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Trapani – I Sindaci di otto Comuni soci del GAL (Gruppo di Azione Locale) Elimos hanno inviato un esposto formale all’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea per richiedere l’immediata attivazione di funzioni ispettive e di controllo sulla gestione dell’ente.
I firmatari dell’atto — i primi cittadini di Buseto Palizzolo, Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Paceco, San Vito Lo Capo e Trapani — denunciano gravi criticità che metterebbero a rischio il rispetto del “metodo LEADER”, principio cardine per la gestione dei fondi europei FEASR e Horizon 2020.
L’atto di accusa colpisce il prof. Liborio Furco, castellammarese, presidente da sempre del Gal Elimos. Le principali criticità segnalate. Secondo quanto esposto dai Sindaci, l’attuale assetto del GAL Elimos presenta profili di illegittimità che minano la trasparenza e l’equilibrio tra partner pubblici e privati: Sbilanciamento Decisionale: nonostante rappresentino intere comunità locali, i Comuni detengono quote di capitale sociale (circa il 3% ciascuno) che non permettono loro di incidere sulle scelte strategiche, a fronte di soggetti privati che detengono blocchi di quote superiori all’8%.
Irregolarità nelle nomine: viene segnalata come “evidente anomalia” il conferimento dell’incarico di Coordinatore extra-PAL al Presidente pro tempore, con un aggravio economico richiesto esclusivamente ai soci pubblici. Esclusione di Enti Locali: si contesta l’esclusione di alcuni Comuni dall’accesso ai benefici della sottomisura 19.2 (PAL “Terre degli Elimi 2022”), nonostante fossero stati originariamente inclusi nel decreto di finanziamento.
Opacità Amministrativa: I Sindaci lamentano la mancata approvazione sistematica dei verbali e l’assunzione di decisioni rilevanti inserite tra le “varie ed eventuali” senza preventiva iscrizione all’ordine del giorno.
La presa di posizione arriva a ridosso del rinnovo del CdA. L’esposto accende i riflettori anche sulla convocazione dell’Assemblea dei soci prevista per il 18 marzo 2026. I Comuni denunciano l’impossibilità di presentare liste alternative per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, a causa di una “norma regolamentare” che richiede il possesso del 25% del capitale sociale, soglia irraggiungibile per gli otto enti pur agendo in maniera unitaria.
Da qui l’intervento chiesto all’Assessorato regionale all’Agricoltura, al quale i sindaci chiedono un’ispezione amministrativo-contabile in loco e la verifica della permanenza dei requisiti necessari per la gestione delle risorse europee. In via cautelativa, è stata sollecitata la valutazione della sospensione dell’erogazione dei fondi qualora venissero confermate le violazioni del metodo LEADER e dei principi di corretta governance.
“È necessario garantire che le risorse europee siano gestite con massima trasparenza e proporzionalità, tutelando l’autonomia degli enti locali quali componenti strutturali del partenariato rappresentativo del territorio” si legge nel documento inviato alla Regione e alla deputazione regionale della provincia di Trapani