Cronaca
Trapani – Prima l’incendio, poi il fumo tossico e tre agenti in ospedale. E’ accaduto stamane al Pietro Cerulli di Trapani. Una tragedia evitata solo grazie alla prontezza della Polizia Penitenziaria.
È successo poco dopo le 8:40, nel reparto Tirreno. Un detenuto sottoposto al regime di 14-bis ha appiccato il fuoco alla propria cella, incendiando materasso e indumenti. Un gesto volontario, con un obiettivo dichiarato: ottenere un trasferimento.
In pochi istanti il reparto è stato invaso da una densa coltre di fumo nero, visibilità azzerata, aria irrespirabile.
A denunciare l’episodio il segretario del SAPPE – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – Gaspare D’Aguanno che esprime piena e incondizionata. Solidarietà ai colleghi viene espressa anche dal sindacato Sinappe.
Cronaca
Trapani – In programma per domani 16 settembre l’assemblea di tutto il personale penitenziario del Pietro Cerulli di Trapani. I sindacalisti di Trapani Gaspare D’Aguanno (Sappe) Manlio Pisciotta (Sinappe) Fausto Caruso (Osapp) Vito La Torre (UilPa) Arcangelo Poma (Uspp) Dario Schifano (Fns Cisl) – alle ore 16,30 saranno presso la sala teatro del carcere Pietro Cerulli di Trapani per comunicare le modalità della manifestazione programmata per venerdì 19 settembre dalle ore 16.30.
“Abbiamo intrapreso questa battaglia sindacale perché scontiamo da oltre un decennio il computo nell’organico operativo ben 22 unità di polizia penitenziaria che fanno servizio di scorta e tutela, causando l’abbassamento della percentuale di carenza, quindi meno significa meno poliziotti assegnati, fermo restando il totale deperimento strutturale, la mancanza di un vero reparto isolamento e l’assenza di un direttore titolare”
“Lo abbiamo scritto al Capo e al Vice Capo del Personale Monica Russo e Augusto Zaccariello, al Provveditore Maurizio Veneziano, a Sua Eccellenza Prefetto di Trapani il 30 luglio u.s di persona quando convocati” e molti dei nostri Segretari Generali e Regionali hanno perorato la posizione che abbiamo assunto in sede locale, poiché non è più accettabile” – concludono i rappresentanti delle sigle sindacali.