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Trapani – di Rino Giacalone – Qualcosa di buono da scrivere. Nella classifica di “Ecosistema Urbano”, il rapporto di Legambiente sviluppato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, sulle performance ambientali di 106 capoluoghi di provincia, Trapani è tra le siciliane che abbandonano le posizioni di bassa classifica. La città falcata è stata collocata al 67° posto, avanzando di sei posizioni rispetto al 2024.
Nel complesso il rapporto di quest’anni in generale indica città in affanno sulla sostenibilità, nessuna ha raggiunto il punteggio del 100%, la media nazionale è del 54,24%, Trento e Mantova, prima e seconda in classifica, uniche due città leader a superare il punteggio del 75%. Al terzo posto Bergamo che risale di 13 posizioni in graduatoria.
Il Sud sempre in grande affanno, Cosenza unica città del Meridione nella top 20. Smog e rete idrica colabrodo le questioni croniche. In diminuzione piste ciclabili, isole pedonali e zone a traffico limitato. Cresce il consumo di suolo pari a +6,3 mq/ab dal 2018 al 2023 (+3,5%). Bene la raccolta differenziata: per la prima volta, tra i capoluoghi, si supera la media del 65%. In aumento il numero dei passeggeri sui servizi tpl.
In Sicilia, a parte Trapani che è salita al 67° posto, primeggia Ragusa, è salita di 11 posizioni ed è arrivata al 58° posto, Catania lascia l’ultimo posto in classifica e sale di sei posizioni, Siracusa passa dal 92° all’88° posto, Agrigento non si è mossa dal suo 86° posto, Palermo resta in fondo, al 101° posto, scivolano nella classifica Caltanissetta dal 70° al 97° posto, Enna dal 43° al 63°, Messina dal 68° all’85°.
Nella classifica nazionale, Trapani è quasi promossa la città nelle voci su inquinamento, 2° posto, 37° posto per dispersione idrica, 58° posto per raccolta dei rifiuti differenziata, 43° posto per uso efficiente del suolo. Rimandati al prossimo anno, nel 2026 le cose il rapporto riconosce possono cambiare in meglio, per quanto riguarda il verde urbano e la piantumazione di alberi, rispettivamente 97° e 89° postazione, e le infrastrutture per la ciclibilità, oggi 93° posto. Trapani è bocciata per le voci sul trasporto pubblico urbano e il trasporto di passeggeri, siamo al 106° posto, stessa collocazione per quanto riguarda l’energia pubblica rinnovabile.
“Serve una legge nazionale per una vera rigenerazione urbana potente deterrente anche per il consumo di nuovo suolo agricolo e una stabilizzazione definitiva dei bonus per le ristrutturazioni edilizie .- hanno affermato da Legambiente – Un intervento, quest’ultimo, da inserire nella legge di bilancio in discussione con le dovuta premialità per l’efficientamento energetico e per le classi sociali più deboli. La proroga di un anno sui bonus edilizi al 50% per la prima casa, che ha ottenuto il primo semaforo verde in questi giorni, è importante ma in questo modo è solo una soluzione tampone. Il Paese ha bisogno di città sostenibili, resilienti, efficienti, a zero emissioni, capaci di mettere davvero al centro la rigenerazione urbana anche per contrastare la crisi climatica in termini di adattamento e mitigazione. È su questo tema che si svolge una partita chiave anche per dare concretezza alla Direttiva case green per abbassare strutturalmente la bolletta energetica di famiglie e imprese”.
Smog e rete idrica colabrodo restano le principali criticità da affrontare per i capoluoghi di provincia. Diminuiscono troppo lentamente le città con perdite d’acqua superiori o uguali al 50%: 20 quest’anno (erano 24 nel 2023 e 27 nel 2022). Nel 2024, inoltre, cala la media della superficie urbana dedicata alle infrastrutture per la ciclabilità – 10,39 metri equivalenti ogni 100 abitanti (11,02 m eq/100 ab nella passata edizione e 10,69 due anni fa) – così come diminuisce sia l’estensione media delle isole pedonali nei comuni capoluogo passando dai 50,7 mq ogni 100 abitanti della scorsa edizione agli attuali 48,6 mq sia quella delle zone a traffico limitato che nel 2024 si attesta a 368,3 m² ogni 100 abitanti rispetto ai 406,9 della scorsa edizione. Cresce, stando i dati Ispra, il consumo di suolo nel totale dei capoluoghi: dal 2018 al 2023 è pari a circa 4500 Ha, a fronte di un calo del numero degli abitanti (-346.000 abitanti). Ne deriva una crescita del suolo impermeabilizzato per ogni abitante delle città, sempre su base quinquennale, pari a +6,3 mq/ab dal 2018 al 2023 (+3,5% rispetto al 2018), con forti variazioni da città a città.
Tra i segnali positivi che emergono dal nuovo report Ecosistema Urbano, c’è la raccolta differenziata che per la prima volta, tra i capoluoghi, supera la media del 65%. Inoltre, sono ben 15 i capoluoghi che sono oltre l’80% di RD. Cresce il numero dei passeggeri trasportati dal servizio di tpl nelle città capoluogo, anche se le performance generali sono ancora lontane dai livelli europei. Tra le città a prova di servizi tpl c’è Milano con 424 passeggeri nel 2024 rispetto ai 415 dello scorso anno, i 357 del 2022 e ai 303 del 2021. Anche Roma mostra lievi segnali incoraggianti salendo dai 259 viaggi procapite all’anno della passata edizione ai 277 di quest’anno. Venezia resta la migliore sebbene in calo, interrompendo una crescita costante, mentre Firenze prosegue a migliorare (sale dai 225 dello scorso anno ai 247 passeggeri/ ab/anno).
“Le città italiane – ha commentato il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani – si stanno lentamente trasformando. Sono tanti e visibili i cantieri della transizione ecologica, ma sono ancora troppi i problemi irrisolti a partire dalla mitigazione e l’adattamento delle città agli impatti della crisi climatica così come il reperimento delle risorse finanziare dopo la conclusione del PNRR. Il Paese ha bisogno di interventi normativi e strumenti per facilitare una rigenerazione urbana adeguata alla sfida climatica a partire da una legge nazionale che fermi il consumo di suolo che non è causato dal fotovoltaico a terra, oggi vietato per legge, ma da altre infrastrutture. Serve anche rivedere il sistema dei bonus edilizi per rispettare gli obiettivi della direttiva case green. Senza dimenticare che occorre anche una consapevolezza tra gli amministratori locali che devono avere il coraggio di rompere gli schemi insieme a una nuova presa di coscienza nella cittadinanza che non si deve opporre alle opere della transizione ecologica. Le città italiane possono diventare un concreto campo d’azione di quel Clean Industrial Deal lanciato dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen all’inizio del suo secondo mandato, ma dobbiamo crederci di più”.
“La fotografia che emerge quest’anno da Ecosistema Urbano – commenta Mirko Laurenti, dell’ufficio scientifico di Legambiente e responsabile del report – evidenzia come le principali città del Paese fatichino a rispondere alle emergenze urbane e a programmare interventi tesi al raggiungimento di buoni livelli di sostenibilità e contrasto alla crisi climatica. Quello che manca è una strategia nazionale in grado di programmare scelte di indirizzo capaci di cambiare davvero le nostre città, rendendole più sostenibili, al passo con i tempi e vicine alle necessità dei cittadini. Per rilanciare il Paese occorre ripensare le città guardando alle emergenze di oggi, visibili dai dati, e a quelle di domani a cominciare dalla crisi climatica”.
Grandi città: tornando alla classifica di Ecosistema Urbano, interessante il posizionamento di alcune grandi città. Firenze dal 63°posto della passata edizione si piazza al 21° posto grazie ad alcuni miglioramenti, tra questi, crescono i passeggeri trasportati dal servizio di tpl (dai 225 viaggi procapite all’anno della passata edizione agli attuali 247) e migliora anche l’offerta del servizio; nella raccolta differenziata Firenze passa dal 55,7% dello scorso anno a oltre il 60%; e migliora negli indici dedicati agli inquinanti atmosferici. Torino, 85° nella passata edizione, conquista il 62° posto anche grazie alle basse perdite di rete, un buon numero di passeggeri trasportati dal tpl così come negli alberi messi a dimora su suolo pubblico. In negativo, oltre il biossido di azoto, le 75 auto circolanti ogni 100 abitanti. Roma perde solo una posizione in classifica, è al 66°posto