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    Palermo: traffico internazionale di droga. In manette 11 persone. Sequestrati 150 chili di stupefacenti
    Lo stupefacente veniva commercializzato su piattaforme on line
    Redazione30 Gennaio 2026 - Cronaca
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    Palermo – I finanzieri del comando provinciale di Palermo, nell’ambito di un’attività a contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, hanno arrestato 11 responsabili di traffico internazionale di stupefacenti. Altri 9 sono stati denunciati a piede libero. Nel corso delle operazioni i finanzieri hanno sequestrato 131 chili di hashish, 14 chili di marijuana e grammi 1,703 di “WAX” (resina di marijuana) tra le province di Palermo, Trapani e Catania. 

    Le indagini

    L’attività investigativa effettuata dalle fiamme gialle del gruppo Palermo ha avuto origine dopo una serie di controlli delle unità cinofile della compagnia di Palermo-Punta Raisi sui colli in transito presso gli hub di spedizionieri cittadini e i grandi centri di smistamento logistici, messi a sistema con il controllo dei social network.
    “È noto ormai come i giovani ricorrano sempre più all’utilizzo di canali social per ordinare e pagare lo stupefacente”.
    Questa informazioni sono state incrociate congiuntamente da militari della tenenza di Carini e del gruppo di Palermo, che hanno individuato alcune ricorrenze tra i vettori postali e dato così avvio alle attività di analisi sulla distribuzione dei plichi.

    L’acquisto dello stupefacente

    All’acquisto, non procedevano solo gruppi organizzati in grado di acquistare grossi quantitativi di sostanze stupefacenti (in un caso sono stati sottoposti a sequestro 35 kg di hashish in un unico pacco), ma anche singoli consumatori che si sarebbero affidati alla comodità dell’acquisto online. Complessivamente la droga sequestrata avrebbe avuto un valore al dettaglio di oltre 1 milione e mezzo di euro. Dalle indagini sarebbe emersa una nuova metodologia messo in atto  dai trafficanti. Gli stessi sarebbero stati in grado di fornire diversi e collaudati servizi a seconda dei quantitativi ordinati. Si poteva dunque spaziare tra varie qualità di sostanze psicotrope, selezionare modalità di protezione delle spedizioni attraverso tracker gps o sistemi di camuffamento come lo stoccaggio dello stupefacente in piccoli elettrodomestici e l’utilizzo di prodotti aromatici, come la polvere di caffè e incensi, per ingannare il fiuto dei cani antidroga. 

    A coordinare la Procura di Palermo

    Con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo, sono state eseguite 44 operazioni di riscontro che hanno fornito esito positivo permettendo il sequestro della sostanza stupefacente e in molti casi di risalire ai soggetti che ne avevano effettuato l’ordine dall’estero. Lo scenario operativo nel quale si sono mossi gli investigatori, partito con diverse perquisizioni nella provincia di Palermo e in seguito allargatosi a quelle di Trapani e Catania, ha portato alla luce un collaudato sistema di rifornimento che avrebbe sfruttato, tra gli altri, canali social privati e metodi di pagamento non rintracciabili. 

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