• Campobello di Mazara
    Campobello di Mazara, l’8 e 9 novembre torna la Nocellara Expo: la sagra dell’olio e dell’oliva del Belìce
    Terza edizione della sagra dedicata all’olio e all’oliva Nocellara del Belìce: un weekend di gusto e tradizione a Campobello
    Redazione7 Novembre 2025 - Attualità
  • evidenza nocellara Attualità

    Campobello di mazara – L’8 e il 9 novembre a Campobello la 3ª edizione della “Nocellara Expo – Sagra dell’Olio e dell’Oliva Nocellara del Belìce”
    Dopo il grande successo delle prime due edizioni, Campobello di Mazara si prepara a ospitare la terza edizione della “Nocellara Expo – Sagra dell’Olio e dell’Oliva Nocellara del Belìce DOP”, in programma sabato 8 e domenica 9 novembre in via Garibaldi.
    L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione Arcadia e la Pro Loco “Costa di Cusa”, punta a valorizzare il prodotto simbolo dell’economia locale, offrendo una vetrina alle aziende del territorio e rafforzando l’attrattiva turistica della città.

    Saranno 15 i produttori di olio e olive da mensa presenti con i loro stand, dove i visitatori potranno degustare prodotti tipici e specialità di street food. Non mancheranno spazi dedicati all’artigianato, alla musica dal vivo e all’intrattenimento, con l’esibizione di gruppi e artisti locali.

    Previsti anche cooking show a cura degli studenti degli istituti alberghieri “V. Titone” di Castelvetrano e “F.P. Cascino” di Palermo, visite guidate alla Chiesa Madre e l’atteso “TrenOlio”, che domenica 9 novembre partirà alle ore 10.15 dal Cine-teatro Olimpia per accompagnare i partecipanti alla scoperta dei frantoi e delle aziende olivicole.

    L’evento gode del patrocinio dell’Assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali, del Libero Consorzio comunale di Trapani e dell’IRVO (Istituto Regionale del Vino e dell’Olio).
    Come nelle precedenti edizioni, sarà una festa autentica che unisce l’intera comunità campobellese nel nome della Nocellara del Belìce, eccellenza che racconta identità, lavoro e tradizione.

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  • Trapani
    Cerca, cerca … quando l’alba del 2 Novembre era piena di ricordi e doni
    Resta oggi l'impegno a cercare...per fare buona informazione
    Rino Giacalone2 Novembre 2025 - Attualità
  • frutta martorana 1 Attualità

    Trapani – di Rino Giacalone – Ricordi e immagini che rimangono impressi nella memoria. Oggi accompagnati dalla nostalgia per una tradizione scomparsa. A molti ancora oggi è qualcosa che ci insegue, come se qualcuno dentro di noi continua a dirci … cerca, cerca, guarda cosa ti hanno portato i morti.

    Era il mondo di chi non c’è più che attraverso i vivi adulti si avvicinava con dolcezza e senza provocare paure ai vivi più piccoli. Quel mistero della morte che spariva di colpo.

    Io me le ricordo sempre bene quelle mattine del 2 Novembre, da bambino fino a diventare ragazzino. Crescendo il mistero veniva svelato, ma restava il desiderio di cercare e trovare sempre qualcosa.

    Cerca, cerca…

    Cerca, cerca…guarda lì’ sotto al letto, dietro la poltrona, sotto al tavolo. Cerca, cerca. Era la voce di mio padre che quelle mattine era più divertito di me e di mia sorella, anche lui messo piegato a cercare il dono, nella nostra casa, o in quella delle mie zie, quella mattina del 2 Novembre era il rito, uscire presto da casa nostra, dopo avere anche lì cercato e trovato qualcosa, per andare nelle case dei parenti che ci aspettavano. Cerca, cerca..e così d’improvviso usciva fuori un gioco, un cesto con frutta di martorana e dolciumi, il classico pupo di zucchero. Cerca, cerca…continuava a dire mio padre, che nel frattempo si divertiva più di noi ragazzini, un po’ insonnoliti ma anche incapaci di cercare bene.

    Il rito di noi siciliani

    Era il rito che apparteneva a tutti i siciliani. C’è uno scritto eloquente e che ti travolge, ti scatena i tumulti della memoria, a firma del maestro Andrea Camilleri. Cercatelo, e fatelo leggere ai vostri figli o ai nipoti ai quali oggi si offrono altri appuntamenti, Halloween è la modernità.

    “Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina…Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca…Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo…”

    Cerca, cerca...ancora la voce che mi rimbomba dentro, senza urlare, dolcemente.

    Spinto, invogliato mi mettevo a cercare. Forse è anche per questa ragione che oggi, adulto, parecchio, con la voglia di raccontare, di informare, continuo a cercare. Cercare di trasferire agli altri ciò che trovo, cerca, cerca…anche questa è libertà di informazione.

    Così è se vi pare, la ricerca delle prove per determinare la Verità.





  • Trapani
    Trapani e la vela latina: il respiro del mare
    "Testimoni del passato marinaro di Trapani, le barche a vela latina solcavano il Mediterraneo guidate dal vento e dalla maestria artigiana."
    Trapani Oggi8 Luglio 2025 - Turismo
  • vela latina trapani Turismo

    Quando si viaggiava con il vento

    A Trapani si costruivano barche con la vela latina

    Trapani – C’era un tempo in cui a Trapani si viaggiava con il vento.
    Non era solo un modo di dire, ma una realtà concreta, quotidiana, fatta di mani callose, legno di quercia, vele triangolari tese contro il cielo e il mare. Era il tempo delle barche a vela latina, quando il vento era il motore delle nostre rotte e l’intelligenza dell’uomo era arte.

    Le barche del popolo di mare

    Nel porto di Trapani, un tempo tra i più attivi del Mediterraneo, ormeggiavano buzzi, muciare, schifazzi, costruiti da maestri d’ascia che lavoravano nel silenzio interrotto solo dallo scroscio del mare. Erano barche nate per il lavoro: la pesca del tonno, del corallo, il trasporto del sale, della manna, della speranza.

    La vela latina, con la sua forma semplice e potente, non era solo una vela: era una firma trapanese. Una vela che sapeva ascoltare il vento, piegarsi ad esso senza mai cedere, issarsi come bandiera di un popolo marinaro.

    I maestri d’ascia: artigiani della memoria

    Ogni barca era unica, costruita a mano, senza piani scritti. Bastavano l’occhio, la memoria e la tradizione.
    Diverse Famiglie come , da generazioni, trasformavano tavole grezze in scafi eleganti, capaci di reggere la tempesta e il tempo.
    Dietro ogni chiodo, una preghiera.
    Dietro ogni curva, un ricordo.

    Chi saliva su una barca trapanese, sapeva di affidarsi a qualcosa di più di un semplice mezzo. Era una creatura viva, fatta di legno, sudore e anima.

    Viaggiare con il vento

    Navigare con la vela latina era ascoltare il mare.
    Non c’erano motori, né comandi elettronici. Solo il silenzio rotto dal fruscio del vento sulla vela, dallo scricchiolio delle tavole, dal richiamo dei gabbiani.
    Si imparava a rispettare il mare e le sue regole.
    Si partiva all’alba e si tornava al tramonto, con il sole in faccia e il sale sulla pelle.

    Chi ricorda quei tempi, racconta con gli occhi lucidi la danza delle barche tra le correnti.
    Era una danza lenta, fatta di gesti precisi e pazienti.
    Una danza che oggi, in un mondo che corre, commuove.

    Un’eredità che respira ancora

    Oggi, grazie all’impegno di appassionati e associazioni culturali, alcune di quelle barche sono tornate a solcare le acque.
    Le regate storiche, i corsi di vela tradizionale, le uscite al largo con le vecchie vele issate: tutto questo è resistenza culturale.
    È la memoria che non si arrende.

    A Trapani, dove il mare è ancora parte del carattere della città, la vela latina è un filo che unisce passato e presente. Un simbolo silenzioso che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo.

    Il vento soffia ancora

    Oggi i moli di Trapani sono cambiati, ma il vento è lo stesso.
    Soffia tra le barche moderne, ma se ascolti bene, porta con sé la voce di chi navigava senza fretta, di chi conosceva ogni stella, ogni corrente.
    Di chi costruiva con amore, e non per consumo.

    E allora sì, forse dovremmo imparare di nuovo a viaggiare con il vento.
    A fidarci della bellezza semplice, della fatica vera, del legame profondo tra l’uomo e la natura.

    Perché una barca a vela latina non è solo un mezzo. È un insegnamento. È Trapani che respira.





  • Trapani
    400 posti gratuiti per i Misteri a Trapani
    Iniziativa del Luglio Musicale con Comune e Unione Maestranze per una Pasqua più accessibile
    Redazione17 Aprile 2025 - Attualità
  • piazza vittorio Attualità

    Un’iniziativa per vivere i Misteri con più partecipazione

    Trapani – In occasione della Processione dei Misteri del Venerdì Santo, il Luglio Musicale Trapanese, in sinergia con il Comune di Trapani e l’Unione Maestranze, offrirà una platea gratuita da 400 posti in Piazza Vittorio Emanuele. L’iniziativa nasce per valorizzare una delle tradizioni religiose e popolari più sentite della città, rendendola più accessibile a tutti, cittadini e visitatori.

    Accesso libero e inclusivo: tutti possono partecipare

    La platea sarà aperta al pubblico dalle ore 18:00 di venerdì 18 aprile, senza necessità di prenotazione né assegnazione di posti. L’ingresso sarà regolato in ordine di arrivo, con aree riservate per anziani e persone con disabilità, a testimonianza di un’attenzione concreta all’inclusione e alla dignità di tutti.

    Un ambiente decoroso e rispettoso della tradizione

    All’interno dell’area sarà vietato consumare cibo e bevande, per garantire un contesto ordinato, sobrio e rispettoso del significato religioso della Processione. L’obiettivo è quello di offrire un’esperienza immersiva e raccolta, capace di trasmettere la profonda spiritualità dei Sacri Gruppi.

    Le parole del Luglio Musicale: “Un regalo alla città”

    I Misteri sono patrimonio di tutti i trapanesi e di chi visita la nostra città. Con questa platea vogliamo offrire a tutti la possibilità di godere pienamente di questo straordinario evento. È un regalo alla città, un segno tangibile del nostro impegno verso la comunità e la tradizione”, ha dichiarato Natale Pietrafitta, consigliere delegato del Luglio Musicale Trapanese.

    Tradizione, cultura e fede si incontrano a Trapani

    Questa iniziativa rappresenta molto più di una semplice platea: è un gesto civico, simbolico, che conferma lo storico legame tra la città di Trapani, la sua Pasqua e la partecipazione collettiva. Un’occasione per vivere i Misteri in modo nuovo, ma profondamente autentico.





  • Caltanissetta
    Il Giovedì Santo a Caltanissetta: Tradizione e Spiritualità [Video]
    Un viaggio nella Settimana Santa tra fede, cultura e emozioni
    Redazione16 Aprile 2025 - Attualità
  • cristo caltanissetta Attualità

    Caltanissetta – Il Giovedì Santo a Caltanissetta è uno degli eventi più attesi e significativi della Settimana Santa, un appuntamento che coinvolge l’intera comunità nissena e attira ogni anno numerosi visitatori da tutta Italia. Questo evento rappresenta una fusione perfetta di spiritualità, tradizione e cultura, che offre uno spaccato emozionante della Sicilia più autentica. Il cuore pulsante di questa celebrazione è la storica processione delle Vare, grandi gruppi scultorei che rievocano la Passione di Cristo, un cammino che percorre le strade del centro cittadino, immerso in un’atmosfera unica.

    La Magia della Processione delle Vare

    Fin dalle prime luci dell’alba, la città di Caltanissetta si prepara per una giornata di intensa spiritualità e tradizione. La processione delle Vare è il culmine della giornata, quando i grandi gruppi scultorei, portati a spalla dai fedeli, percorrono il centro cittadino, simbolo della Passione di Cristo. Il suono delle bande musicali e l’illuminazione soffusa dei lampioni rendono l’atmosfera ancora più suggestiva. Ogni angolo della città racconta una storia, ogni volto dei partecipanti esprime un forte legame con la propria terra e tradizione.

    Un Contrasto Tra Spiritualità e Festa Popolare

    Il percorso delle Vare è intervallato da momenti di raccoglimento e celebrazione, con le soste durante le quali il cielo si accende di fuochi pirotecnici. Questa fusione tra il silenzio religioso e la festa popolare crea un contrasto che rende l’esperienza ancora più emozionante. Il Giovedì Santo è un’occasione per riflettere sulla sacralità del momento, ma anche per godere della bellezza di un evento che coinvolge tutta la comunità.

    L’Invito dell’Assessore Pierpaolo Olivo

    Pierpaolo Olivo, assessore all’Identità Nissena, ha lanciato un invito a tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza autentica della Settimana Santa: «Invito tutti a venire a Caltanissetta per assistere a questo momento, perché sono certo che lascerà un segno nel cuore di chi lo vive. La Settimana Santa può diventare anche l’occasione per scoprire una Sicilia diversa: quella dell’entroterra, fatta di spiritualità, storia e accoglienza».

    Un’Esperienza Unica per Tutti
    La processione del Giovedì Santo a Caltanissetta è un rito che va oltre la religione, diventando un’esperienza culturale e spirituale che affonda le radici nella tradizione e nell’identità siciliana. Per i nisseni è un momento di profonda riflessione, mentre per i visitatori è un’immersione in un patrimonio ricco di storia, arte e fede. L’evento continua ad attrarre ogni anno sempre più turisti, desiderosi di vivere un pezzo autentico di Sicilia, lontano dai circuiti turistici più battuti.






  • Ragusa Tradizioni
    La Cavalcata di San Giuseppe a Scicli: Tradizione e Fede tra Storia e Folklore
    Un evento secolare che unisce devozione e spettacolo
    Redazione11 Marzo 2025 - Tradizioni
  • cavalcata scicli Tradizioni

    La Cavalcata di San Giuseppe a Scicli è una delle manifestazioni più suggestive della tradizione siciliana, un rito che affonda le sue radici nei drammi sacri medievali e che nel tempo è stato assimilato dal Cristianesimo. Questa festa religiosa, dedicata al Santo Patriarca, coinvolge l’intera comunità in un tripudio di colori, suoni e simbolismi ancestrali.

    La preparazione: arte e dedizione nella bardatura dei cavalli

    Uno degli elementi più affascinanti della Cavalcata è la lunga preparazione delle bardature dei cavalli. Nei tradizionali “dammusi”, ambienti a pianterreno delle abitazioni, abili artigiani intrecciano migliaia di violaciocche su una struttura di rami di palme (oggi spesso sostituiti dalla juta), dando vita a straordinari quadretti raffiguranti la Sacra Famiglia e altri simboli religiosi. Il risultato è un’esplosione di colori e forme che trasforma ogni cavallo in una vera e propria opera d’arte.

    Il corteo: un viaggio tra sacro e folclore

    I cavalli, adornati con queste magnifiche bardature, vengono montati da cavalieri vestiti con i caratteristici costumi della tradizione contadina. L’evento inizia con la partenza del corteo dalla piazza principale della città, dirigendosi verso la chiesa dedicata a San Giuseppe. Qui, una commissione valuta l’originalità e l’effetto scenografico delle bardature, dando il via ufficiale alla sfilata.

    Al grido di “PATRIA’ – PATRIA’ – PATRIARCA!”, il corteo si snoda per le strade cittadine, accompagnato dall’accensione dei “pagghiara”, grandi falò intorno ai quali gli abitanti si radunano per celebrare l’evento. Lungo il tragitto, i “ciaccari”, fasci di ampelodesmo infuocati, vengono branditi dai cavalieri e dagli spettatori per illuminare simbolicamente il cammino della Sacra Famiglia.

    La competizione tra i “bardatori”

    Oltre al profondo valore religioso, la Cavalcata di San Giuseppe è anche una competizione artistica tra i vari gruppi di bardatori. Ogni partecipante mette in gioco il massimo impegno per realizzare manufatti di altissimo pregio, con l’obiettivo di distinguersi per creatività e maestria artigianale.

    I cavalieri indossano un caratteristico abbigliamento: pantaloni e gilet di velluto nero, camicia bianca ricamata, fascia multicolore ai fianchi, fazzoletto rosso al collo, burritta, stivali e pipa di canna. Ogni cavallo è “scortato” da altri figuranti, che si alternano nel corteo per garantire una perfetta riuscita della sfilata.

    L’evoluzione della festa e il mantenimento della tradizione

    Nel corso degli anni, alcune modifiche sono state inevitabili. A causa delle moderne infrastrutture cittadine, i grandi falò di un tempo, attorno ai quali si cucinavano pietanze tipiche come la carne arrosto, sono stati sostituiti da piccoli focolai improvvisati. Tuttavia, gli elementi essenziali della celebrazione sono rimasti intatti: il fuoco come simbolo di purificazione, la violaciocca per rappresentare il rinnovamento della vita con l’arrivo della primavera e, soprattutto, lo spirito di unione che questa festa continua a infondere nella comunità.

    Conclusione: un appuntamento imperdibile

    La festa di San Giuseppe si tiene, di solito, il primo sabato dopo il 19 marzo. La sera della Cavalcata, intorno alle 19.00, i cavalli bardati e i loro cavalieri si radunano davanti la chiesa di San Giuseppe e si dirigono in piazza Italia.

    La Cavalcata di San Giuseppe a Scicli resta un evento di straordinaria bellezza, capace di incantare sia i fedeli che i visitatori. Ogni anno, la città si riempie di emozioni, suoni e colori, offrendo uno spettacolo unico che racchiude storia, arte e tradizione.

    Non perdere l’occasione di vivere questa straordinaria esperienza! Condividi questo articolo e seguici per altri racconti sulle tradizioni siciliane.





  • Trapani
    Vieni a festeggiare il Carnevale alla Villa Margherita!
    Un evento imperdibile per grandi e piccini
    Redazione25 Febbraio 2025 - Attualità
  • CARNEVALE 2025 TRAPANI Attualità

    Se ami il Carnevale, non puoi mancare a questa festa unica nel suo genere! Domenica 2 marzo alla Villa Margherita, il Comune di Trapani, insieme a numerose realtà associative del territorio, organizza un evento straordinario all’insegna del divertimento, della musica e della tradizione.

    Giochi per grandi e piccini

    Questo evento è un’occasione perfetta per trascorrere una giornata speciale con amici e famiglia. Ci saranno:

    Animazione e spettacoli per bambini, GIOCHI, TRECCINE , CALCIO, PALLONCINI E TRUCCABIMBI.

    Non importa quanti anni hai, il Carnevale è per tutti! Porta con te il tuo costume preferito e partecipa a questa festa indimenticabile. Sarà una giornata di risate, allegria e condivisione, pensata per regalare emozioni e momenti di pura gioia.

    Domenica 2 marzo alla Villa Margherita non prendere impegni, il Carnevale ti aspetta!

    Ti aspettiamo per una giornata di magia e divertimento senza fine. Non mancare!







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