• Trapani
    Un caso da affrontare con urgenza
    Trapani, acqua inquinata a casa di un disabile
    Rino Giacalone19 Febbraio 2026 - Politica
  • Aula del Consiglio comunale di Trapani durante il dibattito sul caso di acqua inquinata in un’abitazione con un giovane disabile Politica

    Trapani – di Rino Giacalone – La delicatezza nell’affrontare l’argomento è d’obbligo, perchè su tutto si può agire, esercitando la strumentalizzazione propria di un qualsiasi dibattito politico, ma tranne quando di mezzo ci sono le difficoltà serie di una famiglia e di un giovane afflitto da grave disabilità.

    Per cui mettersi mani al fianco, quasi si fosse ad un comizio, alzare la voce, gridare sdegno, su un caso del genere, può essere pure legittimo, il caso merita ragione e il torto sta dalla parte di chi dovrebbe garantire il servizio, quindi l’amministrazione comunale, ma agitare le folle è fuori luogo. Le cose possono essere dette in altro modo, con fermezza, per non far trascendere il clima, che in Consiglio comunale a Trapani, abbiamo visto non ci vuole molto per surriscaldare ogni oltre limite consentito.

    Il problema, serio, comunque c’è. Ci mancherebbe. E’ stato posto dai banchi di Fratelli d’Italia dai consiglieri Miceli e Grazia Spada.

    Con una interrogazione. Da settimane una famiglia trapanese non sa più come far fronte alla mancanza d’acqua, perchè quella che arriva dalla pubblica condotta è inquinata, e in quella abitazione vive un giovane affetto da disabilità, che quotidianamente ha bisogno dell’acqua per potersi lavare. L’acqua potrebbe giungere con l’autobotte comunale adibita al trasporto di acqua potabile, ma pare non è agevole fare arrivare la tubatura fin dentro la cisterna del palazzo.

    Il Comune si è rivolto ad un laboratorio privato

    Per comprendere la causa dell’inquinamento è necessario fare dei prelievi, ma gli esiti dei controlli, se sono stati fatti, ancora non ci sono. Il Comune si è rivolto ad un laboratorio privato.

    L’assessore Giuseppe Pellegrino ieri intervenendo in aula ha assicurato che già questa mattina verificherà con gli uffici quello che è stato fatto e che il caso merita tutta la possibile attenzione. Pellegrino è persona seria e non c’è ragione di dubitare. Ma anche noi da oggi aspettiamo una risposta, dinanzi alla disabilità di un cittadino se fare strumentalizzazioni è sbagliato ancora di più si sbaglia nel non risolvere il problema, nel non dare risposte.

    L’unica voce che conta è quella di un genitore disperato, e noi abbiamo ascoltato le sue parole, non in grado di dare aiuto al figlio. Non è pietismo, non c’è da esprimere pietà, c’è solo da sbracciarsi, ognuno per la sua parte, e dare aiuto. Non oggi, ma già da ieri.





  • Trapani
    Replicare è un diritto, offendere è dimostrazione di ignoranza
    Il tema è quello della libertà di stampa. Forse è arrivato il momento di parlarne.
    Rino Giacalone18 Febbraio 2026 - Attualità
  • Palazzo Cavarretta sede del Consiglio comunale di Trapani al centro della polemica sulla libertà di stampa Attualità

    Trapani – di Rino Giacalone – Mai ho avuto pretese di dar lezioni. Sono cresciuto, dapprima come persona poi nella professione, sapendo che ogni giorno c’è da imparare. Gli esami non finiscono mai diceva bene il principe De Curtis, in arte Totò. Uno che ridendo sapeva dare lezioni di stile, e sorridendo affermava grandi verità. In un periodo in cui nel nostro Paese le cose non andavano certo bene e la censura era sempre lì pronta a tagliare.

    Nel tempo il cabarettismo artistico si è trasferito in politica. Talvolta con efficacia, altre volte facendo fare alle Istituzioni che si rappresentano brutte figure. Decadimento nel fango. Oggi in politica spesso e volentieri spunta fuori l’odio, sotto le vesti del peggiore cabaret. E ti si presentano dinanzi con un sorriso beffardo e ipocrita, con la battuta e lo sfottimento, c’è chi pensa di vincere. Bene, allora che lo si lasci credere. Di recente a Trapani questo modo di esporsi è diventata un’arma per insultare il/la giornalista, la libertà di stampa, il diritto di critica.

    E’ successo tante volte anche a me, ma ho sempre scelto di farmi scivolare addosso ogni cosa.

    L’ultimo episodio però è grave.

    Non tanto per me, destinatario di pesante offesa, da parte di un consigliere comunale, con frasi sibilline peraltro usate a chiamare in causa terze persone, propri familiari, ma perché pronunciate dentro un luogo istituzionale, Palazzo Cavarretta, sede del Consiglio comunale, l’antico e autorevole Palazzo Senatorio della città.
    L’offeso non è il giornalista, ma la sede istituzionale, quel corridoio, arredato con i volti dei sindaci della città, non è un luogo dove tendere agguati , usando la parola, tipo far west. E’ qualcosa di davvero importante, che dovrebbe suscitare atti responsabili, non parole di odio.

    Espressioni di odio che rappresentano che idea anima chi le esprime, magari l’intima ritrosia a conoscere tutta la sfera dei sentimenti umani, per poi sostenere di esserne lui il destinatario, “non sono io il violento è lui che mi ha provocato”, la frase più classica che è possibile ascoltare da parte di certuni, del tipo “non sono io razzista, è lui che è negro”.

    Il tema è quello della libertà di stampa.

    Trapani non ha mai avuto un buon rapporto con l’informazione, bisogna riconoscere che talvolta, raramente, l’informazione ha dato ragione a questi comportamenti, ma lo scenario cittadino offre costantemente un panorama di facili e gratuiti attriti con la stampa. Tante volte se ne è parlato e discusso, ma siamo sempre fermi lì, sempre su questo punto.

    Forse è arrivato il momento di parlarne.

    Anche a Palazzo Cavarretta, presidente Mazzeo, dove in un’aula, da qualche parte dell’edificio istituzionale, è custodito un disegno dedicato a Mauro Rostagno, ammazzato dalla mafia, mentre in città si diceva che Cosa nostra non esisteva e si articolava odio rancoroso verso chi contestava questo assunto. Ecco l’odio che in qualche forma spunta sempre. Ha fatto spesso capolino anche dentro l’emiciclo dove il nome di Rostagno, va ricordato agli smemorati, compare nell’elenco delle vittime innocenti delle mafie alle quali è dedicata l’aula consiliare. Ma questo lo scrivo non per quello che è accaduto a me, ma per quello che è accaduto e accade ancora ogni giorno nei confronti di altre colleghe e colleghi. Quando sbagliamo l’unico diritto legittimo è quello della replica, ma forse non tutti sono capaci ad articolare quattro parole di senso compiuto…a loro viene più facile offendere, dipingere scenari a luci rosse, spalmare fango, pensando così di suscitare paure. Ma dall’altro lato nessuno e men che meno chi scrive si sente intimidito.





  • Trapani
    Trapani. Consiglio straordinario, nulla cambia
    Il progetto Venturini va avanti
    Rino Giacalone17 Febbraio 2026 - Politica
  • pres consiglio com Politica

    Trapani – Il Consiglio comunale straordinario di ieri sera ha confermato ciò che si sapeva. L’amministrazione e la maggioranza restano legati e concordi sullo studio per la difesa della città dagli allagamenti presentato dall’ingegnere Simone Venturini, professionista apposta incaricato dopo l’ultima alluvione del 2022, l’opposizione invece lo ritiene eccessivo e pensa ad altro come ai canali di gronda a Erice.

    Lo Studio firmato dalla Technital

    Lo studio firmato dalla Technital dell’ing. Venturini per difendere la città dagli allagamenti, con buona pace della minoranza, prosegue quindi il suo percorso, se ne discute oggi nell’ufficio del commissario per il rischio idraulico in Sicilia. Conseguenza di ciò, la decisione dell’amministrazione comunale di ritirare dall’aula il documento preliminare al Piano Urbanistico Generale, che doveva andare in trattazione domani sera, per inserire all’interno del documento urbanistico un vincolo sull’area prospiciente la via Virgilio, attorno all’ex salina Collegio-Modica. Attorno a quest’area non si potrà costruire. Questi i fatti emersi dalla seduta consiliare straordinaria di ieri sera.

    In aula l’ingegnere Venturini

    In aula è tornato l’ingegnere Venturini. Ad orecchie che forse non volevano sentire fino in fondo, ha detto come “Trapani vive una situazione a rischio, non possiamo aspettare l’evento tragico per intervenire”. E se la minoranza, con un ordine del giorno primo firmatario Maurizio Miceli, cita l’assenza di canali di gronda efficienti nel territorio di Erice, e a questi guarda come prima cosa da farsi, Venturini ha risposto che “questo è altrettanto urgente (Erice ha chiesto un finanziamento ndr), ma i canali di gronda assorbirebbero solo il 30 per cento delle portate, il resto è acqua che allaga la città. Oggi – ha avvertito – viviamo in una situazione altamente compromessa”.

    Il progetto va avanti

    Dunque il progetto Venturini va avanti, con la ipotesi del ripristino dei canali, anche a cielo aperto. Via Virgilio, Viale Regione Siciliana, via Fardella. Si è tanto disquisito ancora una volta sull’esistenza del canale Scalabrino, che raccoglieva le acque da Erice, sino al porto: l’ingegnere Amenta, capo Utc, ha portato in aula le prove che a sostenere l’esistenza fu anche la ditta (Immobiliare 5 Torri) che ne aveva garantito, a parole, la salvaguardia pur di ottenere quella licenza edilizia sul finire degli anni ’70, per l’impianto costruttivo che sorge nella via Virgilio. “E’ certo che il boom edilizio che ha riguardato Erice valle e Trapani negli anni ’70 – ha spiegato Venturini – sono stati la causa di allagamenti devastanti. E’ vero gli ultimi allagamenti non hanno per fortuna registrato vittime, ma pensate a quelle attività che si sono ritrovati sott’acqua a distanza ravvicinata nelle ultime due alluvioni, una terza non la sopporterebbero”.

    L’Opposizione

    In una opposizione dove a esternazioni talebane per fortuna si propongono ragionamenti politici, Maurizio Miceli (FdI) ha provato a trovare punti di convergenza con l’amministrazione e con la maggioranza, utilizzando una parola che però al sindaco Tranchida non piace tanto, “usiamo prudenza” ha detto Miceli. Il suo intervento a sostegno del documento presentato all’aula, ma poi non più votato, in attesa di un odg unitario di tutto il Consiglio, come ha chiesto la dem Marzia Patti, ha indicato un percorso: “Pensiamo ai canali di gronda di Erice, non credo sia difficile far ragionare insieme Trapani e Erice, facciamo realizzare quel pennello che porti le fognature del porto verso il depuratore di Nubia, alleggerendo le pompe di sollevamento di via Marsala, procediamo per tappe obbligate ed evitiamo di sconvolgere gli equilibri della città. Usiamo prudenza”. Dall’opposizione Guaiana, ex presidente del Consiglio comunale, ha poi chiesto attenzione a scaricare tutte le acque meteoriche al porto, perché si rischia di gravare su quei fondali parecchio risicati.

    Il sindaco Tranchida

    “Non sono disponibile – ha concluso Tranchida – a comprare canotti e salvagenti per proteggere i miei cittadini e questo nelle more, come dice qualcuno, di vedere cosa accade se piove di nuovo. In questi giorni di maltempo abbiamo rischiato, e non perché le pompe di sollevamento o le caditoie non hanno funzionato, ma perché il moto ondoso faceva da tappo agli sfoghi. Ci sono mutamenti climatici e lungo le coste che non possiamo far finta di non vedere. Non voglio essere domani complice di chi ieri e oggi si gira dall’altra parte”.

    Il presidente del consiglio Mazzeo

    La prima parte dei lavori ha visto impegnato il presidente dell’aula Mazzeo ha mantenere quell’ordine saltato tra offese, urla e minacce, nella seduta del 7 febbraio. Il sindaco, destinatario di una richiesta di censura e che Miceli voleva fosse allontanato dall’aula, ha risposto sostenendo che le sue espressioni sono state sempre di critica politica, nulla di personale. Ha poi difeso il dirigente UTC Amenta interrotto nella precedente seduta senza tanta compostezza. Oramai è evidente che a sedere in Consiglio in alcuni dei banchi dell’opposizione, sono solo dei tifosi della caciara. La seduta di ieri lo ha dimostrato, mentre Miceli e Guaiana cercavano occasioni di confronto leale e democratico, altri hanno pensato a fuggire via. Mazzeo ha dunque il suo bel da fare per non far succedere qualcosa di peggio. Mentre c’è una città che cerca di guardare al futuro, nonostante le cassandre sempre in marcia





  • Trapani
    Trapani e gli scarichi abusivi
    Le parole dell’ing. Venturini e dell’ing. Amenta confermano la presenza di allacci abusivi alle fognature. Trapani (5 Stelle) ricorda di quando in Consiglio se ne parlava ma c’era chi negava
    Redazione17 Febbraio 2026 - Politica
  • francesca trapani Politica

    Trapani – “Prendo atto di quanto dichiarato in Consiglio Comunale da Venturini in merito alla presenza di scarichi abusivi di liquami in via Tunisi. La mia battaglia, insieme ai tanti attivisti del M5S è iniziata nel 2019, tra denunce, lotte in consiglio”.

    Francesca Trapani, che nel passato quinquennio fu consigliere comunale per i pentastellati, giustamente rivendica ciò che col suo movimento sosteneva, non ricevendo adeguata attenzione. Non raccontava bugie, all’esito di ciò che si è ascoltato nelle sedute consiliari dedicate allo studio Venturini

    Francesca Trapani

    “Si tratta di una conferma ufficiale di ciò che ho denunciato per anni – dice Francesca Trapani -attraverso segnalazioni e atti formali, mentre venivo accusata di alimentare allarmismi o di rappresentare situazioni non veritiere, da parte del Sindaco Tranchida che oggi appare come il salvatore di Trapani. Se, come dichiarato, è solo quella parte di abitato a scaricare in quel punto, occorre dirlo con chiarezza tecnica: quel troppopieno deve essere immediatamente chiuso”.
    Proposte? “Parallelamente, va riprogettato in maniera organica il sistema di smaltimento delle acque, distinguendo correttamente tra reflui fognari e acque bianche, come dallo stesso si è lasciato intendere. La presenza di refluo grezzo implica una criticità strutturale della rete. Non si tratta di un episodio marginale, ma di un tema che impone una revisione complessiva degli allacci e della pianificazione infrastrutturale dell’area interessata. Ed è una questione anche politica. Perché nessuno ha il coraggio di denunciare gli allacci abusivi? La questione non può essere affrontata in modo parziale o rinviata in attesa di grandi opere. Prima si interviene su ciò che è tecnicamente necessario e urgente; poi si programmano gli interventi di più ampia portata. Resta una considerazione politica: per anni si è scelto di non intervenire, preferendo contestare chi sollevava il problema”.

    Francesca Trapani si autoinserisce in una sorta di elenco di persone alle quali Tranchida deve chiedere scusa.

    “Oggi che la criticità è stata riconosciuta ufficialmente, è doveroso passare dalle dichiarazioni agli atti amministrativi concreti, con tempi certi e responsabilità definite. E soprattutto chiedere SCUSA. Su temi che riguardano ambiente, salute pubblica e corretta gestione delle reti, serve rigore tecnico e onestà istituzionale. I cittadini meritano trasparenza e soluzioni.  Oggi ha vinto la verità. Quella che ho denunciato per anni, anche fuori dal consiglio – mi sono presa , ci siamo presi- come Movimento la nostra rivincita . Almeno in parte. E io penso di meritare scuse pubbliche da questa Amministrazione che per anni è rimasta sorda e inerme accusandomi per questione di comodo quando noi dicevamo solo la VERITÀ!”.





  • Trapani
    Tranchida, “indietro non si torna”
    Il sindaco replica alle accuse e attacca: "c'è chi mette la testa sotto terra come gli struzzi"
    Redazione8 Febbraio 2026 - Politica
  • tranchida conferenza syampa 2 Politica

    Trapani – Prende in prestito il titolo di un celebre romanzo di Camilleri, “La forma dell’acqua”, per disotterrare nuovamente l’ascia di guerra e preparare la seduta di domani sera del Consiglio comunale. Tranchida, non è uscito preoccupato dalla riunione consiliare di sabato mattina, finita tra urla e baccano, e molte parole fuori posto, riordina le idee e cita il libro di Camilleri, dove un omicidio viene adattato alle esigenze del potere locale dell’inventata Vigata, come l’acqua che prende forma a secondo del contenitore.

    Il sindaco Giacomo Tranchida

    “E’ quello un racconto dove Trapani ci sta tutta – dice il primo cittadino – verbali di commissioni edilizie del tempo tanto a Trapani quanto ad Erice, prescrizioni del Genio Civile, di diffide (tardive?) di qualche Sindaco sul finire degli anni ‘70 od interrogazioni premonitrici di un Consigliere comunale, agli inizi degli anni ‘70. Tutto sistemato e adeguato a esigenze precise”. E’ un arco temporale segnato da alluvioni e in un paio ci sono stati anche dei morti, l’acqua che travolge tutto e che però sparisce dalle carte. Una cartina dell’800 ci fa vedere com’era la città, con le sue saline a portata di mano, e i canali che la difendevano dall’acqua che scendeva dalla montagna di Erice. Poi la città è cresciuta, nel dopoguerra la chiesa ha venduto i suoi possedimenti, i latifondisti, guarda caso tanti massoni e altri a servizio dei mafiosi, hanno lottizzato e fatto costruire, in quei luoghi dove l’acqua scorreva via senza far danni, una volta. Niscemi e tanti altri casi non ci insegnano nulla? La natura si riprende sempre quello che è suo, l’acqua non cambia i suoi percorsi. “Già – osserva Tranchida – l’acqua scorre ed il tempo passa ..ed alcune lottizzazioni hanno financo ingrassato taluni noti scaricando le spese in capo a tanti ignari cittadini trapanesi nel futuro, regolarmente ..sott’acqua”.

    I cambiamenti climatici

    Bisogna tenere conto dei cambiamenti climatici, della montagna che non ha più le sue difese, violentata dagli incendi che hanno cancellato i boschi: “Hanno contribuito a rendere Trapani più vulnerabile, ma è risultato peggiore, l’intento di pianificare interessi, tutelare rendite e favorire speculazioni ha superato decenni di disattenzioni colpose ? o dolose ? ..meglio il quieto vivere e magari afferrare anche un pezzo di “sarda” alla trapanese!”.

    L’eredità del 2022

    Tranchida nel 2022 è alle prese con una città raccolta in eredità senza bilanci, deve gestire prima l’emergenza Covid e poi la post emergenza, a settembre la catastrofe dell’alluvione. In quel momento con il neo dirigente dell’Utc Amenta decide di mettere mano alla questione, “perchè la città si allaga?”. “Perché – sottolinea – nessuno si è mai preoccupato di capire e porvi rimedio. Anzi, alcuni spacciatesi di sinistra si rivelano ancor più sinistri, altri, a destra difendono con faccia tosta l’ indifendibile. L’unica reazione quella che Tranchida va fermato, ad ogni costo! ..forse forse aveva capito, analogicamente, che dove il filo dell’acqua non divide salda invece interessi e commistioni. Per volontà dei trapanesi e’ andata loro male.. e la loro “roba privata” a maggior ragione la vedono oggi pesantemente a rischio dall’analisi / studio cause effetti dei dissesti idrogeologici in città (ndr studio ingegnere Venturini). Tremano ..ma non è il freddo dei giorni della merla; barcollano ..ma non è lo spirare del noto vento trapanese; come struzzi provano a nascondersi dietro nuove candide vesti, ma rimangono i panni sporchi in bella vista. Provano a ricercare intese trasversali anche in ambiti professionali acquiescenti od a buttarla in caciara politica, e pensano di zittire chi prova a fare il proprio dovere. Poveri illusi! Cercheranno ancora larghe intese, per continuare a galleggiare, non curanti della storia, genesi, causa ed effetti di ben 7 alluvioni? Decine di morti e svariati milioni di danni a privati ed al pubblico … ma ancora una volta additano il tutto alla carenza di manutenzione alle caditoie? Facce di balata …per dirla alla trapanese! All’unisono dichiarano: il canale Scalabrino (quello che storicamente – proteggendo la città dagli allagamenti – portava le acque della pioggia da monte a valle) non esiste più, anzi non è mai esistito e qualora lo fosse stato ..nulla sappiamo e quel che peggio ..non vogliamo saperne nulla, robe passate ..dicono . Un po’ di pudore: dovrebbero almeno confessare di volerlo ancora una volta tombare ..come da tempo . Ma con la verità storica e documentale riesumata non potranno più farlo ..atteso che l’abbiamo scoperto”.

    E quindi rilegge in chiave contemporanea “la forma dell’acqua” del maestro Camilleri. Montalbano, il dottor Pasquano, Mimì’ Augello, Fazio e Catarella, di improvviso si materializzano.

    La forma dell’acqua

    ” Ecco – scrive Tranchida – questo è il punto! Il filo dell’acqua ritorna sempre (..e sempre, come prova storica, lo si trova a stagnare tra via Marsala, il passaggio a livello, via Libica e via Virgilio) perché le leggi della natura da sempre sono amiche dell’ambiente e le cicatrici lasciano tracce ..a chi vuol vederle e provare a capire ..per ricercare soluzioni e sanare storiche ferite in città . Il gattopardismo trapanese si contorce, si agita, ma la forma dell’acqua comincia a rivelarsi sorgente di verità storica e documentale, ma anche di responsabilità, seppur beneficiarie delle prescrizioni temporali , quanto meno politiche, etiche e morali . I loro affari, i loro inciuci e commistioni non fermeranno gli interessi dei trapanesi onesti. Ed oggi bisogna dire da che parte stare ed alla luce del sole. Foss’anche l’ultima battaglia politica della mia Amministrazione, non la baratto di certo per un futuro posto al sole. Da sempre rimango a difesa degli interessi pubblici delle comunità alle quali ho prestato giuramento di leale servizio, anche con scelte impopolari o scatenando nell’ultimo periodo anche le ire di distratti tifosi inizialmente affabulati, andando sovente controcorrente rispetto alla pax politica cittadina che tutto copre e avvolge, stritolando anche la speranza di un diverso futuro e di cambiamento. Trapani in cammino non si può fermare , ancor meno tornare indietro”.

    Le dichiarazioni anche sulla pagina social del Comune

    Il sindaco ha diffuso le sue dichiarazioni anche sulla pagina social del Comune, raccogliendo però pochi consensi e tanti attacchi, promesse di futuri disvelamenti al contrario, e di segreti inviolabili che verranno violati.
    Pochi si guardano attorno, al mare che da una parte avanza, e dall’altra parte una montagna disossata che invasa dalle acque che si infiltrano, potrebbe un giorno muoversi, come è successo a Niscemi. Tranchida ha fatto errori? Ma certamente, chi non sbaglia mai. Ma tra le fila dell’opposizione c’è chi vuol attribuire tutti i mali della terra all’amministrazione Tranchida? Libera di farlo, ci mancherebbe. Ma poi serve il buon senso, non la caciara, la baraonda. Servono armadi aperti e vuoti di scheletri. I prossimi passi sono chiaramente due, o ci limitiamo a gestire l’ordinario, chiudendo un occhio o tutti e due, oppure istituire un serio tavolo di confronto, su cosa bisogna fare. Per non raccontare un giorno di frane, allagamenti e…morti.





  • Trapani
    In aula dalle parole allo scontro
    Trapani: in aula arriva lo studio Venturini e scoppia la bagarre
    Rino Giacalone8 Febbraio 2026 - Politica
  • Politica

    Trapani – di Rino Giacalone – Invece di parlare se le sono cantate di santa ragione. Seduta consiliare ieri interrotta dopo un paio di ore di discussione. All’ordine del giorno lo studio dell’ing. Simone Venturini su come difendere la città dalle alluvioni.  Venturini e il suo studio veronese Technital, furono apposta incaricati dall’amministrazione, dopo l’alluvione del 2022, che non fece vittime ma provocò ingenti danni.

     

    A Palazzo Cavarretta ieri c’era anche il professionista, un’autorità nazionale, e non solo, nel campo degli studi idraulici, per qualcuno, come il consigliere Maurizio Miceli (FdI) anche troppo, professionalmente, per una città che non corre tanti rischi. Forse si mente sapendo di mentire. Oppure è solo tutta colpa delle contrapposizioni politiche. O ancora è sinceramente certo, Miceli, che quello che serve è solo potenziare e pulire le caditoie. Venturini ha illustrato il suo studio, i dati raccolti, i progetti da realizzare. In soldoni interventi, da inserire in un cronoprogramma, per circa 60 milioni di euro, circa 44 quelli per la esecuzione dei lavori, il resto spese sostenere parcelle, analisi ed altro.

    Simone Venturini

    “I soldi ci sono – ha detto Venturini – sono da recuperare nelle risorse statali per la tutela e difesa del territorio, per la protezione civile”. Le sue parole chiare, corriamo dei rischi, quello che accade in giro per l’Italia, può accadere anche da queste nostre parti. Anzi può ripetersi, se magari ogni tanto si faccia funzionare la memoria e ricordare le alluvioni, tragiche, le coste erose, la montagna fragile dopo gli incendi che l’hanno devastata.

    In un’aula dove ancora una volta la maggioranza si è presentata senza i suoi numeri, un confronto lo si è comunque avuto. Fileccia, sempre dall’opposizione ha tacciato lo studio Venturini come un libro dei sogni, ci sono stati gli interventi del Wwf e di Italia Nostra, poi la baraonda.

    Niente di cui stupirsi o sgranare gli occhi

    Quello che è accaduto ieri mattina in Consiglio comunale trova (sic) similitudini e analogie con quanto talvolta accade in aule più importanti delle istituzioni. Il sindaco Tranchida che apostrofa in maniera sguaiata un consigliere comunale, Salvatore Daidone, un ex della maggioranza, ora all’opposizione, questi che risponde con parole forti, ma invocando la legittima difesa verbale, tanti in piedi con i telefonini in mano a riprendere le scene, i lavori interrotti e rinviati a domani sera. E per non farci mancare nulla, fuori da Palazzo Cavarretta, Daidone con altri, ad attendere il passaggio del primo cittadino, quasi a sfida stile far west, per scambiarsi altre parola di ostilità.

    Il consigliere Giovanni Parisi

    A trovarsi nei guai il consigliere Giovanni Parisi, suo malgrado alla presidenza nel momento in cui è scattato lo scontro tra Daidone e Tranchida. Stava sostituendo, come consigliere anziano, il presidente Mazzeo, che si è dovuto allontanare un attimo dall’aula. Ma tornato subito dentro non appena ha sentito il vociare violento. Ma non ha fatto in tempo a riguadagnare la presdenza dell’aula, perchè Parisi intanto non aveva potuto fare altro che sospendere i lavori, rinviandoli a domani sera.

    Francamente. Più che il vociarsi addosso, a me ha colpito per l’ennesima volta la maniera con la quale certuni si rivolgano alle consigliere comunali con un sottile atteggiamento che sa tanto di disprezzo, ingiustificato: “presidente faccia star zitta quella o quelle signorine”, eh si detto da chi si sente un signorone o dei signoroni è proprio esempio tipico da paziente per uno psichiatra, portatori sani di traumi giovanili nel rapporto con le donne.

    Un’aula che oramai sembra irrimediabilmente incapace a recuperare sussulti di dignità.

    Cosa ha scatenato l’alterco?

    Il banco è saltato non appena il dirigente dell’Utc Orazio Amenta, ha preso la parola. Pochi minuti di intervento e la baraonda. Amenta ha avuto il tempo di spiegare che il problema delle alluvioni non dipende dalla pulizia delle caditoie e che semmai è da collegare ai sindaci che nel tempo, pur di non far sottostare la città ai vincoli da apporre per il pericolo idraulico, non hanno segnalato alle autorità regionali le periodiche disastrose alluvioni, sin dal 1958. Cosa confermata a livello regionale, “Trapani nel piano idrogeologico è zona bianca senza pericoli”. Daidone lo ha interrotto, “parla da politico e non da tecnico” e si è appiccicato con Tranchida. “L’ing. Amenta non piace – ha detto il sindaco – perché si è adoperato a scoprire cose indicibili”.

    Il dibattito fino a quel punto aveva registrato cose precise.

    L’ing. Venturini nel suo intervento ha delineato la necessità di difendere la città dalle alluvioni ripristinando una serie di canali, alcuni a vista, che devono sostituire “quelli nel tempo finito tombati e seppelliti da interventi edilizi”. E se la direttrice del Wwf, Silvana Piacentino, ha detto di avere messo per iscritto alcune osservazioni, sulla salvaguardia delle saline e che un’intesa con l’ing. Venturini la si può trovare, riconoscendo che ci sono “errori del passato da correggere”, Italia Nostra con l’arch. Buscaino si è proposta come preoccupata dai contenuti dello studio, sostenendo che “assieme alla salvaguardia delle saline bisogna salvaguardare la città”; critica posta allo studio della Technital offrendo altra alternativa, “un canale che porti le acque dalla via Marsala verso l’alveo fluviale di Xitta” (fiume Lenzi).

    L’opposizione

    Dai banchi dell’opposizione Miceli ha indicato lo studio di Venturini come “un progetto inutile perché basato su documentazione fragile…assurdo spendere 60 milioni di euro per difendere la città da 30/40 giorni all’anno di piogge. Quando invece c’è da fare la manutenzione alle caditoie, sistemare le pompe di sollevamento, fare il canale di gronda a Erice”.

    Comune denominatore degli interventi l’oramai famoso “canale Scalabrino” che portava le acque dalla zona di Erice verso il porto. “Esistite ed è stato seppellito dai palazzi” ha sostenuto Tranchida.

    Maurizio Miceli

    “Quello indicato nello studio e ora scoperchiato nei pressi di via Virgilio non è il canale Scalabrino” ha ribattuto Miceli. Il nodo della questione è lì. “A voler riconoscere la strategicità di questo canale Scalabrino, la città è finita sott’acqua ancora prima che ci fosse lo sviluppo edilizio” ha spiegato Miceli. Il canale Scalabrino invece per l’amministrazione esiste e va recuperato in un modo o in un altro. Interessa un’area in parte già edificata e che è oggetto di progetti. “Tranchida ha torto e come sempre vuole ragione – ha ripreso Miceli – Mi viene da pensare male, lo studio ricalca una questione processuale aperta, siamo dinanzi ad un falso da Procura”.

    Giacomo Tranchida

    “Il piano non piace a certuni – ha attaccato Tranchida – perché fa scoprire le speculazioni, passate e moderne, con nomi e cognomi”.

    Cos’ha scoperto lo studio Venturini

    Ma non solo. Lo studio Venturini ha fatto scoprire che per esempio via Virgilio si allaga perchè le fognature sono state costruite con le pendenze sbagliate, che le nuove fognature del porto invece di finire al depuratore, finiscono in via Marsala e da qui, quando si riempiono alle pompe di sollevamento di via Tunisi, per riversare in mare.

    Erano allora i giorni di vigilia della Coppa America, togliere gli sbocchi fognari dal porto fu una emergenza da rotezione civile, senza tanti controlli e perdte di tempo, si diede esecuzione ai lavori, ma quando c’era da fare il pennello per portare dal porto al depuratore, l’ultimo miglio rischiava di far saltare la consegna finale dei lavori, e così tutto portato alle pompe di sollevamento di via Marsala. Ne vogliamo parlare? Oppure vogliamo palare della litoranea Dante Aligheri, che una volta era sabbia e non asfalto, e il mare ogni anno che passa si riprende quello che era suo, eppure lì si attende l’irreparabile. O vogliamo parlare del canale di gronda che doveva passare sopra Rigaletta, ad Erice, un’opera che voleva fare il Consorzio Industriale nel 1990, e che la commissione edilizia di quel Comune nel 1990 bocciò, senza nemmeno guardare le carte, perchè c’erano altre carte da guardare, quelle di una serie di lottizzazioni. E che dire di quel sindaco di Trapani che negli anni ’70 durò poco meno di un anno dopo che su certe lottizzazioni aveva sollevato dei dubbi, mi pare si chiamasse Renda. E potremmo continuare, tanto danno a nessuno non se ne fa più, i protagonisti di queste storie o sono morti oppure i reati sono già prescritti.

    Tranchida non molla

    E’ di tutto questo che in Consiglio comunale non si vuol parlare, preferendo a questo confronto la sequela di interrogazioni sugli alberi che non vengono potati, i semafori spenti, le rotonde, ecc ecc. Tranchida non molla. “Il progetto Venturini va avanti – ha detto – il piano urbanistico terrà conto del suo contenuto, saranno introdotte prescrizioni per evitare disastri come quello di Niscemi, dove il territorio si è ribellato alle speculazioni, e Trapani corre questo rischio se non si fa nulla”.





  • Trapani
    Poma e Genco nuovi assessori
    Trapani, Tranchida firma le nomine. La Giunta torna nel plenum
    Redazione14 Gennaio 2026 - Politica
  • ass Genco Politica

    Trapani – Tranchida ha rotto gli indugi e questa mattina ha firmato le nomine assessoriali. Scontato l’incarico affidato ad Andrea Genco. A sorpresa, ma mica tanto, la nomina a favore di Giusy Poma.

    Andrea Genco e Ismaele La Vardera 1

    Andrea Genco e Ismaele La Vardera 1

    Genco, attuale vice presidente del Consiglio comunale, lascerà la carica con molta probabilità a favore di Francesco Briale, fa parte del gruppo RiGenerAzioni – Europa Verde, e da ultimo ha aderito al movimento Controcorrente dell’on. La Vardera; la Poma è indipendente, è stata eletta nella lista Trapani Tua, il gruppo centrista che ha come riferimento l’assessore regionale Turano.

    Restano da affidare le deleghe, ci sarà sicuramente una redistribuzione con gli altri assessori, Passalacqua, Abbruscato, Pellegrino, La Porta, Vassallo, Virzì e D’Alì.
    Bisogna capire se la nomina della Poma segna un ricompattamento con il gruppo Trapani Tua, o se il gruppo vicino a Turano deve contentarsi al momento della sola presidenza del Consiglio affidata all’avvocato Alberto Mazzeo.





  • Trapani
    L’opposizione lascia l’aula, la maggioranza approva delibere su Taxi e trasporto pubblico
    Schermaglie iniziali su Villa Rosina e quel ricordo confuso e raffazzonato tra Fava e Alfano
    Rino Giacalone7 Gennaio 2026 - Politica
  • WhatsApp Image 2026 01 07 at 09.04.26 Politica

    Trapani – di Rino Giacalone  – L’opposizione ha disertato lunedì sera i lavori del Consiglio comunale, dopo le solite schermaglie contro la Giunta la minoranza è andata via, e a Palazzo Cavarretta la maggioranza ha messo a segno un preciso risultato. In un battibaleno, con un voto favorevole, si è chiusa una pagina antica, è stato approvato il nuovo regolamento per il servizio “taxi”, un provvedimento da tempo inserito all’ordine del giorno. “Alle sceneggiate – ha affermato il consigliere Enzo Guaiana – rispondiamo con i fatti concreti, emblematica l’ assenza dell’opposizione, dinanzi alle esigenze della città fugge via”.

    Il regolamento

    Il regolamento modificato risale a 20 anni addietro. Tra le novità spiccano: rinnovo delle licenze non più annuale ma triennale; ⁠una più chiara modalità di acquisizione dei requisiti per la licenza; una commissione consultiva per valutare le problematiche connesse all’organizzazione ed esercizio del servizio; regole di comportamento dell’operatore; le turnazioni e introduzione del servizio notturno, regolamentato con apposita maggiorazione tariffaria.
    “Si è provveduto – dice l’assessore Abbruscato – a rendere più snello e meno burocratico un servizio antico quanto importante per dare migliori risposte all’utenza, introdotte nuove tecnologie nel rispetto di un lavoro essenziale per migliorare l’offerta turistica della nostra Città”. “Tra qualche mese – aggiunge il sindaco Tranchida – proporremo il nuovo regolamento per gli NCC, e valuteremo n se procedere a nuovi avvisi per la concessione di nuove licenze”.

    Abbruscato ringrazia la maggioranza consiliare ma non solo: “In ultimo, ma non per importanza…mi preme ringraziare gli uffici e gli operatori per il loro contributo, che hanno consentito di rinnovare un regolamento troppo datato nel tempo”.

    Altra delibera approvata quella sulla convenzione tra i Comuni di Trapani, Erice e Misiliscemi per la gestione della gara di appalto per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale e la successiva gestione e stipula del contratto di servizio. Il servizio affidato all’Atm è scaduto ed è in fase di proroga, da qui la determinazione di procedere ad una nuova gara.

    Il minuto di silenzio

    La seduta consiliare si è aperta con un minuto di raccoglimento dedicato alle vittime della tragedia di Crans-Montana (parole di solidarietà e ricordo sono state dedicate dalla consigliera Angela Grignano), ricordati anche dal consigliere Nicola Lamia il giovane Nino Via, medaglia d’oro al valor civile nell’anniversario del suo omicidio, e dalla consigliera Grazia Spada, Anna Falcone.

    Il consigliere Gianformaggio ha evidenziato l’emergenza determinatasi dentro la casa circondariale di San Giuliano, dopo i tre agenti rimasti intossicati dal fumo sprigionato dall’incendio appiccato da un detenuto al materasso della propria cella. Il consigliere Miceli (Fdi) preso poi dalla foga di dover contestare la consigliera Patti (Pd) che aveva espresso dura posizione per l’intervento in Venezuela del presidente Trump, “la democrazia non si esporta con le armi”, è finito anche lui nell’alveo dei ricordi facendo il nome di Pippo Fava attribuendogli l’etichetta di “giornalista antimafia e missino”. Si è confuso nei ricordi, voleva parlare del giornalista de La Sicilia, corrispondente da Barcellona Pozzo di Gotto, Beppe Alfano (oggi è il 33° anniversario del delitto). Ha scambiato i nomi e sarebbe stato pure sbagliato, anche se avesse fatto il nome correttamente, mettere un distintivo politico addosso a Beppe.

    In aula, ad apertura dei lavori,si è anche parlato dell’annosa perdita idrica che colpisce da tempo una zona di Villa Rosina e di questo guasto che non si trova. Tranchida ha risposto al consigliere Fileccia (Futuro) elencando i provvedimenti in corso, il consigliere, insoddisfatto, ha risposto dandogli dell’incapace.





  • Trapani
    Politica, si ricomincia da un vertice di maggioranza
    Trapani: Tranchida convoca la coalizione nel suo quartier generale. Genco risponde a chi lo anche vilmente attaccato sulla proposta di revoca della cittadinanza onoraria concessa nel 1924 al Duce
    Rino Giacalone2 Gennaio 2026 - Politica
  • consiglio comunale Politica

    Trapani – di Rino Giacalone  – Pochi giorni di sosta per la politica nel capoluogo e già si ricomincia. Lunedì torna a riunirsi il Consiglio comunale e forse già per questa seduta potrebbero essere partorite le novità sulla nomina dei due assessori, destinati a coprire le caselle vuote lasciate da Alberto Mazzeo, prima, dimessosi dopo l’elezione a presidente del Consiglio comunale, e di Emanuele Barbara che d’improvviso ha divorziato dal primo cittadino, interrompendo quella che sembrava essere la scontata scalata alla candidatura a sindaco nel 2028.

    L’atmosfera che si respira in aula

    Tra la mozione approvata per dedicare una via al giovane del Fronte della Gioventù, Sergio Ramelli, ucciso a Milano nel 1975, una delle vittime degli anni di piombo, le ripristinate indennità per gli amministratori e la proposta del vice presidente del Consiglio comunale Andrea Genco, di revocare la cittadinanza onoraria concessa nel 1924 al Duce Benito Mussolini, si è fatta subito, già nel primo giorno dell’anno, oltremodo frizzante l’atmosfera politica. Proprio per stasera è previsto un vertice della coalizione di governo presso il quartier generale del primo cittadino, in via Mattarella. Potrebbe essere imminente l’annunciata nomina del nuovo assessore, proprio Andrea Genco, ci sarà quindi da trovare, dentro la maggioranza il sostituto alla vice presidenza d’aula, ma si attende in particolare che il gruppo centrista (Trapani Tua, leggasi Lega di Mimmo Turano) indichi il nome che Tranchida ha chiesto per coprire l’altra poltrona di Giunta rimasta vacante.

    Il 2026 comincia subito con le novità.

    Non è stata indolore l’approvazione a maggioranza, nella seduta del 30 dicembre, della mozione proposta dai banchi dell’opposizione da FdI, per dedicare una via Sergio Ramelli. Si sono fatti sentire il Pd, con la consigliera e segretaria del Circolo, Marzia Patti, ma anche il vice presidente del Consiglio comunale Andrea Genco (gruppo RiGenerazioni, vicino a Controcorrente di La Vardera), rimasti, con altri consiglieri, fuori dall’aula al momento del voto. Mentre con l’opposizione hanno votato i consiglieri del gruppo di Trapani Tua e gli indipendenti Briale e Poma, appartenenti alla maggioranza, ma in questo hanno trovato sponda nella decisione del sindaco Giacomo Tranchida che ha dato appoggio alla mozione.
    Anche per sanare le ferite dentro la maggioranza il sindaco Tranchida ha detto di volersi muovere con un riconoscimento più ampio a ricordo delle vittime degli anni di piombo, ed ha esternato la volontà di dedicare loro il ristrutturato impianto sportivo (ex campo Coni).

    Marzia Patti

    Patti (Pd) riconosce la valenza, “Sergio Ramelli merita rispetto umano, come ogni vittima della violenza politica, ma la memoria pubblica non può essere piegata a logiche identitarie. La proposta avanzata dall’opposizione e discussa in aula, purtroppo, risulta infatti monca di una parte fondamentale, la memoria condivisa ed il rispetto per tutte le vittime di ideologie di matrice estremista. La morte di Ramelli è usata come simbolo per tanti gruppi dichiaratamente neofascisti dai quali è opportuno ovviamente prendere le dovute distanze”. “Intitolare uno spazio a tutte le vittime innocenti delle ideologie politiche estremiste e del terrorismo, indistintamente – prosegue Patti – per dare il segno che Trapani è una comunità che si affranca da un modello politico basato sulla violenza”.

    Andrea Genco

    “E’ assolutamente apprezzabile e condivisibile – aggiunge Genco – dedicare uno spazio simbolico della città a tutte le vittime innocenti del terrorismo di matrice politica. Fare ancora oggi lotta ideologica su questo sarebbe infatti quantomeno da meschini”.

    Genco indica un punto dal quale ripartire, revocare la cittadinanza onoraria concessa nel 1924 a Benito Mussolini, “non fa onore – dice – al pari di altre cittadinanze”, una stilettata che potrebbe essere rivolta al patron dello sport cittadino Valerio Antonini, un anno addietro onorato del conferimento. Restiamo sulla questione Mussolini: Genco ha presentato il 31 dicembre una mozione alla presidenza del Consiglio comunale, ” Oggi – spiega – occorre condannare ogni atto di violenza politica e quelli tendenti al sovvertimento dei valori liberali e democratici. Valori peraltro già resi fragili dagli attuali assetti geopolitici e da un contesto sociale in perenne crisi. Con questo spirito ho presentato questa mozione per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini”.

    Una proposta che ha acceso polemiche e accuse.

    Anche commenti social squallidi. Frasi inopportune che ripropongono quell’odio politico che si diceva dovesse essere cancellato dal linguaggio locale. E invece, ci sono soggetti che non hanno timore ad ostentarsi come vedove inconsolabili del fascismo.

    “Sono basito – risponde Genco ad una nostra domanda su quanto a lui esponenti politici di destra e dai social è stato aspramente dedicato con alcuni commenti – Mi si contesta di occuparmi di una persona morta da ottant’anni. Ma la mia mozione è una conseguenza diretta di quella, appena approvata, che chiede di intitolare una strada o uno spazio pubblico a Sergio Ramelli, morto nel 1975. Chi oggi mi accusa di guardare al passato non muove la stessa critica a chi, nel pieno di un consiglio comunale carico di delibere fondamentali di fine anno – tra cui la delibera che consentirà la riqualificazione della Piazza Ex Mercati del Pesce, dell’ex scuola De Rosa e degli edifici comunali di Via Carreca – ha preteso di aprire quel dibattito. Il fatto che Mussolini sia morto da ottant’anni non ci esonera dal fare i conti con la nostra storia, soprattutto quando si parla di simboli e riconoscimenti pubblici che rappresentano i valori di una comunità. Dispiace che si cerchi la polemica anche dinanzi a proposte che non dovrebbero trovare contrapposizione ideologica alcuna, soprattutto se si hanno davvero a cuore i valori costituzionali e democratici che si fondano proprio sull’antifascismo repubblicano, la cui tutela non dovrebbe essere appannaggio esclusivo di una parte politica o l’altra”.





  • Trapani
    Fine dell’ostruzionismo nel nome di Ramelli
    Ma intanto la furbata politica ha incassato un successo fino a un paio di prima non prevedibile
    Rino Giacalone31 Dicembre 2025 - Politica
  • WhatsApp Image 2025 12 31 at 19.17.41(1) Politica

    Trapani – di Rino Giacalone  – Nel nome di Sergio Ramelli, esponente del Fronte della Gioventù, ucciso a 19 anni nel 1975 a Milano dai terroristi di “Potere Operaio”, mentre imperversava la violenza terroristica, l’opposizione ha messo il coperchio sull’ostruzionismo in aula consiliare nell’ultima seduta del 2025, quella di ieri, e ha permesso alla maggioranza di approvare tutte le delibere che andavano esitate entro il 31 dicembre. Ma è anche vero che martedì pomeriggio la minoranza è uscita dall’aula, dopo avere incassato il voto favorevole sulla mozione, avendo stavolta di fronte una maggioranza completa in tutti suoi ranghi. Qualsiasi ostruzionismo si sarebbe infranto. Ma intanto la furbata politica ha incassato un successo fino a un paio di prima non prevedibile.

    L’ accordo è stato netto e preciso.

    L’opposizione ha chiesto e ottenuto il prelievo e il voto della mozione Ramelli assicurando in cambio alla maggioranza la fine delle ostilità. Non è stato indolore però il voto con il quale è stata accolta la mozione di Fratelli d’Italia (primo firmatario Nicola Lamia) per inserire nella toponomastica cittadina il nome di Ramelli. C’è stato uno strappo, poi però ricucito, tra il Pd e il sindaco Tranchida. Il primo cittadino, al contrario dei suoi amici Dem, ha accolto subito la mozione, mossa scaltra per togliere dalle mani dei proponenti ogni eventuale tentativo di strumentalizzare la vittoria. Miceli (Fdi) ha rassicurato: “Un atto che richiama la comunità alla condanna di ogni forma di odio ideologico e di terrorismo, nel segno di una memoria pubblica non divisiva”.

    Miceli ha apprezzato l’avversario storico, il sindaco, “ha riconosciuto il valore civile dell’iniziativa” e ha contestato il Pd, “trasforma la memoria in terreno di scontro politico”.

    Marzia Patti segretaria Dem

    Marzia Patti segretaria Dem al momento del voto è rimasta con altri consiglieri di maggioranza fuori dall’aula, dopo che ha inutilmente tentato di emendare la mozione, “si strumentalizza – ha detto – la morte di un ragazzo per attaccare la Costituzione” chiedendo semmai l’intestazione di uno spazio comunale “a tutte le vittime del terrorismo”.

    Un emendamento che però la segreteria generale del Comune ha dichiarato inammissibile, e il presidente Mazzeo l’ha dovuto mettere da parte subito senza nemmeno farlo discutere e votare. La mozione Ramelli è stata discussa e votata così come è stata proposta. A votarla con l’opposizione (Fdi, Amo Trapani, Trapani 2028) sono stati alcuni consiglieri della maggioranza, Briale e Poma ed il gruppo di “Trapani Tua” (centristi, area leghista dell’assessore Turano). Mozione quindi approvata.

    Il presidente del consiglio comunale Mazzeo

    A microfoni spenti il presidente Mazzeo (leader dei centristi) ha escluso fughe dalla maggioranza, schierandosi con il primo cittadino: “oggi ha dimostrato di essere, per intelligenza politica, il migliore sindaco che la città possa avere”.

    WhatsApp Image 2025 12 31 at 19.17.40

    Il sindaco Giacomo Tranchida

    Tranchida ha conquistato la maggior parte del consesso civico: intanto facendo riferimento chiaro alle vicissitudine politiche contemporanee ha ricordato, intanto all’opposizione, che “chi semina odio raccoglie tempesta”, non le ha mandata a dire ancora una volta, dopo un inizio di seduta che al solito si è tenuto con il solito convitato di pietra che oramai è perennemente presente, ma ha accolto la mozione citando le parole che Walter Veltroni ha dedicato a Ramelli: “il conflitto, in una democrazia, è vitale. Anche il più duro. Senza conflitto non c’è libertà. Ma l’odio è una patologia. E quegli anni sono stati un’epidemia di questo male.Non ci sono state morti giuste e ingiuste. Solo morti di innocenti”.

    Tanti in aula hanno detto che l’occasione del voto sulla mozione ha chiuso le stagioni di odio politico. Sarà vera distensione? Bisognerà attendere il 5 gennaio, quando a Palazzo Cavarretta si riapriranno le porte del Consiglio comunale





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