Politica
Trapani – Il Consiglio comunale straordinario di ieri sera ha confermato ciò che si sapeva. L’amministrazione e la maggioranza restano legati e concordi sullo studio per la difesa della città dagli allagamenti presentato dall’ingegnere Simone Venturini, professionista apposta incaricato dopo l’ultima alluvione del 2022, l’opposizione invece lo ritiene eccessivo e pensa ad altro come ai canali di gronda a Erice.
Lo studio firmato dalla Technital dell’ing. Venturini per difendere la città dagli allagamenti, con buona pace della minoranza, prosegue quindi il suo percorso, se ne discute oggi nell’ufficio del commissario per il rischio idraulico in Sicilia. Conseguenza di ciò, la decisione dell’amministrazione comunale di ritirare dall’aula il documento preliminare al Piano Urbanistico Generale, che doveva andare in trattazione domani sera, per inserire all’interno del documento urbanistico un vincolo sull’area prospiciente la via Virgilio, attorno all’ex salina Collegio-Modica. Attorno a quest’area non si potrà costruire. Questi i fatti emersi dalla seduta consiliare straordinaria di ieri sera.
In aula è tornato l’ingegnere Venturini. Ad orecchie che forse non volevano sentire fino in fondo, ha detto come “Trapani vive una situazione a rischio, non possiamo aspettare l’evento tragico per intervenire”. E se la minoranza, con un ordine del giorno primo firmatario Maurizio Miceli, cita l’assenza di canali di gronda efficienti nel territorio di Erice, e a questi guarda come prima cosa da farsi, Venturini ha risposto che “questo è altrettanto urgente (Erice ha chiesto un finanziamento ndr), ma i canali di gronda assorbirebbero solo il 30 per cento delle portate, il resto è acqua che allaga la città. Oggi – ha avvertito – viviamo in una situazione altamente compromessa”.
Dunque il progetto Venturini va avanti, con la ipotesi del ripristino dei canali, anche a cielo aperto. Via Virgilio, Viale Regione Siciliana, via Fardella. Si è tanto disquisito ancora una volta sull’esistenza del canale Scalabrino, che raccoglieva le acque da Erice, sino al porto: l’ingegnere Amenta, capo Utc, ha portato in aula le prove che a sostenere l’esistenza fu anche la ditta (Immobiliare 5 Torri) che ne aveva garantito, a parole, la salvaguardia pur di ottenere quella licenza edilizia sul finire degli anni ’70, per l’impianto costruttivo che sorge nella via Virgilio. “E’ certo che il boom edilizio che ha riguardato Erice valle e Trapani negli anni ’70 – ha spiegato Venturini – sono stati la causa di allagamenti devastanti. E’ vero gli ultimi allagamenti non hanno per fortuna registrato vittime, ma pensate a quelle attività che si sono ritrovati sott’acqua a distanza ravvicinata nelle ultime due alluvioni, una terza non la sopporterebbero”.
In una opposizione dove a esternazioni talebane per fortuna si propongono ragionamenti politici, Maurizio Miceli (FdI) ha provato a trovare punti di convergenza con l’amministrazione e con la maggioranza, utilizzando una parola che però al sindaco Tranchida non piace tanto, “usiamo prudenza” ha detto Miceli. Il suo intervento a sostegno del documento presentato all’aula, ma poi non più votato, in attesa di un odg unitario di tutto il Consiglio, come ha chiesto la dem Marzia Patti, ha indicato un percorso: “Pensiamo ai canali di gronda di Erice, non credo sia difficile far ragionare insieme Trapani e Erice, facciamo realizzare quel pennello che porti le fognature del porto verso il depuratore di Nubia, alleggerendo le pompe di sollevamento di via Marsala, procediamo per tappe obbligate ed evitiamo di sconvolgere gli equilibri della città. Usiamo prudenza”. Dall’opposizione Guaiana, ex presidente del Consiglio comunale, ha poi chiesto attenzione a scaricare tutte le acque meteoriche al porto, perché si rischia di gravare su quei fondali parecchio risicati.
“Non sono disponibile – ha concluso Tranchida – a comprare canotti e salvagenti per proteggere i miei cittadini e questo nelle more, come dice qualcuno, di vedere cosa accade se piove di nuovo. In questi giorni di maltempo abbiamo rischiato, e non perché le pompe di sollevamento o le caditoie non hanno funzionato, ma perché il moto ondoso faceva da tappo agli sfoghi. Ci sono mutamenti climatici e lungo le coste che non possiamo far finta di non vedere. Non voglio essere domani complice di chi ieri e oggi si gira dall’altra parte”.
La prima parte dei lavori ha visto impegnato il presidente dell’aula Mazzeo ha mantenere quell’ordine saltato tra offese, urla e minacce, nella seduta del 7 febbraio. Il sindaco, destinatario di una richiesta di censura e che Miceli voleva fosse allontanato dall’aula, ha risposto sostenendo che le sue espressioni sono state sempre di critica politica, nulla di personale. Ha poi difeso il dirigente UTC Amenta interrotto nella precedente seduta senza tanta compostezza. Oramai è evidente che a sedere in Consiglio in alcuni dei banchi dell’opposizione, sono solo dei tifosi della caciara. La seduta di ieri lo ha dimostrato, mentre Miceli e Guaiana cercavano occasioni di confronto leale e democratico, altri hanno pensato a fuggire via. Mazzeo ha dunque il suo bel da fare per non far succedere qualcosa di peggio. Mentre c’è una città che cerca di guardare al futuro, nonostante le cassandre sempre in marcia