• Trapani
    Cpr di Milo, la polizia arresta due tunisini per violenza e minaccia
    Denunciate in stato di libertà 3 persone – un algerino, un tunisino e un egiziano per danneggiamento aggravato
    Redazione2 Ottobre 2025 - Cronaca
  • CPR milo Cronaca

    Trapani – Arrestati dalla Polizia di Stato per violenza e minaccia nei confronti di pubblici ufficiali due  tunisini di 22 e 33 anni, ospiti del Centro di permanenza e rimpatrio di Milo.

    I due, protagonisti di alcuni disordini registrati all’interno della struttura la sera dell’8 settembre scorso, sono stati identificati dai poliziotti della Squadra mobile di Trapani attraverso la visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza installato nella struttura, che li ha ripresi mentre lanciavano delle bottiglie piene di liquido contro gli operatori di polizia, intervenuti per sedare i disordini.

    Nei loro confronti è stato operato l’arresto in flagranza differita, che consente di operare l’arresto entro 48 ore dalla commissione di un reato, anziché nella flagranza, quando sussistono prove video o fotografiche che rendono evidente il fatto e l’identità del suo autore.

    Precedente previsto in caso di violenza negli stadi o in manifestazioni pubbliche, l’arresto in flagranza differita è stato esteso anche ai delitti commessi all’interno del CPR, dove esigenze di ordine pubblico potrebbero rendere inopportuno l’intervento dei poliziotti per l’arresto in flagranza.

    I due tunisini arrestati sono stati condotti in carcere e, in seguito, scarcerati e sottoposti alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Trapani.

    Per uno dei due, la misura è stata infine revocata; il tunisino, dimesso dal CPR di Caltanissetta, dove era stato nel frattempo trasferito, si è poi reso irreperibile.

    Nel corso dei disordini registrati l’8 settembre, altri ospiti del Centro hanno danneggiato, con una spranga di ferro di oltre un metro, finestre e pareti della struttura, mentre altri hanno appiccato il fuoco a materassi e rifiuti. Relativamente a questi ultimi fatti, la Squadra mobile ha denunciato in stato di libertà 3 persone – un algerino, un tunisino e un egiziano – per danneggiamento aggravato. “Si rappresenta che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di eventuali sentenze passate in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza”.





  • Trapani
    Protesta pacifica davanti al Centro di permanenza per il rimpatrio di Milo
    Una settantina i giovani arrivati da Palermo e dalla Provincia di Trapani
    Redazione28 Giugno 2025 - Cronaca
  • manifesto Cronaca

    Trapani – Si sono ritrovati davanti al CPR Centro di permanenza per il rimpatrio di Milo, alla periferia sud di Trapani, per un presidio che mira a «rompere l’isolamento» e a chiedere la chiusura definitiva del centro. Una settantina di giovani provenienti da Palermo e dalla provincia di Trapani, a rappresentare il capoluogo solo due persone di Sinistra libertaria.

    Mentre i giovani del collettivo anticarcere facevano sentire le loro ragioni con i megafoni, da dentro si sentivano i migranti sbattere le inferriate e gridare “Libertà, Libertà”.

    (Foto by Natale Salvo)

    La protesta «determinata ma pacifica» del colletivo definisce il CPR «un luogo di detenzione amministrativa, dove lo Stato rinchiude in gabbia le persone che non hanno il giusto pezzo di carta, per poi tentare di deportarle». Per gli organizzatori, il regime interno si reggerebbe su «idranti, manganelli e psicofarmaci», mentre all’interno vengono sequestrati i telefoni personali e limitato l’uso delle cabine, nel tentativo di «sotterrare le voci che urlano rabbia e chidono libertà».

    Il centro di Milo è stato più volte teatro di rivolte

    (Foto by Natale Salvo)

    L’iniziativa arriva a poche settimane dalle denunce di suicidi, atti di autolesionismo e scioperi della fame che avrebbero coinvolto diversi CPR siciliani, compreso Milo, alimentando il dibattito sull’estensione a 18 mesi del trattenimento amministrativo.

     





  • Trapani
    I collettivi anticarcere e solidali con i migranti, tornano a chiedere la definitiva chiusura del CPR di Milo
    Sabato alle 16 presidio davanti alla struttura
    Redazione26 Giugno 2025 - Cronaca
  • CPR milo Cronaca

    Trapani – I collettivi anticarcere e solidali con i migranti, sabato 28 giugno, alle 16.00, si ritroveranno davanti al CPR, Centro di permanenza per il rimpatrio di Milo, alla periferia sud di Trapani, per un presidio che mira a «rompere l’isolamento» e a chiedere la chiusura definitiva del centro.

    Il comunicato che convoca la protesta definisce il CPR «un luogo di detenzione amministrativa, dove lo Stato rinchiude in gabbia le persone che non hanno il giusto pezzo di carta, per poi tentare di deportarle». Per gli organizzatori, il regime interno si reggerebbe su «idranti, manganelli e psicofarmaci», mentre all’interno vengono sequestrati i telefoni personali e limitato l’uso delle cabine, nel tentativo di «sotterrare le voci che urlano rabbia e chidono libertà».

    Il centro di Milo è stato più volte teatro di rivolte.

    «Fuoco alle galere», «Freedom, Hurriya, Libertà»: con questi slogan il corteo annuncia l’intenzione di «polverizzare, anche solo per poco, la distanza» fra chi è dentro e chi resta fuori. L’iniziativa arriva a poche settimane dalle denunce di suicidi, atti di autolesionismo e scioperi della fame che avrebbero coinvolto diversi CPR siciliani, compreso Milo, alimentando il dibattito sull’estensione a 18 mesi del trattenimento amministrativo.

    In attesa di eventuali controdeduzioni, dalla Prefettura di Trapani e dal gestore del centro non sono ancora giunte risposte alle richieste di commento. Gli organizzatori fanno sapere che il presidio sarà «determinato ma pacifico», con interventi al megafono e un saluto vocale rivolto ai reclusi oltre le mura.





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