Cronaca
Palermo – Nuova opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Palermo nell’inchiesta sulla morte di Angelo Onorato, l’architetto di Palermo trovato senza vita nel maggio 2024. L’avvocato Vincenzo Lo Re, legale della vedova Francesca Donato, ha depositato un atto con cui chiede che le indagini per omicidio contro ignoti proseguano, evidenziando una serie di aspetti che, secondo la difesa, non sarebbero stati ancora chiariti.
«Riteniamo che aspetti fondamentali della vicenda non siano stati ancora chiariti e che permangano elementi che meritano ulteriori accertamenti», sostiene il legale.
Nell’opposizione, Lo Re richiama l’ordinanza del 20 marzo 2026, con cui il giudice per le indagini preliminari, accogliendo una precedente richiesta della difesa, aveva disposto ulteriori approfondimenti investigativi. Gli accertamenti riguardavano, tra gli altri aspetti, i possibili percorsi pedonali nell’area in cui fu ritrovato il corpo, il quadro medico-legale, le tracce genetiche e i rapporti personali ed economici della vittima.
Secondo la difesa, tuttavia, le attività investigative non avrebbero dato risposta a tutte le questioni sollevate. «Non tutti gli accertamenti richiesti sono stati eseguiti e altri, a nostro avviso, sono stati condotti in maniera non sufficientemente approfondita», osserva l’avvocato.
Tra i punti contestati c’è la ricostruzione secondo cui l’area del ritrovamento sarebbe raggiungibile soltanto attraverso un percorso coperto dalle telecamere di sorveglianza. La difesa richiama alcune annotazioni della Squadra Mobile, dalle quali emergerebbe che gli impianti non riprendono né l’inferriata accanto all’automobile né l’accesso pedonale a via Minutilla.
Un elemento che, secondo il legale, meriterebbe ulteriori verifiche per ricostruire con maggiore precisione gli spostamenti nell’area e le circostanze della morte dell’architetto.
L’atto difensivo richiama anche una serie di elementi relativi all’automobile e alle ultime ore di vita di Onorato, che, secondo la difesa, non sarebbero pienamente compatibili con l’ipotesi del suicidio.
Tra questi, lo sportello posteriore destro della vettura, che sarebbe risultato aperto alle 11.07 e non sarebbe stato successivamente richiuso. Sui tappetini posteriori sarebbero stati inoltre rinvenuti aghi di pino, mentre la cintura di sicurezza si trovava in una posizione ritenuta anomala.
La difesa sottolinea anche l’assenza di impronte sulla fascetta e richiama una telefonata effettuata alle 11.07, durante la quale Onorato avrebbe detto a un dipendente di essere «con persone».
Si tratta di circostanze che, nella ricostruzione proposta dal legale, richiederebbero ulteriori approfondimenti prima di arrivare a una conclusione definitiva sul caso.
All’opposizione è stata allegata anche una relazione della genetista di parte Elena Carra. Il documento segnala la presenza di tracce di DNA riconducibili a uno o più soggetti non identificati su dodici reperti e sollecita ulteriori accertamenti per approfondirne l’origine.
La relazione si inserisce nella richiesta della difesa di completare le verifiche scientifiche e investigative ritenute necessarie per chiarire le circostanze della morte.
L’obiettivo, ribadisce Lo Re, è evitare che il procedimento venga archiviato prima di aver esaminato tutti gli elementi indicati nell’opposizione.
«Il nostro obiettivo è che venga fatta piena luce sulla morte di Angelo Onorato. Le questioni ancora irrisolte impongono, a nostro giudizio, di proseguire le indagini prima di arrivare a una definitiva archiviazione del procedimento», conclude l’avvocato.
La richiesta della difesa punta dunque a ottenere ulteriori approfondimenti nell’ambito dell’inchiesta. Gli elementi contestati restano oggetto delle valutazioni investigative e giudiziarie e, da soli, non costituiscono una prova di omicidio.