Cronaca
Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) – A 33 anni dall’omicidio mafioso del giornalista Beppe Alfano, qual è lo stato delle cose? Oggi giorno dell’anniversario alle 18, al parco “Maggiore La Rosa” di Barcellona Pozzo di Gotto, si terrà l’iniziativa pubblica “Mafia, corruzione e affari. Dall’omicidio Alfano ad oggi: quali sfide per la buona politica”, promossa dal Partito democratico.
“Con questa iniziativa, vogliamo lanciare un segnale politico forte e chiaro. In un tempo in cui mafia e affari cambiano pelle ma non smettono di condizionare la vita democratica, abbiamo il dovere di costruire spazi pubblici di confronto e di verità. Questa iniziativa nasce per ribadire che il Partito Democratico sta dalla parte della legalità senza ambiguità e intende rafforzare una cultura politica capace di opporsi ai sistemi di potere opachi che hanno fatto troppi danni alla nostra terra”. Così Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito democratico messinese.
L”incontro si propone come “momento di confronto che intende rimettere al centro il ruolo della politica come strumento di legalità, trasparenza e difesa dell’interesse pubblico, partendo dalla memoria dell’omicidio Alfano fino alle sfide più attuali che attraversano la Sicilia”.
All’iniziativa prenderanno parte Antonello Cracolici, presidente della Commissione parlamentare antimafia all’Assemblea regionale siciliana, ma anche amministratori, parlamentari, rappresentanti istituzionali del Pd, “in un dibattito che vuole parlare al territorio e alle nuove generazioni, rilanciando una visione di buona politica fondata su responsabilità, coerenza e coraggio”.
Presente anche Sonia Alfano, già europarlamentare e figlia del giornalista Beppe Alfano.
Fonte tempostretto.it
Cronaca
Barcellona (Messina ) – Pezzi di vetro e plexiglass nascosti in tasca pronti per essere usati durante l’ennesimo episodio di brutale violenza, fisica e verbale, da parte di un detenuto della Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto nei confronti del medico di turno che gli aveva appena prescritto una ipoglicemia con valori di 36 mg/ml da trattare con la massima urgenza, prevedendo una terapia infusionale grazie all’aiuto del 118.
Ennesimo episodio avvenuto all’interno della casa circondariale dopo una diagnosi di ipoglicemia: il medico intervenuto costretto a rifugiarsi in bagno.
Non appena il dottore, chiamato dal personale infermieristico del reparto VIII PT, ha detto al “paziente” che avrebbe chiamato i soccorritori, si è scatenato l’inferno e il detenuto ha minacciato mazzate per tutti, tanto da costringere la vittima a rifugiarsi in bagno prima di essere fortunatamente difeso dall’assistente.
“Non ci sono più parole per condannare e stigmatizzare ancora una volta un episodio di violenza grave e inaccettabile – commenta il presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri di Messina Giacomo Caudo – esprimo solidarietà a nome di tutti i colleghi al medico protagonista di questo brutale atto, proprio nel momento in cui compiva la sua più nobile missione, cioè quella di evitare pericolose conseguenze per la salute del paziente, intervenendo tempestivamente con la giusta e opportuna terapia e spiegando in modo chiaro la gravità della situazione a chi invece ha voluto irresponsabilmente e vergognosamente ribaltare il valore del ruolo medico, insultandolo e svilendolo, oltreché rischiando nel contempo la sua stessa incolumità”.
Cronaca
Palermo – È morta Mimma Barbaro, la vedova di Beppe Alfano, il giornalista ucciso in un agguato mafioso l’8 gennaio 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto. Mimma Barbaro aveva 79 anni, era ricoverata nell’ospedale Villa Sofia a Palermo.
“La nostra mamma è stata una donna di straordinaria bontà, sempre pronta ad aiutare tutti. Nonostante il dolore che la vita le abbia riservato, siamo certi che verrà ricordata per la sua solarità e gentilezza”, dicono i figli Sonia, Chicco e Fulvio.
“Mia madre si è spenta senza aver avuto il diritto sacrosanto di conoscere i veri volti di chi ha deciso l’omicidio di mio padre – dice Sonia Alfano, ex parlamentare europea della commissione antimafia – Questa è stata l’ennesima fonte di dolore per una famiglia che da 32 anni vive esclusivamente di dolore e a cui viene costantemente negata verità e giustizia”.
Cronaca
Messina – In un primo momento gli inquirenti avevano pensato al gesto estremo o a un incidente, ma adesso c’è un indagato per omicidio nella vicenda della 75enne russa Raisa Kiseleva: si tratta del dj Michelangelo Corica, sessant’anni, vicino di casa della donna.
Raisa Kiseleva è stata trovata senza vita lo scorso 12 luglio, ma il suo decesso risalirebbe al 7 luglio.
Gli agenti del commissariato di polizia di Barcellona Pozzo di Gotto, guidati dal dirigente Carmelo Nicola Alioto, hanno raccolto diverse testimonianze. E le immagini delle telecamere di videosorveglianza avrebbero smentito l’ipotesi del gesto estremo o dell’incidente.
La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, diretta da Giuseppe Verzera, ha iscritto nel registro degli indagati Corica con l’ipotesi di reato di omicidio volontario. Durante la perquisizione della sua abitazione l’uomo ha consegnato agli investigatori sei cellulari che adesso sono al vaglio di un esperto informatico incaricato dalla pm Veronica De Toni che sta coordinando le indagini e che ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile. Venerdì pomeriggio verrà dato l’incarico al medico legale per l’autopsia che a questo punto sarà decisiva. Michelangelo Corica è difeso dall’avvocato Giuseppe Ciminata. ANSA
Cronaca
Milazzo (Messina ) – Rinvenuto da alcune persone che stavano raggiungendo la spiaggia un sacco di plastica dentro al quale vi era il corpo senza vita di un uomo. Si tratta di Salvatore Italiano, 84 anni, che non avrebbe precedenti penali l’uomo è stato ucciso con tre colpi di arma da fuoco. Il ritrovamento nel primo pomeriggio di oggi nella zona di Ponente, a Milazzo in provincia di Messina. Alcune persone, mentre stavano raggiungendo la spiaggia, hanno notato il sacco in una strada alle spalle di un ristorante e hanno subito avvisato la polizia. L’area interessata si trova al confine con il comune di Barcellona Pozzo di Gotto nei pressi del quartiere di Bastione.
Italiano abitava nel quartiere Fiumarella non lontano dal luogo dove è stato trovato. I pm della procura di Barcellona Pozzo di Gotto col medico legale ipotizzano che l’uomo possa essere stato ucciso la stessa mattina.
La polizia ha sequestrato le riprese dalle telecamere di due villette ubicate nella zona dell’omicidio per cercare elementi utili alle indagini.
Cronaca
Mazara del Vallo – Bassem Loudhaief, il tunisino di 30 anni arrestato a Mazara del Vallo dai carabinieri, che aveva fatto perdere le sue tracce il 9 marzo scorso, quando era evaso dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, voleva ritornare in Tunisia. Il trentenne è stato fermato dai carabinieri insieme a due presunti scafisti forse pronto a lasciare l’Italia per fare ritorno in Tunisia.
L’uomo è stato trasferito al carcere di Trapani, mentre i due scafisti sono stati trasferiti nella Casa circondariale di Barcellona.
Sulla vicenda indaga la procura di Barcellona coordinata da Giuseppe Verzera, che sta indagando anche sulle misure di sicurezza del carcere. L’uomo, infatti, era fuggito una domenica, durante l’ora d’aria concessa quotidianamente nei cortili della struttura dove ormai da tempo sono accesi i riflettori per le continua segnalazioni di carenze di personale e aggressioni agli agenti di polizia penitenziaria.
Un quadro di crescente emergenza quella che si respira all’interno del carcere che ha registrato la presa di posizione della Funzione Pubblica Cgil che esprime forte preoccupazione per le condizioni di lavoro estremamente critiche che si registrano nella Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto e denuncia un quadro di crescente emergenza, aggravato da aggressioni, evasioni, episodi di violenza e problemi strutturali.
“Negli ultimi mesi, sono stati registrati numerosi eventi critici, tra cui aggressioni agli agenti, evasione, tentativi di evasione, incendi, e persino il suicidio di un detenuto – si legge nella nota del segretario generale Francesco Fucile e del coordinatore provincile Giovanni Spanò – Solo negli ultimi giorni, si sono verificati diversi episodi di violenza ai danni dei poliziotti penitenziari, un incendio e un tentativo di evasione, a testimonianza di una situazione ormai fuori controllo. È con grande preoccupazione e profonda amarezza che la FpCgil si rivolge alle istituzioni e all’opinione pubblica riguardo alla drammatica situazione che si sta vivendo nella Casa Circondariale di Barcellona”.
Cronaca
Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) – Dalle prime luci dell’alba, la Polizia di Messina, nell’ambito di una vasta operazione contro la criminalità organizzata barcellonese, è impegnata nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 15 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, peculato, trasferimento fraudolento di valori, violazione della pubblica custodia di cose e sottrazione di cose sottoposte a sequestro.
Per le operazioni di polizia giudiziaria – coordinate dalla Squadra Mobile della Questura di Messina e dal Commissariato di P.S. di Barcellona Pozzo di Gotto – sono impiegati circa 150 agenti della Polizia di Stato, tra cui personale delle Squadre Mobili di Palermo, Catania, Siracusa, Enna e Vibo Valentia; delle S.I.S.C.O. di Palermo, Catania e Messina; del Reparto Prevenzione Crimine “Sicilia Orientale”; del Reparto Cinofili della Questura di Vibo Valentia; dei Commissariati di P.S. della provincia di Messina.
Alle 10.45, presso la Sala Riunioni della Caserma della Polizia di Stato “Nicola Calipari”, si terrà una conferenza stampa alla presenza del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina, Dott.Antonio D’Amato, del Direttore del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della P.S., Dott. Vincenzo Nicolì, e del Questore di Messina, Dott. Annino Gargano.