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    Mentre si fanno i dispetti, c’è chi rischia il lavoro
    Trapani, il caso dei 15 di Formula Ambiente
    Rino Giacalone24 Settembre 2026 - Economia
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    Trapani – di Rino Giacalone  – Nessuno, nei due palazzi della politica cittadina, può dire di un fulmine a ciel sereno che ha colpito la società Formula Ambiente che si occupa dei servizi di raccolta Rsu. Non si dicono sorpresi a Palazzo D’Alì. A fine luglio il sindaco Giacomo Tranchida aveva detto chiaramente che la mancata approvazione da parte del Consiglio comunale della tariffa Tari 2026 e del collegato Pef avrebbe provocato ricadute nell’ambito dei servizi igienico sanitari.

    Ma Palazzo D’Alì è rimasto in attesa degli eventi. Adesso per quelle delibere non approvate, ci sono 15 lavoratori di Formula Ambiente che a causa della riduzione dei servizi affidati dal Comune rischiano il posto di lavoro. Da Palazzo Cavarretta, dove il danno si è causato, con l’opposizione che a fine luglio ha fatto saltare l’approvazione delle due delibere, lamentando il rincaro Tari, che sarebbe stato poi nemmeno eccessivo, nessuno fiata, se non per la solita filastrocca che a dire di certuni i soldi si devono trovare nel taglio delle indennità agli amministratori. Tra tira e molla e tiritere varie, intanto ci sono lavoratori che vedono davanti a loro la prospettiva della disoccupazione. Sindacati sul piede di guerra, la Uil ha preannunciato lo sciopero, si è tenuto già un tavolo in prefettura.

    L’amministrazione comunale davanti al prefetto Daniela Lupo si è detta pronta a trovare le risorse per il 2026 e di volere riproporre il Pef all’aula consiliare. “Intanto – evidenzia la Fit Cisl con Rosanna Grimaudo e Gaetano Rancatore – abbiamo un’azienda che ha confermato la volontà ad aprire di aprire le procedure relative al licenziamento collettivo”. L’amministrazione e il Consiglio comunale sono spinti ad agire. “Siamo davanti a una emergenza occupazionale che va scongiurata” dice Andrea Genna della Cgil, “abbiamo chiesto l’applicazione immediata della clausola sociale e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Una situazione intollerabile, non è accettabile che i rimpalli di responsabilità vengano scaricati sulle spalle di lavoratori, va individuata, senza ulteriori rinvii, una soluzione per sottrarre i lavoratori al rischio di essere licenziati. Noi non resteremo a guardare. Non permetteremo che quindici persone diventino meri numeri di un riassetto organizzativo”.

    “Ci teniamo a ribadire – dicono Labruzzo, Macaddino e Tumbarello della Uil – che non si può accettare in alcun modo che balbuzie amministrative o, ancor peggio, diatribe politiche abbiano ripercussioni sulla pelle dei lavoratori”. Viene chiamata in causa anche la Srr che sovraintende ai servizi igienico ambientali. Il costo dei servizi è stato determinato quasi fuori tempo massimo.

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