• Siracusa
    Archeologia subacquea, aereo della Seconda guerra mondiale ritrovato a Brucoli
    Scarpinato: «Tuteliamo il patrimonio sommerso»
    Redazione3 Febbraio 2026 - Attualità
  • Attualità

    Brucoli (Siracusa) – Ritrovato sui fondali di Crucoli, un aereo statunitense Douglas C-47 della Seconda guerra mondiale. Il velivolo è stato rinvenuto durante un’immersione condotta con la supervisione della Soprintendenza del Mare. Dopo la scoperta del relitto da parte dei subacquei Fabio Portella e Linda Pasolli del Capo Murro Diving Center, lo studio di alcuni particolari costruttivi ha permesso di arrivare al riconoscimento.

    Assessore Francesco Paolo Scarpinato

    «Il ritrovamento di questo velivolo conferma ancora una volta la presenza di numerose testimonianze del recente passato nei fondali siracusani – ha detto l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – L’instancabile lavoro di ricerca e documentazione della Soprintendenza del Mare e del team di subacquei ci consente adesso di avere un quadro ancora più chiaro. L’identificazione di questi relitti consente, infatti, non solo di mettere in atto una più precisa azione di tutela per il patrimonio sommerso ma anche di raccogliere testimonianze significative sulle dinamiche di battaglia dell’ultimo conflitto mondiale e in particolare sulle vicende che hanno contrassegnato la Sicilia».

    L’aereo bimotore giace su un fondale fangoso pianeggiante, a circa un miglio di distanza da Capo Campolato, e si presenta in assetto di volo, parzialmente danneggiato e ricoperto da fango e reti da strascico. Anche la parte superiore della fusoliera risulta danneggiata, apparendo scoperchiata per tutta la sua lunghezza. Il riconoscimento del Douglas C-47 è stato possibile grazie ai finestrini con il foro centrale, al portello di uscita ausiliaria con la relativa leva di apertura e agli occhielli metallici per il fissaggio delle attrezzature all’interno del vano di carico.

    Le ricerche subacquee e d’archivio sono state condotte, con la supervisione della Soprintendenza del Mare, da Fabio Portella, Linda Pasolli e Marco Gargari.

    Il Douglas C-47

    Il Douglas C-47 era un aereo da trasporto militare statunitense, utilizzato in numerosi teatri bellici della Seconda guerra mondiale. Dei circa 13 mila esemplari costruiti, 49 sono caduti in Sicilia e, di questi, durante l’operazione Husky, ne sono precipitati 31 lungo la costa del Canale di Sicilia e dieci su quella ionica. Questi ultimi sono stati abbattuti dalla contraerea, probabilmente per fuoco amico, durante l’operazione Fustian, la notte del 13 luglio 1943. L’obiettivo della missione era lanciare i paracadutisti inglesi della 1st Parachute Brigade incaricati di catturare il ponte di Primosole, sul fiume Simeto.





  • Favignana
    Il mare delle Egadi regala nuovi reperti archeologici
    Tra i reperti un elmo Montefortino. Scarpinato: «Tra i più belli e completi mai recuperati»
    Redazione5 Settembre 2025 - Attualità
  • Elmo 1 Attualità

    Favignana – Eccezionale recupero archeologico nelle acque delle Isole Egadi, lo scorso agosto, effettuato dai subacquei altofondalisti della Società per la documentazione dei siti sommersi (Sdss), guidati da Mario Arena sotto la supervisione della Soprintendenza del Mare, con il supporto dell’Area marina protetta, del Comune di Favignana e della Capitaneria di porto.

    I reperti recuperati

    Tra i reperti riportati in superficie spicca un elmo di bronzo del tipo “Montefortino”, in straordinario stato di conservazione e completo di paraguance. Il manufatto proviene dall’area in cui si svolse la battaglia delle Egadi del 241 a.C., nella prima guerra punica tra Roma e Cartagine.

    L’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato

    «L’elmo “Montefortino” è uno dei più belli e completi mai recuperati – commenta l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – Questi ritrovamenti non solo arricchiscono la conoscenza storica della battaglia del 241 a.C., ma rafforzano l’immagine della nostra Isola come custode di un’eredità culturale unica al mondo. È un risultato straordinario, frutto del lavoro congiunto della Soprintendenza del Mare, delle professionalità impegnate nelle ricerche e del sostegno di istituzioni e fondazioni internazionali. Continueremo a investire nella tutela e nella valorizzazione di questo patrimonio, consapevoli che rappresenta una risorsa identitaria e culturale fondamentale per la Sicilia».

    La storia

    Dal cosiddetto “relitto del banco dei pesci”, risalente al V secolo d.C., è stata inoltre recuperata una grande maniglia in bronzo, di uso ancora incerto. I reperti sono stati sottoposti a un primo trattamento conservativo a cura delle restauratrici della Sdss, reso possibile anche grazie al contributo del mecenate statunitense Michel Garcia. Parallelamente, nello studio radiologico del dottore Giuseppe Perricone, a Trapani, sono state eseguite tac su circa trenta reperti metallici fortemente ricoperti di incrostazioni. Le indagini hanno permesso di identificare armi come spade, lance e giavellotti, utilizzati nella battaglia del 241 a.C. e rimasti per secoli custoditi dai fondali. L’attività di ricerca e recupero si è avvalsa, negli anni, anche del sostegno della Rpm Nautical Foundation, fondazione privata statunitense che, con propri fondi e con l’impiego di una nave oceanografica, ha affiancato la Soprintendenza del Mare.

    I rostri recuperati

    Inoltre, è stato pulito il rostro numero 25 già recuperato in una precedente campagna: è romano e presenta l’iscrizione “Ser.Solpicio C.F. Quaestor Probavi(t)”, probabilmente: “Servio Sulpicio, questore, figlio di Gaio, approvò”, sottinteso il rostro. Il Gaio, di cui il questore nominato era figlio, potrebbe ipoteticamente essere Gaio Sulpicio, console dal 243 a.C. e dunque in piena prima guerra punica.




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