Cronaca
Trapani – di Rino Giacalone – Liberty Lines e la cerchia dei presunti reati (truffa, corruzione, falso, frode, attentato sicurezza dei trasporti) commessi tra il 2021 e il 2023, restano al centro dell’attività di indagine di Procura e Guardia di Finanza. Una indagine esplosa a novembre scorso con misure cautelari e sequestri, indagati 46 soggetti, amministratori, manager della società navale, comandanti di aliscafi e ufficiali di Capitaneria. Un confronto stile “braccio di ferro” tra accusa e difese, ma quello che oggi emerge è che la partita giudiziaria è tutt’altro che conclusa.
E’ cosa nota che le decisioni dei giudici del riesame, Tribunali di Palermo e Trapani, risalenti a fine dicembre, sono risultate favorevoli ai sette indagati ai quali sono state revocate le misure cautelari (divieto di dimora e interdizione) per l’assenza dei gravi indizi, e alla stessa società navale rimasta sequestrata per pochi giorni. Liberty Lines è potuta andar fiera di sostenere che mai la navigazione è stata insicura. La Procura è intenzionata a ricorrere in Cassazione contro tutte le decisioni dei riesami, ma l’indagine non si è afflosciata, trova,anzi, un preciso riscontro proprio nelle motivazioni della pronuncia sul dissequestro della società navale. E’ una ordinanza solo in parte sfavorevole alla Procura, che vede un bicchiere “mezzo pieno” o forse anche di più.
I giudici del Tribunale di Trapani (presidente Messina, a latere Badalucco e Nodari) mettono nero su bianco che gli indizi che hanno fatto muovere la Procura sono gravi e provati: “condivisibili le considerazioni del gip…sull’esistenza di un articolato sistema di rapporti illeciti”. Gli indizi sono pesanti e l’indagine non si è sgonfiata. E’ un riesame che forse fa masticare amaro alla Liberty Lines. Ancora il riesame evidenzia un “audit” sulla sicurezza imposto alla Liberty Lines, risalente al 2022 che risulterebbe incompleto, la Finanza ha sequestro documentazione prodotta dalla Capitaneria nei primi di dicembre 2025. Ma a pesare è anche il Rina (Registro navale) che sempre a dicembre 2025 scrive che “non sono messe in evidenza potenziali carenze”. “Tali perduranti mancanze – scrivono i giudici – riguardano aspetti rilevanti…”. Il riesame si è anche soffermato sulle corse annullate per avaria. Nel periodo in cui la società è stata gestitata da amministratori giudiziari, nominati nelle settimane del sequestro (20/11- 11/12) sono state 16 e sono state cancellate 23,5 corse, nel psemestre antecedente (1/7-20/11) 32 sono state le avarie dichiarate. Anche sul numero di corse cancellate pare erroneo il calcolo che ne deriva, un aliscafo che si ferma non comprta la cancellazione di una sola corsa, quindi il numero, quella percentuale indicata dell 0,21 per cento, dovrebbe essere ricalcolata in aumento.
E però i giudici sono stati per il dissequestro. Nelle motivazioni depositate lo scorso 5 febbraio, spiegano di averlo fatto, perché quella flotta di aliscafi, oggetto di indagine, risulta essere stata rinnovata. “Certamente rilevante – scrivono infatti i giudici – al fine di contrastare il ripetersi di condotte illecite del tipo di quelle contestate, risulta l’ammodernamento della flotta della Liberty Lines spa…tra il 2021 e il 2022 molte delle navi sono state cedute o dismesse, ne sono state ordinate ben nove con propulsione ibrida, sette già in esercizio”. Conseguenza vuole, che in mare, quindi, al momento delle indagini ci sarebbero stati mezzi non del tutto efficienti. I giudici del riesame ne accertano “ben ventuno…una parte assai rilevante della flotta”. Nell’ordinanza è scritto l’elenco degli aliscafi oggetto di avarie e affermano, e quasi anche a non far preoccupare chi usa questi mezzi, che collegano la Sicilia alle isole minori, il Tribunale annota: “l’acquisto di nove nuove navi consente di affermare che circa la metà dei mezzi in cattivo stato di manutenzione sono stati sostituiti…disponendo di nuove navi non appare possibile porre in essere ulteriori reati”. La disputa giudiziaria resta aperta.