• Palermo
    Vicari. Due morti ed un ferito sulla Palermo Agrigento
    Le vittime sono morte nello scontro tra un furgone e un'automobile
    Redazione10 Novembre 2025 - Cronaca
  • Vicari. Due morti ed un ferito 1 Cronaca

    Vicari (Palermo) – Tragico il bilancio dell’incidente stradale avvenuto sulla Palermo-Agrigento nel territorio di Vicari. Due uomini, Francesco Celauro, di 40 anni, e Francesco Cascino, di 61 anni, sono morti nello scontro tra un furgone Iveco Daily e un’auto Peugeot.

    Vicari. Due morti ed un ferito 2

    Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno chiesto l’intervento di un elicottero per trasportare all’ospedale Civico un giovane di 26 anni, unico superstite dell’incidente.

    Gli agenti della polizia stradale di Lercara Friddi stanno facendo i rilievi per accertare le responsabilità dello scontro. La viabilità è interrotta nel tratto coinvolto dall’incidente per consentire ai poliziotti di eseguire i rilievi prima di procedere con la rimozione dei mezzi.





  • Trapani
    Trapani, 5 novembre 1976: l’alluvione che travolse la città
    Quando l’acqua travolse Trapani: la tragedia del 1976 che cambiò per sempre la città
    Redazione5 Novembre 2025 - Cronaca
  • Trapani alluvione 1976 Credit TrapaniNostra Cronaca

    Trapani – All’alba del 5 novembre 1976 Trapani si svegliò sotto un cielo nero e una pioggia che non voleva smettere. In poche ore cadde la quantità d’acqua di un mese intero. Le strade si trasformarono in fiumi, le piazze in laghi, i sottopassi in trappole. L’acqua ruppe gli argini e travolse tutto: case, negozi, automobili. Sedici persone persero la vita, decine rimasero ferite, centinaia furono costrette a lasciare le proprie abitazioni. La città rimase isolata, mentre i soccorsi lavoravano senza sosta per giorni.

    Quell’autunno era stato tra i più piovosi del secolo. I canali di scolo, vecchi e mai puliti a dovere, non riuscirono a contenere la piena. Le zone più colpite furono quelle tra via Fardella, piazza Martiri d’Ungheria, via Orti e l’area dell’ex lago Cepeo. Trapani scoprì allora la propria fragilità: una città costruita su terreni di antichi canali, dove la pioggia trova ancora oggi la memoria dei corsi d’acqua perduti.

    Chi c’era ricorda il silenzio dopo la tempesta, il rumore dei secchi, le mani sporche di fango. Gli studenti, le scuole furono chiuse, aiutarono a liberare le strade. In quelle giornate la città seppe reagire unita, mostrando un senso di comunità che resta un tratto profondo dell’identità trapanese. Negli archivi fotografici del web, e in particolare in quelli di TrapaniNostra, le immagini dell’alluvione testimoniano ancora oggi la forza e la dignità di una città che seppe rialzarsi.

    Da quella tragedia nacquero nuovi piani di sicurezza, opere di drenaggio, monitoraggi meteo e sistemi d’allerta. A quasi cinquant’anni di distanza, il 5 novembre 1976 resta una data scolpita nella memoria collettiva: il giorno in cui Trapani imparò a difendersi dall’acqua e a non dimenticare.





  • Palermo
    Donna muore investita da un pullman a Palermo
    E' la terza vittima a seguito di incidenti in Sicilia
    Redazione25 Ottobre 2025 - Cronaca
  • ambulance Cronaca

    Palermo – Ancora sangue sulle strade siciliane. Tre le vittime l’ultima si chiamava Grace Opoku ed aveva 25 anni. Il sinistro è avvenuto nel pomeriggio dopo essere stata investita da un pullman. La giovane è stata trasporta in codice rosso all’ospedale Buccheri La Ferla.

    La giovane è stata travolta da un mezzo di linea extraurbana. Un impatto violentissimo. Immediato l’arrivo dei soccorsi del 118 che l’hanno trasferita in ospedale. Ad eseguire i rilievi la polizia locale. Il mezzo è stato sequestrato.

    Stamane gli altri due incidenti a Lentini. La prima vittima un bracciante agricolo di 67 anni, Alexandru Suciu, di origine romena e residente a Licata, è morto dopo essere stato travolto da un autocarro all’interno di un fondo agricolo nelle campagne di Licata. Da una prima ricostruzione, il conducente del mezzo, un immigrato di 25 anni, durante una manovra non si sarebbe accorto del collega e lo avrebbe investito. Inutili i tentativi dei sanitari del 118 di rianimarlo.

    L’altra vittima un giovane centauro di 26 anni di Gela. L’incidente è avvenuto lungo la strada provinciale 67 San Michele, che collega Licata alla località marittima della Mollarella. Il giovane si trovava in sella alla sua moto Ducati R6 quando, per cause ancora in corso di accertamento, si è schiantato contro un’autobotte.

     





  • Siracusa
    Siracusa. Scontro tra due moto, tre le vittime
    Inutili i soccorsi
    Redazione7 Settembre 2025 - Cronaca
  • elisoccorso Cronaca

    Siracusa – E’ di tre morti il bilancio dell’incidente stradale verificatosi stamane sulla strada statale 124, che collega Palazzolo Acreide a Cassaro, in provincia di Siracusa

    Le vittime un 40enne della provincia di Ragusa, che viaggiava in sella di una Kawasaki Ninja,  ed ancora un 33enne e una 39enne della provincia di Catania, una coppia di Grammichele, che viaggiavano in sella ad un’altra Kawasaki. Immediati i soccorsi ma non c’è stato nulla da fare.

    Per il 33enne è giunto l’elisoccorso ma purtroppo è morto per le gravi ferite riportate.
    Ad effettuare i rilievi i carabinieri. Ancora incerta la dinamica.

    Il cordoglio del sindaco di Grammichele

    “Esprimo il mio personale profondo cordoglio – dice il sidaco di Grammichele Pippo Greco – della Giunta, del Presidente del Consiglio e di tutti i Consiglieri Comunali per il gravissimo incidente che ha coinvolto una coppia di Grammichele. Esprimiamo al figlioletto e a tutti i familiari le più sentite condoglianze”.

     





  • Agrigento
    Ancora morti sulle strade siciliane, due le vittime a Licata e Priolo
    Entrambe le vittime viaggiavano in sella a delle moto
    Redazione16 Agosto 2025 - Cronaca
  • elisoccorso Cronaca

    Licata (Agrigento ) – Due incidenti mortali hanno funestato questo sabato in Sicilia. A Licata è morto un motociclista, a Melilli  attorno a mezzogiorno è morto un altro motociclista di 19 anni.

    A Licata a morire è stato un 31enne, Calogero Domenico Cavaleri, ha perso la vita in un incidente stradale nei pressi della rotonda di Mollarella. L’uomo si trovava in sella alla sua moto quando per cause ancora da accertare si è scontrato con un’auto.

    Inutili i soccorsi, compreso l’intervento dell’elisoccorso.

    Nel siracusano, la vittima si chiamava Fabrizio Monti ed aveva 19 anni. Il ragazzo è morto a causa di un incidente stradale avvenuto lungo strada provinciale 95, tra Priolo e Melilli. Il ragazzo si trovava in sella ad una motocicletta quando per cause ancora da accertare, ha perso il controllo del mezzo ed è caduto e l’impatto sull’asfalto è stato molto violento. I soccorritori del 118, che però non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

     





  • Agrigento
    Ancora sangue lungo le strade siciliane, le vittime un 15enne ed una bimba di due anni
    Il primo incidente a Favara, l'altro sulla statale 514 «di Chiaramonte» a Licodia Eubea
    Redazione11 Agosto 2025 - Cronaca
  • ambulance Cronaca

    Favara (Agrigento) – Un quindicenne di Favara, è morto dopo avere perso il controllo dello scooter ed essere finito con violenza sull’asfalto. L’incidente nei pressi dello stadio comunale del paese.

    Samuele Messina era in sella al suo Piaggio quando per cause ancora da accertare ha urtato contro un marciapiede ed è finito rovinosamente a terra. Il ragazzo è stato trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio in condizioni disperate e i medici non hanno potuto fare nulla.

    L’altra vittima una bimba di due anni morta in un incidente stradale, che ha coinvolto due auto. Il sinistro è avvenuto sulla statale 514 «di Chiaramonte» a Licodia Eubea. Ancora in corso di accertamento la dinamica. I genitori della bimba versano in gravi condizioni. Lo scontro è stato tra un’auto, dove a bordo si trovava la famigliola originaria di Ragusa, e un minivan.





  • Catania
    Addio a Massimo, chef catanese morto a Santo Domingo
    Era partito per i Caraibi per inseguire il suo sogno
    Redazione10 Aprile 2025 - Cronaca
  • santo domingo Cronaca

    Santo Domingo – Una tragedia che ha spezzato vite e sogni. Martedì scorso, nella capitale della Repubblica Dominicana, il tetto della discoteca Jet Set è crollato all’improvviso, causando almeno 218 morti. Due gli italiani coinvolti. Uno di loro era catanese.

    Un catanese con la valigia piena di sogni

    Luca Massimo Iemolo aveva 48 anni ed era nato a Catania. Aveva studiato all’alberghiero e un anno fa aveva fatto le valigie per inseguire il sogno caraibico: lavorare come chef a Santo Domingo.

    Amava la cucina, ma anche la musica e il ballo: salsa e merengue erano la sua passione. Lo racconta con emozione Stefano Bonnici, un altro catanese, amico fraterno di Massimo: “Eravamo stati lì insieme solo due giorni prima del crollo. Quando ho saputo della tragedia mi sono precipitato. Ho visto con i miei occhi corpi estratti uno a uno dalle macerie. Uno strazio. Massimo era una persona generosa, forte, tenace”.

    L’abbraccio del suo ristorante

    A ricordarlo pubblicamente è anche il Sarah Restaurant, il locale dove lavorava a Santo Domingo. In un post su Instagram, lo staff ha espresso “profondo dolore per la perdita del nostro chef, Luca Massimo Iemolo, un professionista appassionato, dedito al suo lavoro, rispettoso e amato”.

    Un dolore che si allarga fino a Catania, sua città natale, dove la notizia ha colpito amici, parenti e conoscenti. Le sue radici siciliane erano forti e orgogliose, e anche se la vita lo aveva portato lontano, Massimo restava legato alla sua terra.

    Il bilancio della tragedia

    Le autorità dominicane parlano di un bilancio drammatico: almeno 218 morti, mentre 189 persone sono state estratte vive dalle macerie. Lo ha confermato Juan Manuel Mendez, direttore del Centro Operativo di Emergenza (Coe).

    Il disastro ha scosso l’intero Paese e anche la comunità italiana all’estero. La Farnesina ha confermato l’identità delle vittime e sta seguendo da vicino l’evoluzione delle operazioni di soccorso.

    Una perdita che fa rumore

    La morte di Massimo Iemolo non è solo una notizia di cronaca. È la fine di un sogno iniziato a Catania e spezzato troppo presto a Santo Domingo. È un ricordo che resterà vivo in chi lo ha conosciuto, nella sua città e tra le cucine che aveva saputo far vibrare con amore e talento.





  • Trapani
    Trapani accoglie la primavera della memoria
    Con Libera, la città si apre alla speranza e al futuro
    Redazione21 Marzo 2025 - Attualità
  • libera trapani Attualità

    Trapani – In questi giorni, grazie all’impegno di Libera, Trapani è diventata luogo di memoria viva. Una città che non dimentica, ma che soprattutto guarda avanti con coraggio. È questa la primavera della memoria, quella che unisce passato e futuro, dolore e speranza.

    Un vento nuovo soffia su Trapani

    Il ritorno della bella stagione coincide con l’arrivo di chi porta sulle spalle il peso di una perdita, ma nel cuore la forza del cambiamento. Familiari provenienti da tutta Italia sono giunti a Trapani per ricordare, ma anche per testimoniare che la giustizia e la verità sono ancora possibili.

    Nelle scuole, nelle piazze, tra le vie del centro, si respira una partecipazione diversa, autentica. Non è solo commemorazione, è impegno collettivo. È un popolo che si stringe attorno a chi ha sofferto, trasformando il dolore in energia positiva.

    Libera: memoria che genera futuro

    L’associazione Libera continua a essere un faro per chi crede in un Sud diverso. Le sue iniziative non si fermano al ricordo, ma coinvolgono i giovani, formano coscienze, costruiscono ponti tra generazioni.

    Il lavoro quotidiano di Libera a Trapani – come nel resto d’Italia – è il seme di un cambiamento profondo. I nomi delle vittime non restano scritti solo su un elenco: diventano storie, volti, esempi. E con loro, germoglia una nuova cultura della legalità.

    Un messaggio chiaro per il territorio

    Trapani ha bisogno di questi segnali. Ha bisogno di sentirsi parte attiva nella lotta alla mafia. E la primavera è il tempo perfetto per seminare nuove consapevolezze.

    Il messaggio che arriva da questi giorni è forte e semplice: c’è speranza. Perché c’è memoria. E dove c’è memoria, può fiorire anche il futuro.

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    Se anche tu credi in una Trapani diversa, fatta di legalità, giustizia e impegno, condividi questo articolo. Partecipa agli eventi promossi da Libera, segui il nostro giornale per non perdere aggiornamenti e storie di cambiamento.





  • Trapani
    Prosegue il cammino verso il 21 Marzo a Trapani
    Appuntamento il 4 marzo da Libera assieme all'Anpi per presentare il libro "Chi ha ucciso Pio La Torre? Omicidio di mafia o politico?"
    Redazione2 Marzo 2025 - Attualità
  • trapani pio la torre Attualità

    Trapani – Prosegue il cammino dell’associazione Libera verso l’appuntamento del 21 marzo, giornata dedicata al ricordo delle vittime innocenti delle mafie e che vedrà proprio a Trapani lo svolgersi dell’appuntamento nazionale. Prossimo appuntamento dei 100 passi verso il 21 marzo è l’incontro organizzato per il 4 marzo da Libera assieme all’Anpi, l’associazione nazionale partigiani d’Italia.

    Libera assieme all’Anpi

    Nell’aula dedicata al prefetto Fulvio Sodano, a Trapani, Palazzo D’Alì, i giornalisti Fabio Pace e Rino Giacalone dialogheranno con l’avvocato Armando Sorrentino autore col giornalista Paolo Mondani, del libro edito da Castelvecchi “Chi ha ucciso Pio La Torre? Omicidio di mafia o politico?”. Sono trascorsi 43 anni dalla barbara uccisione del deputato e segretario del Pci siciliano Pio La Torre. Chi sono stati gli autori? Si disse la mafia. Negli anni della sua attività di sindacalista, politico e parlamentare, Pio La Torre, un gigante della politica, di nemici ne ha incontrati tanti sulla propria strada. Gli ultimi quelli che hanno osteggiato la sua battaglia contro l’installazione dei missili a Comiso. Una sfida che ha trascinato centinaia di migliaia di persone, a partecipare alla grande manifestazione pacifista.

    Chi era Pio La Torre

    La Torre era “un trascinatore di popolo” e, quindi, da eliminare. Di Pio La Torre, del suo assassinio, insieme al suo autista Rosario Di Salvo, hanno scritto Paolo Mondani, notissimo giornalista, firma di punta di Report e Armando Sorrentino, militante politico nella sinistra e avvocato, che ha rappresentato la parte civile per i delitti politici di Reina (ex segretario DC), Mattarella, La Torre e Di Salvo.

    Oggi Sorrentino è un dirigente dell’ANPI, componente del coordinamento regionale dell’Associazione Nazionale Partigiani.

    L’appuntamento

    Martedì 4 marzo, alle ore 17.30, nella sala Sodano del Palazzo Comunale di Trapani, i giornalisti Fabio Pace e Rino Giacalone dialogheranno con Armando Sorrentino, che parlerà di Pio La Torre “uomo”, dei misteri che si celano riguardo alla sua morte, in un incontro voluto dalla sezione ANPI di Trapani ,nel quadro delle iniziative promosse da Libera “verso il 21 marzo”, data dedicata alla “ Giornata nazionale dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” .





  • Palermo
    Anniversario terremoto Belìce, Schifani: “Un dovere trasformare il dolore in speranza per un futuro migliore”
    A 57 anni da quel il sisma che colpì la Valle del Belice, ancora si parla di sviluppo
    Redazione14 Gennaio 2025 - Politica
  • belice 1968 Politica

    Palermo – Il 14 gennaio 1968 il violento sisma che devastò la Valle del Belìce. Nelle celebrazioni per ricordare le vittime si discute ancora dei ritardi nelle opere di ricostruzione in tutta la Valle che comprende 17 Comuni tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo. A 57 anni dal terremoto che sconvolse la Valle, in alcuni comuni mancano ancora le opere di urbanizzazione primaria, altri vuoti per via del grande esodo verso il nord soprattutto di giovani, con le case che si sono svuotate e l’agricoltura sempre più in crisi.

    Anche il presidente della Regione Renato Schifano ha voluto ricordare

    «Ricordiamo, con profonda commozione e rispetto, il cinquantasettesimo anniversario del tragico terremoto che colpì il Belìce nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, causando lutti e sofferenze che hanno segnato per sempre la storia della nostra terra. Quella tragedia non è solo un ricordo doloroso, ma anche un monito per tutti noi a non abbassare mai la guardia di fronte ai rischi naturali e a impegnarci costantemente per la sicurezza e il benessere delle nostre comunità».

    La regione siciliana al fianco del Belice

    Aggiunge Schifano: «La Regione è al fianco della popolazione di quella valle, custode della memoria di un territorio che ha saputo risollevarsi con dignità e determinazione. La catastrofe del 1968 ci ha insegnato l’importanza della solidarietà e della collaborazione. È nostro dovere, oggi più che mai, trasformare quel dolore in uno stimolo per costruire un futuro migliore per le nuove generazioni. Il mio pensiero va alle vittime di quella terribile notte, alle loro famiglie e a tutti coloro che, con impegno e speranza, hanno contribuito alla rinascita di questa terra».

     





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