• Trapani
    Arresti per furto in abitazione, in carcere due napoletani
    Avevano rubato all'interno di due abitazioni di Fulgatore e Napola
    Redazione16 Ottobre 2025 - Cronaca
  • Fulgatore repertorio Cronaca

    Trapani – I Carabinieri della Compagnia col supporto dei colleghi di Napoli, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale del capoluogo, su richiesta della Procura, nei confronti di due napoletani di 41 e 21 anni per furto in abitazione.

    Le indagini svolte dai Carabinieri della Stazione di Fulgatore, hanno consento di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati in merito a due furti in abitazione commessi nella frazione di Napola nei primi giorni di agosto.

    Nel primo episodio i due si sarebbero introdotti all’interno dell’abitazione, dopo l’effrazione della porta di ingresso, portando via denaro e monili in oro valore oltre 1500 euro mentre nel secondo episodio avrebbero asportato oggetti di bigiotteria.

    I due uomini in carcere dallo scorso mese dopo l’arresto a seguito dell’inseguimento che da Misiliscemi ha portato fino al fermo nel territorio del comune di Monreale, avevano tra la refurtiva diversi monili in oro appartenenti alle famiglie di Napola che hanno denunciato il furto. Pertanto è scattato l’arresto avvenuto tramite i Carabinieri di Napoli –
    Secondigliano.





  • Italia
    Sessualità in carcere: via libera ai colloqui intimi
    Napoli e Firenze tra i primi istituti: ecco come funziona il nuovo diritto all’affettività per i detenuti
    Trapani Oggi11 Aprile 2025 - Attualità
  • carcere Attualità

    Il diritto all’affettività entra ufficialmente nelle carceri italiane

    ROMA – Una svolta epocale per i diritti dei detenuti. A oltre un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) ha pubblicato le prime linee guida che regolano l’accesso alla sessualità in carcere. Si tratta di un vero e proprio “diritto soggettivo”, come lo ha definito la Consulta, e si traduce nella possibilità per i detenuti di vivere momenti intimi con il coniuge o il convivente, in spazi appositamente predisposti.

    L’iniziativa partirà in sei istituti penitenziari pilota: Napoli Secondigliano, Firenze Sollicciano, Brescia, Trento, Civitavecchia e Bologna, con l’obiettivo di estendersi progressivamente a 32 strutture su tutto il territorio nazionale.

    Come funzionano i colloqui intimi: durata, requisiti e sicurezza

    Un’ora d’amore dietro le sbarre

    I colloqui intimi potranno durare fino a due ore e si svolgeranno in stanze arredate con letto e servizi igienici, senza possibilità di chiusura dall’interno. La sorveglianza sarà esterna, affidata a personale di Polizia penitenziaria, che controllerà anche l’accesso e le condizioni degli ambienti prima e dopo ogni incontro.

    Potranno accedere a questo diritto solo il coniuge o il convivente stabile del detenuto, e in alcuni casi sarà consentito più di un incontro al mese. I detenuti prioritari saranno quelli senza permessi premio o benefici penitenziari, con pene più lunghe o periodi di detenzione più estesi, e in possesso di buona condotta.

    Regole ferree: niente benefici per chi viola la legge

    Il Dap chiarisce che non tutti i detenuti potranno accedere a questi incontri: ne resteranno esclusi coloro che si trovano in regime di 41-bis, chi è stato trovato in possesso di droghe, telefoni cellulari o armi improprie. La decisione finale sarà subordinata anche a motivi di sicurezza interna.

    Strutture carenti e polemiche sindacali

    Solo 32 carceri pronte: “Non possiamo fare miracoli”

    Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato che solo 32 degli attuali 189 istituti penitenziari sono pronti ad accogliere questa novità, dopo adeguamenti strutturali significativi. Gli altri 157 istituti, al momento, non dispongono di spazi idonei.

    Sindacati all’attacco: “Rischi sanitari e carenze igieniche”

    Non sono mancate le polemiche. L’Organizzazione sindacale autonoma della Polizia penitenziaria, con il segretario Leo Beneduci, ha criticato duramente la misura: “Le ricadute in termini di degrado igienico-sanitario saranno devastanti. Non esiste un protocollo di sanificazione, nessuna prevenzione per le malattie sessualmente trasmissibili, né risorse o personale medico adeguato”.

    Ben oltre il diritto all’affettività, dunque, il dibattito si allarga alla gestione concreta di un cambiamento epocale, tra tutele da garantire, spazi da adeguare e condizioni di lavoro del personale da migliorare.

    Fonte: ANSA – “Due ore e mai la porta chiusa”, 11 aprile 2025, ore 18:33
    Articolo originale disponibile su: www.ansa.it





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