Politica
Trapani – Di Rino Giacalone – Oggi a Palazzo Cavarretta è prevista una riunione di maggioranza, mentre ieri si è consumata l’ennesima seduta d’aula “vinta” al solito dall’opposizione che ha portato a ben due sospensioni e infine al rinvio ad oggi alle 17. Un lungo elenco di delibere da discutere legate al riconoscimento di debiti fuori bilancio, nessuna affrontata, zero approvazioni. È andata in scena la solita esposizione di interrogazioni che vengono usate come vetrine dalla minoranza poi la tattica delle richieste di prelievo, ossia di non seguire l’elenco dell’ordine del giorno, per ritardare l’andamento dei lavori, infine il caos innescato da una strumentale alzata di scudi della destra su temi come quelli contro l’omofobia che dalla destra sono stati sempre distanti. Prima invece la discussione sul genere femminile da riconoscere alla carica istituzionale quando è una donna a ricoprirla: la Meloni si fa chiamare presidente del consiglio al maschile, quindi stessa regola a Palazzo Cavarretta dice non si dice consigliera ma consigliere comunale. Ma tutto questo per fare ostruzionismo.
Ma a colpire è stato il siparietto tra l’assessore La Porta e il presidente del Consiglio Mazzeo. A La Porta è notorio che non piace la conduzione dell’aula da parte di Mazzeo, tra i due ci sono stati screzi ma ieri La Porta ha alzato i toni parlando di una imminente mozione di sfiducia al presidente, non è super partes.
Parlare di mozione di sfiducia non è stata cosa intelligente , è stato come parlare di corda in casa dell’ impiccato. In aula è da tempo ricorrente la mozione di sfiducia contro il sindaco, a tenere in piedi la maggioranza è il gruppo di Trapani Tua “intimi” del leghista (UDC) Turano, gruppo del quale Mazzeo è autorevole esponente. E la replica di Mazzeo non si è fatta attendere. Ha risposto a La Porta ma parlando a Tranchida. I tempi di attesa per rimettere in sesto la Giunta con il rimpasto attesi da mesi, sono scaduti, ma il sindaco deve riuscire a fare la vice grossa con la sua maggioranza.
Nel suo comunicato Mazzeo, respinge con fermezza e sdegno le gravi e inaccettabili dichiarazioni dell’assessore comunale Peppe La Porta, “che ha scelto di attaccare personalmente la Presidenza del Consiglio comunale nel maldestro tentativo di scaricare su altri responsabilità che sono esclusivamente politiche e amministrative della Giunta di cui fa parte. Attribuire al Presidente del Consiglio comunale una presunta incapacità di far funzionare i lavori d’aula, solo perché l’opposizione , esercitando diritti pienamente legittimi previsti dal regolamento consiliare, ha utilizzato lo strumento delle proposte di prelievo, è un’affermazione non solo tecnicamente errata, ma politicamente scorretta e istituzionalmente pericolosa. Il Presidente del Consiglio non è il “capo” dell’opposizione né il garante della tenuta numerica della maggioranza, ma il custode delle regole democratiche e del corretto svolgimento del confronto consiliare.
Se una maggioranza non è in grado di reggere il dibattito politico, di mantenere il numero legale o di assicurare la presenza dei propri consiglieri in aula, la responsabilità non può e non deve essere scaricata su chi, per ruolo, è tenuto a garantire imparzialità e rispetto delle regole”.
Ma Mazzeo ha aggiunto altri. A dimettersi semmai dovrebbe essere La Porta.
“Sconcertante è che tali lezioni provengano da uno degli assessori politicamente e amministrativamente più fallimentari che la città di Trapani abbia mai conosciuto. La gestione del settore cimiteriale, affidata all’assessore La Porta, versa da tempo in uno stato di degrado indegno di una città civile: abbandono, incuria e mancanza di rispetto verso i defunti e le loro famiglie rappresentano un fallimento che nessuna propaganda potrà mai nascondere. Chi ha ridotto un luogo sacro della città a simbolo di inefficienza e disinteresse avrebbe il dovere politico e morale di tacere, piuttosto che arrogarsi il diritto di criticare il funzionamento del Consiglio comunale e la figura del suo Presidente”.
Infine la stoccata al sindaco : “È bene inoltre ricordare, con dati oggettivi e non con slogan, che nel periodo in cui ho ricoperto l’incarico di Assessore alle Finanze, ho garantito in appena un anno e quattro mesi l’approvazione di tutti gli strumenti finanziari dell’Ente. Alla data della mia elezione a Presidente del Consiglio comunale, il 27 gennaio 2025, ha consegnato una situazione finanziaria ordinata, completa e rispettosa delle scadenze di legge.
Oggi, invece, la città assiste a un clamoroso arretramento: il rendiconto 2024, sebbene è l’intervenuto il commissario regionale , non è stato ancora approvato entro il termine del 30 aprile 2025 con impossibilità di applicare l’avanzo di amministrazione e il bilancio di previsione risulta ancora in uno stato di grave e colpevole ritardo. Altro che colpe del Consiglio comunale: qui siamo di fronte a un evidente fallimento politico della Giunta e degli assessori che la compongono. Le parole dell’assessore La Porta appaiono quindi come un maldestro tentativo di distogliere l’attenzione dalle proprie incapacità, attaccando una figura istituzionale che, al contrario, ha sempre dimostrato competenza, rigore e rispetto delle regole democratiche.
Il Presidente del Consiglio comunale non accetta lezioni da chi ha dimostrato di non essere all’altezza del ruolo ricoperto e continuerà a esercitare il proprio mandato con fermezza, autonomia e senso delle istituzioni, nell’interesse esclusivo della città di Trapani e dei suoi cittadini”.
Il primo segnale di crisi , è chiaro che Mazzeo attendeva lo spunto, La Porta inconsapevole ha servito l’occasione su di un piatto d’argento. Oggi pomeriggio si replica in aula.
Intanto ieri sera la consigliera comunale del Pd Marzia Patti ha tenuto a ricordare e chiedere un momento di raccoglimento per il “clochard” trovato senza vita sabato notte nell’area del Palazzetto dello Sport. Patti ha evidenziato come ad oggi l’assenza di risorse da parte dei Governi di Roma e Palermo, destinate a sostenere i servizi sociali nei Comuni, causa ulteriori disagi a coloro i quali sono considerati purtroppo come “ultimi”.
Una presa di posizione che ha irritato il consigliere comunale Maurizio Miceli di Fratelli d’Italia, che per difendere i Governi, espressione anche del suo partito, ha tacciato di strumentalità l’intervento dell’esponente dem.
Sempre ieri sera il consigliere Baldo Cammareri ha annunciato di rinunciare ai tutti i compensi dovuti per gli adempimenti legati alla sua carica consiliare, per il mese di Dicembre 2025. Le relative somme, ha chieso, vengano destinate a interventi di sostegno economico, iniziative per la comunità: “una iniziativa – ha spiegato – di sobrietà in un momento sociale complesso dal punto di vista economico. Decisione – ha concluso – che non influirà sull’impegno istituzionale che proseguirà – ha assicurato – con la solita riconosciuta intensità”.