Attualità
Trapani, tra il 2025 e i primi mesi del 2026, Trapani ha vissuto uno dei passaggi più complessi della sua storia sportiva recente. Quello che era iniziato come un ambizioso progetto di rilancio sportivo cittadino si è progressivamente trasformato in un conflitto aperto con gli organi federali, in una battaglia legale su più fronti e in una frattura evidente con una parte della piazza.
Valerio Antonini, imprenditore romano alla guida dei Trapani Shark (Serie A di basket) e del Trapani Calcio (Serie C), era stato accolto come l’uomo della svolta. Nel giro di pochi mesi, il quadro è mutato radicalmente.
La crisi del basket trapanese rappresenta l’episodio più rilevante della vicenda. La sequenza si apre a maggio 2025, quando la Commissione Tecnica di Controllo FIP rileva irregolarità amministrative legate a versamenti IRPEF e INPS. Il 21 maggio arriva una penalizzazione di quattro punti.
Il passaggio decisivo, tuttavia, è di natura sportiva oltre che amministrativa. Tra il 4 e l’11 gennaio 2026 la squadra non si presenta a una gara contro la Virtus Bologna e disputa due partite (contro Hapoel Holon in Champions League e contro Trento in campionato) in condizioni tali da impedirne la regolare conclusione.
Il 12 gennaio 2026 la Federazione Italiana Pallacanestro dispone l’esclusione dalla Serie A per “palese alterazione dell’uguaglianza competitiva” e violazione del principio di lealtà sportiva. Il provvedimento prevede un’ammenda di 600 mila euro e tre mesi di inibizione per il presidente. Tutti i risultati stagionali vengono annullati. Il 27 gennaio la Corte Sportiva d’Appello conferma integralmente la decisione.
Antonini ha annunciato il ricorso alla giustizia ordinaria, dichiarando di non condividere le valutazioni della giustizia sportiva.
Anche il Trapani Calcio attraversa una fase delicata. La squadra accumula una penalizzazione complessiva di 15 punti per irregolarità nei pagamenti ai tesserati, legate a contestazioni sui crediti d’imposta utilizzati nei versamenti. Nonostante ciò, sul campo mantiene una posizione competitiva in classifica.
Il 22 gennaio 2026 il Tribunale Federale Nazionale della FIGC rinvia al 9 marzo l’udienza relativa a ulteriori contestazioni.
Sul fronte tributario, il 13 febbraio 2026 la Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Trapani dispone in via cautelare la sospensione dell’efficacia dell’atto impositivo dell’Agenzia delle Entrate nei confronti del club calcistico. Si tratta di un provvedimento interinale che non definisce il merito della controversia, in attesa dell’udienza fissata per l’8 maggio 2026.
Per quanto riguarda il basket, in sede tributaria non viene riconosciuta l’urgenza cautelare richiesta, anche in considerazione dell’intervenuta esclusione sportiva.
La società ha annunciato un reclamo urgente alla FIGC per la restituzione di 11 punti. Le valutazioni degli organi federali e le tempistiche restano oggetto dei procedimenti in corso.
Parallelamente si è progressivamente incrinato il rapporto tra la proprietà e l’amministrazione comunale.
Il progetto della Cittadella dello Sport, annunciato come investimento da 170 milioni di euro con il coinvolgimento del fondo GEM, prevedeva la realizzazione di un complesso polifunzionale con nuovo stadio, palazzetto e strutture annesse.
Secondo la ricostruzione della proprietà, il progetto avrebbe incontrato ostacoli legati a vincoli urbanistici sui terreni individuati. L’amministrazione comunale, dal canto suo, ha evidenziato la necessità del rispetto delle procedure e degli strumenti urbanistici vigenti.
Nel perimetro pubblico, allo stato attuale, non risultano atti amministrativi vincolanti che attestino l’avvio formale dell’intervento.
Le dichiarazioni pubbliche hanno ulteriormente irrigidito il confronto. Il sindaco Giacomo Tranchida ha annunciato l’avvio dell’iter per la revoca della cittadinanza onoraria concessa ad Antonini, motivando la decisione con il venir meno dei presupposti che avevano portato al riconoscimento.
La vicenda ha inciso anche sul clima cittadino. A dicembre compaiono striscioni di contestazione. Una parte della tifoseria continua a sostenere il progetto imprenditoriale; un’altra chiede maggiore stabilità gestionale e rispetto rigoroso delle regole federali.
Anche la rosa delle squadre subisce cambiamenti, con diverse richieste di rescissione e trasferimenti. Sul piano tecnico si registrano avvicendamenti e incertezze che contribuiscono al clima di instabilità.
L’intera vicenda può essere letta come l’incrocio di tre piani distinti:
Quando questi tre livelli entrano in conflitto, la ricomposizione diventa complessa e richiede tempi e sedi diverse.
Le prossime scadenze giudiziarie e federali — 9 marzo per il procedimento FIGC e 8 maggio per l’udienza tributaria — rappresentano passaggi decisivi per il futuro sportivo delle due società.
Sul piano giudiziario, la vicenda è in evoluzione. Sul piano sportivo, resta il dato oggettivo di una stagione che ha segnato profondamente il percorso recente dello sport trapanese.
Ambizione, investimenti e risultati possono accendere entusiasmo, ma in un sistema regolato rimangono centrali equilibrio, sostenibilità e rispetto delle procedure. L’esito delle controversie in corso chiarirà molti aspetti. Nel frattempo, la città resta in attesa di una stabilità che oggi appare ancora lontana.
Nota redazionale: Le informazioni riportate derivano da comunicati ufficiali federali, atti giudiziari disponibili e dichiarazioni pubbliche delle parti coinvolte. I procedimenti sono in corso e ogni sviluppo successivo verrà aggiornato nel rispetto del contraddittorio e della continuità informativa.
Basket
Trapani – La FIP ha comunicato che, in data odierna, 22 gennaio, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha respinto l’istanza di misure cautelari proposta da Trapani Shark per l’annullamento della sanzione della penalizzazione di 4 punti in classifica come da delibera del Consiglio federale del 21 maggio 2025.
Trapani – L’esclusione della Trapani Shark dal campionato di Serie A di Basket, non è solo una vicenda sportiva, ma è anche una questione che coinvolge direttamente circa 3500 cittadini che hanno sottoscritto un abbonamento. Le partite effettivamente non godute dagli abbonati sono 7, a partire da Trapani Shark – Trieste, prevista per il 17 gennaio 2025, fino a Trapani Shark – Cantù, incontro programmato nel mese di maggio 2026. In molti in queste ore si stanno rivolgendo ad avvocati o associazioni di consumatori che stanno raccogliendo segnalazioni e valutando le possibili azioni di tutela a favore degli stessi.
“Quando un servizio sportivo viene meno, a venir meno non è soltanto lo spettacolo, ma anche un rapporto contrattuale che lega tifosi, società sportiva e in altri casi istituti finanziari, come nel caso della campagna abbonamenti “Make Trapani Great Again“, la quale ha visto la possibilità di rateizzare gli abbonamenti attraverso l’istituto finanziario Compass”. In questo contesto l’Associazione Consumerismo No Profit, attraverso lo sportello +Tutela, sta raccogliendo segnalazioni e valutando le possibili azioni di tutela a favore degli abbonati.
Diversi sono poi gli studi di avvocati a Trapani che in queste ore stanno ricevendo la delega da parte di tifosi abbonati.
L’esclusione dal campionato di Serie A di Basket, della Trapani Shark ha portato nell’occhio del ciclone anche l’impianto comunale di Piazzale Ilio che da ieri sera è diventato osservato speciale con una sorveglianza rafforzata per il rischio di vandalismi ed effrazioni. “Una semplice precauzione” dice il sindaco Giacomo Tranchida. A certificarlo un documento formale inviato a Prefettura, Questura e polizia locale, nel quale si richiama un clima di forte tensione maturato nelle ultime settimane e acuito dalla decisione federale. Non si tratta solo di ordine pubblico, ma anche di integrità materiale della struttura.
E se il basket piange il calcio, altra società del patron Antonini, il Trapani calcio, non ride. Il 22 gennaio, il Tribunale federale è chiamato a decidere su una vicenda che rischia di travolgere completamente la stagione granata. Al centro del procedimento i mancati pagamenti del mese di dicembre. Una situazione che, se confermata, potrebbe portare a una penalizzazione pesante o addirittura l’addio al campionato.
Basket
Roma – In relazione ai recenti comunicati denigratori dell’affiliata Trapani Shark diramati tramite il proprio sito e i propri canali social, nonché alle pretestuose dichiarazioni rilasciate dal Sig. Valerio Antonini, la Federazione Italiana Pallacanestro, nel confermare la legittimità del proprio operato e l’infondatezza sotto ogni profilo delle ricostruzioni effettuate dal Sig. Antonini, rende noto di aver conferito mandato ai legali per agire a tutela della propria onorabilità in tutte le sedi competenti
Attualità
Trapani – Dopo l’imbarazzante esclusione della Trapani Shark dall’attuale campionato di Serie A 2025/26 arriva il commento del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida.
Avrei preferito continuare a non commentare, anche per non alimentare il “campionato” delle polemiche, delle accuse strumentali e degli insulti indicibili propalati ..urbi et orbi.
L’epilogo, nefasto, ampiamente prevedibile (senza essere l’oracolo di Delfi) della parabola sportiva, sposta adesso il “campionato” nelle opportune sedi giudiziarie ? Ebbene, la Citta’ di Trapani, non solo i tifosi e gli sportivi, i trapanesi tutti sono PARTE LESA.
E’ il momento della Grande amarezza! Anch’io, inizialmente, mi ero fidato. Non lo nego e da tempo ho fatto mea culpa!
Ho sempre detto, però, a tutti gli imprenditori, che la mia AC ha il dovere di sostenere gli investimenti dei privati che nel territorio creano benessere ed occupazione, ovviamente nel rispetto della Legge!
Sul piano personale non posso che essere dispiaciuto. L’intera vicenda, però, mi ricorda un vecchio adagio: chi semina vento, raccoglie tempesta.
L’esaltante ascesa sportiva delle due maggiori realtà sportive trapanesi è rimasta vittima del suo stesso artefice.
Sulla vicenda del palazzetto, seppure l’Anac si è pronunciata lo scorso autunno in maniera tranciante, su esplicita richiesta da parte del Sig. Antonini, una finestra possibilista, in sede transattiva, era stata comunque individuata dai nostri consulenti.
Inspiegabilmente (forse), però, detta strada è stata abbandonata da chi in presenza l’aveva auspicata.
Sorgono spontanei un paio di quesiti: erano stati già tirati i remi in barca..? Ed ancora, siamo certi che gli investimenti nel modo dello sport fossero dettati dall’amore per il calcio e per il basket e non per altre diverse motivazioni…?
Sotto la mia Amministrazione, nonostante l’umiliante fine della squadra di basket, verrà sottoposto all’esame del prossimo Consiglio Comunale il PUG. Bene, chi avrà voglia di andarlo a leggere noterà la conferma della destinazione a zona F dell’area demaniale di Milo. In altri termini, spazio alla progettualità d’interesse pubblico, sociale e dunque anche sportivo, ossia ipotesi di realizzazione di stadi, cittadella dello sport, stadio e palazzetto sportivo, anche su iniziativa di privati.
I trapanesi sono persone serie, amministrati da gente seria, competente e coerente. La mia amministrazione non ha mai buttato fumo negli occhi ai trapanesi, non li ha mai ingannati sbraitando da un qualsivoglia palco bislacche teorie e fasulli programmi, nessuno dei Consiglieri che sostengono l’amministrazione comunale ha inseguito chimere o “partiti” nati la sera e scomparsi l’indomani mattina, non abbiamo tempo per queste baggianate, non siamo avventurieri dell’ultima ora e Trapani e i trapanesi non hanno bisogno di tali soggetti.
I valori granata hanno radici profonde, anche grazie ai cittadini e tifosi innamorati della maglia sportiva. Tra quei valori ci sta in primis la dignità, la stessa dignità e caparbietà, tipica della gente di mare, che ci darà la forza per rialzarci e andare a testa alta anche nello sport”.
Firmato Giacomo Tranchida – Sindaco di Trapani
Basket
Roma – Dopo l’esclusione con effetto immediato della Trapani Shark dal Campionato di Serie A di Basket, arriva la nota congiunta di FIP e LBA per chiarire la posizione ufficiale delle istituzioni sportive e difendere la reputazione del movimento cestistico italiano.
“All’esito dell’approfondito confronto congiunto tenutosi oggi presso la sede federale di Via Vitorchiano, avente ad oggetto la valutazione dei fatti e comportamenti assunti dalla società Trapani Shark e dai suoi rappresentanti, sono state condivise articolate linee guida e ampie azioni di intervento che possono così sintetizzarsi.
Il mondo della pallacanestro non può accettare che soggetti affiliati e massimi rappresentanti di Club prestigiosi, espressione di piazze importanti come Trapani, mettano a repentaglio la credibilità di un movimento sano che dà lustro al nostro sport in ambito interno ed internazionale.
Fair play, parità competitiva, lealtà, correttezza e probità rappresentano valori fondamentali, e fondanti, sia per la FIP sia per la LBA, imprescindibili nella partecipazione a qualsiasi evento o manifestazione sportiva organizzati sotto l’egida della Federazione e della componente di vertice del nostro sport.
Atti, decisioni, dichiarazioni e prese di posizione gratuitamente finalizzati alla destabilizzazione, immotivata e senza fondamento, delle nostre organizzazioni sportive si pongono in insanabile contrasto con la mission tanto della FIP quanto della LBA e vengono fermamente condannati.
FIP e LBA confermano la loro totale unità di intenti nella salvaguardia dell’immagine e della reputazione del basket e comunicano che ogni forma di attentato alla dignità e reputazione dello sport della pallacanestro verrà contrastata in ogni sede competente nella maniera più rigorosa a tutela della regolarità del Campionato di Serie A, di tutte le società, dei tesserati e dei tifosi”.
Basket
Trapani – Il dopo Trapani Shark in Campionato si può riassumere in questo modo: si passa da 16 a 15 squadre. Tutti i risultati precedenti delle partite giocate dal club granata sono cancellate e d’ora in poi non verranno conteggiati nella classifica generale, che subisce modifiche sostanziali anche in vista della prossima Final Eight di Coppa Italia. Nel frattempo, poi, invece di due retrocessioni al termine della stagione ce ne sarà soltanto una.
Il club escluso viene immediatamente rimosso dal campionato in corso. Annullamento dei risultati: la squadra esclusa è già destinata a lasciare la categoria (e a ripartire dai campionati inferiori). Il club è costretto a ripartire dalla categoria più bassa o dai campionati senior a libera partecipazione nella stagione successiva.
Le disposizioni arrivate oggi da parte della Giustizia Sportiva erano nell’aria ma nessun tifoso granata avrebbe voluto mai leggerle. Di fatto tutto ruota attorno alla gestione del presidente Valerio Antonini, proprietario sia della squadra di basket che del Trapani Calcio.
Il campionato della Shark era iniziato con 4 punti di penalizzazione frutto di irregolarità amministrative relative al corretto adempimento dei versamenti IRPEF e INPS. A novembre poi un ulteriore punto di penalizzazione e altri 3 a fine dicembre (per irregolarità amministrative nell’iscrizione al campionato 2025/26). Il 9 gennaio poi un altro -2 .
A questo bisogna aggiungere la vicenda del 4 gennaio 2026, la squadra non si presenta a Bologna e subisce una sconfitta a tavolino (0-20).
Poi arriva la partita farsa di Champions League contro l’Hapoel Holon. E’ il 6 gennaio 2026, in Bulgaria si presentano soli cinque giocatori. Tre giocatori sono usciti per infortunio e nel momento in cui Patti ha commesso il suo quinto fallo è rimasto solo un giocatore in campo decretando dopo circa 7′ la fine del match sul punteggio di 38-5 (e l’esclusione di Trapani dalla competizione europea)
Infine il 10 gennaio 2026 una situazione simile si verifica nella partita di campionato contro Trento, che dura solo 4 minuti a causa del numero insufficiente di giocatori in campo per Trapani.
“L’Associazione Giocatori torna a chiedere rispetto per gli atleti della Trapani Shark. Non comprendiamo le ragioni alla base della insistenza nel voler giocare ad ogni costo e a consentire lo svolgimento di incontri indecenti che mancano della minima equità competitiva. Torniamo a ribadire che non è accettabile costringere giocatori professionisti a scendere in campo se non vi sono le condizioni sportive minime per farlo, mettendo peraltro a rischio la salute dei cestisti, che vedono esponenzialmente aumentato il rischio di infortuni. Gli atleti sono lavoratori a tutti gli effetti e meritano di essere tutelati e trattati con rispetto. Rivolgiamo un appello alla società Trapani Shark affinché si trovi immediatamente una soluzione per mettere fine a quello che sta diventando motivo di vergogna per il movimento della pallacanestro e per l’intero sistema sportivo italiano”.
Il presidente di Trapani Shark Valerio Antonini a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 aveva detto: “Oggi a noi è rimasta solo la via della giustizia ordinaria. Abbiamo perso completamente la fiducia in quella sportiva dopo aver assistito a dei procedimenti incredibili presso il Tribunale federale della pallacanestro. […] Se io non avessi schierato la squadra per due partite consecutive avrei di fatto automaticamente autorizzato la radiazione della mia società per mie responsabilità. In questo modo, invece, sarà oggi la Federazione a dover radiare la società. Questo aumenterà i danni in sede giudiziale che noi chiederemo alla Federazione per quello che è stato fatto. Credo che ci si renderà conto solo dopo le sentenze sia del Consiglio di Stato, del Tar e della Commissione tributaria che sono stati commessi errori clamorosi che hanno portato alla situazione attuale”.
Basket
Roma – Al termine di una riunione congiunta, i vertici della FIP e della Lega Basket hanno valutato che sussistono gli estremi per l’esclusione dal campionato della squadra siciliana. Trapani chiude quindi qui la sua stagione, mentre la classifica della Serie A di basket subisce modifiche sostanziali e il numero delle squadre retrocesse passa da due e una sola. Qui tutti gli aggiornamenti sul caso Trapani Shark
Il Giudice Sportivo Nazionale,
visto il referto ed il rapporto della gara n. 114 tra Trapani Shark-Dolomiti Energia Trento disputata in data 10 gennaio 2026;
letto l’allegato al rapporto della gara redatto dal Sostituto Procuratore Federale;
considerata la rinuncia alla precedente gara operata nel corso del presente Campionato da parte della Trapani Shark (Gara n. 105 del 4 gennaio 2026 C.U. 398 del 5 gennaio 2026, GSN n. 109);
rilevato, dalla lettura congiunta dei predetti documenti inerenti la gara in oggetto: – che nell’imminenza dell’inizio della partita, su richiesta del capitano della Trapani Shark, F. Pugliatti, si è svolta una breve riunione negli spogliatoi degli arbitri alla presenza dello stesso Sostituto Procuratore Federale, degli arbitri, dei capitani delle due squadre, Forray e lo stesso Pugliatti, nonché dei rispettivi dirigenti, nel corso della quale il capitano della Trapani Shark comunicava che l’atleta Rossato, malgrado fosse iscritto a referto, non era nelle condizioni fisiche di potere scendere in campo, mentre lo stesso Pugliatti, unitamente al compagno di squadra Sanogo, malgrado anch’essi infortunati, avrebbero provato a giocare; – che la Trapani Shark inseriva a referto solo sette giocatori, due dei quali (F. Pugliatti e A. Sanogo), dopo soli 6″, chiedevano loro stessi di abbandonare il campo senza avere partecipato attivamente al gioco, dichiarando di essere infortunati, mentre un terzo giocatore (R. Rossato), seduto in panchina, non entrava in campo al momento della sostituzione, dichiarando di essere indisposto; – che la gara in oggetto è stata dichiarata conclusa dagli arbitri a 5’49” del primo quarto, essendo rimasto in campo un solo giocatore della squadra del Trapani Shark, avendo gli altri commesso sistematicamente falli di gioco sino a raggiungerne il limite consentito;
tenuto inoltre conto del comportamento generale della Società Trapani Shark, contraddistinto, nel corso della presente stagione sportiva, da delibere del Consiglio Federale relative a irregolarità regolamentari che hanno determinato l’applicazione di punti di penalizzazione e il blocco dei tesseramenti, nonché da deferimenti da parte della Procura Federale e relative decisioni del Tribunale Federale, con le quali sono stati applicati ulteriori punti di penalizzazione e la sanzione della inibizione nei confronti del legale rappresentante della Società Trapani Shark, oltre che da provvedimenti di questo GSN di applicazione della sanzione dell’ammenda ai sensi dell’art. 13.4 comma 4 DOA, per avere depositato presso la Lega Basket A un numero di contratti atleti inferiore a quello obbligatoriamente previsto in caso di opzione per la formula del 6+6, e, da ultimo, dal provvedimento di esclusione della Trapani Shark dalla Basket Champions League adottato dalla FIBA per quanto accaduto il 6 gennaio 2026: “la gara fra Hapoel Netanel Holon e Trapani Shark è stata registrata come sconfitta a tavolino per Trapani (38-5) poiché la squadra aveva meno di due giocatori in campo pronti a giocare. Ai sensi dell’art. 14.5.4 del regolamento delle Competizioni BCL un club che perde una gara per forfait o sconfitta a tavolino nei play in e nei play off perde l’intera serie” (nota ufficiale della BCL);
rilevato che tutti i soggetti coinvolti nelle attività della FIP sono tenuti al rispetto dei principi fondamentali di integrità e lealtà implicanti il dovere di astenersi da pratiche fraudolente, nonché, tra l’altro, da comportamenti che possano danneggiare l’immagine della FIP o compromettere la correttezza delle competizioni (art. 1.3.2 Codice etico Fip);
rilevato che, come affermato su un caso analogo dal Collegio di Garanzia dello Sport del Coni (sez. I, prot. N. 603 del 2019), “la lealtà sportiva, alla stregua del principio di buona fede nel diritto civile, oltre ad essere una regola del diritto sportivo, rappresenta anche un parametro di valutazione dei comportamenti e del rispetto delle norme sportive, sia generali che delle singole Federazioni. Grazie alla sua duplice natura, di obbligo per le società sportive e i tesserati e, al tempo stesso di parametro di valutazione per gli Organi della giustizia sportiva, il concetto di lealtà sportiva assicura la coerenza dell’intero sistema, permettendo di sanzionare comportamenti elusivi che, se valutati fuori da un quadro complessivo e solo in riferimento a singole disposizioni federali, rischierebbero di rimanere impuniti” e che “è proprio il suddetto principio/obbligo di lealtà sportiva che, per assicurare l’eguaglianza competitiva delle squadre e, quindi, la regolarità delle competizioni ufficiali, impone alle società di schierare in campo le proprie squadre nella migliore formazione consentita dalla loro situazione tecnica”…”schierare in campo la migliore formazione consentita dalla situazione tecnica della squadra non è altro che una forma di garanzia di normalità e verità del risultato sportivo, ben potendo, lo schieramento in campo di una formazione tecnicamente inadeguata, falsare i risultati degli eventi sportivi, in violazione del principio/obbligo di lealtà sportiva”… la ratio del provvedimento del GSN di esclusione dal campionato è quella di “evitare che l’aver schierato in campo – da parte della reclamante – una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, non sia altro che un espediente per aggirare le norme federali ed evitare di incorrere in una seconda sconfitta a tavolino, che avrebbe comportato l’esclusione dal campionato”;
ritenuto che, alla luce del sopra citato principio di lealtà sportiva, così come interpretato dal Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, dovendosi valutare la condotta della Trapani Shark alla luce del quadro complessivo ad essa riferibile, deve escludersi l’applicazione dell’art. 58 del Regolamento Esecutivo gare (Inferiorità numerica), dovendo ritenersi che, nel caso di specie, si configuri una palese alterazione della uguaglianza competitiva delle squadre in campo, alterazione che deriva dallo schieramento in campo da parte della Trapani Shark di una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, al fine di disputare formalmente la gara in questione e non incorrere in una seconda rinuncia che comporterebbe il ritiro definitivo dal presente Campionato;
ritenuto pertanto corretto ed equo, per il caso in questione, assimilare la disputa della gara con una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, gara poi conclusasi a 5’49” del primo quarto per inferiorità numerica, ad una vera e propria rinuncia alla stessa;
rilevato che ai sensi dell’art. 16 del Regolamento Esecutivo gare la rinuncia a due gare è considerata ritiro definitivo dal Campionato e che ai sensi dell’art. 19 del Regolamento di Giustizia l’esclusione dal Campionato è parificata ad ogni effetto al ritiro ed alla rinuncia;
visti gli artt. 19, 44, 56, comma 2, del Regolamento di Giustizia e artt. 16 e 17, comma 3, del Regolamento Esecutivo Gare
P.Q.M.
Dispone l’esclusione della Trapani Shark (cod. FIP 050927) dalla partecipazione al Campionato di serie A per la presente stagione sportiva 2025-2026, conservando il diritto di iscriversi ai campionati Senior a libera partecipazione;
annulla tutte le partite sin qui disputate dalla Trapani Shark come previsto dall’art. 17, comma 3, del Regolamento Esecutivo Gare;
applica la sanzione dell’ammenda di Euro 600.000,00, pari a dodici volte quella prevista per la prima rinuncia dal Comunicato Ufficiale Contributi come previsto dall’art. 56, comma 2, del Regolamento di Giustizia;
applica al Legale Rappresentante pro tempore, Sig. Valerio Antonini, la sanzione della inibizione per mesi tre ai sensi dell’art. 44 del Regolamento di Giustizia;
dispone la trasmissione degli atti all’Ufficio Tesseramento per lo svincolo degli atleti Senior e al Comitato Nazionale Allenatori per l’annullamento dei tesseramenti CNA, ai sensi degli artt. 18 e 19 del regolamento Esecutivo Tesseramento e dell’art. 56, comma 3, del Regolamento di Giustizia;
Basket
Trapani – Anche Adama Sanogo lascia Trapani Shark e firma in Israele con l’Hapoel Holon. E’ questa l’ultima notizia ribattuta dal collega Giuseppe Malaguti. Con lui va via anche Riccardo Rossato. Si avvicina il suo arrivo alla Pallacanestro Reggiana con Brescia che insegue ma è dietro rispetto alla squadra biancorossa. E nel il Galatasaray fa il regalo a coach Pozzecco redendo ufficiale l’ingaggio dell’ex Brescia e Trapani John Petrucelli. Pure Alessandro Cappelletti lascia Trapani Shark. Il play conteso fra Treviso Basket e Dinamo Sassari.
Intanto per questo pomeriggio lunedì 12 gennaio è atteso a Roma l’incontro tra Fip e Lega, si presume per l’esclusione dal campionato della Shark per mancanza di uguaglianza competitiva. Lega e FIP hanno, convocato un vertice d’urgenza. La gara giocata dagli Shark in casa con Trento, con soli quattro ragazzi delle giovanili e terminata dopo 4’11 a furia di falli sistematici, potrebbe essere stata l’ultima dei granata. “Se verrà percorsa questa strada – scrive il collega- , Trapani sarà fuori e tutte le partite disputate annullate, con impatto immediato sulla classifica per la Coppa Italia”.
“La società Trapani Shark sente il dovere di fare chiarezza su quanto accaduto, informando che ha diffuso ad ogni mezzo di informazione nazionale, sportivo e non, ivi inclusi gli organi istituzionali competenti, un comunicato, qui allegato nella sua interezza, che rappresenta i gravissimi abusi subiti dalla Federazione Pallacanestro Italiana in questi ultimi 8 mesi.
Trapani – Assostampa Trapani comunica che i giornalisti di Telesud, non hanno a oggi (Ieri per chi legge) ancora ricevuto quattro mensilità (novembre 2025, dicembre 2025 e le tredicesime 2024 e 2025) con le famiglie ormai allo stremo.
Presentatisi ieri in redazione, dopo le ferie forzate fino al 31 dicembre, non hanno trovato il direttore generale e senza ancora le password per aggiornare il sito (tolte dopo la pubblicazione del primo comunicato sindacale). Volevano preparare il tg, leggendo in apertura il comunicato sindacale con cui restavano in stato di agitazione, ma il direttore responsabile ha comunicato che la proprietà ne richiedeva l’assenso prima della pubblicazione. Alla fine, dopo una telefonata con il direttore generale (con contratto scaduto il 31 dicembre) gli veniva comunicato che li ponevano altri 2 giorni in ferie, assicurando che lunedì avrebbero ricevuto notizie più precise sul futuro. In tutto questo si apprende anche del sequestro da parte dell’ufficiale giudiziario di apparecchiature e attrezzature della TV.
Il sindacato dei giornalisti allora attende che la proprietà faccia subito chiarezza sul futuro dell’emittente, e anche sull’ipotesi della ventilata liquidazione.
In quel caso apra subito, davanti l’Ispettorato regionale del lavoro, la procedura prevista per i licenziamenti collettivi con il sindacato.
L’ex presidente ed editore Massimo Marino ha ottenuto pignoramenti per circa 100 mila euro tra conti correnti, crediti presso terzi e attrezzature dell’emittente, a fronte – scrive – dell’inadempienza degli accordi raggiunti davanti al Giudice del Lavoro dopo il suo licenziamento.
Nel suo post Marino racconta l’atto materiale del pignoramento che riguarda: telecamere, luci, computer, arredi. «Una tv viva e vegeta fino al 2024, oggi in stato comatoso», scrive, mentre ironizza amaramente sulla contrapposizione evocata dall’attuale proprietà tra bad company e good company. Marino replica che tutti i debiti, compresi quelli erariali, erano noti, inseriti nella due diligence e già oggetto di piani di rientro, e che il vero problema è stata la gestione del “nuovo corso”. In mezzo c’è una causa di lavoro, una proposta di conciliazione ritenuta pesante per l’azienda e – secondo Marino – non rispettata, da cui discende il pignoramento.
In pratica con il pignoramento viene colpito il cuore pulsante dell’ex televisione (oggi è solo in streaming).