Politica
Trapani – Prende in prestito il titolo di un celebre romanzo di Camilleri, “La forma dell’acqua”, per disotterrare nuovamente l’ascia di guerra e preparare la seduta di domani sera del Consiglio comunale. Tranchida, non è uscito preoccupato dalla riunione consiliare di sabato mattina, finita tra urla e baccano, e molte parole fuori posto, riordina le idee e cita il libro di Camilleri, dove un omicidio viene adattato alle esigenze del potere locale dell’inventata Vigata, come l’acqua che prende forma a secondo del contenitore.
“E’ quello un racconto dove Trapani ci sta tutta – dice il primo cittadino – verbali di commissioni edilizie del tempo tanto a Trapani quanto ad Erice, prescrizioni del Genio Civile, di diffide (tardive?) di qualche Sindaco sul finire degli anni ‘70 od interrogazioni premonitrici di un Consigliere comunale, agli inizi degli anni ‘70. Tutto sistemato e adeguato a esigenze precise”. E’ un arco temporale segnato da alluvioni e in un paio ci sono stati anche dei morti, l’acqua che travolge tutto e che però sparisce dalle carte. Una cartina dell’800 ci fa vedere com’era la città, con le sue saline a portata di mano, e i canali che la difendevano dall’acqua che scendeva dalla montagna di Erice. Poi la città è cresciuta, nel dopoguerra la chiesa ha venduto i suoi possedimenti, i latifondisti, guarda caso tanti massoni e altri a servizio dei mafiosi, hanno lottizzato e fatto costruire, in quei luoghi dove l’acqua scorreva via senza far danni, una volta. Niscemi e tanti altri casi non ci insegnano nulla? La natura si riprende sempre quello che è suo, l’acqua non cambia i suoi percorsi. “Già – osserva Tranchida – l’acqua scorre ed il tempo passa ..ed alcune lottizzazioni hanno financo ingrassato taluni noti scaricando le spese in capo a tanti ignari cittadini trapanesi nel futuro, regolarmente ..sott’acqua”.
Bisogna tenere conto dei cambiamenti climatici, della montagna che non ha più le sue difese, violentata dagli incendi che hanno cancellato i boschi: “Hanno contribuito a rendere Trapani più vulnerabile, ma è risultato peggiore, l’intento di pianificare interessi, tutelare rendite e favorire speculazioni ha superato decenni di disattenzioni colpose ? o dolose ? ..meglio il quieto vivere e magari afferrare anche un pezzo di “sarda” alla trapanese!”.
Tranchida nel 2022 è alle prese con una città raccolta in eredità senza bilanci, deve gestire prima l’emergenza Covid e poi la post emergenza, a settembre la catastrofe dell’alluvione. In quel momento con il neo dirigente dell’Utc Amenta decide di mettere mano alla questione, “perchè la città si allaga?”. “Perché – sottolinea – nessuno si è mai preoccupato di capire e porvi rimedio. Anzi, alcuni spacciatesi di sinistra si rivelano ancor più sinistri, altri, a destra difendono con faccia tosta l’ indifendibile. L’unica reazione quella che Tranchida va fermato, ad ogni costo! ..forse forse aveva capito, analogicamente, che dove il filo dell’acqua non divide salda invece interessi e commistioni. Per volontà dei trapanesi e’ andata loro male.. e la loro “roba privata” a maggior ragione la vedono oggi pesantemente a rischio dall’analisi / studio cause effetti dei dissesti idrogeologici in città (ndr studio ingegnere Venturini). Tremano ..ma non è il freddo dei giorni della merla; barcollano ..ma non è lo spirare del noto vento trapanese; come struzzi provano a nascondersi dietro nuove candide vesti, ma rimangono i panni sporchi in bella vista. Provano a ricercare intese trasversali anche in ambiti professionali acquiescenti od a buttarla in caciara politica, e pensano di zittire chi prova a fare il proprio dovere. Poveri illusi! Cercheranno ancora larghe intese, per continuare a galleggiare, non curanti della storia, genesi, causa ed effetti di ben 7 alluvioni? Decine di morti e svariati milioni di danni a privati ed al pubblico … ma ancora una volta additano il tutto alla carenza di manutenzione alle caditoie? Facce di balata …per dirla alla trapanese! All’unisono dichiarano: il canale Scalabrino (quello che storicamente – proteggendo la città dagli allagamenti – portava le acque della pioggia da monte a valle) non esiste più, anzi non è mai esistito e qualora lo fosse stato ..nulla sappiamo e quel che peggio ..non vogliamo saperne nulla, robe passate ..dicono . Un po’ di pudore: dovrebbero almeno confessare di volerlo ancora una volta tombare ..come da tempo . Ma con la verità storica e documentale riesumata non potranno più farlo ..atteso che l’abbiamo scoperto”.
E quindi rilegge in chiave contemporanea “la forma dell’acqua” del maestro Camilleri. Montalbano, il dottor Pasquano, Mimì’ Augello, Fazio e Catarella, di improvviso si materializzano.
” Ecco – scrive Tranchida – questo è il punto! Il filo dell’acqua ritorna sempre (..e sempre, come prova storica, lo si trova a stagnare tra via Marsala, il passaggio a livello, via Libica e via Virgilio) perché le leggi della natura da sempre sono amiche dell’ambiente e le cicatrici lasciano tracce ..a chi vuol vederle e provare a capire ..per ricercare soluzioni e sanare storiche ferite in città . Il gattopardismo trapanese si contorce, si agita, ma la forma dell’acqua comincia a rivelarsi sorgente di verità storica e documentale, ma anche di responsabilità, seppur beneficiarie delle prescrizioni temporali , quanto meno politiche, etiche e morali . I loro affari, i loro inciuci e commistioni non fermeranno gli interessi dei trapanesi onesti. Ed oggi bisogna dire da che parte stare ed alla luce del sole. Foss’anche l’ultima battaglia politica della mia Amministrazione, non la baratto di certo per un futuro posto al sole. Da sempre rimango a difesa degli interessi pubblici delle comunità alle quali ho prestato giuramento di leale servizio, anche con scelte impopolari o scatenando nell’ultimo periodo anche le ire di distratti tifosi inizialmente affabulati, andando sovente controcorrente rispetto alla pax politica cittadina che tutto copre e avvolge, stritolando anche la speranza di un diverso futuro e di cambiamento. Trapani in cammino non si può fermare , ancor meno tornare indietro”.
Il sindaco ha diffuso le sue dichiarazioni anche sulla pagina social del Comune, raccogliendo però pochi consensi e tanti attacchi, promesse di futuri disvelamenti al contrario, e di segreti inviolabili che verranno violati.
Pochi si guardano attorno, al mare che da una parte avanza, e dall’altra parte una montagna disossata che invasa dalle acque che si infiltrano, potrebbe un giorno muoversi, come è successo a Niscemi. Tranchida ha fatto errori? Ma certamente, chi non sbaglia mai. Ma tra le fila dell’opposizione c’è chi vuol attribuire tutti i mali della terra all’amministrazione Tranchida? Libera di farlo, ci mancherebbe. Ma poi serve il buon senso, non la caciara, la baraonda. Servono armadi aperti e vuoti di scheletri. I prossimi passi sono chiaramente due, o ci limitiamo a gestire l’ordinario, chiudendo un occhio o tutti e due, oppure istituire un serio tavolo di confronto, su cosa bisogna fare. Per non raccontare un giorno di frane, allagamenti e…morti.