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    Il calendario Dia 2026, dedicato alle donne che hanno sfidato la mafia
    Tra le donne menzionate anche l'imprenditrice Elena Ferraro di Castelvetrano
    Redazione11 Dicembre 2025 - Attualità
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  • CALENDARIO DIA 2026 apertura 1024x582Attualità

    Palermo – Presentato a Villa Ahrens, sede del centro operativo della Dia di Palermo, presenti i capi centro e dei capi sezione operativi della Dia in Sicilia, il calendario istituzionale 2026 della Direzione investigativa antimafia dedicato alle donne della legalità.
    Donne che, spesso in silenzio ma sempre con determinazione, hanno rotto con il passato, hanno sfidato il peso della cultura mafiosa, hanno scelto di stare dalla parte giusta.
    “Questa edizione – si legge in una nota – vuole essere non soltanto un racconto iconografico, ma un percorso di memoria civile, un tributo a un coraggio che ha cambiato e continua a cambiare il nostro Paese. Il calendario conferma la sua natura di strumento istituzionale prezioso, non solo per il significato simbolico che porta con sé, ma per il valore identitario che rappresenta per tutto il personale della Dia”.

    E in questa edizione, più che mai, le donne emergono come protagoniste assolute, capaci di intrecciare – nelle istituzioni, nella società civile, nell’arte, nella politica e nella vita quotidiana – la trama della speranza e della legalità. Il calendario 2026 è una narrazione corale, insomma, che dà volto e voce alle donne che hanno inciso, e continuano a incidere, nella storia antimafia.

    Alla presenza del direttore della Dia Michele Carbone, evento strutturato in una tavola rotonda moderata dalla giornalista Francesca Fagnani, con l’intervento di Chiara Colosimo, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, di Lia Sava, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Palermo, prima donna a ricoprire tale incarico, di Lorena Di Galante, vice direttore operativo della Dia. Presente al tavolo anche, Elena Ferraro, imprenditrice del settore sanitario di Castelvetrano conosciuta per essersi opposta alle richieste estorsive della famiglia mafiosa dei Messina Denaro, finita per questo motivo sotto scorta.
    I lavori sono stati conclusi da un intervento del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Giovanni Melillo.

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