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Trapani – “Essere selezionata e nominata portatrice della Fiamma Olimpica è una emozione unica. Farlo nella mia città è bellissimo”.
A parlare è Angela Grignano, lei è una delle 10.001 persone con storie straordinarie italiane selezionate come tedofori della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026.

La storia di Angela Grignano è di quelle che non si possono non raccontare, perchè straordinarie. Angela il 12 Gennaio 2019 era a Parigi, in Rue de Trévise, 9° arrondissement della capitale francese, quando una fuga di gas provocò una esplosione che causò 4 morti e centinaia di feriti tra i quali gravemente anche Angela, che ha visto distrutto il suo futuro nella danza. Angela però dopo dieci interventi chirurgici, finalmente quest’anno ha messo da parte la stampella con la quale da tempo eravamo abituati a vederla. E proprio in coincidenza con questo è arrivata la nomina a tedoforo.

Angela raccontaci della candidatura.
“Un mio amico mi aveva già candidato a Parigi, ma nonostante avessi passato tutte le selezioni non sono mai stata chiamata. Sempre su suo suggerimento il mio amico ha inviato la mia candidatura per Milano Cortina 2026. Ma ero convinta che anche qua non andasse a buon fine. Invece qualche mese fa è arrivata la mail. Non ci avevo fatto caso poi quando l’ho letta ero assieme ai miei genitori e ci siamo emozionati”.
“Ciao Angela Grignano. Sei pronta ad entrare nella Storia dei Giochi? Congratulazioni. Sei stata scelta come Tedoforo del viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026. Sarai uno dei 10.001 protagonisti che attraverseranno l’Italia. …
Ma tu Angela cosa hai scritto di te per convincere il team olimpico.
“Ho scritto la mia vicenda, chi sono. Come l’ho affrontata insieme alla mia famiglia, di come abbiamo sperato fino alla fine. Dei sacrifici. Di come grazie alla nostra determinazione, alla mia e dei medici e dei chirurghi siamo riusciti a raggiungere risultati straordinari e incredibili. Dopo dieci interventi quest’anno sono riuscita a tornare a camminare bene. E quindi vale di più questa nomina e tutto questo mi emoziona. Riuscire portarla il 15 dicembre a Trapani è ancora più bello, perchè è la mia città ed ha un significato grandissimo. Ho spiegato perchè voglio portare la Fiamma Olimpica. Intanto per me, come segnale di riscatto, per essere riuscita a rialzarmi, nonostante tutto. Ma questa Fiamma che pesa un chilo e mezzo, peserà molto di più. Io la porto anche a nome delle quattro persone morte nel mio incidente. Ma soprattutto per i due pompieri, che erano la per salvare altre vite, ai quali penso ogni giorno e mi danno la spinta giusta per poter affrontare la giornata. Penso sempre di essere più fortunata che sfortunata. Io ho avuto la possibilità di scegliere di rialzarmi, loro questa possibilità non l’hanno avuta.
Hai detto “mi sono rialzata” questo grazie a tante persone
“Si, e quella torcia la porto anche per la mia famiglia. Mi sono stati vicini quando soffrire ma sono stati il mio supporto e a loro mi sono appoggiata. La porto per tutte le persone che hanno sofferto nel mio incidente. Anche loro hanno fatto i conti con la disabilità, con le ferite esterne ed interne. La prorto per tutte le persone che ho incontrato nella mia vita in questi sette anni in cui ho fatto riabilitazione. Ho toccato con mano la sofferenza degli altri ed ho cercato di trarre ispirazione da ogni storia, per diventare sempre più forte. Vedi, io vengo scelta come portatrice a nome di tante persone che ho incontrato e che mi hanno lasciato qualcosa… e la porto anche per loro. Per tutti quelli che soffrono ma combattono, alcuni vincono, altri no. Per me la Fiamma è vita, l’audacia di questa Fiamma ci spinge ad essere più forti, perchè la vita merita di essere vissuta appieno”.
Saranno 60 le città di tappa e oltre 300 i comuni che accoglieranno la Fiamma lungo i suoi 12.000 km di viaggio: un mosaico unico di territori, storie e comunità che, tappa dopo tappa, darà vita a una celebrazione nazionale diffusa. Il 15 dicembre farà tappa a Trapani.