Cronaca
Castelvetrano – Disposta dal Tribunale di Trapani la restituzione di quattro opere che erano state sottoposte a sequestro a Gianfranco Becchina, per decenni figura di rilievo nel mercato internazionale dell’arte e dell’antiquariato.
Si tratta di un basamento in marmo di epoca ellenistico-romana, decorato con scene mitologiche, e tre anfore di età tardo-romana. Il provvedimento si inserisce nel solco della decisione già assunta dalla Corte d’Appello di Palermo, che aveva annullato il decreto di primo grado relativo al sequestro dell’intero patrimonio personale e societario della famiglia Becchina, disponendo la restituzione dei beni.
La Corte d’Appello aveva inoltre escluso definitivamente l’ipotesi centrale alla base della misura di prevenzione, secondo cui il patrimonio dell’imprenditore sarebbe stato riconducibile a proventi derivanti da attività illecite. In conformità a quanto stabilito dalla Corte d’Appello, il Tribunale di Trapani ha quindi disposto la restituzione delle quattro opere al loro legittimo proprietario.
Anche la Procura della Repubblica aveva chiesto la revoca del sequestro e il rigetto della proposta di confisca.
La misura di prevenzione nei suoi confronti era nata nell’ambito di accertamenti riguardanti presunti rapporti con ambienti mafiosi di Castelvetrano e ipotesi di traffico illecito di reperti archeologici. Le indagini che avevano dato origine alla richiesta di misure di prevenzione avevano riguardato anche l’ipotesi di rapporti economici tra Becchina e Matteo Messina Denaro. Nel 2018, tuttavia, la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo aveva chiesto e ottenuto l’archiviazione del procedimento penale.
Becchina è assistito dagli avvocati Francesco Bertorotta, Giovanni Miceli e Marco Lo Giudice.