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Calatafimi Segesta – E’ polemica a Calatafimi per la lotteria proposta dal Ceto dei Massari, e legata alla Festa del SS. Crocifisso, in programma l’1, 2 e 3 maggio. Quella del Ceto è una consuetudine: prevedere cioè una lotteria dove viene messo in palio un animale, in questo caso un vitello vivo di circa tre quintali. Il rispetto per l’animale rimane sempre priorità degli appartenenti al Ceto. Per il “massarioto”, il rapporto con questo animale rappresenta quell’antico legame con la terra, un legame forte a cui i calatafimesi non vogliono e non sanno rinunciare. In realtà a cui non possono rinunciare perchè resta il fulcro dell’economia del paese anche se oggi parliamo di “un tempo passato”. Da sempre i buoi vengono accuditi, rispettati, amati.
Il caso è stato sollevato dall’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) dopo le segnalazionei ricevute da alcuni cittadini. L’Oipa parla di una scelta “anacronistica” e in contrasto con la sensibilità contemporanea sul benessere animale, sottolineando come l’iniziativa tratti l’animale “a tutti gli effetti come un bene mobile”, riducendolo a oggetto di una vincita. “È inaccettabile che nel 2026 si organizzino ancora eventi di questo tipo, che veicolano un messaggio diseducativo e irrispettoso per la sensibilità attuale e per tutti coloro che riconoscono il valore di ogni forma di vita”, ha dichiarato il presidente di Oipa Italia, Massimo Comparotto. Per questo motivo, l’ufficio legale dell’organizzazione ha inviato una diffida formale al Comune di Calatafimi Segesta e alle autorità competenti, chiedendo l’annullamento o la modifica dell’iniziativa.
Giuseppe Avila, presidente dell’associazione ceto Massari, replica sottolineando la legittimità dell’iniziativa. “Il vitello non è un animale d’affezione, quindi non vietato dall’art.12 della legge regionale siciliana n.15/2022, comma 5, lett. d“, spiega. Questa norma proibisce cani, gatti e simili come premi in sagre, lotterie e fiere, ma non bovini. “Il sorteggio rispetta le regole sul benessere animale e la sicurezza pubblica; il ricavato finanzia la festa patronale“, assicura Avila. L’associazione ceto Massari custodisce da più di cinque secoli la devozione e la fede e nello stesso tempo ci sono tutte le autorizzazioni amministrative e sanitarie per una festa che viene ripresa dopo 14 anni di stop.
Il sindaco Francesco Gruppuso per chiarire la posizione dell’amministrazione comunale. “Comprendo le sensibilità espresse da alcune associazioni e cittadini sul tema della tutela degli animali, che rappresenta un valore importante e condivisibile”, afferma il primo cittadino. Che aggiunge: “Tuttavia, è necessario attenersi al quadro normativo vigente: allo stato attuale, la normativa nazionale e regionale non vieta il sorteggio di un animale vivo non di affezione, purché siano rispettate tutte le disposizioni in materia di tutela e di benessere animale, trasporto e detenzione. L’assegnazione di animali non di affezione nell’ambito di manifestazioni popolari non costituisce di per sé un illecito, né può essere automaticamente qualificata come pratica lesiva della dignità animale, se effettuata nel rispetto delle regole e delle condizioni di tutela previste”.
Motivi per i quali, evidenzia Gruppuso, “l’amministrazione comunale non ha il potere di impedire lo svolgimento del sorteggio, in assenza di violazioni di legge”. Il sindaco sottolinea, inoltre, “che in relazione al sorteggio e al rispetto delle regole da parte degli organizzatori, sono stati preventivamente interessati e informati tutti gli organi preposti ai controlli e alla vigilanza, compreso il garante della tutela degli animali, al fine di assicurare che l’iniziativa si svolga nel pieno rispetto delle regole e con le dovute garanzie”. Pertanto, conclude il sindaco, “l’amministrazione comunale ribadisce il proprio impegno verso la promozione di iniziative che valorizzino le tradizioni del territorio, garantendo al contempo il rispetto delle norme e della sensibilità collettiva, e, allo stesso modo, si riconosce la legittimità del dibattito pubblico sul tema del benessere animale, ma si invita a evitare rappresentazioni unilaterali o non supportate da elementi giuridici, che possano generare disinformazione”.