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    Ritardi negli esiti istologici a Trapani, i legali delle persone offese: «Nessun riscontro sui ristori ma neppure scuse»
    Laura Spanò8 Ottobre 2026 - Cronaca
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  • asp di trapaniCronaca

    Trapani – A quasi due anni dalla prima denuncia, la vicenda dei ritardi nella comunicazione degli esiti istologici nel Trapanese continua ad essere al centro dell’attenzione. A parlare, attraverso una nota, sono i legali che assistono le persone coinvolte, parti offese nella vicenda. Secondo quanto riferiscono, nonostante i ripetuti inviti rivolti all’Azienda Sanitaria di Trapani per avviare un’interlocuzione sui ristori destinati alle famiglie, ad oggi non sarebbe arrivato alcun riscontro.

    Una situazione che, secondo i legali, si aggiunge all’assenza di formali scuse rivolte ai cittadini che hanno subito le conseguenze dei ritardi. Ma non è solo una questione di risarcimenti. Gli avvocati chiedono che venga fatta chiarezza sulle misure adottate per garantire la sicurezza dei percorsi diagnostici e impedire che episodi analoghi possano ripetersi. La richiesta è quella di un confronto serio e concreto con l’ASP e con le istituzioni politiche territoriali. Per i legali, la tutela della salute dei cittadini impone trasparenza, tempestività e soprattutto una piena assunzione di responsabilità. Gli avvocati fanno sapere che continueranno a tutelare i propri assistiti nelle sedi competenti, auspicando che non solo l’Azienda Sanitaria, ma anche le istituzioni politiche territoriali vogliano finalmente avviare un canale comunicativo serio e concreto sulle iniziative intraprese atte a garantire la piena sicurezza dei percorsi diagnostici, e sui ristori alle persone – cittadini, pazienti – rimasti danneggiati dai fatti tristemente noti.

    Lo scandalo dei referti istologici scoppiò grazie alla coraggiosa denuncia di Maria Cristina Gallo, l’insegnante di Mazara scomparsa un anno fa. Maria Cristina si era fatta portavoce di una battaglia di civiltà, denunciando i gravi ritardi nella consegna dei referti, che hanno avuto conseguenze drammatiche sul proprio percorso di cura.

    Intanto la città si prepara a ricordare la professoressa con una giornaa commemorativa a lei dedicata. 

    A un anno dalla prematura scomparsa di Maria Cristina Gallo, Mazara del Vallo si prepara a ricordare la docente con una Giornata Commemorativa dedicata alla sua memoria, ma anche alla battaglia per il diritto alla salute che ha segnato gli ultimi mesi della sua vita.

    Il momento centrale dell’iniziativa, in programma sabato 10 ottobre, sarà la tavola rotonda dal titolo “Nessuno deve essere lasciato solo”, una frase che sintetizza lo spirito della battaglia portata avanti da Maria Cristina Gallo e oggi raccolta dall’associazione C.R.I.S. – Maria Cristina Gallo Odv, nata pochi mesi fa proprio dalla sua vicenda.

    Gallo aveva atteso per otto mesi un referto istologico, ottenuto soltanto dopo un’azione legale, quando la malattia era ormai in fase avanzata. La sua denuncia, insieme all’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Giorgio Mulè, Vice Presidente della Camera dei Deputati, contribuì a portare alla luce una situazione più ampia: nella provincia di Trapani erano oltre 3.000 i referti istologici non consegnati.

    Alla tavola rotonda prenderà parte lo stesso Giorgio Mulè, autore dell’interrogazione parlamentare sulla vicenda. Tra gli ospiti anche il dottor Luigi Cajazzo, Direttore Generale dell’ASST Spedali Civili di Brescia, che offrirà un contributo tecnico sulle criticità gestionali della sanità pubblica e sulle misure necessarie per garantire concretamente il diritto alla salute.

    L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare il dolore per la perdita di Maria Cristina in un impegno civile. Non soltanto un momento commemorativo, dunque, ma un’occasione di confronto sulle responsabilità e sulle possibili soluzioni affinché situazioni analoghe non si ripetano.

    A promuovere questo percorso è Giorgio Tranchida, presidente di C.R.I.S. – Maria Cristina Gallo Odv e marito della professoressa Gallo. Dalla tragedia personale, Tranchida ha scelto di avviare un impegno pubblico per la tutela del diritto alla vita e alla salute.

    “È un incontro che vuol andare oltre il ricordo e trasformarsi in una concreta richiesta di responsabilità e cambiamento”, sottolinea Tranchida.

    La Giornata dedicata a Maria Cristina Gallo vuole così mantenere viva una battaglia che parte da una vicenda personale, ma guarda a un problema più generale: garantire a ogni paziente il diritto a ricevere in tempi certi le risposte necessarie per curarsi e impedire che ritardi, omissioni o disfunzioni possano compromettere il diritto fondamentale alla salute.

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