Trapani – Domani con la celebrazione della Domenica delle Palme inizia Settimana Santa. Il vescovo della Diocesi di Trapani, Monsignor Fragnelli, presiede la benedizione davanti la Chiesa della Badia Nuova e poi in processione verso la Cattedrale per la Messa Pontificale.
Nel pomeriggio il vescovo andrà a benedire ed avviare la processione dei Misteri viventi di Buseto. Si tratta di una delle più longeve manifestazioni di fede della provincia di Trapani, siamo arrivati alla 43esima edizione della Processione dei Misteri Viventi, evento che da oltre quattro decenni rappresenta un momento di intensa partecipazione religiosa e culturale per l’intera comunità.
A partire dalle 17, con la partenza da Villaggio Badia, sedici carri con personaggi viventi torneranno a sfilare per le vie principali del paese, dando vita a una rappresentazione unica dell’intero ciclo pasquale. La processione, infatti, non si limita alla Passione e Morte di Gesù Cristo, ma comprende anche la Resurrezione, distinguendosi per completezza e ricchezza scenica.
L’organizzazione della processione è affidata, come sempre, alla Confraternita del Crocifisso che, da anni, non solo custodisce e promuove questa tradizione, ma si impegna in attività solidali rivolte alla comunità, tra cui raccolte alimentari e iniziative di assistenza agli anziani. Un impegno spirituale e sociale che trova sostegno nella guida dell’assistente ecclesiastico, don Giancarlo D’Angelo, parroco di Buseto Palizzolo.
Trapani – Un percorso artistico-culturale. E’ quanto si potrà vedere da 14 al 17 aprile in occasione della Settimana Santa, nella chiesa di S. Nicola, sede del Museo Diocesano di Trapani, che per l’occasione apre le porte a cittadini e visitatori per proporre un significativo percorso artistico-culturale, ispirato a “La PASSIONE oltre ai MISTERI: dall’Ecce Homo alla Deposizione”.
Il percorso si inserisce nel progetto già avviato nel 2024 dalla Diocesi di Trapani e dedicato ai Misteri della Passione di Cristo, anche attraverso mostre ed esposizioni ( quest’anno ricordiamo che nella sede espositiva di Sant’Agostino, come da nota di sabato scorso, sarà aperta al pubblico una mostra dedicata ai “Misteri” nell’arte contemporanea). La chiesa di S. Nicola accoglie infatti significative opere pittoriche e scultoree che rappresentano episodi della Passione e morte di Gesù Cristo: una statua lignea dell’Ecce Homo, attribuito a Giacomo Tartaglio; il gruppo scultoreo della Sollevazione della croce, di Domenico Li Muli che fece parte della processione dei Misteri, soltanto nel 1951, e poi “rifiutato” perché troppo pesante e non rispondente al precedente gruppo distrutto durante gli eventi bellici del 1943; Il Cristo tra i ladroni, opera attribuita ad Andrea Tipa, unico esempio presente in città che rappresenti l’episodio, il dipinto raffigurante La Pietà tra S. Agata e S. Lucia, una sintesi figurativa tra i temi iconografici della Deposizione dalla croce e del Compianto del Cristo morto, con al centro del campo visivo Maria che sorregge il corpo senza vita del figlio.
Intanto a Trapani nella parrocchia SS. Salvatore e a Tangi nella parrocchia Maria Santissima Addolorata si terranno due Via Crucis in dialetto siciliano. S’intensificano così in tutte le comunità i momenti di pietà popolare nelle vicinanze della Settimana Santa.
La prima si terrà domani 8 aprile nella parrocchia “Santissimo Salvatore” a Trapani. I testi scritti da Nino Isca sono un racconto in dialetto in 10 stazioni che aiutano a rivivere i passaggi della passione di Cristo fino al racconto pasquale dei discepoli di Emmaus. Alla riflessioni in dialetto si alterneranno momenti musicali a cura dei cori “Tabor InCanto “e “Nada te turbe-Trapani”
Sutta a cruci cu Maria è invece il titolo della via crucis tratta da un lavoro realizzato dal diacono Maurizio Ruffino e don Vincenzo Vivona che sarà realizzata dai giovani nella frazione di Tangi. Guida il percorso il parroco don Giovanni Mucaria. La Via Crucis si realizzerà mercoledì prossimo 16 aprile.
La Separazione è il primo gruppo della Processione dei Misteri di Trapani. Appartenente al Ceto degli Orefici, rappresenta il momento struggente in cui Gesù si congeda da sua Madre e dall’apostolo Giovanni prima di affrontare la Passione.
Questo momento della Passione non è esplicitamente descritto nei Vangeli, ma è stato elaborato dalla tradizione cristiana e dalla meditazione sulla sofferenza di Maria. La scena ci mostra l’umanità di Cristo, che prima del grande sacrificio sente il bisogno di salutare la Madre e affidare il suo discepolo prediletto alla sua protezione.
L’episodio richiama il passo evangelico di Giovanni 19,26-27, in cui, dalla croce, Gesù affida sua Madre a Giovanni:
“Donna, ecco tuo figlio! […] Ecco tua madre!”
La tradizione popolare ha anticipato questa consegna, immaginando un addio carico di dolore e consapevolezza prima dell’inizio della Passione.
Il gruppo de La Separazione è una delle opere più toccanti della Processione. Le espressioni dei personaggi trasmettono un dolore contenuto ma profondo:
Le statue, realizzate con la tecnica tradizionale della tela e colla, possiedono una plasticità e una leggerezza che permettono ai portatori di donare movimento al gruppo attraverso l’annacata, rendendo ancora più coinvolgente la scena per i fedeli e gli spettatori.
Il Ceto degli Orefici, tra i più antichi di Trapani, ha sempre avuto un ruolo di prestigio nella società trapanese. La loro arte, legata alla lavorazione dei metalli preziosi, li ha resi protagonisti non solo del commercio, ma anche della realizzazione di manufatti sacri, come calici, ostensori e croci processionali.
La loro partecipazione ai Misteri si tramanda da secoli, e ancora oggi la gestione del gruppo è affidata ai rappresentanti della categoria, che con devozione e rispetto mantengono viva la tradizione.
✅ Un addio che anticipa il dolore: La scena de La Separazione è unica rispetto agli altri gruppi, poiché rappresenta un momento intimo e familiare, invece di un episodio pubblico della Passione.
✅ Il restauro del gruppo: Nel corso dei secoli, il gruppo ha subito restauri per preservare la bellezza delle statue. Alcune parti sono state ricostruite dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che danneggiarono diversi Misteri.
✅ Un legame con la devozione mariana: La scena richiama molte rappresentazioni artistiche della Pietà, in cui Maria tiene il corpo del Figlio dopo la Crocifissione, chiudendo idealmente il cerchio della Passione.
✅ L’importanza dell’oro nella tradizione religiosa: Essendo il gruppo appartenente agli Orefici, non è un caso che l’oro sia simbolicamente legato alla regalità di Cristo, come accennato già nei doni dei Magi.
Il gruppo de La Separazione è molto più di una scena della Passione: è il simbolo del dolore umano davanti al sacrificio, un passaggio fondamentale della spiritualità cristiana.
Ogni Venerdì Santo, quando il gruppo esce dalla Chiesa del Purgatorio, il silenzio cala tra i fedeli. È il momento in cui i trapanesi rivivono quell’addio, sentendosi parte di una tradizione che dura da secoli.
E tu, hai mai vissuto l’emozione di vedere La Separazione dal vivo?
Trapani – I riti quaresimali delle “Scinnute” rappresentano per la città di Trapani un’importante tradizione religiosa che affonda le sue radici nel XVII secolo. Questo rito religioso, che si svolge presso la Chiesa del Purgatorio, segna l’avvicinamento alla Settimana Santa e alla processione dei Misteri del Venerdì Santo. Un momento questo seguito da moltissimi fedeli, segno questo dell’immensa devozione del popolo trapanese a questo rito sacro.
Durante le Scinnute, uno o più Sacri Gruppi vengono collocati al centro della chiesa, adornati con fiori e argenti, per la celebrazione della Santa Messa o un momento di preghiera. A completare l’atmosfera solenne, nella piazza antistante, una banda musicale esegue brani funebri prima, poi la celebrazione.
Il termine “Scinnuta” deriva dal verbo “scendere” e fa riferimento all’antica tradizione di spostare i gruppi sacri dalla loro nicchia. In origine, prima della guerra i Sacri Gruppi erano custoditi nella chiesa di San Michele Arcangelo e veniva sceso dalla propria nicchia il gruppo di turno per un dato venerdì di quaresima. I gruppi erano esposti singolarmente, senza l’accompagnamento musicale.
Di seguito, il calendario storico delle Scinnute prima delle modifiche avvenute nel dopoguerra:
Sebbene la tradizione abbia subito cambiamenti nel corso dei secoli, le Scinnute continuano a suscitare un forte coinvolgimento nella comunità trapanese, alimentando la devozione e l’attesa per i riti della Settimana Santa.
Le celebrazioni delle Scinnute per il 2025 seguiranno il seguente programma:
Le Scinnute rappresentano un patrimonio spirituale e culturale per Trapani, un’occasione di raccoglimento e preparazione alla Settimana Santa, nel rispetto delle tradizioni tramandate nei secoli.