Attualità
Milazzo (Messina) – Entra in servizio nei collegamenti con le Isole Eolie, una nuova imbarcazione della Liberty Lines. Si tratta della HSC Laura Sangiovanni, la nuova unità ibrida veloce impiegata da oggi nei collegamenti con le Isole Eolie.
La nave ha effettuato questa mattina, alle ore 7:55, la sua prima corsa di linea da Lipari verso Milazzo.
La HSC Laura Sangiovanni è l’ottava nave ibrida veloce realizzata per Liberty Lines ed è la penultima delle nove unità commissionate nell’ambito del più ampio e rilevante progetto di modernizzazione della flotta nella storia dell’Azienda, un impegno che sta facendo registrare un forte apprezzamento da parte degli oltre 3,5 milioni di passeggeri che ogni anno scelgono la Compagnia.
Queste imbarcazioni di nuova generazione – già operative nei servizi marittimi tra la Sicilia e l’arcipelago – definiscono un nuovo standard internazionale per questa tipologia di unità. Si tratta di navi che, vincitrici di numerosi riconoscimenti internazionali, garantiscono prestazioni elevate anche in condizioni meteomarine avverse, assicurano un livello di comfort superiore per i passeggeri ed inoltre contribuiscono in modo significativo alla riduzione dell’impatto ambientale nei territori di esercizio grazie alle numerose soluzioni tecnologiche adottate e alla possibilità di navigare in modalità elettrica in prossimità degli scali.
Solo l’avanzato sistema di trattamento dei gas di scarico consente, per ciascuna nave, una riduzione annuale fino a 20.000 kg di ossidi di azoto (NOx), un valore equivalente alle emissioni prodotte in un anno da oltre 30 autobus.
L’ingresso in servizio della HSC Laura Sangiovanni conferma l’impegno di Liberty Lines nel garantire un trasporto marittimo efficiente, sostenibile e di alta qualità, grazie a una flotta tecnologicamente all’avanguardia e alla professionalità degli equipaggi e del personale aziendale, nel pieno rispetto dei più rigorosi standard di sicurezza.
Attualità
Trapani – “La vicenda giudiziaria che ha riguardato Liberty Lines, così come il dissequestro e la revoca delle misure cautelari, è del tutto distinta e non può essere utilizzata come alibi per archiviare una questione politica e amministrativa che resta drammaticamente aperta”.
Lo dichiara con chiarezza il deputato regionale del partito democratico Dario Safina che nelle scorse settimane aveva chiesto un’adizione sulla vicenda in Quarta commissione all’Ars.
“Sulla questione -sottolinea Safina – non ci possono essere equivoci: ciò che noi poniamo al centro del dibattito è la necessità di un’iniziativa politica regionale forte e coerente, capace di garantire il rispetto rigoroso delle condizioni del bando, un controllo puntuale del servizio e un sistema di trasporti marittimi efficiente e all’altezza dei bisogni dei cittadini delle isole minori siciliane”.
“La Regione – prosegue il deputato Dem – non può limitarsi a prendere atto delle decisioni della magistratura. Deve invece assumersi fino in fondo la responsabilità di vigilare sull’esecuzione dei contratti, di stanziare risorse adeguate e di far rispettare le regole. È inaccettabile, ad esempio, che una corsa venga soppressa durante l’inverno per essere “recuperata” d’estate, così come è imprescindibile che, in caso di disservizi, sia sempre garantito un mezzo sostitutivo. Altrettanto fondamentale è che i controlli non siano affidati alla stessa società concessionaria, ma a un organismo realmente indipendente”.
“Parliamo di diritti essenziali e della qualità della vita di circa 35.000 cittadini che vivono nelle isole minori della Sicilia. A loro tutela – incalza – chiediamo di sapere cosa intenda fare concretamente il governo regionale. Per questo ribadiamo con forza la necessità e l’urgenza che si svolga l’audizione in Quarta Commissione dell’Assemblea regionale siciliana: non vorremmo che qualcuno pensasse che, con gli sviluppi dell’indagine giudiziaria, l’emergenza sia rientrata”.
“Non è così. L’emergenza non è cessata. Il servizio di trasporto marittimo continua a non funzionare in modo adeguato e, di fatto, si consente alle società di ottenere un vantaggio sproporzionato rispetto alla Regione. Questo non è accettabile”. E aggiunge: “Servono condizioni contrattuali equilibrate: le imprese devono legittimamente conseguire un utile, ma la Regione ha il dovere di massimizzare il beneficio pubblico delle convenzioni e dei contratti che stipula”.
“Su questo terreno non arretreremo di un passo. I trasporti marittimi sono una questione impellente, strategica e vitale per la Sicilia. E come tale va affrontata, senza sconti e senza distrazioni” conclude Safina.
Attualità
Palermo – Nessuno ne parla, ma il problema è grave ed esiste a sentire alcuni esperti del settore. Se ne discute in ambienti armatoriali e sindacali. Il nuovo traghetto Costanza I, finanziato dalla Regione, proprietà quindi della Regione, costruito nei cantieri navali di Palermo, dove le maestranze hanno dimostrato le proprie qualità e capacità, destinato ai collegamenti con le Pelagie, quando entrerà in navigazione a Lampedusa non potrà mai attraccare.
Eppure l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Aricò il giorno del varo del traghetto aveva parlato proprio di Lampedusa. Al momento essendo il porto confinante con la pista dell’aeroporto, le operazioni aeree di decollo o atterraggio sono impossibili se una nave è presente in porto, e quindi o si fa una cosa o non si fa un’altra. E questo a causa dell’altezza dei traghetti oggi in linea. Con Costanza I il problema è risolto. Si ma ne hanno risolto uno e ne è stato provocato un altro.
La nave di 140 metri di lunghezza pare non possa operare nel porto di Lampedusa, principalmente a causa della limitata dimensione del bacino portuale, che non può ospitare navi troppo grandi, e del pescaggio, che deve essere compatibile con la profondità dei fondali.
Il porto di Lampedusa è relativamente piccolo e non è attrezzato per accogliere grandi navi da crociera o mercantili di grandi dimensioni come quelle di 140 metri.
Il pescaggio (la parte immersa della nave) di una nave di 140 metri sarebbe significativo, e i fondali del porto di Lampedusa potrebbero non essere sufficientemente profondi per garantirne la sicurezza.
Manovrabilità: Per una nave così lunga, le manovre di ingresso, ormeggio e uscita dal porto sarebbero estremamente complesse e rischiose, data la ristrettezza degli spazi.
Cosa succede di solito:
A Lampedusa operano principalmente traghetti e navi più piccole adatte alla linea Porto Empedocle-Lampedusa-Linosa, che hanno dimensioni compatibili con le strutture portuali esistenti.
Le navi più grandi a Lampedusa di solito non entrano nel porto. Le Navi Tirrenia infatti ormeggiavano a Cala Pisana (Capo Grecale) dopo vari studi sulla costruzione della banchina. Incrociamo le dita e in bocca al lupo per il Comandante.
In sintesi, la dimensione di 140 metri è eccessiva per il porto di Lampedusa, rendendo l’operazione di una nave di queste dimensioni improbabile e pericolosa.
Economia
Trapani – La nave Simone Martini di Caronte & Tourist Isole Minori rientrerà in servizio domani sulla linea Trapani – Isole Egadi.
L’unità navale era stata sostituita dalla nave Caronte dopo il diniego delle spedizioni richiesto dalla Commissione Igiene e Sicurezza al Comandante della Capitaneria di Porto di Trapani. La decisione era stata immediatamente contestata dalla società armatoriale, che ne aveva chiesto la disapplicazione in autotutela.
Ieri, Caronte & Tourist Isole Minori ha inviato allo stesso Comandante (e, per conoscenza, al sindaco di Favignana, al Direttore Marittimo di Palermo, al Comando Generale delle Capitanerie di Porto e al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) la richiesta di sospensione temporanea del provvedimento “fermo e impregiudicato quanto richiesto con nota pari oggetto trasmessa nella giornata di ieri nel cui accoglimento si confida, in uno alle iniziative giurisdizionali che la scrivente si riserva di assumere”.
Ciò – si legge nella missiva – “considerate: la caratteristica di inevitabile temporaneità della soluzione tampone che abbiamo attivato nell’immediato (sostituzione della M/N Simone Martini con la N/T Caronte); l’urgenza di evitare, o comunque, attenuare al massimo i disagi alle comunità delle Isole Egadi e ai turisti che nel periodo estivo le raggiungeranno; l’altrettanto importante necessità di assicurare – in assenza di ridefinizione della vicenda in sede amministrativa e/o giurisdizionale – vitto adeguato ai marittimi che saranno impiegati nel servizio”. All’equipaggio saranno forniti da una primaria società di catering – ovviamente a norma e in possesso dei requisiti giuridici previsti – pasti qualitativamente e nutrizionalmente in linea con quanto previsto in materia dalla MLC.
L’Autorità Marittima trapanese ha risposto tempestivamente disponendo una proroga di 90 giorni.
“Intendiamo ringraziare il Comandante Guglielmo Cassone – ha dichiarato l’AD di Caronte & Tourist Isole Minori, Vincenzo Franza – per la sensibilità, la disponibilità e l’equilibrio con cui, ancora un volta, ha gestito situazioni di grande delicatezza nelle quali occorre contemperare la dialettica tra le parti sociali con gli interessi delle comunità delle isole minori e con la responsabilità della Pubblica Amministrazione”.
Politica
Favignana – Francesco Forgione, sindaco delle Egadi, esprime apprezzamento per la risoluzione approvata dalla Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, che sollecita il governo regionale a intervenire con urgenza per migliorare la sicurezza degli approdi e degli ormeggi nei porti delle isole minori.
«La manutenzione ed il miglioramento delle infrastrutture portuali delle isole minori siciliane, a cominciare dalla sicurezza degli approdi e degli ormeggi, a tutela di passeggeri ed equipaggi, non è più rinviabile. Questa risoluzione rappresenta il primo passo per colmare un grave vuoto amministrativo e garantire alle comunità locali e ai turisti infrastrutture portuali finalmente efficienti, sicure e adeguate ai flussi di traffico marittimo».
«Le condizioni dei piccoli porti, in particolare quelli delle isole minori – dice Ciminnisi -, sono emblematiche di un degrado che va ben oltre il problema estetico: parliamo di strutture insicure, inadeguate e, in molti casi, abbandonate a sé stesse. Non è più possibile accettare che i porti delle isole minori, una risorsa strategica per la Sicilia, siano abbandonati in queste condizioni. Ogni giorno di ritardo rappresenta un rischio per la sicurezza e un danno per l’economia locale e regionale».
La risoluzione pone all’attenzione del Governo, in particolare, carenze di manutenzione nelle infrastrutture legate all’attracco di aliscafi e traghetti (respingenti inadeguati, obsoleti e privi di manutenzione, bitte corrose, fondali poco idonei e non omogenei, illuminazione e segnaletica insufficienti, etc) con conseguente riduzione degli standard di sicurezza per passeggeri ed equipaggi.
Conclude il deputato: «è compito del Governo Regionale passare dalle intenzioni ai fatti e tradurre le parole in interventi finanziari per la manutenzione urgente e il risanamento delle infrastrutture portuali, per ripristinare gli standard di sicurezza, oggi ampiamente insufficienti, e infine per pianificare interventi ordinari e straordinari per migliorare in modo strutturale l’accessibilità e la funzionalità dei porti».