Cronaca
Catania – Nel corso di una operazione antidroga internazionale tra Spagna e Italia i finanzieri del comando provinciale di Catania e dello Scico e gli agenti della Polizia spagnola con il coordinamento di Eurojust hanno arrestato 12 persone e sequestrato beni (tra cui una villa a Barcellona e 5 tra auto e moto), attività finanziarie e contanti per un valore di un milione di euro. E’ questo il bilancio della maxi operazione antidroga «Barcellona-Express/Farfalla».
Sei degli arresti (ai domiciliari) sono stati eseguiti in Italia, gli altri sei in Spagna (due in carcere): fra i reati contestati a vario titolo l’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, la detenzione di armi e il riciclaggio. Nel corso delle numerose perquisizioni effettuate nei due Paesi sono state sequestrate anche 1.670 piante di cannabis e materiali e strutture per 3 piantagioni indoor.
In una prima fase, il trasporto sarebbe avvenuto su “gomma”, nascondendo la droga all’interno di bancali di frutta e verdura su autocarri diretti a Catania dopo la tratta di mare Barcellona-Civitavecchia: successivamente, le partite di stupefacente sarebbero state occultate all’interno di grossi sacchi di mangime per animali domestici attraverso un complicato sistema di apertura e richiusura a caldo delle sacche, in modo da ostacolare i controlli di polizia.
Al vertice dell’organizzazione, quale promotore, organizzatore e finanziatore, ci sarebbe Alessandro Cammarata, 46 anni, catanese trasferitosi a Barcellona che, con l’aiuto di persone di fiducia, avrebbe gestito sia la produzione in proprio di marijuana all’interno di immobili nella sua disponibilità sia l’approvvigionamento dello stupefacente da fornitori locali, organizzando i canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio per le piazze di spaccio della Sicilia orientale. Arrestato in Spagna per possesso di marijuana e destinatario della misura del divieto di espatrio, è stato individuato e arrestato a Catania dove si era recato clandestinamente qualche giorno prima.
Tra i complici: la compagna, R.C., 43 anni, anche lei di origini catanesi, che si sarebbe occupata delle fasi preparatorie della spedizione e lavorazione della sostanza stupefacente con mansioni di conta e valutazione dei quantitativi, di controllo dell’aspetto del prodotto e di gestione degli ambienti di coltivazione.
Altri tre catanesi – Dino Leocata, Giuseppe Leocata e Salvatore Storniolo, rispettivamente di 53, 52 e 47 anni, i primi due fratelli – avrebbero trasportato dall’Italia in territorio iberico i soldi ricavati dalla vendita dell’hashish nella provincia etnea: G.L. avrebbe curato inoltre la cessione dello stupefacente nella provincia di Catania preoccupandosi con il fratello di custodirlo in una casa di Belpasso. S.S. invece avrebbe contribuito a finanziare l’attività criminale del gruppo e a riscuotere i soldi gestendo assieme a A.D.B., 34 anni, la cassa comune.
Individuati anche alcuni “fiancheggiatori” per la gestione delle piantagioni, per la logistica e per il trasporto del narcotico: in particolare, 4 cittadini spagnoli sarebbero stati quotidianamente impiegati nelle coltivazioni indoor di canapa mentre il catanese C.N., 49 anni, pur non inserito organicamente nell’associazione, si sarebbe adoperato in talune occasioni per la gestione del trasporto di ingenti partite di droga attraverso una società a lui riconducibile, attiva nel commercio internazionale di generi alimentari.
Diversi gli interventi, sia in Italia che in Spagna, che hanno portato all’arresto in flagranza di reato di 13 persone (10 in Italia e 3 in Spagna) per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e al sequestro di oltre 900 kg tra hashish e marijuana, di una piantagione di canapa indiana a Mascali (Catania) e di alcune armi (2 fucili e 2 pistole). Ricondotti alla consorteria criminale anche un ulteriore carico di 273 chili di marijuana e hashish sequestrato dal Gruppo di Civitavecchia della Guardia di finanza nel corso dei controlli periodici allo scalo portuale e una partita di 60 chili di hashish e marijuana ricevuta da alcuni membri del sodalizio nella provincia di Catania.
Cronaca
Catania – Anas in questi giorni è impegnata a fronteggiare l’ondata di maltempo che si sta abbattendo su tutta la Sicilia ed in particolare sul versante Orientale.
I vertici regionali dell’Azienda hanno partecipato a tutte le riunioni dei Comitati per la viabilità (COV) stilando un accurato piano per fronteggiare ed arginare i rischi legati alla pioggia, al forte vento e alle mareggiate che si sono già verificati e che potrebbero ancora verificarsi tra ieri ed oggi in Sicilia.
Anas ha rafforzato il personale su strada per garantire la sicurezza e l’assistenza agli automobilisti durante questi due giorni di forte maltempo.
In particolare, uomini e mezzi Anas sono stati all’opera tutta la notte scorsa per garantire l’incolumità degli utenti attraverso il monitoraggio e presidio su strada, in coordinamento con la protezione civile/prefettura/forze dell’ordine.
Nel messinese, tra le province più colpite dal maltempo, dalle ore 17 di ieri sono al lavoro per garantire la sorveglianza ed interventi immediati, quali sgombro del piano viabile da alberi/rami/terra e fango, diversi capisquadra/sorveglianti, cantonieri, lavoratori stagionali e personale di impresa lungo le strade statali 185, 114, 120, 116, 113 e 113 Dir.

Fra gli altri interventi svolti dal Compartimento Anas di Catania risultano esservi anche: il controllo del canale secondario del fiume Anapo che attraversa i km 153,240 e 153,415 della strada statale 114, il quale non ha raggiunto livelli preoccupanti; la vasca di calma al km 141,180 della statale 114 che risulta essere in perfette condizioni; si è anche provveduto al tempestivo ripristino della segnaletica di cantiere abbattuta dal vento lungo la strada statale 114.<
Cronaca
Catania – Veniva incontro alle esigenze della clientela per questo aveva organizzato organizzato un servizio di consegna della droga a domicilio. I carabinieri di Catania hanno arrestato un 40enne di Catania per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
L’uomo è stato fermato dopo una manovra sospetta in auto. Durante il controllo, i militari hanno notato un rigonfiamento sotto i pantaloni e l’odore di marijuana provenire dall’abitacolo. La perquisizione ha portato al sequestro di circa cento grammi di sostanza stupefacente, già divisa in dosi, e di 575 euro in contanti.
Dal cellulare sono emersi messaggi legati all’organizzazione delle consegne. L’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria.
Cronaca
Catania – Oltre 6.600 articoli contraffatti tra abbigliamento, scarpe, orologi e accessori riportanti marchi di noti brand e griffe sono stati sequestrati dalla guardia di finanza etnea, nell’ambito di una operazione che si inserisce nell’intensificazione dei controlli sulla commercializzazione online di prodotti falsi attraverso i social network.
I finanzieri del II Gruppo Catania al termine di un’attività investigativa partita dal monitoraggio delle più note piattaforme social, ha individuato un catanese che pubblicizzava e vendeva capi contraffatti ai propri follower, proponendo periodicamente vantaggiose sconti. Le informazioni acquisite dalle banche dati e i riscontri legati a numerosi appostamenti sul territorio hanno permesso di risalire all’identità del venditore.
Gli accertamenti hanno consentito di individuare l’esatta ubicazione del locale utilizzato come magazzino e punto vendita, situato nella zona Zia Lisa-Villaggio Sant’Agata. Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati 6.671 capi contraffatti riportanti marchi di brand prestigiosi, tra cui Rolex, Nike, Gucci, Dior, Versace, Christian Louboutin, Chanel, Burberry, Fendi, Balenciaga, Lacoste ed Emporio Armani.
L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione. Nei suoi confronti è stata contestata anche l’accusa di furto aggravato per l’allaccio abusivo alla rete elettrica del distributore.
Cronaca
Catania – Lungo ed articolato intervento notturno per il Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, per recuperare, congiuntamente con la Guardia di Finanza, due uomini gravemente feriti sul versante sud est dell’Etna.
Soccorso Alpino e Guardia di finanza erano stati chiamati per soccorere un uomo ferito ma nel corso delle operazioni un vigile del fuoco è precipitato mentre veniva rilasciato da un elicottero.
Poco prima delle 17.00 dalla Centrale Operativa 118 di Catania è stato richiesto un intervento di soccorso in un’area eccezionalmente impervia del versante sud est dell’Etna, a nord di Monte Calanna, nella parte alta di Valle di San Giacomo, per un uomo con un importante trauma ad un arto inferiore, a causa di una lunga caduta in un versante ripido, estremamente vegetato e con salti verticali di roccia.
L’uomo si era recato in quel luogo a raccogliere castagne,
Mentre le squadre territoriali del CNSAS assieme a quelle della GdF, raggiungevano il luogo indicato poco dopo le 17.10, un vigile del fuoco, rilasciato da un elicottero, precipitava rovinosamente nella medesima zona, provocandosi importanti traumi.
Le squadre di soccorso del Soccorso Alpino e Speleologico e quella della finanza, così imbarellavano i due feriti ed iniziavano il trasporto verso valle.
In piena notte veniva tentato il recupero dei feriti da parte di un elicottero della Marina Militare di stanza a Maristaeli, utilizzando i visori notturni NVG, senza successo a causa del forte vento nell’area.
Le squadre a terra hanno continuato il trasporto per tutta la notte fino all’alba su un terreno estremamente impervio e fitto di macchia. Con la luce del giorno l’elicottero della Marina Militare e l’elicottero dei vigili del fuoco hanno recuperato con diverse rotazioni i soccorritori impegnati nel recupero ed i due feriti per trasferirli presso l’Ospedale Cannizzaro.
Cronaca
Catania – La polizia ha arrestato un catanese di 34 anni per aver brutalmente aggredito la moglie 31enne con calci, pugni e schiaffi.
La donna, già malata e operata di recente, ha riportato frattura delle ossa nasali, grave trauma cranico e 45 giorni di prognosi. Rimane ricoverata con prognosi riservata. L’uomo l’ha colpita ripetutamente anche mentre era a terra inerme.
Dopo l’aggressione ha chiuso la donna nell’esercizio commerciale e si è allontanato, invitando telefonicamente la polizia ad arrestarlo. Gli agenti lo hanno rintracciato a casa della madre. Le telecamere di videosorveglianza hanno documentato l’intera aggressione. Emergono precedenti violenze mai denunciate. Il Gip ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare.
San Giovanni La Punta (Catania) – Si allunga la lista dei morti sul lavoro in questo 2025 in Sicilia. L’ultima vittima stamane, lunedì 20 ottobre 2025, in una vetreria di San Giovanni La Punta, nel Catanese. La vittima un uomo di 58 anni, un altro operaio, di 34 anni, è rimasto gravemente ferito.
Tutto è avvenuto in via Monte Grappa, all’interno dell’azienda dove i due uomini erano impegnati nelle normali attività lavorative. Non è stata del tutto chiarita la dinamica, sul posto per i rilievi i carabinieri e personale dell’Ispettorato del Lavoro per ricostruire l’accaduto e verificare eventuali responsabilità.
Presente anche il personale sanitario del 118: per la vittima , originario del Congo, impiegato come operaio occasionale, non c’è stato nulla da fare, mentre il collega ferito è stato soccorso con l’elisoccorso e trasportato d’urgenza al Policlinico di via Santa Sofia.
Cronaca
Pedara (Catania) -Un pensionato di 86 anni di cui non si avevano notizie da tre anni è stato trovato morto in casa. Il dramma della solitudine a Pedara, nel Catanese. Il cadavere dell’uomo era mummificato.
A dare l’allarme il capo condominio della palazzina di tre piani in cui l’uomo viveva. L’uomo aveva ma invano cercato di rintracciare il proprietario dell’appartamento per recapitargli alcune comunicazioni. Finalmente è risalito al fratello della vittima che però non aveva notizie per via di rapporti familiari incrinati da tempo.
Sul posto i carabinieri di Pedara e i vigili del fuoco del distaccamento di Acireale.
Economia
Catania – Quello che sta per andare via per la Sicilia è un anno da record nel settore delle crociere. È la stima di chiusura anno che emerge da un nuovo studio di Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza a servizio della macro-industria turistica che ha ideato e organizza dal 2011 Italian Cruise Day, il forum itinerante di riferimento per la crocieristica in Italia, in programma quest’anno a Catania (Vecchia Dogana) venerdì 24 ottobre in partnership con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia Orientale.
Un traguardo a cui hanno contribuito i risultati dei 12 porti regionali che nel 2025 avranno accolto crociere (Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Giardini Naxos, Trapani, Lipari, Porto Empedocle, Pozzallo, Milazzo, Licata e Termini Imerese) e che porterà la Sicilia a quasi raddoppiare il numero di crocieristi movimentati negli ultimi 10 anni (nel 2016 erano poco più di 1,1 milioni).
Secondo le stime elaborate da Risposte Turismo, l’isola supererà per la prima volta la soglia dei 2 milioni di passeggeri movimentati nel 2025, segnando una crescita del +10% rispetto al 2024. Un traguardo raggiunto grazie a un incremento degli scali: per la prima volta si registreranno oltre 1.000 toccate nave nel corso dell’anno, con un aumento del +17% sul 2024.
I dati parlano di una leadership della Sicilia a livello nazionale per numero di scali e per numero di porti crocieristici attivi, che ammontano a 12 (Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Giardini Naxos, Trapani, Lipari, Porto Empedocle, Pozzallo, Milazzo, Licata e Termini Imerese) e che porteranno la regione a quasi raddoppiare il numero dei crocieristi negli ultimi 10 anni (nel 2016 erano poco più di 1,1 milioni).
Sicilia e Campani si contenderanno quest’anno il terzo posto nella classifica del traffico crocieristico regionale per numero di crocieristi movimentati (rispettivamente 2,1 e 2,2 milioni di croceristi).
A livello di singoli scali, le stime di Risposte Turismo indicano Palermo confermato come primo scalo siciliano, che ha superato per la prima volta il milione di passeggeri movimentati ed ha registrato 280 toccate nave. il capoluogo siciliano sarà il quarto porto crocieristico italiano. Segue Messina con oltre mila crocieristi movimentati e 250 toccate nave (ottavo porto italiano) e Catania al 14° posto a fine 2025.
Grazie a Palermo e Messina, la Sicilia sarà la seconda regione italiana più rappresentata nella classifica dei primi 20 scali crocieristici del Mediterraneo, dietro la Liguria (Genova, Savona e La Spezia).
La centralità della regione è dimostrata dal fatto che nove compagnie su dieci tra quelle che scalano quest’anno in Italia (56 su 64, pari all’87,5%) hanno visitato almeno un porto siciliano. Palermo accoglie il maggior numero di compagnie (38, pari al 60% delle compagnie che scalano in Italia), seguito da Messina e Catania.
La Sicilia si distingue come una delle regioni più “destagionalizzate” d’Italia, con oltre il 60% del traffico registrato fuori dal trimestre estivo (nel periodo autunno-inverno e primavera tra settembre e maggio). È significativo che ottobre 2024 abbia segnato un record di passeggeri accolti (oltre 276mila).
A conferma delle prospettive di crescita, Risposte Turismo ha rilevato circa 500 milioni di euro di investimenti previsti nel prossimo triennio (2026-2028) nei porti crocieristici siciliani.
I principali investimenti includono: 222 milioni destinati a nuove strutture e ammodernamenti, per dragaggio fondali sono programmati 65,5 milioni per aumentare l’accessibilità e 62,9 milioni per progetti riguardanti numerosi terminal crociere siciliani tra cui 30 milioni per un nuovo terminal a Trapani e 23,4 milioni per il nuovo terminal e banchinamento del molo Crispi a Porto Empedocle.
A questi fondi si aggiungono quelli Pnrr per l’elettrificazione delle banchine (cold ironing), per un totale di 171,2 milioni di euro (di cui 115,2 milioni nel 2023-2025 e 56 milioni di euro nel 2026-2028).
Cronaca
Catania – Aveva 7 bombole di gas, statuette demoni e libro su stregoneria Per praticare un rito satanico avrebbe acceso dei fuochi all’interno della propria abitazione, in un condominio di Catania, ma la situazione sarebbe degenerata rapidamente e nella casa è divampato un pericoloso incendio.
Agenti del commissariato Borgo Ognina e i vigili del fuoco sono riusciti a entrare nell’appartamento dove c’era un 71enne, in grande difficoltà per il fumo inalato.
I poliziotti lo hanno soccorso e lo hanno accompagnato sul pianerottolo, in condizioni di forte disorientamento, ma senza ferite. Una volta domato l’incendio, gli agenti hanno ispezionare la casa, al cui interno c’erano sette bombole di gas.
Secondo una prima ricostruzione, il 71enne avrebbe acceso il fuoco per praticare un rito satanico, ma, per cause ancora da accertare, la situazione gli sarebbe sfuggita di mano, tanto da causare il pericoloso incendio. L’uomo avrebbe sparso dentro casa del liquido infiammabile, che avrebbe determinato l’innesco del rogo, potenzialmente in grado di provocare un’esplosione per la presenza delle bombole di gas.
Le fiamme, che si sono propagate rapidamente, hanno avvolto parte della casa, mettendo in pericolo il 71enne, che dopo essere stato soccorso è stato trasferito in ospedale.
In una delle stanze dell’appartamento, tutto tinteggiato di rosso, è stato trovato un tavolo adibito ad altare sul quale sono stati rinvenuti una piramide di legno, alcune statuette raffiguranti demoni e personaggi di fantasia, un libro di ‘stregoneria’ e degli amuleti. All’interno di uno sgabuzzino sono stati trovati una balestra, un machete e un bastone di legno di costruzione artigianale con una lama affilata.
Una volta messo in sicurezza l’immobile, i poliziotti hanno denunciato il 71enne, noto alle forze dell’ordine per i suoi numerosi precedenti penali, per incendio doloso e tentata strage. L’abitazione e tutti gli oggetti rinvenuti sono stati sequestrati. (fonte ANSA)