• Trapani
    Trapani. Sequestrati dai carabinieri 3 chili di cocaina, in manette una donna
    Ad un catanese sequestrati 16.500 euro in contanti
    Redazione6 Novembre 2025 - Cronaca
  • droga tp1 Cronaca

    Trapani – Deteneva tre chili di cocaina e 150 grammi di anfetamine. In manette è finita una donna di 54 anni. L’attività è stata effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Trapani, nell’ambito di ulteriori servizi straordinari di controllo del territorio.

    La donna è stata arrestata per detenzione illecita di stupefacenti. La droga è stata rinvenuta in parte in auto e in parte presso il proprio domicilio.

    In particolare i militari dell’Arma giunti nei pressi del quartiere Cappuccinelli hanno notato un’autovettura che alla vista della pattuglia ha provato ad allontanarsi con l’intento di sottrarsi a un eventuale controllo. Raggiunta l’auto alla guida vi era una donna il cui palese nervosismo dimostrato ha indotto la pattuglia ad approfondire il controllo con perquisizione veicolare.
    Dopo la perquisizione i carabinieri hanno rivenuto, occultato all’interno di un sacchetto della spesa tra
    alcuni alimenti, un panetto di cocaina dal peso di circa 1 Kg.

    A quel punto la perquisizione è continuata nell’abitazione della donna e qui all’intero di un mastello per la spazzatura, sono stati rinvenuti di ulteriori 1.8 Kg di sostanza del tipo cocaina e 150 gr. del tipo anfetamine.

    La sostanza stupefacente una volta immessa nel mercato illecito avrebbe potuto consentire introiti pari a circa 500.000 euro.

    Nella stessa giornata i militari dell’arma dopo avere sottoposto ad un controllo alla circolazione stradala un 59enne di origine catanese dopo la perquisizione è stato trovato in possesso di 16.500 euro in contanti occultati all’interno del mezzo somma della quale non ha saputo fornire plausibile spiegazione circa la provenienza. I successivi immediati approfondimenti consentivano di segnalare l’uomo all’autorità giudiziaria per ipotesi di reato concernenti gli stupefacenti.
    La donna, dopo la compilazione degli atti è stata associata alla casa circondariale “Pagliarelli” di Palermo e al termine dell’udienza di convalida è stata confermata la custodia cautelare in carcere





  • Palermo
    Mafia di Mazara e Marsala: chieste otto condanne
    La più pesante nei confronti di Domenico Centonze, 49 anni
    Laura Spanò30 Settembre 2025 -
  • CarcerePagliarelliPalermo

    Palermo – Udienza preliminare presso l’aula B2 del bunker di Pagliarelli, presieduta dal giudice Ivana Vassallo e che ha riguardato 16 persone coinvolte nell’ inchiesta antimafia tra Marsala e Mazara. Blitz condotto dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che disarticolò un’organizzazione mafiosa che esercitava un controllo pervasivo sulle aree rurali del Trapanese.

    Stamane dopo l’esame di uno degli imputati Alessandro Messina (fratello di Dario, in atto detenuto, ritenuto il nuovo capo della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo) e la testimonianza di due testi della difesa (avv. Tommaso De Lisi – legale di Ignazio Di Vita) – Marco Bilardello e Mario Bellomo entrambi di Mazara, il pubblico ministero Francesca Dessì ha chiesto la condanna per gli otto imputati che hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato.

    La richiesta più alta per l’allevatore di ovini, Domenico Centonze, 49 anni. Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Palermo avrebbe fatto le veci del nuovo capo della cosca Dario Messina. In carcere perchè deve scontare una condanna a 25 anni Dario Messina, ritenuto l’attuale boss della cosca, Centonze ne aveva preso il posto diventando suo referente per conto della famiglia. Per Centonze il Pm ha chiesto 12 anni di carcere.

    Le altre richieste riguardano: Paolo Apollo (8 anni), Pietro Burzotta (8 anni), Lorenzo Buscaino (6 mesi), Pietro Centonze (classe ’69, 10 anni), Pietro Centonze (classe ’50, 10 anni), Ignazio Di Vita (8 anni), Alessandro Messina (10 anni). Altri imputati hanno scelto il rito ordinario.

    Le indagini degli investigaotri dimostrò che quel mandamento aveva continuato ad occuparsi di una pratica radicata nella cultura mafiosa, l’acquisizione, la gestione e la distribuzione dei terreni da pascolo. Un ruolo importante nella “gestione dei pascoli” lo aveva avuto il boss Vito Gondola “coffa” che aveva stabilito una sorta di “mappatura” dei pascoli, affermandone la loro distribuzione e gestione con i mezzi tipici della “giustizia mafiosa” e pedina findamentale del sistema dei pizzini di Matteo Messina Denaro. Alla morte di Gondola, nel 2017, il ruolo fu acquisito dal genero Pietro Burzotta e dal cognato Paolo Apollo, coadiuvati da Aurelio Anzelmo e Ignazio Di Vita. Quest’ultimo –difeso dall’avvocato Tommaso De Lisi – nel corso di una udienza aveva negato ogni interferenza o volontà mafiosa nella gestione dei pascoli: “tutto andava avanti seguendo le modalità di gestione degli allevatori di Mazara” aveva detto.





  • Palermo
    Mafia, blitz guardia di finanza a Marsala e Mazara: udienza preliminare a Palermo
    Avvocati presentano alcune eccezioni, prossima udienza 2 luglio
    Laura Spanò28 Giugno 2025 -
  • CarcerePagliarelliPalermo

    Palermo – di Laura Spanò – Si è tenuta l’aula B2 del bunker di Pagliarelli, l’udienza preliminare presieduta dal giudice Ivana Vassallo e che ha riguardato 16 persone coinvolte nella maxi inchiesta antimafia tra Marsala e Mazara del Vallo. Il blitz antimafia condotto dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, permise di disarticolare un’organizzazione mafiosa che esercitava un controllo pervasivo sulle aree rurali del Trapanese. Le indagini delle fiamme gialle accertarono una fitta rete di intimidazioni, estorsioni, un episodio di turbativa d’asta a una vendita giudiziaria al Tribunale di Marsala, controllo dei pascoli e degli allevamenti, secondo gli inquirenti retti da Pietro Burzotta, genero del boss defunto Vito Gondola, storico reggente del mandamento, oggi deceduto, pedina fondamentale del sistema dei pizzini di Matteo Messina Denaro. Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Domenico Centonze, 49 anni, di Mazara avrebbe fatto le veci del capomandamento Dario Messina che si trova in carcere. E in carcere è finito anche il fratello di Dario Messina, Alessandro.

    Le richieste della difesa

    Ieri gli avvocati Luigi Pipitone e Tommaso De Lisi, hanno sollevato alcune eccezioni preliminari relative ad alcuni decreti intercettativi sia telefonici che Trojan – un tipo di malware che si nasconde all’interno di software apparentemente innocui per ingannare l’utente e compromettere il sistema. Ci sono state poi anche delle eccezioni sulla indeterminatezza dei capi di imputazione e la verifica della regolarità delle notifiche. L’avvocato Vito Cimiotta ha anticipato che discuterà l’udienza preliminare e non farà riti alternativi. Il giudice Vassallo si è riservato di decidere rinviando l’udienza al 2 luglio. Per quella data scioglierà la riserva sulle eccezioni presentate dalla difesa, su eventuali interrogatori degli imputati e sulla scelta dei riti alternativi. Ha anche anticipato che nell’udienza già fissata per l’11 luglio ci sarà la discussione della difesa.

    Gli imputati

    Gli imputati sono: Giancarlo Nicolò Angileri, di Marsala, libero. Paolo Apollo, di Mazara del Vallo, agli arresti domiciliari. Antonino Giovanni Bilello, di Marsala, libero. Pietro Burzotta, di Mazara del Vallo, in carcere a Civitavecchia. Lorenzo Buscaino, di Mazara del Vallo, libero. Domenico Centonze, di Mazara del Vallo, in carcere a Prato. Pietro Centonze (classe 1969), di Marsala, libero. Pietro Centonze (classe 1950), di Marsala, ai domiciliari. Ignazio Di Vita, di Mazara del Vallo, in carcere a Vibo Valentia.Vito Ferrantello, di Mazara del Vallo, libero. Michele Marino, di Marsala, libero. Alessandro Messina, di Mazara del Vallo, in carcere a Viterbo. Giovanni Piccione, di Marsala, libero. Giuseppe Prenci, di Mazara del Vallo, libero. Massimo Antonio Sfraga, di Mazara del Vallo, libero. Gaspare Tumbarello, di Marsala, libero.





  • Palermo
    Strage d Monreale: fermato il terzo giovane, ha 19 anni
    Assieme a Salvatore Calvaruso e Samuel Acquisto, sarebbe responsabile della morte di tre ragazzi
    Redazione12 Maggio 2025 - Cronaca
  • Carabinieri Monreale Cronaca

    Monreale (Palermo) – Un altro giovane residente nel quartiere Zen di Palermo, Mattias Conti, 19 anni, anche lui del rione Zen 2 come gli altri due arrestati, è stato fermato dai carabinieri, è accusato di strage e lesioni personali aggravate, in concorso con Salvo Calvaruso e Samuel Acquisto, nonché di detenzione illegale e porto abusivo di pistola.

    Il diciannovenne, in particolare, sarebbe la persona, che assieme a Salvatore Calvaruso ha fatto fuoco contro la folla, uccidendo Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvatore Turdo la notte del 27 aprile scorso in via Benedetto D’Acquisto a Monreale.

    Il provvedimento è frutto delle investigazioni svolte dai carabinieri, coordinati dalla Procura.

    In carcere al momento vi sono Salvatore Calvaruso e Samuel Acquisto. Mattias Conti si sarebbe reso irreperibile per giorni fino a stamane quando i militari hanno bussato alla porta dell’abitazione di un familiare senza però trovarlo. Lo stesso giovane poi si sarebbe presentato al Comando dei carabinieri, accompagnato da un avvocato. Dopo essere stato ascoltato a lungo è arrivato il provvedimento di fermo e il giovane è stato portato in una cella del Pagliarelli.





  • Palermo
    Carceri, arrivano 138 unità per la Sicilia
    Per il segretario regionale della Uilpa Veneziano "Una goccia in un oceano"
    Redazione16 Gennaio 2025 - Cronaca
  • carcere Cronaca

    Palermo:  Diventa realtà il piano di incremento di agenti della polizia penitenziaria previsto dal dipartimento di Roma per la Sicilia prospettato dal provveditore regionale delle carceri. Per tutta la Sicilia quindi arriveranno 138 unità. Per Gioacchino Veneziano, segretario regionale della Uilpa:

    “Una goccia in un oceano”

    “Una goccia in un oceano. Non abbiamo approvato la ripartizione perché non compensa nemmeno i pensionati e i cambi di ruolo”. E poi continua: “stiamo parlando di appena 138 unità da distribuire in tutta la regione rispetto ad una carenza di 1.000 unità, rapportato ad un indice di sovraffollamento di detenuti pari al 120%, fermo restando che nell’anno andranno in pensione oltre 80 poliziotti e altri 100 transiteranno in altri ruoli, quindi il dato sarà addirittura in negativo”.

    L’intervento di Gioacchino Veneziano segretario regionale Uilpa

    “Bisogna dire con chiarezza che le piante organiche sono da sempre inattendibili – dice il sindacalista della Uil di settore in Sicilia – perché è necessario rideterminali negli istituti dove si è avuto l’aumento di capienza detentiva, tra cui Palermo Pagliarelli, Caltagirone,Trapani, Siracusa, unitamente al dato dei pensionamenti del sovraffollamento e della condizione strutturale, sommato ai molteplici impieghi dei poliziotti penitenziari accresciuti negli anni”. “Comunque anche il Provveditore Regionale – conclude il Segretario Generale UilPa Polizia Penitenziaria in Sicilia Gioacchino Veneziano – ha comunicato al DAP che con tale assegnazione non potranno essere risolte le criticità che si registrano in tutta la regione , ragion per cui come sigla lo invitiamo a prendere atto di questa situazione, salvaguardando la Polizia Penitenziaria sia dagli eventi critici generati da immani carichi di lavoro e stress operativo, che determinano anche procedimenti disciplinari molte volte generati da queste condizioni lavorative”.







  • Ricerca articoli

    Stai cercando un articolo passato?

    Puoi filtrare per data, autore o titolo.

    Cerca articoli →
  • Altre Notizie di Cronaca
    Redazione
    Redazione
    Nino Papania
    Redazione
    guardia costiera
    Redazione
    Rino Giacalone
    Redazione
    Agente Dia TpOggi 1
    Redazione
    Redazione
    tribunale trapani
    Rino Giacalone
    Auto dei carabinieri
    Redazione
    Redazione
    ospedale corridoio 1
    Redazione