Cronaca
Erice – Intervento la notte scorsa dei vigili del fuoco del comando provinciale di Trapani nel comune di Erice per soccorrere un uomo affetto da obesità cronica, del peso di circa 260 chilogrammi.
L’intervento, era stato richiesto dal personale sanitario in difficoltà a spostare il paziente con i consueti presidi, proprio a causa del suo peso, il soccorso si è reso necessario per consentirne il trasferimento verso il locale ospedale.
I vigili del fuoco hanno predisposto un’operazione complessa, effettuata dall’esterno dell’abitazione che si trovava al primo piano.
Per garantire la sicurezza del trasporto è stata impiegata una barella “bariatrica”, specificamente progettata per persone con gravi problemi di obesità, e sono state utilizzate tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviali) insieme all’autoscala in dotazione.
Appena le manovre sono terminate, il paziente è stato affidato ai sanitari e condotto al Sant’Antonio Abate.
L’operazione, lunga e delicata, ha messo ancora una volta in evidenza la professionalità e lo spirito di servizio dei vigili del fuoco di Trapani. Al termine dell’intervento, un applauso spontaneo dei presenti ha salutato il lavoro della squadra.
Cronaca
Lampedusa (Agrigento) – Si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi (19 ottobre 32025) un’operazione di soccorso condotta dalla Guardia Costiera, al largo di Lampedusa, che ha consentito di trarre in salvo 91 persone.
L’intervento è stato avviato a seguito di una segnalazione pervenuta da un assetto aereo Frontex, relativa a un’imbarcazione alla deriva a circa 16 miglia nautiche da Lampedusa.
Sul posto sono intervenute le motovedette CP 301 e CP 336 della Guardia Costiera.
Una volta raggiunta l’imbarcazione, gli equipaggi hanno provveduto al trasbordo delle persone presenti a bordo. Durante l’ispezione dei locali sottocoperta, sono stati rinvenuti altri migranti in gravi condizioni sanitarie e due salme, entrambe di sesso maschile.
Le 91 persone soccorse — 85 uomini, una donna e cinque presunti minori — molte delle quali in precarie condizioni di salute, sono state successivamente sbarcate a Lampedusa e affidate alle cure del personale sanitario presente a terra.
Cronaca
Catania – L’elicottero dei Vigili del Fuoco “Drago 146” è intervenuto oggi per soccorrere un escursionista 65enne di nazionalità tedesca, che aveva accusato problemi agli arti inferiori.
L’intervento si è svolto in località Grotta del Gelo, sull’Etna, ed è stato richiesto dalla Sala Operativa del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catania.
L’infortunato è stato raggiunto sul posto dal personale elisoccorritore dei Vigili del Fuoco. Dopo essersi accertati delle sue condizioni fisiche, l’uomo è stato imbarcato a bordo dell’elicottero tramite l’utilizzo del verricello.
Successivamente, è stato trasportato presso la piazzola elicottero di Randazzo e affidato alle cure del personale sanitario del 118 per il successivo trasporto in ospedale.
Cronaca
Castellammare del Golfo – Gli agenti del Commissariato nel corso di un servizio di controllo del territorio svolto nella fascia serale, sono intervenuti, su segnalazione della sala operativa, in un operazione di soccorso nei confronti di una donna caduta in una scarpata nelle campagne tra Castellammare del Golfoe Inici.
Nonostante la carenza di indicazioni pervenute, il personale assieme ad un agente della Polizia Stradale libero dal servizio, ha iniziato a perlustrare la zona scoscesa lontanotop un centinaio di metri dall’arteria stradale, in aperta campagna e priva di illuminazione.
Finalmente la loro attenzione è stata attirata dai lamenti che seguiti, percorrendo un sentiero caratterizzato da una folta vegetazione e sterpaglie spinose, hanno consentito di rinvenire la presenza di una donna di 44 anni, in evidente stato confusionale, piegata su sé stessa, dolorante, sanguinante e avvolta da frammenti di piante spinose attaccate sugli indumenti e sui capelli.
Il territorio interessato al soccorso è risultato particolarmente impervio e non privo di difficoltà. Solo grazie alla catena umana realizzata dal personale che stava operando e dall’agente libero dal servizio è stato possibile raggiungere la malcapitata e trarla in salvo accompagnandola sul ciglio della strada, ed affidandola al personale sanitario nel frattempo chiamato ad intervenire per prestare le cure alla donna.
Sono in corso indagini per comprendere le ragioni che hanno portato la donna, da sola, a percorrere quel tratto di strada ben lontano da centri abitati.
Cronaca
Trapani – di Debora Camarda – Un’ondata di solidarietà e affetto ha abbracciato ieri l’equipaggio della nave Mediterranea, attraccata a Trapani sabato 23 agosto dopo aver rifiutato il porto di Genova, assegnato dal Ministero dell’Interno attraverso l’MRCC (Maritime Rescue Coordination Centre) di Roma.
Mediterranea, nave gestita dall’associazione Mediterranea Saving Humans, ha effettuato un soccorso in acque internazionali la notte del 21 agosto, nella zona SAR (Search And Rescue) di competenza libica.
È stato una notte particolarmente complicato: le 10 persone soccorse, tre minori e gli altri poco più che ventenni, sono state gettate in mare da una cosiddetta “runaway boat”, in questo caso di tipo militare. I ragazzi sono stati buttati in acqua dai miliziani presenti sull’imbarcazione e i soccorritori li hanno dovuti letteralmente issare sul loro gommone per salvarli da morte certa. I miliziani si sono immediatamente dileguati nel buio della notte.
Una volta saliti a bordo di Mediterranea, i naufraghi hanno raccontato le violenze subite in Libia e di come erano stati costretti a salire su quell’imbarcazione che non ha esitato a buttarli in acqua alla vista dei soccorritori.
Sono curdi provenienti da Iran e Iraq, siriani ed egiziani, quindi provenienti da contesti di persecuzione, di guerra civile e di repressione politica.
Altri 4 giovani erano invece stati buttati in acqua all’inizio del loro viaggio, probabilmente per alleggerire il carico della piccola imbarcazione. Di loro non si hanno notizie.
Nei due giorni precedenti al soccorso, Mediterranea era stata circondata da ben otto lance e gommoni delle milizie libiche: uomini a bordo in mimetica e armati, minacciavano la nave di procedere verso nord per farla allontanare da quell’area.
L’equipaggio decideva comunque di proseguire l’azione di ricerca, trovandosi in acque internazionali e sicuramente non soggetta agli ordini di quelle milizie paramilitari.
Dopo ore di minacce, si sono allontanate e poco dopo è arrivata una motovedetta della cosiddetta Guardia costiera libica che ha seguito Mediterranea per oltre 25 ore: una di quelle motovedette che l’Italia ha donato alla Libia in forza del Memorandum siglato nel 2017 dal Ministro dell’Interno Marco Minniti, governo Gentiloni. Da allora l’Italia, con il supporto dell’Europa, finanzia i centri di detenzione in Libia, fornisce mezzi come le motovedette dismesse della Guardia di Finanza e addestra i suoi uomini, in un contesto in cui forze dello stato si mischiano con le milizie locali e farne una distinzione diventa praticamente impossibile.
Alcuni membri dell’equipaggio presente su Mediterranea hanno già subito gli spari da una motovedetta libica nell’aprile 2024 durante un soccorso, per fortuna senza conseguenze né per loro né per le persone che stavano soccorrendo.
La notte del 21 agosto, dunque, a soccorso effettuato, da Roma arriva l’assegnazione del porto: Genova, a tre giorni di navigazione.
Il comandante Pavel Botica e il capomissione Beppe Caccia non hanno dubbi: non è possibile sottoporre le persone soccorse a tanta ulteriore e inutile fatica con il mare che s’ingrossa sempre più. E tra le onde alte due metri, il Comandante punta la prua verso Trapani. Poco prima dell’attracco, l’MRCC di Roma si accerta che fosse ben chiaro l’ordine del Viminale di dirigersi a Genova. “Sì. – rispondono da bordo – Facciamo comunque rotta verso Trapani”.
“Disobbediamo a un ordine ingiusto e inumano del Ministero dell’Interno. Ma così facendo obbediamo al diritto marittimo, alla Costituzione italiana e alle leggi dell’umanità”: sono le parole perentorie di Beppe Caccia, a capo della missione numero 22 di Mediterranea Saving Humans.
Tre ulteriori giorni di navigazione con a bordo naufraghi che portano tanti traumi fisici e psicologici, risultano tanti anche per il Centro per il radio soccorso medico, struttura istituzionale consultata dall’MRCC di Roma, che aveva confermato quanto attestato dai medici a bordo: la necessità di cure mediche e psicologiche immediate.
Tuttavia rimane l’ordine di dirigersi a Genova e nessuna ambulanza ad attendere sul molo Ronciglio di Trapani: bisogna chiamarne due appena i naufraghi toccano terra. Uno di loro perde i sensi e un altro ha problemi di salute che richiedono assistenza medica immediata.
La risposta dal Ministero arriva come da copione: applicazione dell’articolo 2bis del cosiddetto decreto Piantedosi: fino a 10.000 euro di multa e fino a 20 giorni di fermo per la nave Mediterranea. Il numero esatto di giorni sarà stabilito dal Prefetto di Trapani entro 5 giorni dall’emissione del provvedimento.
Intanto la città si stringe attorno alla nave e al suo equipaggio: diverse delegazioni di associazioni e partiti, in questi giorni, si sono recate a bordo per mostrare solidarietà e per ascoltare i racconti dei soccorritori su cosa accade nel mar Mediterraneo e in Libia, laddove apparati statali e parastatali torturano impunemente con la complicità dell’Italia. Della stessa Italia che riaccompagna a casa, con volo di Stato, Almasri, generale libico soggetto a mandato di cattura da parte della Corte penale internazionale e che, tra le altre cose, gestisce la prigione di Mitiga torturandone, anche personalmente, i prigionieri.
L’appello di Mediterranea
“Non lasciateci soli. Continuiamo a combattere e a disobbedire insieme.” dice Sheila Melosu, capomissione in alcune passate missioni e logista di Mediterranea. “Abbiamo soccorso dieci ragazzini che erano stati buttati in acqua e minacciati con le pistole e ci chiedono di portare questi ragazzi in un porto che si trova a diversi giorni di navigazione. Cosa avreste fatto se fossero stati i vostri figli? Abbiamo chiesto tante volte a Roma un porto vicino e si sono sempre rifiutati. Abbiamo deciso di attraccare a Trapani, qualunque siano le conseguenze.” sono le parole del comandante Pavel Botica.
Denny Castiglione, capomissione in alcune passate missioni e soccorritore volontario di Mediterranea: “Quello che subiamo è un chiaro attacco politico perchè non ci vogliono testimoni in mare. Non è possibile che organizzazioni che hanno solo dei salvagente rappresentino un problema per la sicurezza dell’Europa.” e conclude con una dichiarazione di solidarietà alla nave Ocean Viking di SOS Mediterranee che nei giorni scorsi è stata colpita da oltre cento spari dalla cosiddetta Guardia costiera libica e alla Trotamar III che sta subendo l’applicazione del fermo amministrativo dell’imbarcazione perchè non si è rivolta alle autorità libiche dopo aver effettuato il soccorso in zona SAR libica.
Presente anche l’europarlamentare di AVS Leoluca Orlando che conclude: “L’equipaggio ha dimostrato il coraggio del rispetto della legalità, che impone il salvataggio di vite umane e di portare nel porto sicuro più vicino le persone che vengono salvate in mare. È illegittimo e disumano il blocco di Mediterranea”.
Circa 300 persone presenti: applaudono, mostrano cartelloni con dichiarazioni di solidarietà, qualcuno si commuove. In tanti vogliono stringere la mano ai soccorritori di Mediterranea, per ringraziarli, per incitarli a proseguire la loro attività, dichiarando che non sono soli. E per dimostrarlo, il sit-in si conclude con un corteo che riaccompagna l’equipaggio verso la nave. Nel frattempo il sole è tramontato e la nave, ferma in porto, attende la fine dei giorni di fermo amministrativo. A bordo l’equipaggio pensa già alla prossima missione. Di fronte a sè, una città che non si è voltata dall’altra parte e che ha ben compreso la scelta di attraccare a Trapani.
Cronaca
Palermo – Alle 13.30 circa, la squadra SAF dei vigili del fuoco è intervenuta a Palermo per la ricerca di una persona su un sentiero di Monte Pellegrino.
La persona, un uomo di 52 anni, è stata ritrovata e recuperata in fretta dalla squadra SAF e prontamente affidata alle cure del personale 118. 
La squadra SAF, acronimo che sta per Speleo Alpino Fluviale, è la squadra dei pompieri addestrata per eseguire soccorsi in ambienti impervi, di quota, in profondità o in zone alluvionali, utilizzando tecniche specifiche per garantire la sicurezza sia dei soccorritori che delle persone da salvare in scenari complessi come grotte, falesie, edifici e aree urbane.
Cronaca
Ustica (Palermo) – Un fulmine improvviso, poi il buio e la paura di non poter più riuscire farcerla in mare aperto. È accaduto all’equipaggio di uno yacht a motore di 24 metri, battente bandiera britannica, che ha dovuto richiedere assistenza a causa di un blackout totale dovuto dall’impatto di un fulmine, mentre navigava diretto verso la Sicilia, a circa 40 miglia a nord-ovest dell’isola di Ustica.
Impossibilitato a comunicare via radio o telefono, l’equipaggio ha attivato il dispositivo EPIRB (Emergency Position Indicating Radio Beacon). L’attivazione ha generato un segnale automatico via satellite, ricevuto dal sistema internazionale COSPAS-SARSAT e inoltrato al Centro Nazionale di Soccorso Marittimo (IMRCC – Italian Maritime Rescue Coordination Centre) di Roma, che ha immediatamente avviato il coordinamento delle operazioni di soccorso.
Scattato l’allarme, lo yacht, partito da Porto Torres con quattro persone a bordo, è stato raggiunto da un’unità della Guardia Costiera, da nave “Natale De Grazia”, che era già impegnata in attività operativa nell’area. Le operazioni sono state coordinate dal MRSC (Maritime Rescue Sub Centre) di Palermo.
La nave della Guardia Costiera arrivata nella zona ha così garantito una cornice di sicurezza intorno all’imbarcazione, fornendo acqua, viveri e assistenza alle comunicazioni, fino all’arrivo del rimorchiatore “Paul”, che ha preso in carico lo yacht, scortandolo fino al porto di Palermo.
Lo yacht è ormeggiato in sicurezza e tutti gli occupanti sono in buone condizioni. Per fortuna non si è reso necessario alcun intervento medico.
Cronaca
San Vito Lo Capo – Personale della Delegazione di Spiaggia di San Vito Lo Capo ha soccorso in località Cala Marinella presso la Riserva dello Zingaro ed affidato alle cure dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia un’esemplare di tartaruga “caretta-caretta”.
La segnalazione era arrivata da alcuni diportisti che avevano individuato la tartaruga in difficoltà ed avevano provveduto a recuperarla a bordo.
Subito dopo, la sala operativa della Capitaneria di porto di Trapani ha inviato in zona un battello della Delegazione di Spiaggia di San Vito Lo Capo il cui personale ha preso in custodia l’esemplare e lo ha trasportato verso il porto dove, nel frattempo, era giunto il personale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia per le cure.
Da un prima valutazione, la tartaruga – lunga circa 90 cm – risultava ferita e con difficoltà ad immergersi e, quindi, fondamentale è stata la prontezza della segnalazione e la collaborazione da parte dei diportisti alla Capitaneria di porto e tutte le successive fasi, ormai consalidate tra l’Autorià Marittima e gli altri
enti, che hanno consentito il salvataggio dell’esemplare.
Con l’occasione, si richiama l’attenzione da parte di tutti gli utenti del mare sull’importanza dell’immediata segnalazione di avvistamenti di esemplari di tartarughe marine contattando la Capitaneria di porto più vicina oppure il 1530 al fine di far intervenire tempestivamente gli Enti preposti alla cura, soccorso ed assistenza necessari per difendere la specie “caretta-caretta” che secondo quanto
indicato dalla Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN Red List) è considerata come specie vulnerabile e minacciata di estinzione e, pertanto, da proteggere.
Cronaca
Favignana – Intervento nelle prime ore di oggi (15 luglio 2025) di un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) dell’Aeronautica Militare, di base sull’aeroporto militare di Trapani, a Favignana (TP) per recuperare una signora anziana rimasta gravemente traumatizzata ad un arto inferiore dopo una caduta.
L’equipaggio, che ha ricevuto l’ordine di decollo dal Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE), è decollato alle 04:15 per dirigersi verso l’isola dell’arcipelago delle Egadi, dove ha imbarcato sia la donna infortunata che il personale sanitario che la ha assistita durante il volo verso l’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.
Giunti presso la struttura ospedaliera, la paziente è stata sbarcata e affidata alle cure del personale sanitario dell’ospedale. L’elicottero si è quindi diretto nuovamente a Favignana per sbarcare il personale sanitario, e a seguire ha fatto rientro alla base aerea di Trapani, alle 04:45 circa, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale.
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Cronaca
Alcamo – Un incendio la cui natura ancora non è stata stabilita ha danneggiato un appartamento ad Alcamo in via Papa Leone XIII. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha fortunatamente salvato la vita da una donna di 80anni che abita in uno degli appatamenti. L’incendio è divampato ieri sera attorno alle 20.
I Vigili del fuoco hanno subito soccorso la donna che in quel momento si trovava al primo piano che presentava sintomi da intossicazione da fumo e trasportata in ambulanza all’ospedale Civico di Partinico, dov’è ricoverata in prognosi riservata. Paura per gli abitanti del quartiere e per il titolare di un attiguo negozio, che però non ha riportato danni.