Attualità
Gibellina – Gibellina è ufficialmente da oggi 15 Gennaio – Capitale dell’Arte Contemporanea – la cerimonia nella Sala Agorà del Comune. Si è trattato di un momento solenne, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli.

La scelta di aprire proprio il 15 gennaio questo anno così importante per Gibellina, è stata una scelta consapevole e concordata ha detto il sindaco Salvatore Sutera in apertura. Una scelta motivata oggi ricorre l’anniversario del terremoto che sconvolse la Valle del Belice. Poi il ricordo di Ludovico Corrao, il sindaco visionario che ancora prima di pensare ad altro immaginò la sua Gibellina, come una città d’arte e per questo chiamò a raccolta i migliori artisti del momento. Uomini e donne che sull’onda emotiva di quest’uomo arrivarono a Gibellina e la resero un museo-città unico nel suo genere in Europa.
Un anno quello che inizia oggi, che segna il riscatto quindi di un intero territorio quello del Belicè e della Sicilia occidentale che oggi ricorda il 58esimo anniversario del sisma del 68′ che distrusse una ventina di paesi della Valle del Belice.
Oggi più che le tantissime presenze istituzionali presenti alla cerimonia inaugurale e i tanti interventi di circostanza è bene raccontare come la visione dell’ex senatore Ludovico Corrao per anni sindaco di Gibellina, è diventata realtà. Il progetto di Corrao culminato con questo riconoscimento, celebra la sua idea di rinascita attraverso la cultura. Lui che ha saputo trasformare una tragedia in un’eredità di bellezza e speranza facendo diventare Gibellina città museo a cielo aperto. Un dono postumo al Sindaco visionario Ludovico Corrao che da subito intravide nell’Arte la strada per una possibile rinascita del piccolo paese distrutto dal terremoto del’68.
Ecco un estratto di una intervista dell’ex senatore Corrao del novembre 2014 – «Io dico che anche i cafoni siciliani hanno diritto all’arte». Sono undici parole chiare, nette, radicali (scrive il collega che lo intervista): in queste undici parole è racchiuso tutto il senso di un sogno grande, un sogno che è stato senso ed orizzonte ultimo di una lunga serie di battaglie politiche, un sogno che è già diventato, almeno parzialmente, una realtà e che da circa 40 anni continua a realizzarsi e a prender forma. Il sogno di Gibellina Nuova, che ha sognato Ludovico Corrao, il sogno che ha assunto le sembianze di una lotta politica durissima, ancora non conclusa e combattuta con le armi dell’arte e della cultura.
E alla domanda- Se oggi guarda la situazione politica della Sicilia lei, che è stato una delle anime più vivaci non solo dell’esperimento del governo regionale autonomista di Milazzo ma in fondo anche di tutta la vita culturale del secondo novecento siciliano, quale giudizio dà? Ecco come rispondeva l’allora sindaco di Gibellina.
“Ahimè credo che questo sia uno dei periodi più tristi della storia della Sicilia: per l’assoluta inadeguatezza del ceto politico che la guida e per la totale assenza di progettualità e di obiettivi culturali alti. Obiettivi raggiunti i quali la Sicilia possa ancora una volta riscoprire la sua dignità, la sua funzione e il suo millenario ruolo nel Mediterraneo: crogiolo e luogo di pacifico coagulo di tutte le culture del mediterraneo. Ovviamente questa assenza di profondità culturale e di progettualità è di tutto il ceto politico siciliano, ma è gravissima soprattutto nella sinistra. Una volta la sinistra era animata dalle grandi battaglie per la terra e contro la mafia, oggi vedo che ha come smarrito il senso profondo del proprio ruolo storico e va avanti di giorno in giorno seguendo parole d’ordine la cui fragilità si svela immediatamente….”
Da allora ad oggi poco è cambiato.