Cronaca
Trapani – E’ arrivata una conferma. Il Giudice di Pace di Trapani – Diego Vallone – ha annullato il credito idrico relativo ad una fattura mai notificata ad una cittadina di Trapani.
Ha anche annullato l’avviso di accertamento esecutivo patrimoniale che il Comune di Trapani – servizio idrico integrato – aveva nel frattempo notificato, nelle forme previste dalla legge a mezzo raccomandata a/r.
La signora G.L dunque, ha deciso di contestare sia il credito idrico, che ammontava a quasi 2000 euro che l’avviso di accertamento emesso dal Comune e si rivolgeva ad un legale.
“Non avevo dubbi sulla illegittimità di questa richiesta di pagamento pervenuta alla signora, una delle tante pervenute nelle case dei trapanesi da parte del servizio idrico integrato. Il Comune avrebbe dovuto dapprima emettere e notificare il documento contabile e solo in caso di mancato pagamento, adottare i solleciti e gli avvisi di accertamento esecutivo patrimoniale che prelude alla fase esecutiva di recupero forzoso dei crediti – spiega l’avvocato Vincenzo Maltese legale dell’utente.
“Sono centinaia gli Avvisi di accertamento notificati ai cittadini trapanesi in assenza della prodromica fattura idrica. Li abbiamo tutti contestati ma alle mediazioni, ormai obbligatorie nel sistema idrico prima di andare in giudizio, il Comune non aderisce mai. Accolgo quindi con soddisfazione l’esito di questo procedimento che farà giurisprduenza, altre analoghe pronunce arriveranno” – conclude Vincenzo Maltese.
Il Giudice ha quindi annullato il credito e l’avviso di accertamento impugnato e il comune di Trapani è stato anche condannato a pagare le spese processuali.
Cronaca
Trapani – L’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio ha inviato a TrapaniOggi una nota di precisazione a proposito della condanna emessa ieri mattina 7 ottobre dal giudice di pace D’Alessandro, che lo ha riconosciuto colpevole.
«Mi preme chiarire – scrive Fazio – che il giudice mi ha condannato per percosse e non per lesioni personali, come invece è stato erroneamente riportato da diversi organi di stampa».
L’ex sindaco ha allegato anche la sentenza del Tribunale dei Minorenni di Palermo. In quella sentenza n. 37/2025 depositata l’8 luglio scorso, il giudice ha riconosciuto “pienamente provata la responsabilità dell’imputato” per il reato di lesioni personali. Secondo la decisione, risultava «oltre ogni ragionevole dubbio che il 15 agosto 2020 L.F. abbia colpito con una testata al volto Fazio Girolamo, provocandogli un trauma cranico non commotivo e una ferita all’arcata sopraccigliare destra con prognosi di 30 giorni».
Il giovane è stato dichiarato responsabile ma ha ottenuto il perdono giudiziale, in ragione della minore età e dell’assenza di precedenti.
«Alla luce di ciò, appare quanto meno sorprendente – dice Fazio – la sentenza emessa dal giudice di pace, che sembra smentire e non tenere minimamente conto di quella del Tribunale collegiale. Attendo, pertanto, di leggere le motivazioni, anticipando che avverso la citata sentenza proporrò appello».
Fazio sottolinea che nel processo minorile non ha potuto costituirsi parte civile, come previsto dalla legge, e che la sua versione dei fatti è stata comunque ritenuta attendibile e riscontrata dai medici e dai testimoni.
«In quel processo, al quale non ho potuto prendere parte, essendo esclusa nel processo minorile la possibilità di costituzione di parte civile, il Tribunale ha ritenuto che “la disamina critica delle emergenze processuali consente di ritenere raggiunta la prova della penale responsabilità dell’imputato in ordine al reato ascrittogli”, rilevando che “le dichiarazioni della persona offesa appaiono attendibili…risultano riscontrate dal certificato di pronto soccorso…trovano conferma nelle dichiarazioni rese dagli altri testimoni».
Due procedimenti e due sentenze: da un lato, il Tribunale dei Minorenni di Palermo che ha accertato la responsabilità del ragazzo per le lesioni inflitte all’ex sindaco; dall’altro, il Giudice di pace di Trapani che condanna Fazio per percosse, in relazione alla stessa lite.
Un incrocio di procedimenti che — come ribadisce l’ex sindaco — solleva più di un interrogativo sul coordinamento delle due decisioni e sui criteri adottati nella loro valutazione.