• Palermo
    Agricoltura, sostegno a oltre 23 mila aziende danneggiate dalla siccità del 2024
    Barbagallo: «Aiuto concreto per le imprese»
    Redazione2 Luglio 2025 - Economia
  • siccita Economia

    Palermo – Siccità 2024. Arriva un sostegno alle aziende agricole siciliane che nel 2024 hanno subito un danno economico a causa della siccità.

    Il dipartimento regionale dell’Agricoltura ha pubblicato il decreto di concessione ai 23.062 beneficiari individuati dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). Lo stanziamento ammonta a 35 milioni di euro, risorse della misura 23 del Psr Sicilia 2014-22 “Assistenza supplementare agli Stati membri colpiti da calamità naturali”. La somma è così ripartita: 18 milioni per il comparto agrumicolo; 11 milioni per il comparto dell’olivo e 6 milioni per i comparti del mandorlo e del pistacchio. Tra pochi giorni si aprirà la finestra temporale nella quale i beneficiari individuati dal decreto di concessione potranno presentare le domande ai Centri di assistenza agricola attraverso il portale Sian.

    Assessore regionale Salvatore Barbagallo

    «Raccogliamo un risultato importante – afferma l’assessore all’Agricoltura, Salvatore Barbagallo – ottenuto in pochi mesi grazie a una proficua e concreta collaborazione tra il dipartimento regionale e Agea. Un lavoro celere che consentirà ai nostri agricoltori di ottenere un aiuto concreto per i danni subiti dalle calamità naturali del 2024».
    Il beneficio sarà erogato entro il 31 dicembre 2025. L’importo massimo del ristoro per ciascun singolo beneficiario è fissato in 25 mila euro.
    Scarica a questo indirizzo il decreto di concessione con l’elenco delle aziend




  • Caltanissetta
    Caltanissetta: truffa aggravata e riciclaggio ai danni dell’Unione Europea
    Decreto di sequestro per 700 mila euro
    Redazione18 Aprile 2025 - Cronaca
  • TribunaleCaltanissetta2 d0 Cronaca

    Caltanissetta – Emesso dal Gip del Tribunale di Caltanissetta, un decreto di sequestro preventivo anche per equivalente su beni mobili, immobili o societari, nei confronti di 4 indagati, a vario titolo di: frode in danno a fondi dell’U.E., riciclaggio e autoriciclaggio, fino alla concorrenza della somma complessiva di 700mila euro. Le indagini sono scattate dopo una serie accertamenti e di attività info-investigative effettuate dalla DIA e dal Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza.

    La cronaca e gli indagati

    L’attività di polizia giudiziaria, coordinata dall’EPPO, e condotta attraverso riscontri incrociati confermati da mirate interrogazioni alle varie banche dati, acquisizioni documentali e analisi dei flussi finanziari, ha consentito di ricostruire un articolato reticolo societario adoperato per movimentare i corposi finanziamenti comunitari e, dopo averli illecitamente conseguiti, “ripulirli”.

    Quattro gli indagati. Tra questi 2 coniugi che sebbene formalmente impiegati statali, risultavano di fatto e di diritto gestire alcune attività economiche, tutte legate al settore agricolo ed alcune delle quali percettrici di contributi AG.E.A. (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura).

    La terza persona ha assunto formalmente la carica di titolare di ditta individuale e amministratore di altre due società, operanti nel settore agricolo, senza tuttavia apparente esperienza in materia e peraltro residente in luoghi distanti geograficamente dalle sedi delle attività economiche.

    Il quarto indagato  si è adoperato per effettuare molteplici operazioni di trasferimento di denaro in modo da ostacolare l’individuazione della illecita provenienza del denaro, realizzando quindi la fattispecie illecita del riciclaggio.

    Le conclusioni

    “La commissione di truffe ai danni dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) e della stessa AGEA, si inseriscono nell’ambito di un unico disegno criminoso a partire dal trasferimento, con le agevolazioni per l’insediamento di giovani in agricoltura, di un rilevante fondo con annessi fabbricati rivenduto con relativa plusvalenza all’ISMEA. Detto trasferimento si è rivelato essere fittizio in quanto il bene è rimasto nella disponibilità degli indagati riconducendo il tutto ad una operazione di autofinanziamento attingendo da fondi pubblici. E’ stato riscontrato che i contributi percepiti dall’AGEA sono stati reimpiegati a beneficio personale di uno degli indagati nonché in cespiti aziendali e nell’acquisto di una macchina agricola nonché di un altro fondo. Parallelamente ai reati fraudolenti, sono state individuate anche condotte di autoriciclaggio e riciclaggio mediante articolate e complesse transazioni bancarie con reiterati trasferimenti di risorse finanziarie tra varie attività economiche facenti capo, di fatto e/o di diritto, agli indagati e sempre secondo un unico disegno criminoso, in modo da ostacolare la riconducibilità delle predette risorse finanziare al reato presupposto in frode all’AGEA ed all’ISMEA”.





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