AttualitàTrapani – La crisi idrica che sta affliggendo la provincia di Trapani in questi giorni ha messo in luce un paradosso amaro: lo sversamento in mare di parte delle riserve idriche accumulate nella Diga Trinità di Castelvetrano. Una situazione che ha scatenato polemiche nel mondo agricolo. Nonostante le piogge delle ultime settimane, alla diga Trinità continua lo spreco di acqua, scaricata verso il mare per il mancato innalzamento della quota massima dell’invaso. Un paradosso che si ripete e che rischia di aggravare la già fragile situazione idrica del territorio agricolo tra Castelvetrano, Campobello e Mazara.
Nonostante la prevedibilità dell’attuale situazione, la quota dei 62 metri imposta dal Ministero delle infrastrutture è rimasta invariata, costringendo la diga a svuotarsi proprio nel momento in cui sarebbe essenziale accumularla. E’ stato chiesto che venga autorizzata subito la soglia dei 64 metri, che consentirebbe di immagazzinare tra i 2 e i 2,5 milioni di metri cubi aggiuntivi. Senza questa autorizzazione la prossima campagna irrigua è seriamente a rischio.
“Confagricoltura Trapani si sta adoperando per avere risposte immediate e precise sulla risoluzione delle criticità, ormai decennali, riguardanti la diga Trinità di Castelvetrano e sulla programmazione dei lavori strutturali previsti”. Lo scrive il Commissario Alessandro Vita
“Ancora una volta, per la mancata autorizzazione all’innalzamento della soglia stabilita ed imposta dal Ministero delle infrastrutture, si è dovuto assistere ad uno sversamento in mare dell’acqua piovuta e se l’acqua non verrà raccolta durante questo periodo, si rischia nuovamente di lasciare gli agricoltori a secco nella prossima stagione estiva, bloccando così definitivamente l’intero comparto produttivo. Per questo motivo è stato chiesto all’Assessorato competente un incontro urgente in cui si possa fare chiarezza sulla gestione della Diga Trinità, gestione dalla quale dipendono le sorti di centinaia di agricoltori”.


