Cronaca
Petrosino – di Rino Giacalone – L’accusa era pesante. Mossa all’ imprenditore Pietro Lococo e agli amministratori di società Libero Di Paola, Alessandra Mercadante e Ludovica Lococo, operanti nel settore della commercializzazione e lavorazione del prodotto ittico, con il marchio Goldfish. Indagati per una truffa, all’Ue, risultata però inesistente all’esito del relativo processo, che si è concluso con le assoluzioni.
Una indagine del Comando Provinciale della Finanza, mentre il dibattimento si è svolto dinanzi al Tribunale di Tivoli. Per tre dei sei indagati, vennero disposte misure cautelari (uno posto ai domiciliari e per due scattò l’obbligo di dimora). Subirono anche un sequestro di circa 4,5 milioni di euro. Una indagine che riguardò principalmente un’azienda che quando fu costituita, fu tra le maggiori del settore, l'”Ittica Mediterranea” di Petrosino. Ma anche altre aziende di Roma, Guidonia e Piombino. La Goldfish aveva vasta operatività nazionale nel campo dell’acquacoltura e della produzione di sushi per supermercati e ristoranti. Al cetro dell’inchiestya ci furono i contributi a fondo perduto, fonte europea, Feamp, fondo europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca,elargiti dalle Regioni, Sicilia, Lazio e Toscana.
Truffa che per le fiamme gialle sarebbe stata consistita nell’affidamento dei lavori da parte delle società beneficiarie dei contributi, ad una sola ditta, solo apparentemente terza ma, di fatto, avente stessa compagine societaria delle committenti, e che, quindi, è risultata essere meramente interposta tra le stesse ed i reali fornitori, in violazione della normativa comunitaria e nazionale di settore.
E quindi, fittizia maggiorazione dei costi, sovrafatturazione delle spese. Adesso i giudici di Tivoli, a due anni da arresti e sequestri, hanno riconosciuto con le assoluzioni, pronunciate co la formula del fatto che non sussiste, l’inesistenza dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravat, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. È stata esclusa ogni responsabilità amministrativa per le cinque aziende del Gruppo coinvolte, i beni sono stati dissequestrati.
Pietro Lococo è il fondatore del Gruppo HDP, Libero Di Paola, Alessandra Mercadante e Ludovica Lococo sono invece gli amministratori delle società coinvolte. “Questa pronuncia — dice Lococo – mette fine a oltre due anni di grande sofferenza mia, della mia famiglia e delle persone che con me lavorano da tanto tempo. l’assoluzione non riguarda solo me, ma l’intero management e le nostre società, confermando la totale trasparenza e linearità del nostro operato. Oggi ci lasciamo finalmente questa dolorosa parentesi alle spalle. Il nostro focus torna a essere, al 100%, la crescita del Gruppo HDP e lo sviluppo di un’acquacoltura italiana sostenibile e diì eccellenza”.
Il Gruppo HDP, fondato da Pietro Lococo, imprenditore da decenni figura di riferimento nell’itticoltura italiana, è uno dei principali player nazionali nell’acquacoltura. Con siti produttivi in Lazio, Sicilia, Toscana e Liguria, è specializzato nell’ allevamento di orate, spigole e ombrine 100% Made in Italy. L’azienda si distingue per l’integrazione verticale della filiera (dalla selezione genetica nell’Avannotteria fino alla commercializzazione nella GDO) e per l’impegno verso il benessere animale e la sostenibilità. Il Gruppo, pioniere in Italia per l’uso di tecnologie RAS (sistemi a ricircolo d’acqua), prosegue così il proprio percorso di espansione e investimento, confermandosi punto di riferimento solido e innovativo nel settore ittico nazionale.