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    Trapani. I carabinieri seguendo una indagine sullo spaccio di droga scoprono un presunto caso di corruzione allo Iacp
    Sono 13 le persone indagate a vario titolo. Le indagini dei carabinieri non riguardano in nessun modo l'attività amministrativa dell'Ente. 
    Laura Spanò16 Gennaio 2026 - Cronaca
  • Carabinieri TrapaniCronaca

    Trapani – C’è molto di più nell’indagine dei carabinieri del comando provinciale, coordinati dalla Procura di Trapani e che vede coinvolto anche un funzionario dell’Istituto Autonomo Case Popolari,  alcuni soggetti già noti perchè coinvolti in altre inchieste giudiziarie legate al mondo della droga e dove si parla anche di un vigile urbano di Erice. I militari dell’arma nel corso di indagini legate allo spaccio di droga a Trapani hanno scoperto anche un presunto caso di corruzione e falsi all’interno dell’Istituto Autonomo Case Popolari.

    Le indagini dei carabinieri non riguardano in nessun modo l’attività amministrativa dell’Ente. 

    Vicenda Iacp

    Tra i nomi spunta quello di Giuseppe Marino, funzionario dell’ente, accusato di aver pilotato pratiche e volture in cambio di utilità. Marino, in qualità di dipendente dello IACP e affidatario delle pratiche di regolarizzazione, avrebbe agito come “regista” di un sistema volto a favorire l’occupazione abusiva di alloggi popolari. É accusato di avere attestato falsamente la regolarità di diverse pratiche di voltura e subentro, pur sapendo che i requisiti di legge erano inesistenti. In un caso documentato dagli inquirenti, il funzionario avrebbe accettato come “compenso” cinque litri di olio per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio. Gli investigatori hanno accertato come il funzionario istruisse i privati su come aggirare i controlli.

    Gli episodi contestati riguardano immobili a Trapani, Erice e Santa Ninfa, diverse sono state le perquisizioni effettuate dai carabinieri. Marino avrebbe dichiarato di aver verificato con esito positivo le condizioni previste dalla legge, omettendo di segnalare che gli alloggi erano stati ceduti arbitrariamente o occupati abusivamente da soggetti diversi dagli assegnatari originali. A Erice, un alloggio sarebbe stato “venduto” tra privati per 5.000 euro, con il funzionario che avrebbe poi preordinato la documentazione necessaria per sanare la posizione degli occupanti abusivi.

    Sono 13 gli indagati, tra questi anche nomi già noti alle cronache giudiziarie come Ivan Randazzo e Salvatore Ciaramita (classe 1967). Tutti sono accusati a vario titolo, di corruzione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, fino all’occupazione abusiva di edifici. Il Gip, Samuele Corso, ha fissato per il prossimo 20 gennaio 2026 gli interrogatori che permetterà agli indagati di difendersi prima dell’eventuale applicazione di misure cautelari.

    Vicenda Vigile Urbano

    Ma all’interno dell’inchiesta come dicevamo ci sta anche la vicenda che vede coinvolto un vigile urbano di Erice che si presenta a casa di Ivan Randazzo all’epoca ai domiciliari per fargli avere i volantini elettorali della moglie candidata al consiglio comunale di Erice, era il 5 maggio del 2022.

    E poi ci sono i vari passaggi legati alla figura di Ivan Randazzo che per eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale ha intestato fittizziamente una serie innumerevole di beni a persone a lui vicine. Si parlain particolare di intestazione fittizzia di numerose auto di grossa cilindrata. Per alcune il valore supera i 90 mila euro,  ma anche di un Bar e di una tabaccheria.

    Ma ci sono anche le numerose cessioni di droga che hanno coinvolto altri soggetti e come figura centrale c’era sempre Randazzo e altre persone indagate, ci sono anche i proventi della vendita di droga decisi in carcere tra Randazo e un altro detenuto Mario Pace, pure indagato. Indicazioni queste che venivano suggerite dallo stesso Randazzo nel corso dei colloqui in carcere, alla moglie.

     

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