a 34-35°C tra venerdì 30 e domenica 2 giugno.
A confermarlo sono i bollettini aggiornati dell’Aeronautica Militare, di ilMeteo.it e 3B Meteo, che indicano proprio la Sicilia occidentale come uno degli epicentri del primo assaggio d’estate.
Le temperature più elevate si registreranno nelle aree interne e costiere comprese tra Marsala, Mazara del Vallo, Salemi e Alcamo, ma anche lungo l’arco compreso tra Erice, Trapani e Castellammare del Golfo. In queste zone, il cielo sarà limpido, l’umidità moderata e il vento debole o assente: le condizioni ideali per l’accumulo di calore durante le ore centrali della giornata.
Mattia Gussoni, meteorologo de ilMeteo.it, ha dichiarato in un’intervista rilasciata il 26 maggio che “giugno partirà con temperature superiori alla media di almeno 3°C. Uno scenario che ricorda molto da vicino l’estate del 2003: calda, duratura, e potenzialmente pericolosa”.
Gussoni ha inoltre evidenziato il rischio di fenomeni meteo estremi nelle zone montuose, tra cui Monte Inici e la fascia collinare tra Vita e Salemi, dove l’interazione tra caldo e orografia potrebbe innescare temporali improvvisi, grandinate o raffiche di vento.
Sulle spiagge di San Vito Lo Capo, Marausa, Tre Fontane e Cornino il ponte del 2 giugno si preannuncia affollato: cieli sereni, acque già miti e temperature ideali per i primi bagni della stagione.
Ma il quadro non è tutto rose e fiori. Il Sistema di Allerta della Protezione Civile Regionale ha già segnalato un elevato rischio incendi, soprattutto nell’entroterra. La combinazione di caldo secco, erba alta e venti di scirocco potrebbe rendere critiche aree come Segesta, Buseto Palizzolo e Monte Sparagio.
Se il caldo è manna per il turismo costiero, lo è molto meno per l’agricoltura. In particolare, le colture della fascia di Campobello, Petrosino e Paceco rischiano di entrare in sofferenza. A preoccupare è anche la siccità crescente, come sottolineato nei bollettini di ARPA Sicilia, che segnalano un’assenza di precipitazioni significative nelle ultime settimane.
Secondo le previsioni di 3B Meteo, il weekend lungo sarà caratterizzato da tempo stabile e soleggiato su tutta la provincia. Un’occasione per residenti e visitatori di approfittare delle giornate più lunghe tra spiaggia, escursioni e sagre locali. Ma gli esperti raccomandano prudenza: evitare l’esposizione nelle ore più calde, idratarsi costantemente e proteggersi dai raggi UV, soprattutto anziani e bambini.
Fonti:
Economia
Sicilia – “Il turismo è il petrolio della Sicilia”. Lo ripetono da decenni, come se bastasse accendere l’interruttore e aspettare il flusso. In realtà, le cose sono più complesse.
Sì, il turismo ha portato visibilità, investimenti, vitalità. Ma anche squilibri profondi: affitti impazziti, quartieri svuotati di residenti, contratti stagionali da poche centinaia di euro.
E soprattutto: una generazione di giovani siciliani che lavora tanto, ma costruisce poco. Che fatica a progettare un futuro, figuriamoci a pensare alla pensione.
Nel cuore dell’isola o sulla costa, cambiano i panorami ma non le dinamiche. I ragazzi fanno la stagione in cucina, alla reception, come guide turistiche. Lavorano duro, imparano lingue, si adattano. Ma quasi sempre a tempo. Contratti brevi, contributi irrisori. E intanto, l’età pensionabile in Italia vola verso i 71 anni.
Con queste condizioni, chi oggi ha 25 o 30 anni – se va bene – andrà in pensione nel 2065. Forse. Sempre che abbia avuto la fortuna di lavorare abbastanza da maturare i requisiti minimi.
Palermo, Cefalù, Noto, San Vito Lo Capo, Scicli. Luoghi da cartolina che attirano il mondo. Ma anche territori dove trovare un pediatra o un treno puntuale è un’impresa.
Nei borghi interni, si restaurano chiese ma chiudono le scuole. Si finanziano B&B, ma mancano le librerie.
E i giovani? Costretti a scegliere: o fare la valigia per il Nord, o restare e barcamenarsi tra lavoretti, estati infinite e inverni vuoti. Una terra che chiede tanto e restituisce poco.
Molti dei grandi profitti del turismo in Sicilia vanno a operatori esterni, portali internazionali, investitori immobiliari. La ricchezza si concentra, i margini per chi vive sul posto si assottigliano.
Eppure, l’isola continua a finanziare promozione, eventi, bandi con fondi pubblici. Il turismo estrae valore dai territori, ma raramente lo reinveste nelle comunità.
Trasformare il turismo in un vero volano occupazionale non è utopia. Ma serve cambiare prospettiva. Non più turismo “per” i turisti, ma “con” chi abita i luoghi.
Solo così il turismo potrà essere una scelta dignitosa, non un ripiego. Una strada che porta lontano, e non un vicolo cieco.
I giovani siciliani non chiedono scorciatoie. Chiedono rispetto. Opportunità. Fiducia. E una visione che non li costringa a vivere di estati e sopravvivere agli inverni.
Perché chi lavora nel turismo oggi, tra turni infiniti e stipendi bassi, rischia di essere escluso domani da ogni forma di sicurezza.
E allora, che futuro è?
Forse la vera sfida della Sicilia non è aumentare i flussi turistici, ma dare un senso a ciò che resta quando i turisti vanno via. A cominciare dai giovani. A cominciare da qui.
Turismo
Italia, Sicilia — Tra giugno 2024 e marzo 2025 qualcosa è cambiato nel modo in cui gli italiani sognano le loro fughe primaverili. E la Sicilia, questa volta, non ha lasciato spazio a dubbi: è lei la grande protagonista dei ponti di primavera 2025. Secondo un’analisi dei trend di ricerca online, l’Isola ha raccolto il 47% delle preferenze tra chi cercava idee per il 25 aprile e il 1° maggio. Numeri che parlano chiaro e che raccontano anche una nuova filosofia di viaggio: meno improvvisazione, più pianificazione e, soprattutto, un occhio molto attento al portafoglio.
A rincorrere la Sicilia, ma a debita distanza, troviamo Toscana (13%) e Campania (10%). E se si guardano le località più cliccate in assoluto, spuntano Ischia, Roma, Rimini e Riccione: mete storiche, certo, ma nessuna capace di scalzare l’Isola dai sogni degli italiani.
Il quadro emerso è chiaro: rispetto all’anno precedente, le ricerche online legate ai ponti sono cresciute del 7%, superando il milione di interrogazioni. A dominare sono proprio le destinazioni “di casa nostra”: l’87% degli utenti ha puntato su mete italiane, preferendo vacanze corte, agili e facilmente gestibili.
Insomma, l’idea del “prendi e parti” resiste, ma si adatta ai tempi: si viaggia spendendo meno, scegliendo con più attenzione e privilegiando la flessibilità.
Chi parte, oggi, cerca voli brevi, spostamenti agili in auto e soluzioni che consentano di cambiare piani all’ultimo momento senza troppi grattacapi.
Il boom delle mete italiane si spiega facilmente: i costi dei viaggi all’estero restano elevati, e le incertezze legate ai voli internazionali spingono molti a guardare vicino casa.
Le destinazioni raggiungibili in poche ore, meglio se gestibili con mezzi propri, permettono di controllare tempi e spese.
Il risultato? Una vacanza su misura, in cui libertà e risparmio vanno di pari passo.
Se le previsioni saranno confermate, nei giorni dei ponti primaverili vedremo un aumento del traffico sulle principali arterie italiane.
Anche i servizi di mobilità flessibile — noleggi brevi, soluzioni combinate treno-auto, prenotazioni last minute — giocheranno un ruolo importante nel rispondere a un pubblico che vuole viaggiare bene, senza stress e senza vincoli rigidi.
Un segnale chiaro: il futuro delle vacanze italiane sarà sempre più fatto di qualità, velocità e autonomia.