Attualità
Marsala – Si chiama “Operaicidio”: un neologismo, oggi inesistente, per definire la strage infinita del lavoro che uccide. E’ il libro scritto a quattro mani da Bruno Giordano e Marco Patucchi. Sarà presentato a Marsala sabato mattina alle 10, presso il Complesso Monumentale San Pietro. Saranno presenti il sindaco Massimo Grillo, il presidente del Tribunale Alfonso Malato, il procuratore della repubblica Fernando Asaro, il presidente degli avvocati Giuseppe Spada, il presidente della sottosezione ANM di Marsala Giuseppe Lisella, l’avvocato Adele Pipitone, presidente del CPO di Marsala. Gli autori: Bruno Giordano e Marco Patucchi. Modera il giornalista Rino Giacalone.

Attraverso una sorta di “semantizzazione”, i vari capitoli dell’opera sono impostati come voci di un dizionario enciclopedico che spiega il significato sociale, economico, umano (privato e pubblico), le cause, i costi, le soluzioni possibili e le responsabilità (anche politiche) di una guerra civile che nessuno sa o vuole vincere. In Italia la media è di tre morti di lavoro al giorno, e di un infortunio al minuto, senza contare i casi nascosti del lavoro nero. L’opera contrasta e supera un racconto meramente numerico e cronachistico, a favore di una visione allargata che contempla anche proposte concrete di intervento e riforma. Guardando inoltre al versante oscuro degli infortuni che quasi mai vengono denunciati; alle morti da amianto; alla responsabilità dell’informazione per il linguaggio usato nella cronaca; ai silenzi di Stato del sistema radiotelevisivo pubblico; ai fatti dolosi in un lavoro tanto irregolare da diventare criminogeno; allo sfruttamento del caporalato; alla perdita di memoria, agli orfani e ai coniugi dimenticati; alla evidente inconcludenza di percorsi giudiziari che si prolungano troppo e si spengono quasi sempre in assoluzioni o prescrizioni. Una tragedia spesso definita erroneamente come fatalità o fenomeno, mentre è assenza di coscienza e di senso di colpa. Parallelo al cuore analitico e polemico del libro, un secondo piano narrativo che lo accompagna e, in un certo senso, lo incarna: la Spoon River delle vite invisibili dei morti di lavoro. Passioni, affetti, emozioni di chi è caduto nella trincea di questa “guerra minore”.