• Trapani
    E’ Emanuele Scimemi l’uomo arrestato nell’ambito dell’operazione “Last Delivery”
    Dal suo laboratorio sarebbero partiti gli ordini per due attentati
    Rino Giacalone12 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Trapani  – di Rino Giacalone – Si chiama Emanuele Scimemi, trapanese, 40 anni, residente a Lenzi, la persona arrestata nell’ambito dell’operazione “Last Delivery”, coordinata dalla Procura de L’Aquila e che ha portato a scoprire un traffico di droga, esplosivi ed armi.

    Le transazioni avvenivano attraverso chat e piattaforme web, con spedizioni tramite corrieri espressi, inconsapevoli di ciò che trasportavano, utilizzando indirizzi e intestazioni fittizie, mettendo a rischio, la sicurezza stessa dei trasporti. I militari dell’arma si sono soffermati sulla totale estraneità dei corrieri, che si sono messi anche a disposizione in fase di indagine. Si faceva ricorso a indirizzi di spedizione e consegna fittizi, intestazioni di comodo e utenze telefoniche riconducibili a soggetti estranei, al fine di ostacolare l’identificazione di mittenti e destinatari.

    Una indagine condotta dai Carabinieri di Penne, con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri, a cominciare da quello di Trapani, che teneva sotto controllo Scimemi. Lunedì poi la perquisizione, il sequestro di materiale esplodente e l’arresto. Il laboratorio si trovava dentro la sua abitazione, in un garage. Per effettuare in sicurezza l’intervento e recuperare l’arsenale, i militari hanno isolato la zona per diverse ore e sul posto sono intervenuti gli artificieri.

    L’uomo è già conosciuto dalle forze dell’ordine

    Scimemi è già conosciuto alle forze dell’ordine noto nell’ambiente della vendita di fuochi pirotecnici. Dalle indagini viene fuori come uno che nel frattempo ha fatto un salto in avanti, specializzandosi nella preparazione di ordigni.
    A coordinare le indagini è stato il sostituto procuratore dott.ssa Roberta d’Avolio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila – Direzione Distrettuale Antimafia. L’operazione, condotta su tutto il territorio nazionale, ha consentito l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa in data 2 febbraio 2026 dal gip del Tribunale di L’Aquila.

    Il provvedimento ha interessato sette persone, indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, produzione, compravendita e spedizione, su scala nazionale, di materiale esplodente.

    Dal laboratorio di Lenzi i due ordigni usati a Formia e Roma

    Sarebbero usciti dal laboratorio di Scimemi due ordigni usati per gravi azioni intimidatorie, la prima, il 20 giugno 2023 a Formia, ai danni di una frutteria, e la seconda, il 28 luglio 2023 a Roma, ai danni di un centro estetico. Proprio dalle attività di indagine legate a questi episodi, i Carabinieri sono risaliti a Scimemi, sul quale i riflettori sono stati subito accesi dai militari del Comando Provinciale di Trapani. Scimemi è indagato per aver venduto ordigni esplosivi a elevata potenzialità, aver posto in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti e detenzione illecita di armi. Al momento della perquisizione, è venuto fuori un vero e proprio laboratorio artigianale per la realizzazione di materiale esplodente ad alta potenzialità nonché una postazione informatica per la commercializzazione tramite chat e web su tutto il territorio nazionale.

    Il materiale rinvenuto e sequestrato

    Nel suo garage sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro: 210 kg di materiale esplosivo altamente offensivo confezionato in 2108 ordigni con all’interno un totale di circa 110 kg di polvere esplosiva;
    4 sacchi dal peso complessivo di 55 kg circa contenenti polveri varie verosimilmente alluminio, perclorato di potassio, polvere nera e zolfo; diverso materiale di confezionamento composto da tubi di plastica, tappi in plastica e cilindri di cartone; 650 piombini esplosivi di vario calibro; due pistole segnaletiche, una pistola da soft-air e una carabina ad aria compressa.

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    Redazione 12 Febbraio 2026




  • Trapani
    Operazione Last Delivery. Traffico di esplosivi, un arresto a Lenzi, frazione di Valderice
    Sequestrati 210 chili di materiale esplosivo,
    Redazione12 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Trapani – L’articolata operazione su scala nazionale “Last Delivery” effettuata dai militari della Compagnia Carabinieri di Penne, in provincia di Pescara, su un traffico di esplosivi in particolare ha toccato anche il trapanese e in particolare la frazione di Lenzi in territorio di Valderice. In manette è finito un uomo di 40 anni, accusato di detenzione e fabbricazione illegale di materiale esplodente . In questo caso i militare di Penne hanno operato  con il supporto dei colleghi del comando provinciale di Trapani. L’operazione è stata coordinata dal sostituto procuratore Roberta d’Avolio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila – Direzione Distrettuale Antimafia.

    L’operazione, condotta su tutto il territorio nazionale, ha consentito l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal Tribunale di L’aquila – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della procura.

    Il provvedimento ha interessato complessivamente sette soggetti, ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

    Le investigazioni avevano consentito, inoltre, di raccogliere gravi indizi di reato in ordine alla produzione, compravendita e spedizione, su scala nazionale, di materiale esplodente, consentendo di documentare l’esistenza di una estesa rete di traffici illegali attiva su chat e sul web, utilizzati per la vendita e l’acquisto di artifizi pirotecnici artigianali illegali, armi da fuoco, esplosivi ad alto potenziale distruttivo, detonatori, sostanze stupefacenti e banconote false.

    Le spedizioni avvenivano tramite la rete dei corrieri espressi, facendo ricorso a indirizzi di spedizione e consegna fittizi, intestazioni di comodo e utenze telefoniche riconducibili a soggetti estranei, al fine di ostacolare l’identificazione di mittenti e destinatari.

    Tra le numerose transazioni documentate, era stato accertato che alcuni ordigni ad alto potenziale distruttivo, acquistati e spediti attraverso tale rete, venivano successivamente utilizzati per la commissione di due gravi azioni intimidatorie: la prima, il 20 giugno 2023 a Formia, ai danni di una frutteria, e la seconda, il 28 luglio 2023 a Roma, ai danni di un centro estetico.

    In tale contesto, ai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Trapani è stata delegata la perquisizione personale e domiciliare di un quarantenne del posto che risultava essere indagato per aver venduto ordigni esplosivi a elevata potenzialità, aver posto in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti e detenzione illecita di armi.

    L’attività a Lenzi, territorio di Valderice, dove è stato arrestato in flagranza di reato un uomo di 40 anni, è stata portata a termine dai militari di Trapani con il supporto dai nuclei cinofili antiesplosivi di Palermo e dagli artificieri antisabotaggio dei Comandi Provinciali di Trapani, Caltanissetta e Agrigento.

    L’uomo è accusato di  detenzione e fabbricazione illegale di materiale esplodente.

    L’attività di perquisizione eseguita presso l’abitazione dai Carabinieri di Trapani, ha individuao un vero e proprio laboratorio artigianale per la realizzazione di materiale esplodente ad alta potenzialità nonché una postazione informatica per la commercializzazione tramite chat e web su tutto il territorio nazionale.

    Il materiale rinvenuto e posto sotto sequestro a Lenzi

    Si tratta in particolare di_ – 210 kg di materiale esplosivo altamente offensivo confezionato in 2108 ordigni con all’interno un totale di circa 110 kg di polvere esplosiva; – 4 sacchi dal peso complessivo di 55 kg circa contenenti polveri varie verosimilmente alluminio, perclorato di potassio, polvere nera e zolfo; – diverso materiale di confezionamento composto da tubi di plastica, tappi in plastica e cilindri di cartone; – 650 piombini esplosivi di vario calibro; – due pistole segnaletiche, una pistola da soft-air e una carabina ad aria compressa.

    L’arrestato al termine delle formalità di rito è stato associato alla Casa Circondariale di Trapani.






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