Attualità
Marsala – Nel quartiere Amabilina di Marsala si registra un significativo passo avanti sul fronte ambientale. Grazie a un intervento mirato di Formula Ambiente, in collaborazione con l’Amministrazione Grillo e il settore comunale dei Servizi Pubblici Locali, sono state bonificate le aree dove si erano accumulati numerosi rifiuti, spesso abbandonati da non residenti.
All’interno dell’operazione sono stati individuati e circoscritti anche diversi rifiuti speciali, tra cui secchi contenenti vernici, che non possono essere conferiti nei Centri di raccolta tradizionali. Questi materiali sono stati messi in sicurezza in attesa di un corretto smaltimento in impianti autorizzati.
Il vicesindaco Giacomo Tumbarello ha dichiarato:
“Malgrado l’inciviltà di pochi, la raccolta differenziata e il decoro urbano ad Amabilina sono migliorati. Abbiamo chiesto tolleranza zero verso chi abbandona rifiuti, soprattutto se proveniente da altre zone”.
Le istituzioni locali lanciano un appello ai cittadini per denunciare l’abbandono illegale dei rifiuti, in particolare quelli speciali che possono rappresentare un rischio per l’ambiente e la salute. I controlli si concentrano su chi, pur non essendo residente ad Amabilina, continua a utilizzare il quartiere come discarica abusiva.
Questa iniziativa si inserisce in una più ampia strategia per rafforzare la cultura ecologica a Marsala, promuovendo il rispetto delle regole e la tutela del decoro urbano.
Il miglioramento della raccolta differenziata ad Amabilina è anche il risultato di un lavoro di sensibilizzazione avviato negli ultimi mesi. In parallelo, le attività di vigilanza e sanzione verso i comportamenti scorretti restano una priorità.
L’obiettivo è duplice: mantenere alto lo standard di pulizia raggiunto e prevenire il ritorno a situazioni di degrado. Un impegno condiviso che richiede la collaborazione attiva di tutti i cittadini.
Economia
In Italia e in tutta Europa cresce la rabbia dei consumatori contro l’aumento dei prezzi nei supermercati. Con il boicottaggio supermercati contro rincari, cittadini e associazioni cercano di contrastare un carovita che sta diventando insostenibile. Il fenomeno, partito spontaneamente dal basso, ha assunto dimensioni internazionali, coinvolgendo anche paesi come Svezia, Croazia, Bulgaria e Serbia.
Nel nostro Paese, la mobilitazione si è accesa sui social con l’hashtag #spesavuota, promuovendo giornate di “non acquisto” per mandare un segnale chiaro alla GDO. Anche a Trapani alcuni gruppi locali stanno rilanciando il boicottaggio come forma di pressione.
Secondo il Codacons, il paniere alimentare è aumentato del 15% in un anno, con picchi sul pane, la pasta e il latte.
A dar voce alla protesta anche Beppe Grillo, che sul suo blog ha rilanciato l’esempio svedese: “Migliaia di persone hanno deciso di boicottare i principali supermercati per un’intera settimana. È ora di dire basta anche in Italia”. (Fonte )
In Svezia, la campagna “Bojkotta vecka 12” (boicotta la settimana 12) ha portato migliaia di cittadini a non fare la spesa nei supermercati dal 24 al 30 marzo.
Il motivo? Un mercato dominato da poche catene che mantengono alti i prezzi nonostante l’inflazione in calo. (Fonte:)
Anche nei Balcani è partita un’ondata di boicottaggi nei supermercati: in Bulgaria, il calo delle vendite ha raggiunto il 30% durante la protesta. In Croazia, Bosnia e Serbia, i cittadini hanno aderito in massa per protestare contro l’aumento dei prezzi di base.
La parola d’ordine è sempre la stessa: prezzi giusti e trasparenza. (Fonte: )
Il successo dei boicottaggi riaccende il dibattito sul ruolo della grande distribuzione e sulle alternative locali come i gruppi di acquisto solidale (GAS), i mercati contadini e le cooperative.
Sempre più cittadini cercano soluzioni per svincolarsi da un sistema percepito come ingiusto e opaco.