• Marsala
    A Marsala viene presentato “OPERAICIDIO” Perché e per chi il lavoro uccide
    Le storie, le responsabilità, le riforme
    Redazione6 Novembre 2025 - Attualità
  • autori Attualità

    Marsala – Si chiama “Operaicidio”: un neologismo, oggi inesistente, per definire la strage infinita del lavoro che uccide. E’ il libro scritto a quattro mani da Bruno Giordano e Marco Patucchi. Sarà presentato a Marsala sabato mattina alle 10, presso il Complesso Monumentale San Pietro. Saranno presenti il sindaco Massimo Grillo, il presidente del Tribunale Alfonso Malato, il procuratore della repubblica Fernando Asaro, il presidente degli avvocati Giuseppe Spada, il presidente della sottosezione ANM di Marsala Giuseppe Lisella, l’avvocato Adele Pipitone, presidente del CPO di Marsala. Gli autori: Bruno Giordano e Marco Patucchi. Modera il giornalista Rino Giacalone.

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    Il libro

    Attraverso una sorta di “semantizzazione”, i vari capitoli dell’opera sono impostati come voci di un dizionario enciclopedico che spiega il significato sociale, economico, umano (privato e pubblico), le cause, i costi, le soluzioni possibili e le responsabilità (anche politiche) di una guerra civile che nessuno sa o vuole vincere. In Italia la media è di tre morti di lavoro al giorno, e di un infortunio al minuto, senza contare i casi nascosti del lavoro nero. L’opera contrasta e supera un racconto meramente numerico e cronachistico, a favore di una visione allargata che contempla anche proposte concrete di intervento e riforma. Guardando inoltre al versante oscuro degli infortuni che quasi mai vengono denunciati; alle morti da amianto; alla responsabilità dell’informazione per il linguaggio usato nella cronaca; ai silenzi di Stato del sistema radiotelevisivo pubblico; ai fatti dolosi in un lavoro tanto irregolare da diventare criminogeno; allo sfruttamento del caporalato; alla perdita di memoria, agli orfani e ai coniugi dimenticati; alla evidente inconcludenza di percorsi giudiziari che si prolungano troppo e si spengono quasi sempre in assoluzioni o prescrizioni. Una tragedia spesso definita erroneamente come fatalità o fenomeno, mentre è assenza di coscienza e di senso di colpa. Parallelo al cuore analitico e polemico del libro, un secondo piano narrativo che lo accompagna e, in un certo senso, lo incarna: la Spoon River delle vite invisibili dei morti di lavoro. Passioni, affetti, emozioni di chi è caduto nella trincea di questa “guerra minore”.





  • Italia
    Referendum 2025: lavoro, cittadinanza e diritti al voto
    Cinque quesiti cruciali per il futuro dei diritti sul lavoro e l'accesso alla cittadinanza: italiani chiamati alle urne l'8 e 9 giugno 2025.
    Redazione7 Giugno 2025 - Attualità
  • referendum 8 9 giugno Attualità

    Cinque quesiti, due giorni, una scelta che può cambiare le regole

    Italia – C’è un appuntamento che chiama in causa tutti gli italiani. È quello con il referendum abrogativo dell’8 e 9 giugno 2025, quando milioni di cittadini saranno invitati alle urne per esprimere la propria opinione su cinque temi che toccano da vicino diritti, tutele e il concetto stesso di cittadinanza.

    Quando si vota e dove

    Le urne apriranno domenica 8 giugno dalle 7 alle 23 e resteranno aperte anche lunedì 9, dalle 7 alle 15. Si vota nel proprio seggio di residenza, presentandosi con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Un gesto semplice, ma carico di significato.

    Di cosa si parla?

    I cinque quesiti arrivano da una lunga battaglia politica e sociale. Il Presidente della Repubblica li ha ufficializzati il 25 marzo scorso, e ora tocca ai cittadini decidere se abrogare o meno alcune norme oggi in vigore. Ecco, in sintesi, di cosa si tratta:

     Tutele crescenti e Jobs Act

    Si propone l’abrogazione delle norme che regolano il reintegro o l’indennizzo in caso di licenziamento illegittimo nei contratti a tutele crescenti, introdotti con il Jobs Act.

     Licenziamenti nelle piccole imprese

    Via anche una parte delle tutele sui licenziamenti nelle aziende con meno di 15 dipendenti: chi vota “SÌ” chiede che vengano cancellate.

     Contratti a termine

    Un quesito mira a limitare l’uso dei contratti a tempo determinato, rivedendone durata, rinnovi e proroghe.

    Appalti e infortuni

    Si chiede se eliminare la norma che esclude la responsabilità solidale del committente in caso di infortuni nei subappalti. Una questione cruciale per la sicurezza dei lavoratori.

    Cittadinanza

    Infine, un tema che tocca identità e integrazione: si propone di dimezzare da 10 a 5 anni il periodo minimo di residenza richiesto per ottenere la cittadinanza italiana da parte di stranieri extracomunitari.

    Come si vota

    Ogni quesito è un referendum abrogativo. Significa che:

    Ma attenzione: perché il voto sia valido, deve recarsi alle urne almeno il 50% più uno degli aventi diritto. La partecipazione è quindi fondamentale.

    Dove seguire lo spoglio

    Il Ministero dell’Interno seguirà ogni fase dello scrutinio e ha attivato una pagina dedicata, accessibile dal portale delle Prefetture.
    👉 Referendum 2025 – Ministero dell’Interno





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