Politica
Trapani – di Rino Giacalone – “Mazzeo entro 5 giorni riconvochi l’aula per tornare a votare Pef e Tari”. Il sindaco Tranchida, come era facile immaginare, non si piega dinanzi all’opposizione che governando con i numeri Palazzo Cavarretta ha appena bocciato, lunedì scorso, il Pef 2026 e quindi detto di no all’aumento seppure irrisorio delle tariffe Tari: “una famiglia su 100 metri quadrati rispetto ad ora avrebbe pagato all’anno 9 euro in più, la stessa somma che a settimana però il governo Meloni toglie dalle tasche per i rincari carburanti e altri”.
Il primo cittadino ieri ha convocato la stampa per dire essenzialmente due cose, o forse anche tre. L’opposizione sostiene di avere fatto risparmiare l’ aumento di tasse ai trapanesi. Tranchida ha tirato fuori dal cassetto una lettera del dirigente dei servizi finanziari di Palazzo D’Alì, “l’equilibrio di bilancio è svanito” ha scritto Petrusa.
Il primo cittadino quindi, in conseguenza, ha annunciato che ha chiesto al presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo di riportare in aula le delibere sul Pef e sulla Tari, con seduta straordinaria ed urgente e questo entro i prossimi cinque giorni. Secondo passaggio del sindaco, una “segnalazione” alla procura della Corte dei Conti. “La situazione – sostiene – determina un possibile danno erariale, quel voto ne è la causa”. Porta i consiglieri comunali dinanzi alla giustizia contabile? “Chi sbaglia paga, vale per tutti”. E quindi la richiesta a Mazzeo di riportare in aula le due delibere? “Rappresenta un invito ad un ravvedimento…un ricorso all’autotutela”. Dal mazzo di documenti il sindaco prende poi una carta pesante: “Quando si creano danni irreparabili scattano le forme sostitutive e chi non adempie ad obblighi precisi, come l’approvazione del Pef, va a casa”. altri che dimissioni della Giunta qui si paventa il commissariamento dell’aula.
Dati alla mano Tranchida ha provato a smentire quanto affermato dall’opposizione: “Hanno raccontato ai trapanesi di avere impedito che si mettesse mano nelle loro tasche, la verità è quella che loro hanno messo mano direttamente nei portafogli. Aumenteranno le spese, il ciclo dei rifiuti resta a carico dei cittadini. E’ una favola quella che raccontano sui soldi che possono arrivare dall’avanzo di amministrazione, secondo il Tuel – testo unico e ti locali- non può essere destinato alle spese correnti. Mazzeo e Miceli sono stati parecchio distratti, due avvocati che più di altri dovrebbero conoscere le norme. E poi Mazzeo che è stato assessore al bilancio queste cose dovrebbe bene conoscerle”. Infine Tranchida ha detto che con la giunta si metterà mano a ridurre le indennità, “per sostenere iniziative a tutela della città, campagne ecologiche ma anche avere assistenza legale”.
L’opposizione le chiede di dimettersi, non ha più la maggioranza in aula: “Niente dimissioni, è però vero, alcuni consiglieri hanno abbandonato la maggioranza per avere un salvacondotto dalla decadenza, altri hanno girato le spalle ai miei consigli a non trasformare l’incarico in una gettonopoli, altri per avere anteposto interessi di partito a quelli della città”.