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    Trapani, in viaggio per fare la chemio: donna si sente male in aereo
    Momenti di paura sul volo Pantelleria-Trapani in fase di atterraggio a Birgi. La signora è stata soccorsa da un infermiere del 118 che tornava a casa dopo il turno di lavoro
    Laura Spanò3 Marzo 2026 - Cronaca
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  • Ospedale SantAntonio AbateCronaca

    Trapani – Un aereo in fase di atterraggio, una donna che perde conoscenza, un infermiere che interviene senza esitare. È quanto avvenuto venerdì alle 7 del mattino sul volo Pantelleria-Trapani mentre stava per atterrare al Vincenzo Florio. Tra i passeggeri l’infermiere Giovanni La Grutta che aveva terminato il suo turno presso il 118 dell’isola e rientrava a casa.

    È in dormiveglia quando viene svegliato dal brusio, due file avanti a lui si è riunito un gruppo di passeggeri accanto a una donna che ha perso conoscenza. Si tratta di una paziente oncologica di Pantelleria, seguita da anni dall’Unità operativa di Oncologia dell’ospedale Sant’Antonio Abate, che ogni 21 giorni è costretta a raggiungere la terraferma per la chemioterapia in regime giornaliero, con rientro in serata a Pantelleria.

    La signora ha gli occhi chiusi, è molto pallida, suda e non risponde a nessun richiamo.

    La Grutta capisce la situazione. “La donna – racconta – presentava polso debole e quadro compatibile con episodio lipotimico verosimilmente legato a calo pressorio. Con l’aiuto di un passeggero l’abbiamo fatta distendere nel corridoio dell’aereo. Presentava polso debole e quadro compatibile con episodio lipotimico verosimilmente legato a calo pressorio. Ho indicato di sollevare gli arti inferiori e mantenuto il contatto verbale dalla posizione al capo della paziente. Dopo pochi minuti la signora ha ripreso coscienza, con progressivo miglioramento e polso più valido. Il personale di bordo, su mia indicazione, ha attivato i soccorsi mentre l’aereo era già in pista”. La signora poi è stata accompagnata in ospedale per la chemioterapia. In serata la paziente è tornata sull’isola.

    Le criticità dell’isola di Pantelleria

    Giovanni La Grutta è anche un sindacalista e non può fare a meno di intervenire su quanto accade a Pantelleria. “Ritengo doveroso evidenziare che la condizione dei pazienti oncologici dell’isola, costretti a viaggiare periodicamente per ricevere cure salvavita, rappresenta una situazione non più accettabile” – dice. E poi continua. “È necessario mettere in campo in tempi celeri soluzioni concrete: i farmaci chemioterapici possono essere preparati nelle UFA (Unità Farmaci Antiblastici); gli stessi potrebbero essere inviati a Pantelleria; personale sanitario dedicato potrebbe procedere alla somministrazione in loco con adeguata osservazione clinica. Parliamo di pazienti già fortemente debilitati che affrontano uno stress psicofisico significativo legato al viaggio, aggravato dalle condizioni post-chemioterapia e dal successivo rientro sull’isola. Pantelleria necessita di una sanità più presente e strutturata sul territorio”.

    La Grutta si sofferma sulle criticità dell’isola sul piano sanitario: “donne costrette a lasciare l’isola per partorire in assenza di punto nascita; i pazienti oncologici obbligati a spostarsi per le terapie; le carenze in alcune branche chirurgiche, nonostante l’impegno dei professionisti che garantiscono gli interventi urgenti non differibili. Si tratta – dice -di bisogni reali di una comunità che ha diritto a un’assistenza sanitaria adeguata, continuativa e prossima al territorio”.

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