• Palermo
    Partinico: Ai domiciliari 4 persone per rapina aggravata e tentata violenza sessuale
    I fatti si riferiscono ad una rapina perpetrata il 30 novembre scorso
    Redazione19 Febbraio 2026 - Cronaca
  • partinico carabinieri davanti compagnia stazione Cronaca

    Partinico (Palermo) – Finiscono ai domiciliari 4 giovani di Partinico. L’attività è stata effettuata dai Carabinieri della Stazione di Borgetto, con il supporto dei reparti della Compagnia di Partinico. L’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari è stata emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura. Si tratta di tre uomini di età compresa tra i 19 e i 21 anni e di una donna di 20 anni, già noti alle forze dell’ordine, accusati a vario titolo di violenza privata, rapina aggravata in concorso, lesioni personali in concorso e tentata violenza sessuale.

    Le indagini

    L’attività investigativa ha preso avvio dalle denunce presentate dalle vittime e dagli elementi raccolti dai militari, che hanno consentito di risalire all’identità dei quattro indagati. Gli stessi sono ritenuti responsabili di una rapina commessa lo scorso 30 novembre ai danni di una giovane coppia di fidanzati. Quella che doveva essere una tranquilla serata autunnale si è trasformata in pochi minuti in un vero e proprio incubo quando i due giovani, sono stati inseguiti per le strade di Partinico, da un’autovettura con a bordo i quattro aggressori i quali, pur di raggiungere il loro intento, non hanno esitato a speronare l’auto della coppia costringendola a fermarsi.

    La ricostruzione

    Secondo quanto ricostruito, i quattro, uno dei quali armato di coltello, hanno costretto i fidanzati a scendere dall’abitacolo, aggredendoli violentemente: la 20enne avrebbe colpito la ragazza, mentre i tre uomini si sarebbero scagliati contro il giovane, ferendolo con alcuni fendenti, fortunatamente non letali. Approfittando della concitazione del momento, tre degli aggressori si sarebbero impossessati della somma di circa 200 euro custodita nell’auto, minacciando di morte il ragazzo. Nel frattempo, il quarto indagato avrebbe tentato di compiere un atto di violenza sessuale nei confronti della giovane donna, che è riuscita con forza e determinazione a opporsi.

    Il fermo

    L’attività investigativa condotta dai Carabinieri ha permesso di delineare un grave quadro indiziario, ritenuto fondato dall’Autorità giudiziaria, che ha portato all’emissione del provvedimento cautelare nei confronti dei quattro indagati, identificati quali presunti autori dei reati contestati.





  • Palermo
    Partinico: arrestato imprenditore per sfruttamento del lavoro ed estorsione nei confronti dei dipendenti
    Indagto anche un suo stretto collaboratore
    Redazione19 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Partinico (Palermo) – La Guardia di Finanza ha arrestato un imprenditore per sfruttamento del lavoro ed estorsione nei confronti di circa venti dipendenti.

    Il provvedimento, disposto dal gip su richiesta della procura, vede indagati, a seguito delle indagini della Compagnia di Partinico, il datore di lavoro nonche’ rappresentante legale della societa’ coinvolta, e un suo stretto collaboratore.

    L’indagato principale amministra una societa’ attiva nel settore della lavorazione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli, poi commercializzati nelle principali catene della grande distribuzione della provincia.

    Le indagini

    Le indagini, dirette dal secondo dipartimento Tutela vittime vulnerabili della procura di Palermo, hanno fatto luce su un sistema di abusi, pratiche e prassi aziendali contrarie alle norme sui rapporti di lavoro subordinato, sfociato in alcuni casi, in condizioni di vero e proprio sfruttamento.

    Le fiamme gialle nel corso delle investigazioni, avrebbero individuato:  violazioni relative alla concessione di ferie e riposi settimanale oltreche’ in materia di retribuzione, con la corresponsione di stipendi non in linea con i contratti collettivi nazionali, talvolta inferiori del 50per cento. In molti casi, inoltre, i lavoratori sarebbero stati costretti a prelevare in contanti parte del loro gia’ esiguo stipendio per restituirlo al datore di lavoro.

    Un quadro che avrebbe evidenziato un modello organizzativo dell’attivita’ imprenditoriale nel quale il datore di lavoro riusciva a trarre vantaggio dalla condizione di vulnerabilita’ economica e sociale dei propri dipendenti, i quali versavano in uno stato di bisogno e pertanto costretti ad accettare le inique condizioni di lavoro.





  • Palermo
    Partinico: per l’omicidio del pastore La Puma arrestata una persona
    Si tratta di un incensurato
    Redazione30 Gennaio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Partinico – La polizia ha fermato un uomo di 47 anni F.L. , è accusato di avere ucciso con tre colpi d’arma da fuoco l’allevatore Vito La Puma di 73 anni di Borgetto. L’omicidio è avvenuto mentre la vittima si trovava a pascolare gli animali in contrada Principe di Mezzavilla, al confine con Borgo Parrini.

    A due settimane dall’omicidio gli investigatori della squadra mobile, sarebbero riusciti a individuare l’uomo che avrebbe teso un agguato al pastore di cui avrebbe conosciuto le abitudini. Ad aiutare le indagini i rilievi della Scientifica, dov’è stato rinvenuto il cadavere, e l’acquisizione delle immagini estrapolate dalle telecamere che si trovavano nella zona.

    Si tratta di un incensurato. Il movente del delitto, sembra essere legato a una serie di furti di frutta e ortaggi registrati nel terreno dell’indagato che avrebbe avuto qualche accesa discussione con la vittima in passato. Si cerca ora l’arma

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    Vito La Puma
    Partinico (Palermo) – Il corpo senza vita di Vito La Puma, allevatore di 73 anni originario di Borgetto, è stato trovato nelle campagne di Partinico. Sul corpo sarebbero stati...  Leggi Tutto »
    Redazione 14 Gennaio 2026




  • Palermo
    Maltempo. Vigili del fuoco del comando di Palermo impegnato sul territorio
    Ancora rimangono una sessantina di interventi
    Redazione20 Gennaio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Palermo – Dalle 8.00 di stamane alle 18.00 di oggi, 20 gennaio le squadre Vigili del fuoco del comando provinciale di Palermo,  impiegate nel territorio hanno compiuto 100 interventi principalmente a causa delle avverse condizioni meteo.

    Particolarmente colpita è stata la zona occidentale della provincia, con numerose richieste arrivate dal territorio del comune di Partinico.

    Nonostante sia stato preventivamente raddoppiato il dispositivo di soccorso provinciale, trattenendo il personale dei vigili del fuoco anche per 24 ore, ancora rimangono più di 60 interventi in coda per il numeroso afflusso delle richieste.

    Considerato il mantenimento anche per la giornata di domani, 21 gennaio, del livello di allerta arancione sia per il rischio idrogeologico che per il rischio idraulico, si invita la popolazione alla prudenza e al rispetto delle ordinanze sindacali.





  • Palermo
    Abusi su minori, scatta l’arresto per un uomo di Partinico
    L'uomo avrebbe abusato di una bambina di 6 anni
    Redazione14 Ottobre 2025 - Cronaca
  • violenza donne Cronaca

    Partinico (Palermo) – La polizia di Partinico ha tratto in arresto un uomo di 49 anni per presunti abusi sessuali su una bimba di 6 anni. A scoprire la vicenda sarebbero stati alcuni parenti della piccola. Nei giorni scorsi gli agenti sono intervenuti perché alcuni parenti della bambina avrebbero anche picchiato l’uomo.

    Scattate le indagini gli investigatori avrebbero raccolto testimonianze e prove sull’indagato. Le indagini, coordinate dalla procura, hanno portato all’emissione del provvedimento da parte del Gip del tribunale di Palermo. L’accusa è di abusi sessuali su minore.





  • Palermo
    Partinico. Incidente stradale, la vittima aveva 62 anni
    Tragedia sulla SS113, morto un uomo nello scontro auto-trattore
    Redazione16 Settembre 2025 - Cronaca
  • trattore Cronaca

    Partinico – Strade siciliane ancora bagnate di sangue. L’ultima tragedia si è consumata stamane all’alba sulla strada statale 113 Partinico-Alcamo, all’altezza dello svincolo di Grisì. Nello scontro fra un’auto e un trattore ha perso la vita un uomo di 62 anni. Alla guida del mezzo agricolo c’era Francesco Dioguardi, 61 anni, imprenditore di Partinico, rimasto coinvolto direttamente nell’impatto. Sul posto sono immediatamente intervenuti carabinieri, polizia municipale, vigili del fuoco e personale del 118, che hanno potuto soltanto constatare il decesso della vittima. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica del sinistro e chiarire le cause che hanno portato alla collisione fra i due mezzi.





  • Palermo
    Blitz antidroga. Azienda coltivava “canapa light”, ma in realtà era canapa indiana [Video]
    Quattro le persone finite ai domiciliari, due obbligo di dimora. L'attività è della polizia di Partinico
    Redazione10 Settembre 2025 - Cronaca
  • foto 4 Cronaca

    Partinico (Palermo) – Arresti domiciliari per quattro persone ed obbligo di dimora per altre due. Sono accusate di traffico di stupefacenti. La polizia ha scoperto che l’organizzazione coltivava ufficialmente canapa light ma in realtà era canapa indiana, con un’alta percentuale di principio attivo di Delta 9 THC (12% – 20%), ben oltre i limiti imposti dalla legge (0,2%) e quindi ad alta efficacia drogante, destinata alla rivendita o alla cessione in mercati illegali. Il giro d’affari stimato in oltre mezzo milione di euro.

    Le ordinanze emesse dal Gip di Palermo,  sono state eseguite dalla Polizia di Stato di Partinico, su delega della Procura della Repubblica di Palermo.

    L’operazione è il frutto di una complessa attività investigativa condotta da agenti del Commissariato “Partinico” nel periodo compreso tra dicembre 2023 e giugno 2024, che si è avvalsa, oltre che delle tradizionali tecniche di osservazione e pedinamento, anche di intercettazioni di comunicazioni telefoniche e telematiche che hanno consentito di individuare un sodalizio criminale dedito a svariate condotte di reato (coltivazione, produzione, trasporto, cessione e vendita) in violazione della disciplina degli stupefacenti, consumate principalmente nel territorio dei comuni di Partinico, Cinisi e Trappeto.

    Le indagini

    Nel corso delle indagini è emerso che, sotto le false insegne di un’azienda dedita alla produzione legale di canapa light, si producessero piante di canapa indiana ad alto coefficiente drogante.  Le indagini hanno evidenziato un incessante lavorio, progettuale ma anche materiale-manuale (coltivazione, essiccazione e confezionamento), di tutti i sei indagati, ciascuno dei quali con ruoli ben precisi e interscambiabili, ed una organizzazione capillare dell’attività da effettuare, grazie a specifiche competenze nel settore agricolo e alla disponibilità di terreni di proprietà e macchinari adatti alla pulitura delle foglie di marijuana.

    L’escamotage usato per confondere le forze dell’ordine

    L’attività investigativa ha consentito di disvelare l’escamotage di cui si avvalevano gli indagati per fuorviare eventuali controlli delle Forze dell’Ordine: in particolare, il formale esercizio di una azienda di coltivazione di canapa light costituiva un mero stratagemma elusivo, in quanto gli stessi, tramite colture a filari alternati, occultavano all’interno delle piantagioni legali del tipo Cannabis, c.d. “Purple”, (da cui prende il nome l’odierna Operazione di Polizia), piante di canapa indiana aventi alta percentuale di principio attivo di Delta 9 THC (12% – 20%), ben oltre i limiti imposti dalla legge (0,2%) e, pertanto, ad alta efficacia drogante, destinata alla rivendita o alla cessione in mercati illegali.





  • Palermo
    Incendio a Partinico, per precauzione erano state evacuate dieci famiglie
    Sul posto in azione canadair, elicotteri, vigili del fuoco, forestali e protezione civile
    Redazione20 Luglio 2025 - Cronaca
  • WhatsApp Image 2025 07 20 at 20.30.28 Cronaca

    Partinico (Palermo) – Dalle 12.00 di oggi, diverse squadre di vigili del fuoco sono state impegnate per un incendio vegetazione in una vasta zona del comune di Partinico.

    Dieci famiglie sono state evacuate temporaneamente dalle loro abitazioni minacciate dall’incendio. Le fiamme hanno anche interessato la zona limitrofa ad una attività di ristorazione. Insieme alle squadre dei vigili del fuoco, sul posto presente personale della Protezione Civile e del Corpo Forestale, due mezzi aerei Canadair e due elicotteri.

    Nell’area interessata, vicino al ristorante Milo, erano presenti numerose persone e, come evidenziato dal direttore delle operazioni di spegnimento, a destare preoccupazione vi era anche la vicinanza di un rifornimento di carburante. Dieci famiglie sono state evacuate temporaneamente dalle loro abitazioni minacciate dall’incendio e poi sono state fatte rientrare quando le operazioni si sono concluse.

    L’incendio è stato spento intorno le 19.30, e le famiglie evacuate sono tornate alle loro abitazioni.

     

     





  • Palermo
    Caporalato, indagini tra Trapani e Palermo della Finanza, in manette un imprenditore
    All’imprenditore sono riconducibili 2 società, oltre a quella da lui formalmente amministrata, con 11 punti vendita dislocati tra Carini, Partinico, Alcamo e Castellammare del Golfo
    Redazione4 Luglio 2025 - Cronaca
  • GuadiaDiFinanzaPalermo Cronaca

    Partinico (Palermo) – Riguarda anche la provincia di Trapani l’indagine dei finanzieri del comando provinciale di Palermo, che su delega della procura, hanno eseguito un’ordinanza del gip, ai domiciliari nei confronti di un imprenditore indagato per aver sottoposto propri dipendenti a condizioni di sfruttamento. Nei suoi confronti è stato anche disposto il sequestro di circa 100 mila euro, pari al profitto del reato.

    All’imprenditore sono riconducibili – si legge in una nota della guardia di finanza – 2 società, oltre a quella da lui formalmente amministrata, con 11 punti vendita attivi nel commercio di vari prodotti, dal vestiario ad articoli di elettronica, dislocati tra Carini, Partinico, Alcamo e Castellammare del Golfo.

    Le indagini, condotte dai militari della compagnia di Partinico, hanno fatto luce su di un vero e proprio sistema di abusi nei confronti di decine di dipendenti: stipendi che non rispettano i contratti collettivi nazionali e comunque sproporzionati rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato, costringendo i lavoratori a regimi di «full time», sebbene assunti con contratti «part-time» e retribuiti come tali. Ancora mancato rispetto di ferie e riposi che spesso non sono stati concessi.

    Dipendenti spiati

    Accertato anche che l’imprenditore utilizzava la video sorveglianza dei negozi per controllare a distanza «l’operato dei lavoratori e quindi redarguirli in caso di cali delle vendite o prolungati momenti di pausa».

    Avviso di garanzia ad un altro imprenditore

    Nel corso delle indagini è stato notificato un avviso di garanzia anche a un secondo imprenditore, formalmente titolare di taluni degli 11 punti vendita, indagato per aver operato in concorso con il primo. Sono state denunciate le 3 società per responsabilità amministrativa degli enti.

    Disposte numerose perquisizioni

    Per una di queste è scattata anche la misura dell’amministrazione giudiziaria della durata di un anno, così da permettere la prosecuzione dell’attività d’impresa sotto il controllo di un amministratore nominato dal Tribunale di Palermo. Sono state disposte dalla procura perquisizioni nelle province di Palermo e Trapani eseguite, contestualmente all’esecuzione della misura, a cura dei militari del gruppo di Palermo.





  • Alcamo
    Omicidio Antonino Arculeo. Arrestato dalla Polizia di Stato il terzo complice
    Le indagini proseguono alla ricerca di altri eventuali complici
    Redazione28 Maggio 2025 - Cronaca
  • polizia alcamo Cronaca

    Alcamo – Nella serata di ieri, la Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica di Trapani, ha eseguito una misura cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Trapani nei
    confronti di un trentaduenne alcamese, Alessio Parrino, ritenuto responsabile dei delitti di omicidio, distruzione e soppressione di cadavere.

    Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Palermo e da quella di Trapani, con il supporto operativo del Commissariato di Partinico e di Alcamo, hanno consentito di formulare l’ipotesi del coinvolgimento nell’efferato omicidio del partinicese Antonino Arculeo, il cui cadavere semicarbonizzato è stato rinvenuto nel territorio di Calatafimi – Segesta, nella zona  “Terme Gorga”, lo scorso 9 maggio.

    In manette erano già finiti altri due uomini di Partinico

    Nell’immediatezza dei fatti, erano stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto, due uomini di Partinico Dario Milana, 47 anni, e Gioacchino Leto, 35 anni , accusati di concorso in omicidio e distruzione di cadavere e in atto ristretti in carcere su disposione del Gip di Palermo, confermata oggi dal Gip di Trapani, anche a seguito delle indagini svolte su delega della Procura del capoluogo.

    Il movente dell’omicidio

    Dietro quella morte orribile: un inquietante intreccio tra prestiti a tassi usurai e relazioni personali. Le ipotesi al vaglio degli investigatori parlano di un possibile regolamento di conti legato all’attività di prestiti usurai che Arculeo avrebbe portato avanti nel tempo. Ma accanto al movente economico, emergono anche elementi più delicati: da indiscrezioni, l’uomo intratteneva relazioni personali che potrebbero aver contribuito a scatenare il delitto. Un contesto complesso che presenta implicazioni sia finanziarie sia emotive.

    La ricostruzione degli investigatori

    (la vittima Antonino Arculeo)

    Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima, Antonino Arculeo, sarebbe stata colpita con almeno 17 coltellate, in un contesto di estrema violenza, in un luogo isolato dove il corpo è stato dato alle fiamme nel tentativo di ostacolare le indagini e rendere difficile l’identificazione. L’attività investigativa, sviluppata attraverso rilievi tecnici, analisi dei tabulati telefonici, tracciamenti Gps e acquisizione di immagini da sistemi di videosorveglianza, ha permesso di ricostruire le fasi precedenti e successive all’omicidio, consentendo di produrre alla Procura rilevanti risultanze probatorie.

    Ora si vuole accertare eventuali altri complici

    Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità di altre persone e per definire il movente del delitto che sembrerebbe essere legato a motivi economici e alla ragionevole possibilità che i correi intendessero sottrarre alla vittima una cospicua somma di denaro, che l’uomo portava con sé la sera dell’omicidio, essendo documentato il maldestro tentativo di somministrargli un integratore di melatonina con la verosimile intenzione di stordirlo. Per il Gip, che ha accolto in pieno le risultanze investigative, Per il Gip, che ha accolto in pieno le risultanze investigative rassegnate dalla Polizia, il Parrino avrebbe messo in atto il piano per uccidere Arculeo insieme agli altri due complici, Leto e Milana. Parrino una volta arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

    La nota della questura

    Si rappresenta che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di eventuali sentenze passate in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.

    La vicenda

    Antonino Arculeo, 74 anni di Partinico era scomparso da casa a Partinico il 7 maggio scorso ed era stato trovato morto il venerdì successivo a Calatafimi. Ai due indagati, fermati, la polizia è arrivata dopo la denuncia dei figli della vittima che avevano segnalato l’allontanamento del padre e raccontato che l’auto di Arculeo, la sera della scomparsa, era stata coinvolta in un grave incidente ad Alcamo e che uno dei due uomini che erano in macchina era scappato via.

    Dalle indagini era emerso che a bordo c’erano Leto, che aveva fatto perdere le sue tracce, e Milana che, invece, era andato in ospedale per rendersi irreperibile poche ore dopo. Leto, convocato alla polizia, ha anche tentato la fuga, ma gli investigatori, che ne seguivano gli spostamenti, hanno scoperto che si trovava a Lamezia Terme.

    Il giorno successivo l’uomo si è presentato in commissariato a Partinico e ha guidato gli agenti sul luogo del ritrovamento del corpo di Arculeo. Il corpo di Arculeo era stato ritrovato bruciato, con diverse ferite di arma da taglia e con alcuni morsi di animali.

    Alla polizia ha ammesso di aver preso parte all’omicidio insieme a Milana, sostenendo che sarebbe stato il complice a uccidere la vittima a coltellate e che poi ne avrebbe bruciato il corpo e si sarebbe disfatto dell’arma: un coltello da cucina.







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