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    A Pizzolungo, la comunità unita nel ricordo e nell’impegno
    Con Libera, Erice rinnova la scelta della legalità e della responsabilità
    Redazione2 Aprile 2026 - Cronaca
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    Erice – Si è conclusa questa mattina, al Parco della Memoria, la manifestazione “Non ti scordar di me”, promossa dal Comune di Erice insieme a Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, per fare memoria delle vittime della Strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985, Barbara Rizzo e i suoi gemellini Giuseppe e Salvatore Asta, e rinnovare l’impegno civile contro ogni forma di mafia. Un attentato che aveva come bersaglio il giudice Carlo Palermo che, in quegli anni, indagava sugli affari sporchi della mafia trapanese.

    Un appuntamento che, negli anni, è diventato un momento fondamentale per il territorio, capace di unire istituzioni, scuole e cittadini in un percorso che è insieme riflessione, testimonianza e assunzione di responsabilità.

    La cerimonia si è svolta in un clima di profondo raccoglimento, attraversato da una partecipazione autentica e sentita. Il Parco della Memoria si è trasformato ancora una volta in uno spazio vivo, in cui il ricordo delle vittime innocenti di mafia si è intrecciato con le voci del presente, con gli sguardi dei più giovani e con la volontà condivisa di non lasciare che la memoria si affievolisca.

    Particolarmente intensa la testimonianza di Margherita Asta, che ha saputo toccare corde profonde, ricordando come dietro ogni nome ci siano storie, affetti e vite spezzate che chiedono ancora giustizia e verità. Nel suo intervento ha richiamato il valore del rispetto delle regole, anche nelle azioni più semplici della quotidianità, come fondamento indispensabile non solo per la convivenza civile, ma per costruire un futuro libero da ogni logica mafiosa.

    Nel corso dell’iniziativa si sono alternati interventi istituzionali e momenti di riflessione condivisa. La presenza attiva dei giovani, protagonisti dell’intero percorso, ha dato senso e prospettiva a una giornata che non vuole essere soltanto commemorazione, ma costruzione concreta di un futuro diverso. Il loro coinvolgimento nelle diverse attività – dal concorso giornalistico alla rappresentazione teatrale, fino al processo simulato sulla Strage di Pizzolungo – ha rappresentato uno dei segni più significativi di questa edizione.

    La mattinata si è conclusa con un momento di raccoglimento collettivo, semplice e intenso, nel quale il silenzio ha restituito il significato più profondo della giornata: ricordare per non restare indifferenti, ricordare per continuare a costruire.

    Il sindaco Daniela Costa

    «Ogni anno questo momento riesce a toccarci nel profondo, ma non possiamo permettere che resti solo emozione. Non ti scordar di me” è un richiamo forte, quasi un sussurro che diventa voce collettiva. Ci chiede di ricordare, sì, ma soprattutto di scegliere. Scegliere ogni giorno da che parte stare, anche quando è più difficile, anche quando sembra più comodo voltarsi dall’altra parte. La memoria che coltiviamo qui, insieme a Libera, non è mai fine a se stessa: è una memoria che interpella le nostre coscienze, che ci chiede coerenza, che ci chiede di essere esempio per i più giovani. Guardare i ragazzi che hanno partecipato in questi giorni, ascoltarli, vederli così presenti e consapevoli, ci dà la misura di quanto sia importante continuare su questa strada. Abbiamo il dovere di consegnare loro non solo il racconto di ciò che è stato, ma anche gli strumenti per costruire una società più giusta. E questo significa esserci, ogni giorno, con gesti concreti, con scelte chiare, con un impegno che non arretra. La memoria, se è vera, diventa responsabilità. E noi questa responsabilità vogliamo assumercela fino in fondo, come comunità».

    «La collaborazione con Libera – ha aggiunto   si conferma anche quest’anno fondamentale, perché contribuisce a dare profondità e continuità a un percorso che va ben oltre la singola giornata. “Non ti scordar di me” è il punto di arrivo di un lavoro condiviso, portato avanti con impegno dagli uffici comunali che desidero ringraziare, insieme a tutte le realtà coinvolte. Un percorso che si sviluppa durante tutto l’anno attraverso attività educative, incontri e momenti di confronto legati alla storia del nostro territorio e rivolti in particolare alle nuove generazioni. Un ringraziamento sentito va a Margherita Asta, per la forza della sua testimonianza e per il contributo prezioso che continua a offrire, soprattutto ai più giovani, nel tenere viva una memoria che diventa impegno quotidiano. Un saluto particolare al dott. Carlo Palermo, oggi assente per motivi di salute, ma sempre presente negli anni».

    Sono intervenuti il  sindaco di Erice Daniela Toscano, il prefetto Daniela Lupo, il presidente del Tribunale di Trapani Alessandra Camassa, il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e Margherita Asta. Presenti il deputato regionale Cristina Ciminnisi, i sindaci di Buseto Francesco Poma, Custonaci Fabrizio Fonte, Paceco Aldo Grammatico e il vicesindaco di Valderice Anna Maria Mazzara e di Castello d’Argile, Comune gemellato, Tiziana Raisa. Hanno preso parte alla cerimonia le massime autorità civili, militari e religiose del territorio. Presente anche il componente della scorta del giudice Carlo Palermo, Totò La Porta, ed i familiari degli altri componenti (che, si ricorda, erano Raffaele Di Mercurio, Nino Ruggirello e Rosario Maggio).

    Si chiude così un’edizione che lascia un forte segno, soprattutto per il coinvolgimento dei giovani, e che rinnova un impegno che il Comune di Erice, insieme a Libera e a tutte le istituzioni coinvolte, continuerà a portare avanti con convinzione e determinazione.

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