Cronaca
Trapani – I sindacati della polizia penitenziaria di Trapani, domani mattina visiteranno assieme ai segretari regionali il carcere Pietro Cerulli. Una visita che precede l’incontro previsto sempre per la mattina con il prefetto di Trapani, Daniela Lupo.
“La nostra visita di domani (30 luglio 2025) alle 9.30 al Pietro Cerulli assieme ai segretari regionali della Sicilia – dichiarano Gaspare D’Aguanno (Sappe) Manlio Pisciotta (Sinappe) Fausto Caruso (Osapp) Vito La Torre (Uil) Arcangelo Poma (Uspp) e Dario Schifano (Fns Cisl) – sarà propedeutica all’incontro che si terrà alle 12.30 di domani con Sua Eccellenza il Prefetto di Trapani Daniela Lupo, a cui consegneremo un quadro completo delle condizioni strutturali e numerico”
Ed ancora i segretari provinciali proseguono: “Depositeremo una lettera che i Magistrati di Sorveglianza di Trapani hanno inviato al Ministro Nordio e ai vertici del DAP di Roma, denunciando la condizione strutturale indecente sia del reparto “mediterraneo” che del “tirreno” convertito in isolamento dopo la chiusura del “blu”, ma ovviamente non ha la caratteristica specifica per tale finalità. Hanno scritto pure – concludono D’Aguanno, Pisciotta, Caruso, La Torre, Poma e Schifano – sulla pesante carenza di Polizia Penitenziaria, ma il DAP insiste a fotografare una realtà numerica che non esiste, esponendo esclusivamente i lavoratori a rischi penali, disciplinari e fisici per le continue aggressioni e ferimenti, poiché il numero di operatori è insufficiente a garantire ordine sicurezza e rieducazione, fermo restando che i lavoratori stanno assistendo all’annientamento dei diritti sanciti dal contratto”.
Cronaca
Enna – A poche ore dal grave evento accaduto nel carcere di Piazza Lanza a Catania, con un infermiere aggredito da un detenuto, altri tre gravi episodi sono avvenuti in altri penitenziari siciliani. Lo denuncia Calogero ‘Lillo’ Navarra, segretario per la Sicilia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
“Il primo e più grave evento, per fortuna sventato, è stata la tentata evasione di un detenuto straniero dal carcere di Enna. L’uomo è stato per fortuna catturato dagli Agenti nell’intercinta del carcere. A Caltanissetta, invece, attimi di forte tensioni si sono registrati sabato 10 maggio 2025 presso la Casa Circondariale, dove alcuni facinorosi detenuti hanno alimentano un’azione di rivolta con barricamento, distruzione degli arredi ed eventi incendiari, interessando il padiglione ove sono ubicati i detenuti appartenenti al circuito Media Sicurezza. La sommossa è stata generata e provocata da alcuni detenuti già noti per la promozione di altri eventi analoghi presso altre strutture penitenziarie, in segno di opposizione per l’esecuzione di una sanzione disciplinare nei confronti di un altro detenuto”.
Non ultimo episodio a destare le preoccupazioni del SAPPE è avvenuto a Trapani, da tempo realtà in cui si registrano episodi violenti tra le sbarre, dove “un poliziotto è stato vigliaccamente e proditoriamente ferito mentre effettuava la battitura delle inferriate: il collega è poi stato trasportato in autoambulanza al pronto soccorso con sospetto trauma cranico con necessità di diversi punta di sutura nei pressi dell’occhio”, conclude Navarra, che sollecita urgenti provvedimenti a livello ministeriale.
Pieno sostegno alla protesta della Polizia Penitenziaria della Sicilia arriva da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Ci attiveremo presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché le giuste proteste dei colleghi di Catania, Enna, Caltanissetta, Trapani e di tutta la Siciliua trovino attenzione e conseguenti provvedimenti. Il dato oggettivo è che anche questa denuncia ci conferma che la tensione che caratterizza le carceri siciliane, al di là di ogni buona intenzione, è costante. Servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto. La Polizia Penitenziaria è veramente stanca di subire quotidianamente gratuite violenze”.
“La serenità operativa dei Baschi Azzurri è anche direttamente collegare ad un impegno concreto e quotidiano dei detenuti in attività lavorative, che abbattano l’ozio durante la detenzione stessa. Ciò permetterebbe, concretamente, quella rieducazione del condannato che è espressamente prevista nella Costituzione: e permetto anche a loro di avere uno stipendio, allo Stato di risparmiare sulle spese di mantenimento e alla nostra Comunità di essere più sicura, perché un detenuto che impara un mestiere, quando torna in libertà smette di delinquere nel 98% dei casi. E in questo contesto anche il ruolo di Polizia Penitenziaria è svolto in emergenza continua, come per altro accade in altre carceri regionali e della Nazione”.
“Rivendichiamo la dotazione del taser per la Polizia Penitenziaria”, evidenzia il leader nazionale del SAPPE, ““Si riparta da questi gravi fatti accaduti nelle carceri della Sicilia per porre fine all’onda lunga dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari attuato nel passato. Smembrare la sicurezza interna delle carceri con vigilanza dinamica, regime aperto ed assenza di Polizia Penitenziaria ha infatti favorito inevitabilmente gli eventi critici, che sono costanti e continui. E non è certo l’affettività in carcere a favore dei detenuti la priorità di intervento per il sistema carceri!”, conclude Capece.
Cronaca
Palermo – Incredibile a Palermo. “Questa mattina, verso le ore 10.15 circa, tre detenuti di nazionalità straniera sono evasi dall’Istituto Minorile Malaspina. Servendosi delle lenzuola hanno scavalcato il muro di cinta per poi darsi alla fuga. Dopo tre ore circa sono stati catturati 2 dei tre in due operazioni congiunte con la Polizia di Stato e i Carabinieri”, spiega Calogero Navarra, segretario per la Sicilia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Il terzo è stato avvistato dai colleghi dell’IPM che, seppur liberi dal servizio, si sono resi disponibili per le ricerche”.
I tre giovani extracomunitari sono riusciti a fuggire dopo aver segato le sbarre della cella. Una volta liberata la finestra, i ragazzi hanno usato le lenzuola intrecciate e si sono calati dal muro di cinta in via Cilea. Immediate le ricerche da parte delle forze dell’ordine con l’elicottero della polizia, che a lungo ha sorvolato la zona compresa tra via Sciuti, via Giordano e via Cilea. A fuggire sarebbero stati tre giovani extracomunitari. Uno è stato catturato dalla polizia, un altro dai carabinieri. Continua la caccia al terzo.
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, commenta con preoccupazione questo ennesimo fatto episodio critico accaduto tra le sbarre di un carcere della Sicilia: “adesso il SAPPE dice basta veramente ed è pronto a manifestare in tutta la regione, attuando tutte le legittime forme di protesta”. E torna “a chiedere pubblicamente che chi di dovere tenga in considerazione le criticità del personale di Polizia Penitenziaria che lavora nelle carceri siciliane”, conclude.