Attualità
New York – (Stati Uniti)- “Ogni volta che incontro i cittadini di Castellammare del Golfo che vivono in America, percepisco lo stesso sentimento di appartenenza e di amore per la nostra città che viviamo anche da qui. Un legame che non si è mai indebolito, anzi si è rafforzato in 53 anni di storia del social club di Brooklyn”.
Lo afferma il sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, in partenza per una visita istituzionale a Brooklyn, dove il social Club dei castellammaresi celebra i 53 anni di attività.
Il primo cittadino è stato invitato a presenziare come ospite d’onore alle celebrazioni che prevedono più riconoscimenti per cittadini di Castellammare del Golfo residenti in America.
Tra gli ospiti del Club sarà presente anche l’associazione di promozione culturale “Kernos” di Castellammare del Golfo, presieduta da Rosaria Vitale, da anni impegnata nella valorizzazione e diffusione della cultura e delle tradizioni del territorio.
“Raggiungo anche quest’anno, seppur con un viaggio velocissimo, il nostro Club che rappresenta un baluardo di amore, di sicilianità e di appartenenza. Promuovendo la nostra cultura, le tradizioni, la fede e la gastronomia, i nostri concittadini hanno mantenuto viva l’anima di Castellammare del Golfo oltre oceano –dice il sindaco Giuseppe Fausto-. Le distanze si azzerano quando esiste una comunità così solida e unita da 53 anni”.
E poi prosegue: “Grazie al legame e alla vicinanza dei nostri concittadini oltreoceano è stato possibile organizzare più attività come una recente commemorazione dedicata a Padre Pio, grazie ad un concittadino che, pur risiedendo in America, continua con dedizione a prendersi cura dell’area e dunque della nostra città, come fanno con affetto e costanza moltissimi altri castellammaresi residenti in America”.
“Porto il mio saluto e quello dell’amministrazione comunale con l’abbraccio di tutta la nostra città, grata a chi, da lontano -conclude il sindaco Fausto- continua a diffondere il nome e le tradizioni di Castellammare del Golfo”.
Cronaca
Santo Domingo – Una tragedia che ha spezzato vite e sogni. Martedì scorso, nella capitale della Repubblica Dominicana, il tetto della discoteca Jet Set è crollato all’improvviso, causando almeno 218 morti. Due gli italiani coinvolti. Uno di loro era catanese.
Luca Massimo Iemolo aveva 48 anni ed era nato a Catania. Aveva studiato all’alberghiero e un anno fa aveva fatto le valigie per inseguire il sogno caraibico: lavorare come chef a Santo Domingo.
Amava la cucina, ma anche la musica e il ballo: salsa e merengue erano la sua passione. Lo racconta con emozione Stefano Bonnici, un altro catanese, amico fraterno di Massimo: “Eravamo stati lì insieme solo due giorni prima del crollo. Quando ho saputo della tragedia mi sono precipitato. Ho visto con i miei occhi corpi estratti uno a uno dalle macerie. Uno strazio. Massimo era una persona generosa, forte, tenace”.
A ricordarlo pubblicamente è anche il Sarah Restaurant, il locale dove lavorava a Santo Domingo. In un post su Instagram, lo staff ha espresso “profondo dolore per la perdita del nostro chef, Luca Massimo Iemolo, un professionista appassionato, dedito al suo lavoro, rispettoso e amato”.
Un dolore che si allarga fino a Catania, sua città natale, dove la notizia ha colpito amici, parenti e conoscenti. Le sue radici siciliane erano forti e orgogliose, e anche se la vita lo aveva portato lontano, Massimo restava legato alla sua terra.
Le autorità dominicane parlano di un bilancio drammatico: almeno 218 morti, mentre 189 persone sono state estratte vive dalle macerie. Lo ha confermato Juan Manuel Mendez, direttore del Centro Operativo di Emergenza (Coe).
Il disastro ha scosso l’intero Paese e anche la comunità italiana all’estero. La Farnesina ha confermato l’identità delle vittime e sta seguendo da vicino l’evoluzione delle operazioni di soccorso.
La morte di Massimo Iemolo non è solo una notizia di cronaca. È la fine di un sogno iniziato a Catania e spezzato troppo presto a Santo Domingo. È un ricordo che resterà vivo in chi lo ha conosciuto, nella sua città e tra le cucine che aveva saputo far vibrare con amore e talento.