Economia
Castelvetrano – Ancora una volta gli agricoltori della zona del Belice devono fare i conti con il paradosso della diga Trinità di Castelvetrano: vedere le paratie della diga aperte significa immaginare la quinta stagione estiva di seguito senza poter irrigare. Una situazione diventata inaccettabile per l’associazione i guardiani del territorio che stamane si sono ritrovati per un sit in pacifico nei pressi dell’invaso.
Parliamo di un comprensorio da 6mila ettari vocato principalmente alla viticoltura. I lavori di adeguamento sono stati completati ma ancora non si concede di accumulare l’acqua sino a 64 metri. Il limite concesso è 62 metri e l’acqua in eccesso viene così sversata a mare.
Un «paradosso» dicono “I guardiani del territorio” che chiedono al Ministero (proprietario della struttura) di concedere l’ok a 64 metri. Sulla diga sono stati completati lavori per oltre un milione di euro: alcuni sono stati realizzati dall’ufficio dighe della Regione, altri, dalla Protezione civile. Martedì 24 marzo verrà effettuato il sopralluogo dei tecnici sulla diga e nel frattempo i componenti l’associazione hanno chiesto un incontro in regione.
L’assessore regionale Francesco Colianni ha fatto sapere di aver inviato al ministero delle infrastrtutture la richiesta di incremento della quota d’invaso e di essere in attesa della risposta.
A fianco degli agricoltori a fianco degli agricoltori che protestavano contro le lungaggini burocratiche e amministrative e lo spreco di una risorsa preziosa, stamane anche il deputato trapanese Ciminnisi.
«Fermare subito lo sversamento di acqua dall’invaso al mare. Per l’ennesima volta viene messa a rischio la campagna irrigua».
«Anche quest’anno – prosegue Ciminnisi – si ripete il copione dei 5 anni precedenti. I lavori prescritti dal Ministero per le Infrastrutture (portare la quota dell’invaso da 62 a 64 metri sul livello del mare, almeno in via temporanea fino al 2029, ndr), sono stati effettuati dalla Regione Siciliana. Ora però l’Ufficio dighe nazionale ha chiesto ulteriori certificazioni tecniche e, in attesa di autorizzazione, le paratie di sicurezza rimangono aperte e l’acqua continua ad essere sversata in mare».