• Trapani
    Trapani in piazza per dire No alla guerra fra i popoli
    Domenica pomeriggio prima il corteo e poi il contest musicale
    Redazione22 Settembre 2025 - Attualità
  • WhatsApp Image 2025 09 22 at 12.24.22 e1758538304919 Attualità

    Trapani – Anche il capoluogo ieri si è unito idealmente alle altre città del mondo che hanno celebrato la  Giornata Internazionale della Pace. In piazza si sono ritrovati in tanti a lanciare messaggi di solidarietà fra i popoli, nonviolenza e convivenza pacifica.

    Nel tardo pomeriggio dalla Piazza Vittorio Emanuele si è mosso un corteo di cittadini con striscioni e bandiere della pace, che hanno raggiunto piazza Mauro Rostagno (ex piazza Mercato del pesce), nel centro storico, dove in serata si è tenuta una kermesse musicale aperta a piccoli e grandi artisti.

    Il corteo era formato da associazioni, club di servizio, gruppi scout, studenti e intere famiglie.

    L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Trapani, con la Consulta Comunale per la Pace e la Cooperazione, la Solidarietà, Internazionale e la promozione dei diritti umani. Partner dell’iniziativa anche l’Ente Luglio Musicale per la parte relativa al contest serale.





  • Catania
    Corteo Global Sumud Flotilla, oltre un migliaio a Catania
    Iniziativa per aiutare Gaza
    Redazione4 Settembre 2025 - Attualità
  • WhatsApp Image 2025 09 04 at 12.47.11 Attualità

    Catania – Corteo Global Sumud Flotilla, oltre un migliaio a Catania. Manifestazione a sostegno iniziativa per aiuti umanitari a Gaza.

    Oltre un migliaio di persone stanno partecipando a Catania alla manifestazione Global Sumud Flotilla per la popolazione di Gaza.
    Dopo il concentramento nel porto, da dove nei prossimi giorni partiranno delle barche per portare aiuti umanitari, si è mosso un corteo che raggiungerà il Castello Ursino, dove sono previsti interventi e a seguire l’esibizione di diversi artisti.

    Apre il corteo una striscione con la scritta ‘No al genocidio fermiamo Israele’.





  • Trapani
    La Cgil insieme a giornalisti, associazioni e partiti, in piazza per Gaza
    Il 6 settembre in piazza per invitare il governo a schierarsi dalla parte della pace
    Redazione3 Settembre 2025 - Cronaca
  • i bambini di gaza Cronaca

    Trapani – “Fermiamo la barbarie”. La Cgil di Trapani, insieme ai giornalisti, alle associazioni e ai partiti scenderà in piazza sabato 6 settembre per sostenere la Global Sumud Flotilla e per chiedere al governo di “schierarsi dalla parte della pace, della giustizia e del diritto internazionale”.

    L’appuntamento è, alle 19, in piazza Municipio da dove partirà il corteo che percorrerà le vie Garibaldi e Torrearsa fino ad arrivare in via Ammiraglio Staiti, davanti al molto dove è ormeggiata la nave Mediterranea Saving Humans.

    Ai partecipanti è chiesto di portare con sé una barchetta di carta, anche dipinta con i colori della bandiera palestinese, simbolo di libertà, di resistenza e di pace.

    Alla manifestazione della Cgil, che si terrà in tutta Italia, hanno aderito la Fnsi – Assostampa Trapani, le locali Anpi, Arcigay, Libera, Auser, Articolo 21, Ciao Mauro, Insieme per la Costituzione, Sinistra Italiana, Sinistra Futura, il Partito democratico, il Movimento 5 stelle e Rifondazione Comunista.





  • Palermo
    Anniversario Strage di Capaci. Mattarella, dare continuità allo sradicamento della mafia “Vigilanza sia sempre alta, coinvolgere le nuove generazioni”
    Tantissime le iniziative per non dimenticare quelle vittime
    Redazione23 Maggio 2025 - Cronaca
  • strage Cronaca

    Palermo – “La mafia, come ogni fatto umano, ha avuto un inizio ed avrà anche una fine”: questo ripeteva Falcone, sollecitando coerenza e impegno educativo, spronando chiunque nella società a fare la propria parte insieme alle istituzioni, a ogni livello. La mafia ha subìto colpi pesantissimi, ma all’opera di sradicamento va data continuità, cogliendo le sue trasformazioni, i nuovi legami con attività economiche e finanziarie, le zone grigie che si formano dove l’impegno civico cede il passo all’indifferenza”.

    Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 33° anniversario della strage di Capaci, ricordando l’importanza di “tenere sempre alta la vigilanza, coinvolgendo le nuove generazioni nella responsabilità di costruire un futuro libero da costrizioni criminali”.

    Tra eco delle indagini e riti della memoria Palermo ricorda “l’attentatuni”.

    Ancora una volta, a fare da sfondo alle manifestazioni – quella “ufficiale” della Fondazione Falcone, presieduta dalla sorella del giudice, Maria Falcone, e quella “alternativa” organizzata da diverse associazioni – non mancano le polemiche tra due anime dell’antimafia che non si sono mai amate. Anime molto distanti che, nei giorni scorsi, si sono scambiate frecciate a distanza.

    E se Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso il 19 luglio in via D’Amelio, parteciperà al corteo promosso da Cgil e associazioni come Libera e Next Gen, che si muoverà alle 15 da piazza Verdi, Maria Falcone accoglierà ministri e istituzioni al Museo del presente a Palazzo Jung, che sarà inaugurato domani in tutti i suoi spazi.

    La lunga giornata iniziata alle 9

    La lunga giornata di Palermo è cominciata alle 9, quando 200 studenti siciliani sono saliti sulla motovela “MareNostrum Dike”, partita da Napoli per il viaggio “Un mare di legalità”. L’imbarcazione, dal forte significato simbolico, veniva utilizzata dagli scafisti per la tratta dei migranti.

    Alle 9.30 poi appuntamento al Museo del Presente presenti tra gli altri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello della Cultura Alessandro Giuli, la presidente della commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, magistrati e autorità civili e militari.

    Stamane le cerimonie sul luogo della strafe, alle 13.15 alla caserma Lungaro della Polizia verranno deposte corone di fiori in memoria delle vittime dell’attentato di Capaci.

    Diverse le iniziative organizzate anche al Palazzo di giustizia dove si terrà la seconda edizione di Tribunale chiama scuola, evento promosso da Ordine degli avvocati, Associazione nazionale magistrati e Rete per la cultura antimafia nella scuola. Dalle 9 gli studenti di 59 scuole palermitane si sono alternati in letture e riflessioni, alle 11.30 in piazza della Memoria cerimonia con giudici avvocati, studenti universitari e delegazioni scolastiche.

    Ancora in tribunale alle 15 si discuterà di “Strategie criminali e strumenti di contrasto”. Parteciperanno tra gli altri, Francesco Lo Voi , procuratore della Repubblica di Roma, Maurizio de Lucia, procuratore di Palermo e il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo.

    Come ogni anno, alle 16 ci si ritroverà sotto l’Albero Falcone dove alle 16.45 si esibirà Giovanni Caccamo e alle17.00 interverrà di Maria Falcone.

    23 Maggio ore 17.58

    Alle 17.30 l’ex magistrato Piero Grasso leggerà i nomi delle vittime delle stragi di Capaci e Via d’Amelio e alle 17:58, l’ora della strage, un trombettiere della Polizia di Stato suonerà il silenzio.

    Diversi gli appuntamenti organizzati anche al Giardino della Memoria, un’area sottostante l’autostrada che fu teatro della strage, curato da Tina Montinaro, vedova del capo-scorta di Falcone. Centinaia di studenti verranno coinvolti in laboratori artistici e spettacoli. Prima che diventasse un metodo, il lavoro del pool antimafia di Palermo dovette fare i conti con gli scettici. Il gruppo messo su da Rocco Chinnici, ucciso nell’83, e poi guidato da Antonino Caponnetto fino all’88, venne persino additato di fare “turismo giudiziario”, che consisteva nel seguire da vicino le indagini, andare nei luoghi dove portavano gli elementi man mano acquisiti.

    Il ricordo di Giuseppe Di Lello

    “Ci spostavamo ovunque – ricorda Giuseppe Di Lello, che del pool di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino fece parte insieme a Leonardo Guarnotta e al giovane Ignazio De Francisci -, contravvenendo alla prassi di delegare burocraticamente le indagini fuori da Palermo a giudici di altri distretti, che nulla sapevano delle nostre inchieste e che raramente potevano esserci d’aiuto. Questo nuovo modo di operare ha dato credibilità al pool e ha portato a notevoli risultati”.

    Una “rivoluzione” che si sarebbe potuta fare anche prima, se la mafia non fosse stata considerata “un fenomeno oscuro – aggiunge Di Lello – e impenetrabile. Invece, siamo entrati nelle banche, che Cosa nostra riteneva dei santuari impenetrabili; nelle Camere di commercio, esaminando gli intrecci societari”. Quel gruppo di pionieri istruì il primo maxiprocesso che nell’86 portò alla sbarra 475 imputati. “Lo Stato ci diede una mano – spiega Di Lello – trasferendo a Palermo investigatori di primo livello, alcuni dei quali sacrificarono la loro vita. Il nostro lavoro fu preceduto dalle intuizioni di magistrati impareggiabili, come Cesare Terranova e Gaetano Costa”.

    Nel novembre 1985 (in coincidenza con il deposito dell’ordinanza di rinvio a giudizio dei 475), all’ufficio istruzione arriva Ignazio De Francisci, che allora aveva 33 anni. De Francisci era legato all'”estroverso e gioviale” Paolo Borsellino, che un anno dopo andò a dirigere la procura di Marsala.

    “Rimasi con Falcone – dice – che aveva un carattere diverso, era riservato, un po’ timido. Prudente e realista, da lui imparai moltissimo. Falcone e Borsellino si completavano perfettamente e quelli sono stati gli anni più importanti della mia ultraquarantennale carriera”.

    Quando nell’89, in piena stagione dei veleni, Falcone passò alla procura (era appena entrato in vigore il nuovo Codice), De Francisci, su suggerimento dell’amico, lo seguì: “Arrivai nel febbraio ’91, un mese prima che Giovanni si trasferisse a Roma, nel pieno scontro tra lui e il procuratore Pietro Giammanco. Non sapevo molto dei loro dissidi, ma il clima era incandescente. Quando Falcone lasciò la procura, rimasi ‘ostaggio’ dei suoi nemici: non avevo alcuna intenzione di riposizionarmi sulla linea del capo”.

    Il ricordo di De Francisci

    De Francisci ricorda il documento firmato da otto sostituti e inviato al Csm per chiedere la rimozione di Giammanco: “Questo episodio viene spesso ignorato, ma fu un momento importante. Il Consiglio superiore non decise alcun trasferimento, perché, dopo la strage di via D’Amelio, Giammanco chiese di andare in Cassazione”. De Francisci, da poco in pensione dopo l’incarico alla procura generale di Bologna, ricorda l’ultimo incontro con Borsellino: “Avvenne il giorno prima della sua morte. Era appena tornato da Roma e venne in procura, in anticamera ci accennò a quello che aveva appena saputo da Gaspare Mutolo e che avrebbe dovuto verbalizzare”. Non ci fu il tempo.





  • Palermo
    Corteo per salvare la lingua siciliana
    Al via la “Simana dû Sicilianu”: sette giorni per celebrare e difendere la nostra lingua madre
    Redazione28 Marzo 2025 - Attualità
  • lingua siciliana Attualità

    In piazza per la lingua siciliana

    Palermo – Domenica 30 marzo, il cuore di Palermo si animerà con una manifestazione senza precedenti: associazioni, studenti, artisti e cittadini sfileranno per le vie del centro storico in difesa della lingua siciliana. Il corteo partirà alle 10:30 da piazza Verdi e attraverserà via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele, per concludersi a piazza Bologni con esibizioni musicali, canti e “cunti” rigorosamente in siciliano.

    L’iniziativa inaugura ufficialmente la “Simana dû Sicilianu”, una settimana di eventi (dal 31 marzo al 7 aprile) dedicati alla promozione della lingua, ancora oggi spesso emarginata e considerata un semplice dialetto. Ma la realtà è ben diversa.

    Il siciliano è una lingua madre: lo dice anche l’UNESCO

    Secondo l’UNESCO, il siciliano è una vera e propria lingua madre, con una storia letteraria secolare. Eppure, continua a essere considerato un idioma di “serie B”. Gli organizzatori denunciano un arretramento storico senza precedenti, aggravato dalla mancanza di riconoscimento istituzionale e da un uso sempre più raro, specie nei contesti formali.

    L’appello dei promotori: “Lingua co-ufficiale in Sicilia”

    La richiesta è chiara: riconoscere il siciliano come lingua co-ufficiale della Regione Siciliana. Questo significherebbe promuoverne l’uso in ambiti pubblici come la scuola, la sanità e i servizi amministrativi. Anthony Graziano, portavoce di Trinacria, spiega:

    Difendere la nostra lingua significa rafforzare le radici e proiettarci verso il futuro. Il bilinguismo è una risorsa, non un limite”.

    Secondo i dati ISTAT, il siciliano perde il 4% dei parlanti ogni cinque anni. Una tendenza allarmante, che si può invertire solo con una presa di posizione netta e condivisa.

    Il calendario della Simana: conferenze, incontri e webinar

    Tra gli eventi in programma:

    Il messaggio è forte e semplice: “Usiamo il siciliano ovunque, senza vergognarci”. Un invito alla consapevolezza e all’orgoglio linguistico e culturale.

    Il siciliano è futuro, non solo memoria

    Difendere la lingua siciliana non è un atto nostalgico, ma un gesto concreto per valorizzare l’identità siciliana in chiave contemporanea. La Simana dû Sicilianu rappresenta un’occasione per riappropriarsi di una voce comune, da usare con naturalezza, rispetto e orgoglio.





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